Una serata romantica con un newyorkese. Ecco cosa vi aspetta. December 26 2015

di Mariagrazia De Luca 

deluca.marymary@gmail.com

Definire un “americano” a New York è un’impresa davvero ardua: si rischia di fare un minestrone di tante identità culturali differenti che coesistono nella Grande Mela, città di immigrati provenienti da ogni parte del mondo. L’identità “americana” è complessa: dagli americani discendenti dagli antichi colonizzatori europei (“white”), ai latinoamericani, all’americano con discendenze africane, all’afroamericano, ai figli di immigrati cinesi, koreani, messicani, etc. che (per via dello IUS SOLI che vige negli Stati Uniti, diritto di cittadinanza per chi nasce nel territorio americano) sono di fatto “americani”, sebbene crescano spesso all’interno di culture che mantengono forti le proprie radici culturali. Ognuna di queste categorie di “Americans” ha certamente qualcosa in comune,  ma differenze culturali notevoli… chissà paragonabili a quelle tra un nostro ‘napoletano’ e un ‘milanese’, o, meglio ancora tra un “lampedusano” e un “bolzanino”!

Siccome a scrivere un articolo sul tema “dating an American” si corre il rischio di incappare in fastidiosi stereotipi, oltre che in termini facilmente considerabili “no politically correct”, ho deciso di intraprendere una ‘ricerca di mercato’. Ho chiesto a delle amiche italiane di raccontarmi di loro uscite ‘romantiche’ con Americans di differenti estrazioni culturali. Questo articolo dunque si basa su dati e notizie di prima mano. Le opinioni, talvolta discutibili, scaturiscono da esperienze autentiche.

Per iniziare, facciamo un gioco: ci sono due gemelli, uno è italiano e uno è americano. Uno vive a Roma, l’altro a New York. Vi invitano a una “date”, appuntamento romantico. Come immaginate che se caveranno i due gemelli?

Puntualità

L’americano vi aspetta puntuale, dopo 5 minuti è già nervoso, dopo 10 furioso, e quando arrivate con trenta minuti di ritardo (non un dramma per un’italiana), probabilmente già sta al terzo drink e ne ha rimorchiata un’altra. Il gemello italiano di Roma magari sarebbe passato con una mezz’ora di ritardo, e si sarebbe portato la Gazzetta dello Sport (da leggere mentre vi aspetta per altri trenta minuti aggiuntivi). 

Abbigliamento

L’italiano si fa trovare vestito casual, magari con una camicia, e con ogni dettaglio curatissimo. L’americano di New York si presenta con la sua T-shirt preferita, jeans larghi e una polo. Il comfort prima di tutto!

Dante e la carriera

Figlio di Dante Alighieri, l’italiano di Roma, anche se non fosse un letterato, sa sempre come cavarsela per farvi sentire bellissima e speciale. Il gemello americano vi parlerà invece di promozioni di lavoro, stage, carriera e studi. L’americano è più riservato, anche se può farvi complimenti su come vi vestite, o su qualche cosa di interessante che raccontate. Farvi ridere? Sembra che l’americano debba davvero impegnarsi per riuscirci.

Il linguaggio

L’americano è “straight talking”, diretto, vi fa sapere senza giri di parole che gli piacete. Invece il gemello di Roma usa il linguaggio degli sguardi per sedurvi, guai ad abbassare la guardia!  

La cena

La cena con l’italiano non dura meno di 4 ore. Sorseggerete bicchieri di Montepulciano, intervallati da sigarette e tante chiacchiere. In 4 ore, l’americano di New York, vi ha incluso invece: una cena, cinema e after drink.

Il matrimonio

Con l’italiano c’è il rischio di essere fidanzati in eterno, mentre un americano a 30 anni ha già un matrimonio (e un divorzio) alle spalle. L’ americano è orientato al futuro, si sposa più giovane e ha obiettivi definiti.

Non che gli italiani siano tutti ‘mammoni’, ma restano sicuramente in famiglia più a lungo. 

L’americano latino

Con un americano che ha origini sudamericane vi sentirete sempre una regina. Una regina, anche se magari tra altre 1000 regine.

L’italo-americano

Un italo-americano vi porta a mangiare pennette alla vodka, e si sforzerà tutto il tempo di parlare italiano, convinto di starvi a fare un piacere. In realtà, il suo italiano è pessimo, e lui parla dell’Italia con orgoglio patriottico anche se fa parte della settima generazione discendente da una famiglia italiana che emigrò a New York a metà dell’ 800. Parla alla fine, per fare colpo, un misto di dialetto siciliano con parole americanizzate, del tipo “Today ‘o travagghiu stavimo busy troppo assai!”

Il più romantico

L’italo-americano

Il più passionale

L’americano latino

Il bravo ragazzo e il sexy

In conclusione (e per estrema semplificazione), nonostante le variegate identità americane che vi sono a New York, e in generale negli Stati Uniti, sembrano esistere due grandi gruppi ben distinti di americani: “il bravo ragazzo che piace tanto alle mamme”, e “quello tanto sexy con cui mamma non vi farebbe mai uscire”.  Ma in questo, c’è da dire, tutto il mondo è paese.