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Autenticamente New York

Appello dei camerieri italiani di New York: "Lasciateci la mancia, dobbiamo vivere!" August 21 2018 12 Comments

 

I camerieri italiani si lamentano: "Gli italiani a New York non lasciano la mancia, ma noi come facciamo? Dobbiamo vivere, il sistema è questo, bisognerebbe avere la sensibilità di rispettarlo". E ricordano di lasciare almeno il 15% se si va a mangiare, perché di questo campano.  E continuano: "Non sappiamo se il sistema sia  giusto o meno, ma non siamo venuti qui a cambiare il sistema a New York, siamo venuti qui a lavorare, e lo facciamo pagando un prezzo altissimo, lontano dagli affetti, dagli amici, dalla nostra terra, in un paese straniero".  Ecco alcuni commenti.

Ma cosa rispondono i turisti? Che loro non sono ricchi, che per portare la famiglia a New York fanno degli sforzi immensi, e i prezzi sono già alti. Se a questo bisogna aggiungere anche la mancia, diventa davvero una vacanza impossibile. Quindi chiedono di mettersi nei loro panni, e di fare un sorriso in più anche se la mancia è minore rispetto a quella lasciata dagli americani.


Un master italiano a New York July 21 2018

Diffondiamo con piacere il comunicato del nostro amico Massimo Veccia:

 

Si è svolta venerdì 13 luglio 2018, presso il Consolato Generale d'Italia a New York, la cerimonia di consegna dei diplomi agli studenti del corso di Alta Formazione "Made in & By Italy - Marketing and Communication", organizzato da Learn Italy USA, Ente di formazione riconosciuto dall’Unione Europea e dalla Regione Lazio che eroga anche corsi di Lingua Italiana per stranieri riconosciuti dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca), in collaborazione con la FIAO (Federation of Italian American Organizations), la Montclair State University ed il New York Language Center.

L'evento è stato presieduto dal Console Generale, Francesco Genuardi, che rivolgendosi agli studenti ha affermato: "Terminate un corso nuovo, inedito, importante organizzato da Learn Italy, un ente che qui conosciamo bene e che sta ampliando la gamma di offerta dei suoi corsi di formazione”. Il Console Generale ha inoltre riconosciuto l’importanza della partnership stabilita con la F.I.A.O., definita “una nuova ma anche antica istituzione con sede a Brooklyn, simbolo dell’immigrazione e della presenza italiana nella città di New York”.

A conclusione del suo intervento, il Console Generale ha affermato: “Credo che la comunicazione e il marketing, argomenti centrali dei Corsi di Learn Italy USA, rappresentino alcuni dei temi strategici della società contemporanea, che potrete ampliare e rafforzare con l'aiuto della F.I.A.O. e dell'università di Montclair. Gli studenti provenienti dall’Italia avranno modo di confrontarsi con quelli di discendenza Italo americana, in un concetto completamente senza steccati e senza divisioni, contribuendo a creare una comunità italiana che non abbia distinzione di provenienze”.

A consegnare i diplomi, Silvana Mangione, docente del corso e vice segretario generale Cgie. Ad assistere all'evento anche Enza Antenos, docente di Montclair State University, che ha ribadito l'importanza di questa iniziativa che contribuirà a rafforzare i rapporti tra Italia e USA, creando un ponte di connessione tra le due culture. 

L’evento è stato anche l’occasione per Learn Italy USA per presentare ufficialmente a New York la nuova stagione formativa che avrà inizio a Novembre 2018 e dureranno circa tre mesi.

“Learn Italy è sempre in costante dinamismo grazie al team che in questi anni abbiamo costruito e che si basa molto anche su giovani che hanno partecipato ai nostri corsi e che poi sono rimasti a collaborare con l’Agenzia, un elemento che per noi è motivo di grande orgoglio” commenta il Presidente di Learn Italy USA, Massimo Veccia, che aggiunge: “I nostri Corsi non sono solo uno strumento prezioso per la formazione dei partecipanti ma anche un modo operativo per entrare in contatto con la nostra realtà e i nostri partner e contribuire alla progettazione delle attività future. La nostra mission è quella di sostenere i giovani talenti, infatti per tutti i nostri Corsi mettiamo a disposizione delle esclusive borse di studio che assegniamo ai profili più meritevoli e più motivati a partecipare a un’esperienza unica come lo sono i nostri percorsi formativi. Intorno alla terza edizione dei nostri Master registriamo molto interesse tra professionisti e studenti di tutta Italia e si profila una nuova stagione di grande successo”.

L’Agenzia ha, difatti, lanciato tre nuovi prestigiosi Corsi di Alta Formazione: la terza edizione di “New Media, Events and Communication”, la seconda edizione di “Made In & By Italy – Global, Digital Marketing and Communication”, e il nuovissimo “Intelligence e Sicurezza Internazionale”.

Tutti i Corsi sono aperti alla partecipazione di professionisti e studenti di ogni età provenienti da tutta Italia, Italoamericani e Americani. È inoltre possibile beneficiare di borse di studio esclusive a copertura parziale, a numero limitato, dei costi di partecipazione che Learn Italy USA mette a disposizione insieme ai propri Partner per sostenere il diritto allo studio e alla formazione dei profili più motivati che scelgono di vivere l’esperienza unica dei Corsi proposti a New York. Per tutte le informazioni basta scrivere a progetti@learnitaly.us.


Quali sono gli hotel vicino alla sede de Il mio viaggio a New York? July 02 2018

Booking.com

Quando abbiamo deciso di aprire il nostro portale www.ilmiohotel.com, lo abbiamo fatto con un'idea fissa. Chi prenota con noi non prenota perché Piero Armenti è simpatico. Ma perché conviene. Nel nostro catalogo di hotel ci sono tutti i migliori hotel di New York, ma anche degli Stati Uniti e del resto del mondo.

 

Per qualsiasi problema avete l'assistenza in italiano sul luogo, nel nostro ufficio a Times Square (324W 47th). Chi vi offre di piu'? Neanche Booking o Expedia hanno un ufficio a Times Square. Noi sì. 

A questo aggiungete che a noi interessa che voi siate felici, perché non siamo un portale con milioni di prenotazione. Per noi non siete  a solo un numero. Siete i nostri followers, e vi amiamo. Per questo abbiamo aperto http://www.ilmiohotel.com

 

1) ROW NYC  

Su Tripadvisor ha un punteggio di 3.5 stelle. Hotel moderno, con camere non grandissime, ma ben arredate. Bisogna solo fare attenzione a non prendere le camere vicine all'ascensore, che possono essere molto rumorose. All'interno dell'hotel c'è uno spazio con tanta offerta culinaria, tra cui le ciambelle di Dough, e il lobster rall. Il prezzo va dai 170 dollari in su a notte, noi garantiamo il prezzo migliore

Vi lascio qui un video della camera

 

 

2) HOTEL EDISON

 Su Tripadvisor ha un punteggio di 3.5 stelle. Hotel un po' vecchiotto, ma un grande classico di New York, soprattutto per la posizione che è proprio al centro del caos di Times Square. Il prezzo va dai 170 dollari in su a notte, noi garantiamo il prezzo migliore. 

