Dieci domande che vi siete sempre fatti su New York September 07 2015

Gli affitti sono alti?

Certo. Sono alti. A Manhattan poi sono altissimi. Un monolocale per meno di 2000 dollari al mese non è facile da trovare. Però quasi tutti vivono in appartamenti condivisi, o fuori Manhattan. Con la metropolitana che funziona 24 ore al giorno non è difficile spostarsi.

Quanto si guadagna lavorando a New York?

Dipende da che lavoro fai. Un lavoro di ufficio semplice si va dai 35mila dollari lordi l’anno ai 60mila. Per profili più specializzati o per i professionisti si arriva facilmente anche 100mila dollari. Se lavorate in bar o ristoranti, non dovrebbe essere un problema portarsi a casa dai 500 dollari ai 1000 dollari a settimana, dipende dalle tips. Ossia dalla mancia

I newyorkesi sono grassi?

New York è una delle città più magre d’America, perché si cammina tantissimo. Quindi direi che è la meno “americana” delle città.

Come si fa ad avere il visto, e si può lavorare senza visto?

Non si può lavorare senza visto. Ed avere il visto non è facile. Eppure mezzo milione di persone a New York lavora pure senza averne il permesso. La cosa è di fatti tollerata.

Costa prendere il taxi?

Non costa molto, e poi in tanti si muovono con Uber pool, una app che ti permette di condividere una corsa con altre persone.

Rimarrai per sempre a New York?

E chi può dirlo? Qui vengono continuamente nuove persone, e continuamente vanno via. Il futuro è imprevedibile.

La città è sicura?

Sì. Non si avverte un senso di insicurezza per le strade.

La città è pulita?

New York è una città di forti contrasti. Zone pulitissime e poi a pochi metri una sporcizia insopportabile. Una cosa è certa: ci sono tanti topi e i vetri esterni degli edifici non vengono lavati.

Costa mangiare fuori?

Sì, mangiare fuori è costoso. Se poi aggiungete la mancia obbligatoria. Però per esempio a pranzo ci sono tante offerte di menu fissi, e quindi potete tranquillamente risparmiare qualcosina.

La gente è felice a New York?

Chi ci vive spesso si lamenta, ma si rende anche conto che non vorrebbe vivere altrove.