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Autenticamente New York

Dieci consigli su come visitare il ponte di Brooklyn April 25 2015 12 Comments

Per fare il tour del ponte di Brooklyn al tramonto, clicca qui

 

1) Di solito la gente lo percorre da Manhattan a Brooklyn, ma così vi lasciate il panorama alle spalle, e svanisce l’effetto wow. Credetemi nulla toglie il fiato come farlo da Brooklyn a Manhattan, e vedere il tramonto che ti arriva negli occhi. Con le luci dei grattacieli che si accendono, e il profilo della città che emerge come un quadro. Quindi io consiglio di prendere la metropolitana A o C e fermarsi a High Street (2,75$ corsa singola), da lì iniziate la passeggiatina. Guardate la mappa. Il percorso è circa 25 minuti. Ma camminando lentamente ce ne vogliono 40. E conviene farlo con calma.

2) L’abbiamo già detto: il tramonto è il miglior momento per visitarlo. Se venite d’estate, tipo tra le 8 e le 9 di sera. A Dicembre dalle 4 alle 5. Ma vi raccomando, controllate prima qual è l'orario preciso del tramonto (scrivete "sunset new york" su Google, e ve lo dirà). Se lo mancate, potreste perdervi uno spettacolo infinito.

 

3) Dovrete camminare per 2 chilometri, quindi niente tacchi, scarpe comode, e ricordatevi: sul ponte non ci sono bagni pubblici. Ci sono invece agli ingressi.

4) Due foto non possono mancare: una con lo skyline di downtown alle spalle, l’altro con gli archi del ponte, dopo averne attraversato metà.

5) Attenti a non invadere la pista ciclabile, altrimenti le biciclette vi mettono sotto.

6) Fatelo durante una giornata non ventosa. Altrimenti sarà una vera e propria via crucis. Il vento si moltiplica per mille sul ponte.

7) Ricordate che attraversando il ponte potrete vedere la Statua della Libertà da lontano, Wall Street, il Manhattan Bridge, e da lontano anche Williamsburg Bridge e Verrazzano, un po’ di Brooklyn, Governors Island, Ellis Island, Liberty Island, la Freedom Tower.

8) Arrivate un po’ prima del tramonto, e perdete un’oretta a visitare la zona di Dumbo, fantastico cuore bohemien di Brooklyn. Fate una passeggiata anche sul Brooklyn Bridge Park. In questo caso potete prendere anche la F e scendere alla fermata York Street (invece di scendere ad High St come suggerito al punto 1).

9) Non fate tutto il ponte se non ve la sentite di camminare tanto, perché se vi fermate a metà, non c'è modo di prendere un autobus per attraversarlo. Bisogna farlo tutto! Quindi se volete farne solo un pezzetto partite da Manhattan, fate quello che vi sentite, e tornate indietro!

10) Ma non preoccupatevi troppo, lungo il percorso ci sono delle panchine.


Una palazzina popolare è il museo più strano del Lower East Side January 24 2015

Confesso una cosa, prima di iniziare. L'emigrazione mi appassiona. Per questo ho trovato favoloso un museo a tanti ignoto.  Si chiama Tenement Museum (97 Orchard Street), e la sua bellezza sta nell'idea semplice che è alla base. Farvi immergervi nella New York degli emigranti. Di oltre un secolo fa.

Questo complesso residenziale nel Lower East Side, la zona degli emigranti per eccellenza, fu costruito nel 1863. Qualche anno dopo l'Unità italiana, tanto per capirci. E accoglieva 7000 emigranti, che ovviamente facevano lavori umilissimi, e vivevano in maniera spartana.

Insomma, se non l'avete capito, state entrando in un enorme casa popolare, i cui appartamenti angusti erano destinati agli emigranti appena sbarcati: tedeschi, irlandesi, italiani, polacchi. Questo per dirvi che c'è parte della nostra storia qui dentro.

Molti di questi palazzi sono stati demoliti, questo invecce no. Si è salvato ed è stato trasformato in un tributo alla vera New York. Quella degli emigranti. Quella del sogno americano. Quella della fiaccola della Statua della Libertà ancora accesa.

Certo vi avviso: Tutti i mobili sono riproduzioni. Di originale vi è solo l'edificio (anche se con diverse ristrutturazioni), ma tramite le tante foto d'epoca è stato possibile ricreare quell'ambiente. Chiudendo gli occhi, e lavorando un po' di fantasia,  si può ascoltare il rumore lontano delle navi che arrivano, gli emigranti nella prima New York brulicante, accesa, anche miserabile. Ma pur sempre piena di vita.

Tutto è partito da questi piccoli appartamenti. In molti andavano via da una patria povera, sfidavano le onde dell'Atlantico, e riuscivano a ritagliarsi il proprio spazio di felicità e di benessere qui a New York. Ed è commovente osservare qual è il punto esatto in cui questa grande epopea collettiva è partita, e il cui compimento ha dato vita all'America.

Ci sono tantissimi tour organizzati, tutti in inglese (un motivo in piu' per impararlo), che affrontano diversi aspetti dell'emigrazione. Io ne consiglio due, che poi sono anche quelli con maggiore successo. Il primo è "Hard Times", su come gli emigranti hanno resistito alle crisi economiche tra il 1863, e il 1935. Lo si fa seguendo la vita di due famiglie. Una tedesco-ebraica, i Gumpertz, il cui patriarca morì durante il grande panico scatenato dalla crisi del 1873. E l'altra è quella italoamericana dei Baldizzi. Dura un'ora, e si tiene al secondo piano, al costo di 25 dollari.

Altro tour interessante è quello "Irish Outsider", che indaga la vita della famiglia di emigranti irlandesi: i Moore. Ricordiamo che questa zona di Manhattan, fino agli inizi del '900, fu a predominanza tedesca. Era conosciuta infatti come la Little Germany, in tedesco Kleindeutschland. Poi nel 1905  ci fu uno dei più grandi disastri di New York. E i tedeschi andarono via.

Stiamo parlando del disastro della Nave General Slocum, un vaporetto che il 15 giugno 1904 si incendiò, mentre era carico di donne e bambini, tutti tedeschi americani. I salvagenti non funzionavano. E invece di mantenere a galla, inabbisavano chi li indossava. Così le madri gettavano i figli in acqua con il salvagente. Per poi vederli affondare. Che orrore. Oltre 1000 morti, una tragedia totale per questa comunità, che pian piano scomparve. Ma anche questa è storia di emigrazione. E vale la pena immergersi in questo spaccato autentico di New York. Vi ho convinto?

 Per arrivare, potete prendere la linea metropolitana J o M, e scendere a Essex St. Oppure la B o la D, e scendere a Grand St.