 

3) RIU PLAZA

Su Tripadvisor ha un punteggio di 4 stelle, hotel molto moderno, con camere nuove di zecca. Posizione central, e con alcune stanze particolarmente panoramiche. Il prezzo va dai 230 dollari in su a notte, noi garantiamo il prezzo migliore.

 

4) PARAMOUNT

Su Tripadvisor ha un punteggio di 3.5 stelle, hotel fantastico per posizione, e ha una hall di luci soffuse e divani che lo rende davvero comodo.  Stanze non molto grandi. Ha il vantaggio di essere anche il punto d'incontro per il nostro tour dei rooftop. Il prezzo va dai 170 dollari in su a notte, noi garantiamo il prezzo migliore.

 

5) DOUBLETREE TIMES SQUARE

Su Tripadvisor ha un punteggio di 4.5 stelle, hotel centralissimo si trova proprio dentro Times Square, molto moderno, stanze comode.  Il prezzo va dai 200 dollari in su a notte, noi garantiamo il prezzo migliore.

 


Non confondete US POLO con POLO RALPH LAUREN June 27 2018

Allora sono due marche americanissime. Molti le confondono perché il logo è simile.

US POLO ASSN. ha questo logo

Mentre Polo Ralph Lauren ha questo logo

I due loghi sono molto simili, ed entrambi rappresentano il gioco del polo. La differenza è che Polo Ralph Lauren ha un solo giocatore, US Polo ne ha due.

In realtà US Polo è la marca della federazione del Polo americana, e ha un costo minore rispetto a Polo Ralph Lauren. 

Infatti mentre la Ralph Lauren costa dagli 80 ai 100 dollari a polo,  ma scontate da Macy's si può trovare qualcosa anche a 60 dollari, le US POLO costano molto di meno, cioé dai 15 a 20 dollari ognuno. Davvero poco. Imperdibile è il negozio che si trova a Times Square.

Comunque quando il logo è sulla maglietta, è molto difficile distinguerli.

Guardate qui 

Ralph Lauren 

US POLO ASSN.

 


Come fare per lavorare a New York. Articolo sui visti June 25 2018

In molti mi avete detto che preferivate un articolo pratico e non filosofico sul tema di come vivere a New York. 

Vi dico subito che l’America non vi vuole. E così ci togliamo un peso. Ma neanche gli europei vogliono gli americani. E infatti se un newyorkese volesse vivere in Italia, si troverebbe dinanzi agli stessi problemi di visto.

 La verità quindi è che non c’è la possibilità di emigrare negli Stati Uniti, e cercare lavoro qui. E’ vietato.  Se voi,alla frontiera, con il visto turistico dite che siete venuti per lavorare a New York, vi rispediscono a casa.

Quel che potete fare è cercare lavoro mentre siete in Italia, sperare che un’impresa vi sponsorizzi , ma neanche è sicuro che vi diano il visto. Perché c’è una lotteria per i visti di lavoro.  Spiego meglio: se io come imprenditore americano volessi sponsorizzare un italiano, dovrei passare comunque attraverso una lotteria.

Il visto si chiama H1B, e quest’anno le aziende americane hanno fatto 190,098 richieste, e sono state selezionate 65 mila persone (più 20mila tra quelli che hanno studiato negli Usa). Se venite estratti allora il vostro caso viene analizzato dall’immigrazione, e potrete avere il visto. Ma devono essere lavori minimamente qualificati. Diciamocelo chiaramente: un'impresa difficilmente vi sponsorizzerà dall'Italia, solo perché avete mandato un curriculum. Può succedere, certo, ma non succede spesso.

La soluzione più semplice per vivere qui è il ricongiungimento familiare, cioé sposarsi. Questa è la sacrosanta verità. 

La maggior parte degli italiani sono qui con 1) visto da studente  (F1), o il visto per lo stage (J1), o direttamente con l’Esta. Quest’ultimi finché ci riescono, entrono ed escono ogni 3 mesi. Ma rischiano. Lavorano al nero, senza poterlo fare. Alcuni addirittura rimangono oltre i 90 giorni dell’Esta, e si trasformano di fatti in “clandestini”, se tornano in Italia poi avranno una penalità per cui non potranno rientrare negli Stati Uniti per un periodo che va da 1a 10 anni, dipende da quanto tempo sono rimasti negli Stati Uniti oltre la scadenza del permesso.

Per avere il visto da studente potrebbe non bastare fare un corso d'inglese, potrebbero negarlo, è meglio iscriversi al college. 

Altri vengono inviati dalle aziende italiane qui, ma si tratta di profili alti oppure se sono giovani, sono mal pagati. Altri vengono assunti in ambiti di ricerca all’Università o presso strutture mediche. In questo caso vale un altro discorso più di nicchia, perché non tutti possono ambiare a certe posizioni. 

Di solito chi vuole venire a New York è alle prime armi.

C’è poi il caso di coloro che prendono il visto O-1 nel caso abbiate abilità aristiche, e il visto vale anche sarti, estetisti, parrucchieri di un certo livello, ma dovete dimostrare di avere avuto qualche articolo su di voi, cioé che avete una qualche abilità riconosciuta nella vostra terra. E ci deve essere qualcuno che qui vi faccia lavorare.

Esiste poi la lotteria per la green card, la diversity Visa, che è probabilmente il programma che si avvicina di piu' ad un permesso di emigrare. Ma sono solo 50mila posti e partecipano tantissime persone da tutto il mondo. Qui conta la fortuna.

Ci sono infine i visti da imprenditori, ma dovete avere del capitale da investire congruo rispetto all’azienda che andate ad aprire, ed avere la maggioranza di quest'azienda.

In poche parole non esiste una via ufficiale per emigrare negli Stati Uniti, a meno che un’azienda non vi sponsorizzi e abbiate un po’ di fortuna con la selezione.

Il mio consiglio? Venite ad esplorare, nessuno vi nega mentre state qui di conoscere persone, fare networking. Da cosa nasce cosa, e magari un'occasione di lavoro in futuro uscirà. A me così è successo. Venni durante il periodo del dottorato per scrivere un saggio su Junot Diaz, e poi conobbi nuovi amici, imprenditori di qua, che dopo due anni mi sponsorizzarono il visto.

Nell'attesa cercate di farvi un curriculum pesante!


