Venite con noi a Soho, tra ristoranti e boutique June 15 2016 2 Comments

 

Testo e foto di Luca Marfé
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SoHo: South of Houston Street. Partiamo dalle basi: è il quartiere più figo di New York. Sede un tempo di vecchie fabbriche e trasandati magazzini, oggi è il tempio della moda e delle celebrity. Rihanna, Leonardo Di Caprio e Justin Bieber, tanto per citarne alcuni che, da queste parti, sono di casa.
A volerne tracciare i confini, stiamo parlando di una zona oramai piuttosto vasta, a sud di Houston Street appunto, che si estende tra Crosby Street e la 6th Avenue, rispettivamente ad East e West, e Canal Street sul fronte meridionale. A dirla tutta, però, SoHo è una realtà in continua espansione che mese dopo mese sta in qualche modo “divorando” i quartieri limitrofi, tra cui Little Italy in particolare.
Una sorta di avanzata inarrestabile non soltanto di boutique e grandi marchi, ma anche di gallerie d’arte e loft di ogni genere. La nuova frontiera del lusso nel mercato residenziale di New York, ancor più dei grattacieli di Midtown, passa per di qua.
Saltate sulla mitica subway newyorkese (linea verde local, 6) e scendete a Spring Street. Proprio accanto all’uscita della metropolitana, c’è un primo stop che non potete perdervi: Joe & the Juice. Succhi freschissimi, cornetti e caffè di prima scelta e soprattutto una “chicca” omaggio per gli amanti di social e fotografia: una macchina automatica dove scattare tutte le polaroid che volete, a colori o in bianco e nero, per lasciare una dedica agli amici del locale e portare via con voi un bel ricordo su carta, come si faceva un tempo. Idea geniale, divertente e a costo zero. Cheeeeese!
Una volta ricaricate le “batterie”, non vi resta che percorrere Spring Street in lungo e in largo. Il paradiso dello shopping. Inutile star qui ad elencare i grandi marchi che affollano Spring e West Broadway per un motivo molto semplice: ci sono tutti. Molto bello il Diesel Store, caratterizzato dalla consueta anima urban del marchio veneto. Elegantissime, invece, le boutique di Chanel ed Emporio Armani. Ma non limitatevi alle griffe perché vi capiterà di imbattervi in posticini deliziosi, infarciti di arte, stile e prodotti di artigianato di altissimo livello. Date un’occhiata, in particolare, ad AUrate, la “tana” di una maniera assolutamente nuova di concepire i gioielli. Molto bello lo spazio di mattoncini bianchi, aperto e vivace, in cui è ricavata. Strepitose, manco a dirlo, le gallerie. Per chi come me fosse “malato” di fotografia, non mancate l’appuntamento con la Rotella Gallery (sempre su West Broadway). Molte altre, invece, le troverete passeggiando all’aria aperta e vi sorprenderete ad ammirare veri e propri capolavori esposti un po’ ovunque: dalle facciate dei palazzi a dei bizzarri furgoni anni ’60. Su tutte, la numero 1 resta la Studio Art Street (angolo Spring e Wooster Street) di Esin Kosoglu. Date un’occhiata a queste foto.
Illustri scienziati sostengono che lo shopping sia un ottimo metodo per bruciare calorie. Ed anche se si trattasse di una “bufala”, da buoni italiani, non possiamo fare altro che metterci subito al lavoro per recuperarne un bel po’. ;) Il grande classico da queste parti si chiama Balthazar, un ristorante francese molto gettonato e ancor più blasonato, per il quale vi consiglio di prenotare con largo anticipo. Tuttavia, il frastuono del locale ed un conto salatissimo, lo escludono di fatto dai miei preferiti.
Vero motivo di vanto, invece, è il gioiellino tutto siciliano Piccola Cucina. Situato al civico 196 di Spring Street, è gestito con autentica passione e con contagiosa simpatia da Philip Guardione. Lo riconoscete subito per via di un cappellino impagliato tipico della sua terra e, soprattutto, per il tocco sul cibo, di qualunque cosa si tratti, assolutamente divino. Io sono un fan delle linguine con l’astice (peccato che oltre alle foto non si possano allegare profumi e sapori!), ma sono stato di recente travolto dai tagliolini ai ricci di mare. Tra l’altro, non sono mai stato un amante di dolci, ma di fronte ai cannoli fatti in casa mi sono arreso mandando all’aria qualsiasi parvenza di dieta. Un vera delizia per il palato e tutta la cordialità di un team che merita una menzione ed un grazie particolare, dallo chef Benedetto Biascquino (per gli amici Benny) a tutti gli altri: Paolo, Antonio, Luigi, Alfio e Misha. Anche in questo caso, vi consiglio di prenotare. Se vi capitasse di passare per il pranzo dal lunedì al venerdì, siate pronti a sentirvi quasi in colpa per via del costo ridicolo del menù lunch. A cena e nel weekend i prezzi salgono un po’, ma restano contenuti, soprattutto considerata la zona. Durante la stagione estiva scegliete un tavolino all’aperto e godetevi il vento caldo che soffia tra le stradine di SoHo.