A 10 minuti da Manhattan Brooklyn Crab e Red Hook October 05 2016

Luca Marfé
Instagram: @lucamarfe 

Una vacanza nella vacanza a 10 minuti da Manhattan? Venite con me.

Perché se è vero che New York è e sarà sempre una delle mete preferite dagli italiani alla ricerca di emozioni, sogni e tutto quanto il resto, è altrettanto vero che il desiderio di evadere almeno per un attimo dal caos di acciaio, vetro e clacson potrebbe assalirvi in ogni momento.

Soprattutto se vi capitasse di fermarvi da queste parti per una settimana o forse più.

E così, dall’altro lato del ponte di Brooklyn, incastonato in una vasta area a sud chiamata Red Hook, varcate la soglia del Brooklyn Crab e perdetevi in un vecchio film americano. Uno di quelli dalle atmosfere un po’ rétro, molto anni ’60, ambientati in riva al mare tra banconi, tavolacci e panche di legno.

Vi ritroverete ad assaggiare cibo delizioso, da abbinare a birre artigianali e cocktail coloratissimi, con il sole in volto e sua maestà Lady Liberty a dominare l’intera baia.

COME ARRIVARE

24 Reed Street, Red Hook, Brooklyn. Avete diverse possibilità.

La più semplice è senz’altro quella di arrivare in macchina. Vale sempre la pena noleggiarne una, anche soltanto per un giorno, non fosse altro che per esplorare metro dopo metro quartieri di cui perdereste milioni di dettagli restandovene sotto terra tra i tunnel della subway. Brooklyn, in particolare, è un capolavoro di atmosfere, arte e colori. Da Downtown Manhattan, una volta attraversato il ponte, ci metterete davvero 10 minuti di orologio e non avrete alcun problema di parcheggio, anche durante il weekend.

In alternativa, oltre alla bicicletta o alla combinazione metropolitana-autobus (linea G e F fino a Smith 9th Street Station, poi camminate o B61 fino alla fermata Van Dyke), potreste godervi un’avventura nell’avventura: il water taxi di Ikea. Parte da South Street Seaport (a pochi passi da Fulton Street) ed arriva dritto nella baia di Red Hook. I vantaggi sono tre: è rapido, economico (5$ dal lunedì al venerdì e gratis nel fine settimana) e, soprattutto, vi regala una vista splendida della Manhattan che vi lasciate alle spalle.

COSA SCEGLIERE

Il Brooklyn Crab è strutturato su tre livelli, quindi la prima cosa da fare è scegliere il primo o il secondo piano ed un tavolo che sia il più esterno possibile. Il motivo è molto semplice: la Statua della Libertà è lì che vi guarda e non ricambiare le sue attenzioni sarebbe davvero un peccato.

Che sia la più calda delle estati o un inverno ricoperto di neve, non importa. La struttura si apre e si chiude con un sistema di verande a mosaico che nulla tolgono allo spettacolo che avete davanti.

Il menù concede qualche scappatoia a stelle e strisce per gli amanti della carne, ma il nome del locale non lascia spazio a dubbi: questo è il paradiso dei granchi, dei crostacei in generale, dei frutti di mare ed in particolare di svariate decine di diverse qualità di ostriche.

Il mercato statunitense è invaso da prodotti che arrivano da ogni angolo del mondo, in particolar modo dalla Cina, sulla cui qualità si potrebbe discutere a lungo. Be’, qui per tutto ciò che non sia assolutamente eccellente non c’è spazio. Questi ragazzi sono in grado di tracciare origine e data di ogni singolo pezzo, proveniente esclusivamente dalla costa est di Stati Uniti e Canada, dal punto più a nord della Nuova Scozia fin giù al Golfo del Messico. Zero allevamenti, tutto rigorosamente wild.

Non solo.

L’attenzione per la sostenibilità è massima. Le meraviglie, tanto della natura quanto della buona tavola, meritano rispetto.

Tra le tante iniziative sostenute da questi ragazzi, non può non colpire il Billion Oyster Project. Un programma ambizioso che si propone di rigenerare i fondali dell’intera baia di New York. Le ostriche, infatti, anche se prive di vita, sono in grado di ripulire l’acqua di mare filtrando sostanze inquinanti e sporcizia. Allo stesso tempo, inoltre, si compattano negli anni fino a ricostituire una vera e propria barriera corallina.

Professionisti, studenti, e volontari al lavoro sul sogno di rendere questi fondali un posto migliore, restituendo al mare le sue preziose conchiglie. Un sogno cui vi ritroverete ad offrire il vostro contributo semplicemente gustando questa o quella delizia.

Imperdibili i granchi blu, ma squisiti anche gli snow e gli alaskan king. Gli astici sono top (gli americani le chiamano lobster - aragoste - ma in realtà si tratta di astici perché le aragoste non hanno le chele!) e la zuppa di pesce è incredibile.

L’ideale, se siete almeno in due o tre persone, è il Brooklyn Club Royale, un piatto pazzesco sia nella varietà che nell’estetica: un capolavoro scenografico su tre livelli da immortalare subito con l’hashtag #FoodPorn sul vostro account Instagram. Il successo è garantito.

Prima di andar via, non perdetevi un mini tour del giardino sul retro e godetevi vecchie insegne, murales (il granchio blu è una follia!) e giochi di un altro tempo.

Jamie Vipond e Matt Bohner, i fondatori che hanno tirato sù questo posto letteralmente con le loro mani, avevano in mente una sola cosa: regalare ai propri clienti l’atmosfera di una vacanza.

E l’unica cosa che mi viene in mente da scrivere, proprio mentre sono qui, è che ci sono riusciti benissimo.

STORIA E DINTORNI

Questa zona di Brooklyn è circondata dal mare e da decine e decine di moli. Gran parte delle strutture non sono altro che fabbriche o vecchi capannoni. Ma, come spesso accade qui a New York, intere aree tendono ad assumere forme nuove e prendono vita in qualcosa di diverso. Un po’ come accaduto a Bushwick negli ultimi anni.

E dunque non potete andarvene senza aver girovagato un po’ per queste stradine. In particolare, puntate al Valentino Pier e camminate lungo il pontile. Per raggiungerlo vi perderete tra mille graffiti, vere e proprie opere d’arte in continua evoluzione, ed una volta lì, sull’estremità di questa lingua di cemento, godrete di una vista su Downtown Manhattan davvero mozzafiato.

Perché New York è tante cose diverse. E sarebbe davvero un peccato vederne soltanto alcune.

 

Luca Marfé