Come faccio a vivere a New York? June 24 2018 16 Comments

Se volete consigli pratici, leggete questo articolo: https://www.ilmioviaggioanewyork.com/blogs/news/55866755-come-cercare-lavoro-a-new-york-mentre-siete-in-italia

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La conosco a memoria, la domanda che sempre mi fate. Una e semplice. Come faccio a venire a vivere a New York? E come si dà una risposta a una domanda del genere? Esiste un modo infallibile, un percorso unico, per venire qui? O ci sono mille modi, mille storie di vita? Vorrei fosse semplice dirvi: chiudete gli occhi e siete già qua. Con un lavoro, una casa,  degli amici. Ma non è così, ovviamente.

Ho pensato sia  venuto il momento di dare una risposta a questa domanda, a partire dalla ragione per cui ad un certo punto vien voglia quasi di scappar via, e venire a New York. Avete capito bene, scappar via, e non dico a caso.

La verità è che voi non sapete se volete vivere a New York. E non lo potete sapere finché non ci arrivate. Quel che sapete invece è un’altra cosa. Che siete stanchi della città in cui state, siete stanchi dell’Italia. Volete provare qualcosa di diverso. Probabilmente siete insoddisfatti della vostra vita. Le ragioni potrebbe essere mille: una relazione andata male, un licenziamento, un percorso universitario tortuoso.  Ma per me possono essere sintetizzate in un’unica frase: la vita di provincia fa schifo.

E so che lo pensate, quando mi chiedete com’è vivere a New York, e lo pensavo anche io. Quando sei giovane,  quando non ti sei realizzato, quando hai paura per il futuro, quando non riesci a trovare una tua dimensione, quando non hai un lavoro, quando ti senti deriso,  la vita di provincia è molto difficile, dura. L’apprezza invece o chi ama follemente la propria terra, e sono in molti, o chi riesce a trovare un proprio spazio.

Quando mi chiedete come faccio a vivere a New York, volete semplicemente una possibilità per respirare, questo è tutto. Forse qualcosina in più anche: la possibilità di un riscatto. Quel riscatto che in parte si ottiene già per il solo fatto di essere a New York, indipendentemente dal lavoro che si fa.

Quando verrete a vivere a New York, persone che a stento salutavi, vi inizieranno a scrivere. E lo sapete perché? Perché siete a New York, nella cosmopoli. Avete avuto un guizzo di vita. E non è scontato averlo. Inizieranno ad osservare da lontano la vostra vita. Ricordate: anche chi vi dice che ama la provincia e odia New York, quel guizzo che avete avuto voi un po’ l’ invidia.

Non ve lo nego, ve lo dico da subito, senza perder tempo. New York è una lotta perpetua. Soprattutto all’inizio, sarete pervasi da un grande entusiasmo per le mille opportunità della metropoli, ma anche dallo smarrimento perché rimanere qui non è facile. Per il visto, innanzitutto, difficile da ottenere. Non è il visto il tema dell’articolo, e vi dico subito che molti, pur di vivere a New York, si sposano un po’ per amore, un po’ per convenienza, soprattutto i maschietti. Altri rimangono senza il permesso per poter stare, da clandestini. Ma lasciamo per un attimo il visto da parte.

Il punto è che dovete saperlo fino in fondo che la metropoli è una lotta, un campo di battaglia. Tanti vogliono venire qui per cambiare il proprio destino. Perché qui c’è lavoro, si respira libertà, gente diversa, meno pressioni sociali, e perché in fin dei conti l’unica ragione per cui la metropoli è la Metropoli è che a nessuno gliene frega nulla di voi. Come sei vestito? Quanto sei magro? Quanto sei grasso? Quando ti sposi, che studi, ma perché non metti la testa apposto?  Queste domande semplicemente non esistono. Forse in fondo si vuole semplicemente scappare via dalla ripetitività di certe domande, di certe persone. Forse volete essere distanti proprio dalla vosta famiglia.

Quindi appurato che volete cambiar vita, fuggire dalla dimensione della provincia, andare in un posto in cui scoprirsi anche diversi, e seguire le proprie inclinazioni. Appurato tutto questo, la domanda è? Ma alla lunga vi farà piacere stare qui? Vivere a New York.  Non è che poi dopo un po’ tutto quello che odiavate della vita di provincia, vi inizierà a mancare? Incluso la vostra famiglia?

E qui bisogna, ed è importante farlo, dare una risposta netta. Cioé che non esiste una vera risposta a qiesta domanda.

La vita è tante cose, non è solo il posto in cui vivi. E ognuno può raccontare una storia sua. Sua nel senso che se l’è costruita da solo con le scelte, le sofferenze, i bocconi amari ingoiati,  le vittorie. C’è chi dopo un po’ torna in Italia, e chi rimane qui per sempre. E la sapete qual è la cosa bella? Che tutti hanno ragione. Non so dare un suggerimento universale. Mettetevi nei miei panni. Quando vedo un amico insoddisfatto che vorrebbe andare via da New York, cosa dovrei dire? Resisti un altro po’, che gli sforzi verranno ripagati? Ma se poi dopo aver resistito un altro po’, nulla e cambiato?  

Una domanda che spesso mi fate è quanto tempo ci vuole per ambientarsi a New York? Per me son bastati cinque minuti, altri magari non ci riusciranno una vita. C’è chi si crea un microcosmo etnico, fatto di amici tutti italiani, chi sceglie la via cosmopolita delle amicizie per interessi e affinità. Capite: si tratta di un terreno scivoloso dove si rischia di essere fraintesi. Ma il punto è che tutti hanno ragione. Nella metropoli ognuno fa che vuole.

 Però due cose in linea generale posso dirvele. Anzi due più una. La prima. Chi si realizza a New York, difficilmente se ne va. E per realizzarsi non intendo a livello economico, anche se chiaramente conta. Non si tratta solo di fare soldi, o di avere successo. E’ vero che è una città che spinge all’avidità, ma è anche molto comprensiva verso i fallimenti della vita. Tutti sono caduti, si sono rialzati molteplici volte. Poi con gli anni si cambia, cambiano i nostri interessi. Non so se tra dieci anni scriverei le stesse cose di oggi.  Ma per stare bene a New York bisogna trovare un proprio equilibrio emotivo per cui poi, all’idea di andare via da New York, si sta male. Insomma si tratta di questa cosa qui: New York deve diventare casa, punto. E poi non la vorrete lasciare.

 Secondo. Se non vi siete realizzati a New York ve ne vorrete andare. Semplice. E succede spesso. Non avete trovato una vostra dimensione e vi chiedete: “Ma io qui che ci sto a fare?”. Anche perché ricordatevelo, siete stranieri, siete in una terra in cui si parla una lingua diversa, siete ad un Oceano di distanza. Probabilmente dopo un po’ potreste decidere di tornare indietro, non dico nella vostra provincia, ma in un’altra parte d’Italia e d’Europa. Avete intanto imparato l’inglese, e potete fare qualcosa d’importante. Molti sono costretti ad andar via per problemi di visto, ma in questo articolo non stiamo analizzando quest’argomento. Un giorno vi dirò cosa la penso, ma non è questo il giorno.

