Sapete che nella metro di Times Square c'è un'opera di Roy Lichtenstein April 25 2016

di Mariagrazia De Luca

deluca.marymary@gmail.com

La subway è uno dei luoghi che voi explorers di New York City non potete mancare di visitare.

Sembrerà strano, ma la metropolitana stessa può essere una destinazione di viaggio, per conoscere i personaggi che popolano the city, ma anche perché “the New York subway” è di per se’ un museo “underground”. Ci sono tantissime opere d’arte, sculture, quadri, murales di artisti anche famosi. Andando sempre di fretta non ci si fa caso.

Lo sapevate ad esempio che alla fermata di Times Square c’è un murales gigante di Roy Lichtenstein, uno dei fondatori con Andy Warhol della pop art? Io, mea culpa, l’ho scoperto da poco, pur vivendo a New York da oltre 3 anni.

Anche il Presidente della Casa Cinematografica Indipendente Troma, Lloyd Kaufman, ha consigliato ai lettori di Il mio viaggio a New York di prendere la metropolitana: è lì che incontrate personaggi eccentrici, e situazioni davvero newyorkesi.

https://www.ilmioviaggioanewyork.com/blogs/news/100412998-troma-building-la-casa-indipendente-piu-vecchia-damerica-labbiamo-visitata

In un solo vagone si concentra il mondo intero: latini, afroamericani,  gente proveniente da qualche paese lontano (che spesso neppure pensavate esistesse nella mappa geografica), turisti e gente di tutto il mondo che viaggia in lungo e in largo per la città, con quello che è il mezzo di trasporto più comodo ed efficiente. Quello di New York City sembra essere d’altronde il sistema metropolitano più vasto del mondo: 24 linee, 469 stazioni, e milioni di persone che ogni giorno si fanno almeno un “ride” in metropolitana.

Ecco tre regole da seguire nella vostra esplorazione della Subway newyorkese:

Regola numero uno: slow down! Rallentate, non fatevi contagiare dal passo accelerato dei newyorkesi.

Regola numero due: look around! Guardatevi attorno. L’arte è dappertutto, a volte proprio davanti al vostro naso. Piuttosto che concentrarvi sul tabellone che vi avverte che il vostro treno arriverà in 2 minuti, prendete il successivo e lasciatevi meravigliare da opere d’arte di valore inestimabile attorno a voi.

Regola numero tre: scaricatevi questa applicazione per cellulari: Meridian, vi localizza le opere d’arte più vicine a voi. Potete anche cercarle scegliendo “by lines” o “by artist”, e avete l’opzione “tour”.

 

I PERSONAGGI “UNDERGROUND” DELLA SUBWAY DI NEW YORK

Se siete delle persone curiose nella subway newyorkese non potete di certo annoiarvi: ci sono gli artisti di strada che la popolano. Tra questi, i ragazzini che ballano la breakdance e che vi lasciano a bocca aperta con le loro acrobazie, le piroette e i doppi salti mortali. Le aste dove i passeggeri si aggrappano per non cadere quando la metropolitana è in movimento sono i loro trapezi. Anche se vi sfiorano la testa con il piede quando fanno capriole, non vi spaventate: sono dei professionisti e non vi colpiranno!

Ci sono chitarristi bravissimi (ma anche violinisti, pianisti, saxofonisti…) che per la durata di due o tre fermate vi fanno venire la pelle d’oca con qualche cover dei Beatles o altri pezzi famosi, oppure i suonatori di bonghi che si posizionano con sedie pieghevoli proprio al centro della carrozza e vi ipnotizzano con i loro ritmi africani.

C’è gente che sonnecchia aspettando la propria fermata: fate un conto della gente che “sonnecchia” nel vostro vagone, vi stupirete che sono quasi la metà, l’altra metà è alle prese con il cellulare, qualcuno più old fashion ha aperto il New York Times sulle proprie gambe (lo stanno davvero leggendo?), ma tutti, o quasi, ascoltano musica dai propri auricolari.

Ci sono anche persone che dormono (e russano!), perché la metro è la loro casa provvisoria, soprattutto quando fuori si gela. E’ un luogo caldo e relativamente sicuro. E poi, gente che banchetta, perché non c’è tempo per fare il “lunch break”. Chi recita poesie, chi legge le carte, chi annuncia l’avvento di Dio e chi raccomanda i viaggiatori:  “Ama e segui Gesu’, per avere un posto assicurato nel paradiso!”

Una ragazza qualche giorno fa si autopromuoveva come “counseling”: non ho ben capito di cosa, un counseling generale per qualsiasi tipo di problema, una sorta di consigliera spirituale. E lo faceva con una sicurezza e professionalità talmente convincente che mi sono fatta lasciare il suo biglietto da visita. La chiamerò? Mai dire mai! Prima o poi potrei avere bisogno di un consiglio spirituale per sopravvivere a New York.

Una cosa interessante da notare durante il vostro “ride” nella metropolitana di New York è come cambia la fisionomia delle persone da fermata a fermata. Non solo la fisionomia, anche lo stato sociale, la categoria lavorativa e l’umore dei passeggeri.  Se passate per le fermate attorno Wall Street, avrete buona probabilità di imbattervi in uomini in giacca e cravatta, e donne eleganti, anche se con le scarpe da tennis sotto la gonna, che poi cambieranno una volta in ufficio. Nelle fermate attorno a Times Square turisti salgono e scendono dalla metro. Nei pressi della fermata Bedford della L, i passeggeri sembrano tutti giovani, hipster (siamo a Williamsburg!) e artistoidi. Se invece restate sulla metro 2, 5 o 6 verso il Bronx, vedrete che a poco a poco il vagone si svuota di turisti, le facce delle persone diventano più malinconiche e stanche. Sono i veri newyorkesi che tornano a casa dopo lavoro. Si fanno un’ora e più di metro per andare a lavorare downtown, dove l’affitto è troppo alto e non possono permetterselo, e non hanno altra scelta che quella di fare i pendolari verso zone periferiche del Bronx o Brooklyn. Si può respirare anche povertà  e degrado nella subway di New York.

