Il fantasma che si aggira tra i turisti dell'Empire State Building December 02 2014

Il primo maggio 1947 una bellissima donna, elegante, d’alta classe, sale sull’Empire State Building. Osserva dall’alto la città in fermento. Si chiama Evelyn McHale,  ha 23 anni. Nessuno nota nulla di strano. Dopo la fine della guerra New York è tornata ad essere con forza la città delle meraviglie. Bastano pochi minuti, e qualcosa accade.

Evelyn crolla su una autovettura delle Nazioni Uniti. Morta all’istante, tra il caos generale. Si è buttata. Gridano. Un volo di 86 piani nel vuoto. Un botto. La fine. Robert Wiles è un giovane fotografo, si gira, la vede morta, e compie quell’atto che rende un fotografo grande e spietato. Scatta. Con sangue freddo. Come se il mondo fosse lì a chiederti di fare quello che gli altri non saprebbero fare: cogliere il preciso istante in cui qualcosa accade. Non è roba per tutti. Robert fa la storia della fotografia.

 La ragazza morta si sarebbe dovuta sposare con un uomo di buona famiglia, ma non si sentiva all’altezza. Lo aveva scritto chiaramente in un biglietto che teneva in tasca: “Non sarò mai una buona moglie per nessuno”. La foto, per quanto possa sembrare paradossale e drammatico, è bellissima. E’ perfetta. E’belissima lei morta in pace. E infatti viene pubblicata sulla rivista Life Magazine, come il più bel suicidio. E ce ne vuole, a definire un suicidio bello. Ma di questo si trattava. Di bellezza, di forza estetica. Infatti dopo anni se ne accorse anche Andy Warlhol, che le dedicò una serigrafia dal titolo Suicide (Fallen Body).

E’ tra le foto più conosciute di New York, mentre il mito di Evelyn continua a vivere nelle testimonianze di chi giura di vederla ancora oggi. Bella, vestita come altri tempi, col rossetto rosso, e gli occhi pieni di lacrime. Appare e scompare, ed è il fantasma che si aggira sull’Osservatorio dell’Empire State Building. La foto la trovate qui.