Terzo. La vita è imprevedibile. Questo spiega tutto. Domani incontrate un uomo che vi fa innamorare, e vi trovate a vivere in Canada o in Svezia. Dopodomani vi arriva un’offerta di lavoro dal Giappone, e la prendete al balzo. Insomma la verità è che a volte non importa quello che pensate, o volete, semplicemente la vita vi porta dove non immaginate. Allora non ha un senso chiedersi dove voglio vivere. Bisogna avere talento a rendere ogni luogo straniero casa propria.

Esiste poi quello che io chiamo il Limbo di New York. Cioé quella dimensione che accomuna la maggior parte delle persone che ho conosciuto. Non sono felici a New York, ma non vogliono tornare in Italia o andare altrove. E rimangono così anche tutta una vita, sospesi come nel limbo dantesco. Questa forse è la newyorkesità autentica. Il conflitto, lo strazio, il rimanere incastrato a una metropoli senza riuscire davvero a crearsi una vita. Si può essere mezzi adolescenti e mezzi adulti per sempre, a New York.  Ragionare sul profilo psicologico di chi si trova questa condizione è difficile. Percepiscono l’andar via da New York come una sconfitta, e rimangano qui perché sperano che qualcosa accada. Poi perdono le speranze: nulla accadrà, ma intanto a New York hanno le proprie abitudini, e qualche soldo per vivere lo riescono a tirar su. Ricominciare un’altra volta altrove non è facile, e rimangono qui.

Ma allora, dopo tutto questo, posso dare una risposta alla domanda su come fare a New York? No, non la posso dare. Possi dirvi una cosa però: sarà una lotta, sarà una lotta solitaria. Siate pronti.


Guida alla cottura della carne a New York June 13 2018

Appena andate in un steakhouse,  e chiederete una bella porterhouse per due (Il taglio migliore), vi verrà fatta quella fatidica domanda che se non parlate inglese non sapete cosa voglia dire. How do you want it be cooked? Cioé come volete venga cucinata?

La domanda è molto precisa, e la terminologia va usata in maniera esatta. Qui vi lascio una infografica che vi dia un'idea di quale termine usare per avere un determinato risultato.

 

Se la volete al sangue dovete dire "RARE" che si pronuncia RER.  Se la volete molto al sangue dovete dire BLUE ma è davvero troppo al sangue, diventa difficile mangiarla. Quindi dimenticatevela. 

Personalmente credo che la terza cottura "MEDIUM RARE" sia la migliore, perché vi esplode in bocca con una bella differenza di temperatura tra l'esterno e l'interno, e anche la consistenza con questa gradualità tra la parte esterna cotta e quella interna al sangue è molto piacevole. Penso che sia la cottura piu' adatta a un pubblico italiano.

 

 

Dopo la MEDIUM RARE troverete la MEDIUM dove già la parte interna rossa è leggermente cotta, ma è ugualmente buona.

Vi sono poi i due livelli superiori che però mi sentirei di sconsigliare, visto che secondo me rovinano un po' il senso della Porterhouse che è la gradualità di temperature e consistenza del taglio della carne.

Nella MEDIUM WELL la parte interna della carne è quasi del tutto cotta come la parte esterna. Mentre la WELL DONE è il grado massimo di cottura dove il colore la consistenza, e la temperatura è uniforme in tutta la carne.

Ricapitolando: TAGLIO PORTERHOUSE PER DUE cottura MEDIUM RARE

Ciao

E non dimenticate di prenotare il vostro hotel su www.ilmiohotel.com

 


Il mito di New York nel cinema: una mappa essenziale June 09 2018

Il mito di New York è stato certamente alimentato dal cinema. Una città così bella, così piena di vita e così energica, non poteva non essere il luogo perfetto per grandi registi e sceneggiatori di tutto il mondo e in tutte le epoche. 

In effetti sono migliaia i film che hanno avuto Manhattan come set. Alcuni famosissimi altri meno, una città così luccicante è già pronta ad ospitare qualunque tipo di film: horror, drammatico, romantico, di azione. Sono sicuro che ne ricordiate almeno 5. 

Ma per avere una mappa divertente e utile allo stesso tempo, magari quando sarete a New York, noi vi riportiamo questa che è chiara e colorata. Quando mi capita di andare a NY non riesco a non andare al famosissimo 14 N Moore St, TriBeCa, sapete cosa c'è, sì? 

Ed ora a passeggio per New York alla scoperta dei luoghi del cinema con la mappa!

Mappa dei film New York


Attenti al fuso orario la prima notte a New York June 09 2018

Avete fatto tutto quello che c'era da fare! Avete prenotato l'hotel su www.ilmiohotel.com (prezzi migliori di booking), e siete pronti a partire. C'è solo un problema. Se non avete mai viaggiato al di là dell'Oceano, non conoscete i brutti scherzi che può farvi il jet lag, il fuso orario. 

Tra gli Stati Uniti e l'Italia ci sono 6 ore di differenza (in alcuni periodi dell'anno 5), questo vuol dire che appena arrivati ci sarà la luce del sole, ma voi vi sentirete stanchi. Per voi è notte, perché siete appena arrivati dall'Italia.

Spieghiamoci meglio: alle 20 ore New York, per voi saranno le 2 di mattina, cioé l'ora italiana. I ritmi del vostro corpo, dal ciclo del sonno alla fame, sono tarati sull'orario italiano.

Il fuso orario va combattuto.

L'errore da non fare è questo: non andate a dormire prima delle 23. Molti infatti poi si alzano alle 3 di mattina a New York (in Italia sono le 9), e non sanno cosa fare, spesso hanno anche una fame tremenda. Una tortura insomma, senza parlare poi del rischio di trascinarsi questa cosa tutta la vacanza.

Chiaro ognuno ha tempi di adattamento diverso, ma io  vi do qualche consiglio su cosa fare per combattere il jet lag il prima possibile, senza portarvelo appresso tutto il viaggio.

1) Potete fare il nostro tour delle terrazze panoramiche così vi mantenete svegli, e soprattutto avete la botta di luci di Manhattan, vi sembrerà la prima notte di essere dentro un film. Dentro Sex&theCity. Il giorno prima eravate sulla terrazza di casa vostra, e oggi siete tra i grattacieli di New York.

2) Salire sugli osservatori tipo l'Empire State Building che si trova vicino a Times Square, e probabilmente vicicno anche al vostro Hotel. E' aperto fino alle 2 di notte, e potete comprare i biglietti da noi al 324 W 47 oppure online qui.

3) Stare semplicemente a Times Square, seduti alle sedie rosse o le scalinate, e godetevi la fantastica energia dei neon

4) Andare la prima sera verso le 21 a mangiare in una bella steakhouse americana come Wolfgang o Benjamin, e così iniziare in bellezza questa mitica vacanza newyorkese.

