Le prime cose che nota un italiano a New York December 21 2015 3 Comments

 

di Mariagrazia De Luca 

deluca.marymary@gmail.com

Sbarcare a New York City la prima volta. Cosa si prova?

Io ricordo solo che mi feci venire il torcicollo a furia di guardare verso l’alto, mentre camminavo per i grattacieli del Finantial Distric. Visto che dopo anni di vita newyorkese si danno molte cose per scontato, e anche l’unicità ed eccentricità di New York può diventare in qualche modo familiare, ho chiesto ad una romana arrivata da qualche giorno nella Grande Mela di raccontarmi dei suoi “cultural shock”. Valeria, raccontaci com’è la tua “New” New York City…

“Pepperoni pizza” non è pizza con i peperoni.

Pepperoni pizza è una delle preferite dei newyorkesi. È facile da trovare in qualunque pizzeria a taglio di Manhattan: circa 2$ per un bel pezzo di pepperoni pizza. Ma, attenzione, mai chiederla se siete vegetariani! Infatti, pepperoni in inglese significa ‘salame’, e non ha niente a che vedere con i nostri vegetali.

Nelle pizzerie danno la pizza tonda già tagliata a fette.

Non in tutte le pizzerie di New York, ma è piuttosto comune che ordinando una pizza margherita vi arrivi al tavolo già tagliata in quattro fette triangolari. Sono davvero così pigri i newyorkesi?

Acqua con ghiaccio anche quando nevica!

Non importa se fuori faccia meno 10 gradi e ci siano 20 centimetri di neve: al ristorante l’acqua si serve sempre con ghiaccio. Inoltre, non c’è neppure tempo di farla scaldare, visto che i camerieri stanno aspettando che tu dia il primo sorso per riempire di altra acqua ghiacciata il tuo bicchiere.

Non fai in tempo a finire di mangiare che ti portano il conto.

Sabato sera, ristorante pieno, fuori la fila di clienti affamati che aspettano di entrare. I camerieri sono sotto pressione, tornano ogni due secondi al tavolo, “Miss, everything is ok?”, riempiono d’acqua i bicchieri, tolgono i piatti sporchi non appena si finisce l’ultimo boccone, e chiedono se si vuole qualcos’altro o è “all set”, finito.  All set, thanks! Ecco che conto è già sul tavolo che aspetta per essere pagato.

La Coca Cola Light è una invenzione italiana.

La Coca Cola Light non esiste in America, se non con il nome di Diet Coke. La varietà di bevande gassate in vendita è immensa, quando si compra una Coca Cola bisogna essere specifici: regular coke, diet coke, coke zero, coke alla ciliegia, oppure alla vaniglia o life coke, una nuova versione della Coca Cola con lo zucchero di canna. Consumare ‘soda’ è più conveniente, una bottiglia di Coca Cola di due litri costa meno dell’acqua in bottiglia.

Caffè espresso: cos’è quel bibitone?

Le vostre più belle aspettative crolleranno d’improvviso, una volta ordinato un caffè espresso in un ristorante non italiano. Nel migliore dei casi ricevete un espresso lungo, nei peggiori un caffè annacquato. Non da escludere, potreste ordinare un espresso e ricevere un caffelatte. A me è capitato.

Le Pharmacy non sono Farmacie: sono più fornite di un supermercato!

A causa del freddo vi si è ostruito il naso e pensate di andare nella Pharmacy a comprare delle gocce? Scordatevelo. Ci vuole la ricetta medica quasi per tutto, anche per le lenti a contatto. Alcuni dei medicinali da banco sono disponibili, ma la maggior parte degli scaffali della Pharmacy sono stracolmi di: cosmetici, giocattoli, detersivi, birre, patatine fritte, mutante, calze, caricatori di cellulari, martelli e veleni per topi e scarafaggi.

Non ci sono le lavatrici in casa.

Per fare il bucato bisogna scendere per strada. Meglio munirsi di carrellino e di santa pazienza. Non dimenticatevi il detersivo a casa, altrimenti comprarlo nella lavanderia costa il triplo. Fare la ‘laundry’ è un’occupazione noiosissima. Fase numero uno: una buona mezzora di lavaggio e centrifuga. Fase numero due: 40-50 minuti di asciugatrice. Fase numero tre: piegare la montagna di panni. Portatevi un laptop, spesso c’è la wi-fi disponibile per i clienti, oppure un libro da leggere. Il rischio è di restare incollati per ben due ore e mezzo alla televisione, stregati dalle telenovelas messicane che sempre sono trasmesse nelle lavanderie.

Hamburger Mac & Cheese è un hamburger con sopra maccaroni (pasta) mantecati nel formaggio.

Nei menù dei Diner restaurant aspettatevi di trovare lunghe liste di hamburger, con tantissimi ingredienti differenti, molti dei quali indecifrabili se non siete frequentatori assidui di ristoranti americani. Ordinare un Mac & Cheese burger, ad esempio, è un’esperienza americana autentica che vi lascerà a bocca aperta (e a pancia piena!). Riceverete un hamburger gigantesco con sopra maccheroni con formaggio. Succulento hamburger, senza dubbio, ma che finirete di digerire al vostro rientro in Italia.

Ma quante lingue si parlano?