UN MUSEO UNDERGROUND: TIMES SQUARE

Una delle più busy e trafficate, dove convergono tante linee della metro (1, 2, 3, S, 7, Q, R, N e sottopasso per A, C, E), quella di Times Square è una delle fermate che, a causa del sovraffollamento, “se la conosci la eviti”. Eppure, per una volta cercate di “take your time” e scoprire le opere d’arte che nasconde.

Ecco un mini tour che potete seguire.

Le biglie giganti all’entrata 42nd street e 9th avenue.

 

All’inizio del sottopassaggio che collega Port Authority con Times Square si viene investiti da una marea di biglie giganti. Non c’è il rischio di farsi male, visto che sono dei murales a mosaico sulla parete, ma l’effetto ottico è notevole. E’ il “glass mosaic” di Lisa Dinhofer, chiamato “” (2003). La parete che si trova di fronte al sottopassaggio è la mia favorita: simula un pavimento a scacchi dove ci sono tante biglie sparse. E’ un bel gioco di prospettiva, per non parlare dei colori vivaci delle palline. Quante volte sono passata per di qua, sempre di corsa, e non ho visto questa bella opera d’arte?

Il sottopassaggio da Port Authority verso Times Square: un messaggio (subliminale?) per i viaggiatori.

Il sottopassaggio per arrivare a Times Square è sempre affollato, e in pochi guardano verso l’alto, dove ci sono scritte, spesso una parola, oppure una domanda, che sembrano voler dire qualcosa al viaggiatore.

OVERSLEPT, - SO TIRED, - IF LATE, -WHY BOTHER? -WHY THE PAIN? - JUST GO HOME. - DO IT AGAIN.

Sembra un monito (ironico) a prendersi la vita con calma. Lascio a voi l’interpretazione.

 

Alla fine del camminamento prendete le scale che vi portano al piano superiore, dove potete trovare altri mosaici interessanti. E sapete che molti di questi mosaici sono stati realizzati dalla famiglia italiana Travisanutto in Veneto, a cui sono stati commissionati? C’è un pezzo d’Italia nella metro di Times Square!

The return of Spring.  The Onset of Winter.

Opera del “realist painter” Jack Beal, un artista newyorkese morto all’età di 82 anni, un paio di anni fa. Rappresenta in questi affreschi scene della vita di New York. L’affresco “The Return of Spring”, quello all’Entrance Uptown, rappresenta dei carpentieri che lavorano duro (alla costruzione della metro?) e una scena di mercato. I colori della frutta sono molto vivaci, e gli occhi delle donne in primo piano (guardano proprio te!) mettono una certa soggezione.

 

Nell’alto affresco “The Onset of Winter” stanno invece girando un film: la protagonista sembra essere una donna che entra nella subway, mentre fuori nevica (è curioso che sia a maniche corte), mentre un bel po’ di gente si è radunata a curiosare. Il regista-cameraman usa una telecamera vecchio stile.

Murales di Jacob Lawrence: tributo alla “diversity” di New York.

Camminando in direzione dei treni N, Q, R alzate gli occhi verso l’alto: sul mezzanino c’è il murales di Jacob Lawrence che evoca la città di New York vista da un treno elevato: quanti personaggi, e quanti colori!

Camminando verso lo Shuttle… le ceramiche di Toby Buonagurio

Se camminate di corsa non ci fate caso, nonostante il vostro occhio verrà catturato da luminose figure tridimensionali. Le opere d’arte, the “flamboyant ceramics” di Toby Buonagurio, sono inserite in delle specie di nicchie quadrate di vetro. Sembra che l’artista, originaria del Bronx, abbia concepito le opere d’arte attorno alla tematica della “street life”, della moda e delle arti dello spettacolo. La mia favorita è la rappresentazione di gambe di donna stile “burlesque”, con scarpe alte e colori di calze diverse. In tutto le ceramiche sono 35, infatti l’istallazione permanente si chiama “Times Square Times: 35 Times”.

Roy Lichtenstein e la musica dal vivo

Alla fine del percorso, e nei pressi dello Shuttle che congiunge Times Square a Grand Central, è esposta una delle opere d’arte “underground” più importanti. Non posso credere di essere passata centinaia di volte per la stazione di Times Square, e non essermi mai accorta che uno dei padri della pop art, Roy Lichtenstein, artista newyorkese al 100%, ha dedicato alla sua città questa opera d’arte straordinaria. Times Square Mural (2002) occupa un mezzanino intero. A destra c’è un uomo incappucciato, omaggio al celebre fumetto di Buck Rogers. A destra invece è rappresentato un vagone della metro in stile futurista (con tanto di ali!), e al centro, in grande, il numero 42: la fermata di Times Square!

Proprio sotto al murales di Roy Lichtenstein c’è uno spazio adibito ai musicisti, con band che suonano a rotazione. La coincidenza ha voluto che proprio mentre ero a fare delle foto per questo articolo mi sono sentita chiamare: Maria! Era Bryan, un amico, grande suonatore di basso elettrico. Era lì con la sua band e mi ha chiesto di fargli una foto. Guys, YOU ARE SO ROCK’N’ROLL! Il cantante mi ricorda Mike Jagger dei Rolling Stone, i suoi modi di fare carismatici. Grande musica dal vivo, e per giunta gratis! Il tutto sotto una delle opere “underground” più importanti della subway di New York City!

Grazie Bryan, grazie New York!