5) Entrare in un qualsiasi pub newyorkese, con la musica molto forte, e il vociare costante. E poi resistere resistere resistere..

Se ce la fate, andate a dormire a mezzanotte. E svegliatevi non prima delle 7 di mattina!


Dieci consigli su come visitare il MoMA June 05 2018

1) Ricordate di cominciare sempre dal quinto piano la visita del MoMA, tanto per capirci è il piano in cui si trova la notte stellata di Van Gogh (foto sotto), e tanti altri della stessa fama. 

2) Il biglietto lo potete acquistare da noi (clicca qui), al costo normale del biglietto, senza alcun sovrapprezzo. Però è opportuno ricordarvi che ogni venerdì dalle 16 alle 20 è gratuito, anche se un po' affollato.

3) Il Museo è aperto ogni giorno dalle 10 alle 17.30, tranne il venerdì che chiude alle 20. Il biglietto costa 25 dollari, 14 per studenti e  18 per over 65, gratuito per minori di 16 anni. I passeggini sono permessi nelle gallerie.

4) All'interno del museo c'è un guardaroba dove lasciare il cappotto (non è obbligatorio), e dove lasciare obbligatoriamente gli zaini. E' gratuito e funzionale, vale la pena usarlo e godersi in tutta comodità lo spettacolo dell'arte. Ricordate che se vi presentate al museo con zaini superiori a queste misure -36 x 56 x 23 cm- non potrete lasciarlo presso il guardaroba, e quindi non potrete entrare.

5) E' permesso fare foto, ma non potete usare il tripode o uno stabilizzatore. I video sono teoricamente vietati, ma se fatti con discrezione e con uno smartphone vengono tollerati.

6) Valutate la visita al museo nelle giornate piovose, è una di quelle cose che si può fare tranquillamente mentre fuori c'è un acquazzone.

7) Non esiste un'audioguida in italiano del MoMa, ma questo nostro video su youtube può aiutarvi. Esistono invece audioguide in inglese.

8) Non dimenticate di fare un giro nel negozio, dove potrete comperare ricordini stupendi.

9) Rilassatevi nel giardino all'entrata, che secondo me è uno dei luoghi più belli del MoMA.

10) Consigliatelo quando tornate in Italia. Vedere dal vivo opere osservate sui libri di scuola dà un'emozione incredibile!

Ecco due video


Ho ordinato la pizza da Domino's Pizza March 26 2018

Ho seguito con attenzione il documentario Ugly Delicious, su Netflix, perché durante la prima puntata  si parlava della pizza.

Mi ha colpito il commento di un americano di provincia, che ha affermato di aver provato la pizza in Italia, ma di preferire quella di Domino’s pizza.  Anzi ha aggiunto che secondo lui sia proprio più buona.

Che lui preferisca Domino’s pizza sono affari suoi, ma affermare che possa essere migliore, a partire dagli ingredienti, è contrario alle intenzioni di Domino’s pizza.

Chi l’ha fondata e chi la dirige ora non vuole fare la pizza migliore al mondo, ma la più diffusa,  e sinceramente con un fatturato di 12.2 miliardi di dollari (ha superato Pizza Hut) direi che c’è riuscito.

Per fare la pizza più diffusa al mondo, devi prevedere un processo di standardizzazione assoluta, e una politica dei prezzi capace di diffonderla ovunque, anche nelle povere periferie americane . Non offri i migliori ingredienti in assoluto. Offri semplicemente gli ingredienti che ti facciano fare milioni di pizze, che abbiano un gusto simile ed accettabile, ad un prezzo decente, in tutti gli Stati Uniti. Stop. Questo è l'obiettivo dell'azienda.

Insomma la pizza che esce dal forno elettrico di Domino’s Pizza è semplicemente “l’unica pizza possibile”.  Chiunque decidesse di costruire un impero simile, avrebbe come risultato la pizza di Domino’s pizza, che in effetti non differisce così tanto da quella di Pizza Hut o di Papa Johns.

La pizza di Domino’s pizza ha un pregio, che arriva praticamente ovunque, e se la possono permettere praticamente tutti.  Ho provato ad ordinarla per voi. Ecco la mia esperienza.

1) Prenotare sul sito è stato molto semplice, mi ha colpito l'estrema personalizzazione che si può raggiungere. Non solo avevo a disposizione 4 dimensioni (da Small a Extra Large), ma anche quattro tipi di impasto, con cornicione alto o basso. Io ho scelto la Brooklyn Style.  Poi potevo scegliere tra 6 tipi di salse, e quanta ne volevo sulla pizza, e se volevo il lato destro o sinistro della pizza coperto da quella salsa. Poi ho scelto cosa metterci sopra, i toppings, sempre con incredibile personalizzazione. In tutto 34 milioni di combinazioni. 34 milioni di pizze possibili. Dopo aver ordinato la mia pizza, attraverso l'app ho controllato momento dopo momento il punto a cui era la preparazione. E anche il nome di chi me l'avrebbe consegnata, e l'ora in cui la pizza aveva lasciato lasciato il locale.

Capite che a questo livello di standardizzazione, come fanno notare nel documentario, stiamo parlando di un'azienda, Domino's pizza, che può essere tranquillamente considerata un'azienda tecnologica. Dal momento in cui la pizza è partita dal locale a quello in cui è arrivata a casa sono passati circa 30 minuti. Un po' troppo, avrei preferito di meno. Ma devo dire che l'attesa non ha compromesso il risultato. Se avessi prenotato una pizza napoletana dopo mezz'ora sarebbe poco appetibile.

2) L'aspetto della pizza non è dei migliori. Mi è sembrata troppo cotta con delle bolle bruciate sopra, come se fosse rimasta troppo in forno, e soprattutto incredibilmente unta d'olio. Troppo davvero, a partire dal cartone. Questa caratteristica mi ha colpito molto in negativo. Un olio dozzinale, forte, disgustoso che si sente dal primo morso fino all'ingresso nello stomaco, lasciando la scia per tutto il corpo. Un olio che si impasta ai sapori già di per sé molto marcati del formaggio, dell'impasto, della salsa. 

3) La pizza non sbrodola, anzi rimane fissa, ferma, immobile come se fosse un tutt'uno inseparabile. Sicuramente questa caratteristica rende facile i delivery, le consegne. Ogni piccola botta non compromette la pizza. 

4) Dopo un po' disgusta, anzi disgusta abbastanza presto. Dopo due fette avevo già la bocca impasticciata d'olio e del dubbio gusto del cheese, mi è pesato mangiarne 3 slice. Perché sentivo soprattutto non i sapori dei singoli ingredienti, ma quel sapore che non saprei descrivere se non come un tutt'uno di unto industriale.

E alla fine qual è la mia opione?