È la gente newyokese che ha attirato subito la mia attenzione. Dal Sudamerica all’Asia, Europa e Africa: tutte le nazionalità del mondo, ricordo la prima volta che presi la subway di New York, erano sedute lì, una accanto all’altro. Questa è la città del melting pot, ho pensato. Vivendoci vari anni, ho poi visto anche che spesso le comunità sono mondi separati, e non sempre c’è una reale integrazione. In una classe di un college si riuniscono studenti di tutto il mondo, ma nei quartieri i domenicani stanno con domenicani, messicani con messicani, senegalesi con senegalesi. New York è anche questo, tanti mondi uno accanto all’altro che si rispettano ma non sempre comunicano.

La gente bivacca in metro.

I newyorkesi non hanno neppure il tempo di fermarsi una mezzora per cucinarsi una frittata o un piatto di pasta. Sempre di corsa, sempre “busy”: perché non apparecchiarsi in metro? È un’esperienza da fare almeno una volta nella vita per essere considerati newyorkesi doc. Famiglie intere aprono cartoni pieni di fette di pizza con pepperoni, e se le mangiano in tutta tranquillità seduti sui sedili della metro. Coscette di pollo di Popeye, unte e croccanti, rosicchiate prima di tornare a lavoro tra una fermata e l’altra della metro. Riso, pasta, sandwich, patatine fritte. C’è anche chi si guarda un film dal laptop sgranocchiando pop corn. Next stop is…

Ti lasciano il conto aperto nei locali.

Quando uscite per locali con gli amici, ricordatevi di tenere il conto delle birre che bevete. Di solito, con il primo drink che ordinate, affidate al bartender anche la vostra carta di credito, su cui lui addebiterà di volta in volta i successivi drink. Tenete il conto degli shot che offrite ai vostri amici, e se proprio la matematica non è il vostro forte, allora pagate in contanti.

La mancia è lo stipendio dei camerieri.

La mancia, ‘tips’, che si lascia ai camerieri, varia di solito dal 10% al 20% del totale del conto. Non dare le tips, o lasciare solo qualche spicciolo, è vista come una grave mancanza di rispetto nei confronti dei camerieri, e il messaggio che mandate è: il servizio è stato pessimo! Inoltre, solitamente i camerieri percepiscono come salario solo la mancia, e se nessuno ne lascia, se ne vanno a casa a tasche vuote. È sicuramente un sistema discutibile, visto che i camerieri non sono un costo per i proprietari, ma se il ristorante è pieno le tips vanno alle stelle! Un trucco per calcolare velocemente le tips senza usare la calcolatrice: raddoppiate le tasse, che sono scritte nello scontrino separatamente rispetto al totale. Il doppio delle tasse corrisponde a circa un 18 – 20% del conto.

Se non finisci il cibo ordinato, ti danno una ‘bag’ per portarlo a casa.

In Italia non si usa riportarsi a casa una fetta di pizza avanzata, oppure due forchettate di fettuccine alla bolognese da riscaldare all’indomani per pranzo. A New York, invece, i camerieri danno un contenitore di plastica e una busta al cliente, per un fai-da-te ‘take away’, oppure ritirano il piatto con gli avanzi per riportare poco dopo indietro una sorta di sacchetto ‘della nonna’, da portare a casa.

Se paghi con la carta la mancia va messa dopo che ti restituiscono la carta.

Può sembrare un atto di fiducia cieco verso il cameriere, eppure il cliente la scrive la mancia sullo scontrino una volta che il cameriere gli ha già restituito la carta di credito. In altre parole, una volta pagato il tuo drink, il cameriere ti riconsegna la carta con due scontrini di ricevuta. Uno per te e uno invece da restituire al cameriere una volta inserito l’ammontare della mancia e il totale. Il cameriere poi la inserisce nel sistema, mentre tu speri che i 5 dollari che gli hai lasciato di mancia, non diventino per un qualche svista 50 dollari! Truffe, non ne succedono (quasi) mai.

Non c’è il bidet in bagno.

Ma questo non è scontato neppure in Europa.

Il piano terra non esiste.

Salendo le scale di un palazzo, ricordatevi che il piano terra non esiste, ma corrisponde al nostro 1° piano. Di solito in ascensore il piano terra (1° piano americano) è segnalato sul tasto con una L di lobby seguita da una stellina.

Equivoci linguistici.

I newyorkesi parlano velocissimo, masticano le sillabe. Per non parlare della varietà degli accenti: quello del Bronx è diverso da quello di Brooklyn, accento di immigrati indiani, cinesi, del sud degli Stati Uniti, etc. Ci sono tante pronunce diverse per una stessa parola. E parole con significato diverso hanno a volte una pronuncia molto simile. Ad esempio, ‘cinnamon’ (cannella) e ‘cinema’.

Ragazza americana: Valeria, do you like cinnamon?

Valeria: Oh, yeah! I love it! I go to cinema every week!

Ragazza americana: What?!?

Valeria: Yes, I love cinema so much!

Ci sono poi parole che in italiano ed in inglese si scrivono e pronunciano alla stessa maniera, ma hanno un significato totalmente differente. Ad esempio, ‘phone’ in italiano chiamiamo l’asciugacapelli, mentre in inglese significa ‘telefono’.

Valeria: Phone a 15$, lo compro?

Maria: Cosa? Non fidarti, sarà una fregatura. Non ho mai sentito di un phone a 19$ qui a New York.

Valeria: Tanto lo userò solo questo mese per asciugarmi i capelli qui a New York

Maria: Che??? Ma non ti serviva per telefonare?