La pizza va bene per quello che è, e per il mercato a cui è destinata. Va bene perché è standardizzata. Ma io non la ordinerei di nuovo.  


Piano smartphone per turisti!30 dollari internet illimitato per tre settimane. February 28 2018 2 Comments

Vi do subito il link dove trovare informazioni: https://prepaid-phones.t-mobile.com/prepaid-international-tourist-plan 

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Sono andato a provare la carne di Nusret, ed ecco le mie conclusioni February 15 2018 32 Comments

Se l’ unico metro di giudizio per giudicare un ristorante è “ho pagato poco e ho mangiato bene”, allora Nusr-Et non è sicuramente il luogo in cui è andare.

Qua si paga molto e si mangia alla maniera sua, cioé alla maniera di una persona che ha iniziato come macellaio in Turchia, e che in pochi anni ha fondato un impero dei ristoranti a base di carne, con oltre 10 ristoranti in tutto il mondo. La sua fama però non deriva da un semplice colpo di fortuna su Instagram, dall’abilità erotica di affettare la carne,  ma dalla fama che il suo primo ristorante, aperto a Istanbul nel 2010, gli ha garantito, insieme all'affetto della clientela internazionale che si è fatto a Dubai, in cui ha aperto nel 2014. La carne è di prima qualità, su questo non c’è dubbio, ed è parte del suo successo. Anche io l'ho trovata ottima.

Nusret (conosciuto anche come Salt Bae) è innanzitutto un ossessivo. Nella maniera positiva del termine: tutti i suoi camerieri e cuochi devono essere esattamente ciò che lui è. E infatti lo spettacolino di affettare la carne in maniera scenica al tuo tavolo viene insegnata, e la devono sapere tutti. Tutti piccoli cloni del maestro.

 

Qual è la mia opinione? Ora vi dico la mia, visto che ho provato sia quella di Miami e New York. Prezzi e menu identici.

Il ristorante è molto costoso, anche per i parametri di New York dove le Steak House sono già costose di per sé. 

Dal punto di vista del ristoratore però se, nonostante i prezzi, il locale è sempre pieno, ha ragione lui. Conosco centinaia di locali dal prezzo abbordabile e con cibo di buona qualità, che sono vuoti. In questo mondo così competitivo della ristorazione conta chi vince, e vince chi riesce ad attirare la clientela che si è prefissato. Non esiste una clientela migliore e peggiore. Esistono solo ristoranti vuoti e ristoranti pieni.

Questo non è un locale per famiglie, non è un locale in cui vieni la domenica per mangiare abbondante e pagare poco.  Questo è un locale nato e cresciuto per quella che io definisco “classe aspirazionale”. Ve lo spiego dopo cosa intendo.

Un ristorante che possiede una forte carica di erotismo, grazie alle luci soffuse, alla musica perfettamente calibrata, e al tipo di persone che lo frequentano. Perché anche il proprietario gioca molto con questa pornografia del cibo, e sulla sua immagine di uomo in forma, frequentatore abituale di palestre, che veste Gucci e ti affetta la carne con un Patek Philippe al polso.

 

Un locale che attira gente facoltosa, gente che segue le mode, gente che vuole provarlo almeno una volta nella vita per curiosità, ma soprattutto  persone che anche senza poterselo permettere, tra un Martini e l’altro, si fermano al suo bar, nella speranza di fare incontri interessanti, che siano di lavoro o sentimentali. Perché questa è la chiave per capire la ristorazione nelle grandi metropoli: è un investimento su se stessi. Fare rete, fare networking vale più di mille curriculum. Se vi sfugge questo piccolo particolare, allora vi sfugge cosa significa vivere in una metropoli: se si “aspira” (per questo classe aspirazionale) a qualcosa di meglio nel futuro,  a cambiare il proprio destino bisogna investire su se stessi, anche dal punto di vista delle relazioni. 

Io vado al Chivito de Oro nel Queens quando voglio mangiare buona carne e pagare poco, ma sono due esperienze diverse. Là ci vado perché cerco quella cosa lì, da Nusret ci vado perché ne cerco un’altra. Ed entrambe l’esperienze hanno un senso nella mia vita.

Andare a mangiare in un ristorante non è solo “cosa mangi”, l’esperienza complessiva va giudicata in base a tanti parametri.  Faccio un esempio.  La  tomahawk l’ho pagata 275 dollari. E’ chiaro che è cara (non carissima per i parametri di New York), ma se includete che Salt Bae, che è una star internazionale, viene al tuo tavolo a farti lo spettacolino, che vi piaccia o no avete pagato poco. Perché quell’opera teatrale dell’affettare la carne nella mia percezione ha avuto un valore superiore al prezzo che ho pagato. E vi dico di più: pur di avere quello spettacolino lì avrei anche pagato il doppio (spero Salt Bae non se ne accorga). E come me tanti altri.

Siamo stupidi? Certo che lo siamo, nell'ottica di chi giudica solo in base al parametro "mangi bene e paghi poco". Non lo siamo, se ci giudichi nell'ottica della metropoli, di persone che collezionano esperienze, racconti, anche foto, e che si muovono a questo mondo con lo sguardo disincantato di chi vuole capire prima che giudicare. Siamo a New York perché siamo curiosi. E Salt Bae ci ha incuriosito. Tutto qua.

Anzi c'è anche un'altra cosa. Dipende anche dalle priorità della vita, dalle possibilità economiche. Se uno ha una famiglia da mantenere, ha altre priorità, ci penserà due volte prima di concedersi un lusso. Ma questo nulla toglie o nulla mette alla validità dell'esperienza in sé. In un’economia del superfluo (siamo in un'economia del superfluo, questo lo dobbiamo avere chiaro), male che vada, Nusret è solo uno sfizio come un altro. Il giorno dopo mangeremo lo spicchio di pizza a un dollaro e avremo bilanciato. O rinunceremo alla gita fuori porta, o a comprare un nuovo paia di scarpe. In un'economia del superfluo abbiamo svariate possibilità di scelta, ognuna delle quali ha lo stesso valore di un'altra. L'importante è che a sceglierlo siamo noi.

Molte delle critiche che ho ascoltato sono quelle classiche e prevedibili. Del tipo di colui che dinanzi a un' opera d'arte contemporanea dice "la saprei fare anche io".  Qualcuno di voi ha detto che con quei soldi si comprava una vacca intera, qualcun altro che è uno schiaffo alla miseria, qualcun altro che Nusret è un furbacchione che fa fessi i clienti. Sono tutte critiche valide, ragionevoli, e soprattutto necessarie a Nusret per certificare la sua dimensione di "persona di grande popolarità".

  Fanno il gioco di Nusret, che continuerà ad avere i ristoranti pieni, le macchine di lusso, e a fare la bella vita, mentre la persona che lo critica avrà perso un'occasione per capire "come ha fatto". Questa è l'unica cosa che conta, e che vi dovrebbe interessare: "Come ha fatto lui, e lo potrei farei anche io?". Non chiudete la porta per andare via con rabbia, ma apritela e guardateci dentro. Andate a vedere sempre, in questo grande poker che è la vita. L’invito che io vi do: andateci, anche se l'odiate. Spendeteci soldi. Andate e analizzatelo come in un caso da studio, cercate di attingere dalle persone che hanno successo, per cambiare la traiettoria della vostra vita, e magari un domani potreste spingere voi stessi oltre i limiti che vi siete imposti. E infine trovare una strada. 


Piccolo promemoria prima di venire a New York February 13 2018 1 Comment

1) Fate l'assicurazione sanitaria, una con un massimale elevato, e che possibilmente funzioni con la "presa diretta", cioé in caso di spese mediche paga direttamente l'assicurazione, non è che vi rimborsano dopo.
2) Verificate che abbiate carte di credito funzionanti all'estero. Chiamate la banca, chiedete informazioni precise. Quanto è la linea di credito? Quanto potete spendere al giorno? Quanto potete prelevare al giorno? Se possibile, evitate carte prepagate che potrebbero crearvi problemi. Ricordate che il circuito Maestro non è diffusissimo.
3) Verificate che il Passaporto sia valido, e che l' Esta sia stata approvata.
4) Verificate che il vostro bagaglio non superi i limiti di peso per l'imbarco.
5) Non dimenticate di portare degli adattatori per la corrente, e nel caso in cui gli oggetti elettronici che dovete usare non supportino il voltaggio americano (110 volts), anche dei trasformatori. 
6) Chiedete alla vostra compagnia telefonica informazioni su promozioni per utilizzare il cellulare all'estero, e magari navigare in internet. Anche se il WiFi libero è diffuso a New York, spesso è sovraccarico ed è di una lentezza estenuante.
7) Fate il check in online garantendovi i posti piu' adatti alle vostre esigenze. Se amate alzarvi e sentirvi liberi, lato corridoio. Se volete invece appoggiare la testa al finestrino dell'aereo, rilassarvi e godervi il panorama, lato finestrino.
8) Non dimenticate di portare con voi le medicine di cui avete bisogno, perché non è scontato poterle reperire liberamente a New York. Anche per quanto riguarda le lentine, ricordate che negli Stati Uniti si possono comperare solo con ricetta dell'oculista.
9) Anche se venite in estate, non dimenticate che l'aria condizionata è davvero al massimo, quindi portate qualcosa per coprirvi. Mettete in valigia scarpe da ginnastica comode, ma anche un bel paio eleganti che vi permettano di fare il nostro tour dei rooftop e sognare con noi.
10) Controllate sulla cartina dove si trova il vostro hotel, e iniziate a farvi una mappa mentale di dove siano le migliori attrazioni di New York. Poi veniteci a trovare al 324W 47th st, vicino Times Square. Vi aspettiamo.

Dove mangiare un buon ramen a New York February 13 2018

Johnny Cavaliere

Ramen. Conoscevo questa pietanza di origine giapponese solo perché il cartone animato Naruto ne parlava fino allo sfinimento. Poi ho avuto il "coraggio" di assaggiarlo e per me che sono sempre diffidente con il cibo "diverso" non è stato semplice, ma ero a Roma e quindi era un po' più tranquillo. Da lì ho iniziato ad appassionarmi di cibo giapponese e devo dire che oggi è uno dei miei cibi preferiti. 

Ma l'apoteosi del piacere con questo piatto l'ho avuto proprio a New York, quando ho trovato, grazie alla mia ragazza, un ristorante che è a dir poco spettacolare. Ma prima di consigliarvi dove mangiare un buon ramen a New York, parliamo appunto del ramen: cos'è?

Il ramen è un tipico piatto giapponese (ma di origini cinesi in realtà) a base di tagliatelle/spaghettini di tipo cinese di frumento (alcune volte anche di soia) servite in brodo di carne e/o pesce. Classicamente è  insaporito con salsa di soia o miso. C’è quasi sempre l’aggiunta di maiale, alghe marine secche, kamaboko, cipolla verde e a volte mais (io non lo preferisco). Ma dire ramen è dire tutto: è una delle pietanze più varie quindi, troverete sempre una variante diversa in qualunque ristorante andiate (proprio come in Giappone).

Inutile dirlo, a New York sono moltissimi che cucinano questo piatto, molto ricercato anche dai new yorkesi. Tuttavia ci sono solo tre posti in cui perderete la testa e troverete un ramen degno di questo nome. In particolare c'è un ristorante che mi è rimasto impresso per bontà e per attesa (qualche oretta di fila nel weekend). 

Ippudo

Ebbene sì, è proprio lui. Questo bellissimo ristorante, a pochi passi da Times Square, ha uno stile moderno, un bar delizioso (anche se stretto) dove potrete assaggiare cocktail meravigliosi e cucinano un ramen che è, per me, il più buono mai mangiato in assoluto. 

Il locale è elegante, target alto e con certe capacità di spese (non è per niente economico). Inoltre, difficilmente riuscirete a sedervi con meno di mezz'ora d'attesa (durante un weekend sono arrivato ad aspettare 2 ore, tempo speso bene poiché sono andato a passeggio nei dintorni). 

Io credo che sia talmente buono che valga la pena anche farsi quelle due ore di attesa. Frequentato da manager e da new yorkesi di "alto profilo", passatemi il termine, ha un menu molto vario che spazia dai classici ramen fino a quelli più ricercati (e piccanti!). Ovviamente, non ha soltanto ramen ma ha anche piatti più moderni sempre ispirati dalla cucina giapponese. 

Se siete invece distanti da Times square niente paura: c'è un altro Ippudo nei pressi del Washington park. Perfetto per il pranzo. 

Totto Ramen

Totto Ramen mi è stato consigliato da un amico che vive a New York da 8 anni. A detta sua, il miglior ramen di NY.

Ce ne sono diversi per i vari quartieri di New York (hell's kitchen, per esempio). Ci sono andato con aspettative davvero elevate. Il locale non è un granché: molto alla mano, direi familiare, stretto e con alta probabilità di riempirsi i panni di odore di cipolla.

L'effetto però dopo aver mangiato il ramen è sparito: il mio palato si era inebriato di un sapore davvero molto intenso e la scelta del menu (sebbene molto focalizzato sul Ramen se non esclusivamente basato su ramen) era davvero per tutti i gusti. Mi è piaciuto davvero tanto e quindi credo che per rapporto qualità/prezzo sia effettivamente uno dei migliori. 

 

Kame Ramen

Situato in 435 Park Ave S,  è un ristorante di ramen molto buono. Trovato per caso, mentre passeggiavo per NY, ho preso appunti e ci son tornato con Carmen proprio perché mi ha subito ispirato già dall'insegna. E le promesse sono state rispettate. 

I prezzi sono ottimi, la presentazione dei piatti anche. Inoltre, il locale è carino ed attraente anche se un po' piccolino. Frequentato da orientali (garanzia di qualità!) è una buona soluzione se siete in zona e non volete spendere molto per mangiare un buon ramen. 

 


Vi racconto la mia partita NBA al Madison Square Garden February 05 2018 1 Comment

(Se volete comperare i biglietti per NBA ai prezzi migliori, venite presso la nostra sede a Times Square, al 324W 47st)

Partiamo dall'origine. Già solo nominare il Madison Square Garden emoziona. Poche arene sono diventate un mito, e il Madison Square Garden è l'arena più mitica di tutte.  Illuminato di notte, con la sua forma circolare sembra un disco volante atterrato su Manhattan. Non è né bello né brutto, non so se sia possibile dare un giudizio estetico a un'arena costruita oltre cinquanta anni fa, che per New York sono davvero un millennio fa, per come tutto costruisce rapidamente. E non so neanche se si debba dare un giudizio estetico. Bisogna semplicemente rimanere in adorazione

Che ci sia una partita lo capisci subito dal grande afflusso di persone, che rendono folle il traffico circostante. Infatti il Madison Square Garden non si trova in una zona lontana dal caos. E' nel pieno del caos, vicino a Times Square. A piedi ci vogliono solamente 12 minuti. 

Appena arrivati, dopo essere stati un po' travolti dalla folla, ci sono i controlli di sicurezza simili a quelli in aeroporto, anche se meno scrupolosi. Bisogna poggiare una serie di oggetti che vi indicano in una vaschetta: di solito portafogli, chiavi, macchine fotografiche e cellulare, e poi passare attraverso un normalissimo metal detector. Il procedimento è rapidissimo. La security non parla italiano, quindi siate pronti. Appena passati attraverso il metal detector, controlleranno il biglietto con uno scanner dei codici a barre. Il biglietto può essere in formato digitale o cartaceo, anche questa procedura è molto rapida. Appena entrate troverete dei negozi di oggettistica, in questo caso dei Knicks, ma ricordiamo che qui giocano anche Hockey sul ghiaccio, ed è la sede dei famosi Rangers. Non esiste solo un negozio all'entrata, ce ne sono tanti nei vari piani, quindi non abbiate fretta di acquistare. Potete anche prima individuare qual è la vostra postazione, e poi dedicarvi allo shopping. Ricordate di chiedere agli addetti dove andare, perché è abbastanza labirintico lo stadio, e poi non dimenticate: i posti sono assegnati attraverso numeri e lettere. Quindi non occupate il posto di un altro.

Appena entrati nel negozio sarà impossibile non uscirne con qualcosa in mano. Siamo sinceri. Ci troviamo al Madison Square Garden, tempio del basket, stiamo per assistere ad una partita di NBA. Siamo a New York, è il viaggio di una vita, è il tocco finale di una vacanza voluta con forza, e non spendiamo almeno 20 o 30 dollari per un ricordino? Non ci credo. Quindi anche un semplice cappellino vale la pena.

I biglietti che avevo io erano quelli relativi all'anello superiore. Quelli da cui il campo si vede lontano. In passato sono stato anche vicinissimo al campo. Allora vi dico subito quello che penso. Esser vicino al campo è bellissimo, perché si può godere da vicino uno spettacolo unico. Però è anche molto costoso, si paga almeno 300 dollari a biglietto. Quindi va benissimo pagarne 80 e trovarsi in alto. Ve lo garantisco: si vede bene, sia perché dall'alto lo sguardo a strapiombo sul campo è affascinante, e la cornice del pubblico attorno rendono l'esperienza anche più completa.

Anche se non riuscite a godervi la partita, perché non vi interessa, non preoccupatevi. Guardare gli spettatori vale già il prezzo del biglietto.

Non dimenticate che andare allo stadio o nell'arena negli Stati Uniti significa innanzitutto poter addentare hot dog e patatine, che sono una tradizione americana. In realtà non è l'unica scelta possibile, ci sono tantissimi luoghi all'interno in cui ordinare cibo, birra e alcolici.  Ma io credo che la tradizione dell'hot dog debba essere religiosamente rispettata.

La cosa che più mi ha colpito, e come lo sport come intrattenimento non contempli la minaccia verso il tifoso avversario. Si sta tutti assieme uno al fianco dell'altro. Come dimostro in questa foto. C'è da un lato un tifoso con la maglietta di un giocatore del Portland, e dall'altra una dei Knicks. Ognuno se ne sta bello tranquillo.

Ancora più interessante lo spettacolo dentro lo spettacolo. Cioè ad ogni pausa, tra cui i tanti time out, succede sempre qualcosa in campo. Non solo esibizioni di splendide ragazze, come da tradizione americana, ma anche altri piccoli show che includono il lancio di alcune magliette con una specie di cannone.

A questo va aggiunta la telecamera che inquadra i Vip, e tutti applaudono, oppure semplici persone che iniziano a ballare o fare cose pazze di fronte alla telecamera. C'è anche la kiss cam, dove le coppie si baciano, e la guitar cam: se ti inquadrano devi fingere di suonare la chitarra (come in foto).

 Non dimenticate all'uscita di farvi una quantità di foto tale da non dimenticare mai questa bella esperienza. Con la scritta Madison Square Garden, e il logo dei Knicks.


Dove ascoltare musica jazz a New York January 30 2018

Pensare a New York significa rivivere grandi film, grandi scene ma anche grande musica. Certo, New York è proprio la patria del cinema, almeno come luogo, è la patria del cibo (il più vario al mondo) ed è sicuramente la patria della musica Jazz.

I grandi filoni musicali popolari che la Grande Mela ci ha lasciato in eredità negli anni sono essenzialmente 2: il musical di Broadway (ed abbiamo anche i biglietti per i migliori musical) e il Jazz, quello stile musicale dirompente che esplose a Manhattan a partire dagli anni '20, un'epoca che non a caso venne definita come gli "Anni Ruggenti" (anche in questo caso vi segnalo il nostro tour del proibizionismo che vi farà assaporare proprio come si viveva in quegli anni). 

Durante l'era del Jazz si diffusero un po' ovunque bettole e scantinati dove si ascoltava musica e si servivano alcolici illegalmente (era il periodo del Proibizionismo, come vi dicevo).

Cos'è rimasto di quel lontano passato? Come rivivere le atmosfere dell'Era del Jazz? Quali sono oggi i migliori locali dove ascoltare il jazz a New York?

Come immaginerai, l'offerta è varia, tuttavia ti consiglio di scegliere fra questi 4:

  • Marjorie Elliot's Parlor Jazz (555 Edgecombe Ave): proprio nel cuore di Harlem, il quartiere afroamericano per eccellenza, si trova questa piccola perla: Marjorie Elliot ogni domenica pomeriggio apre il suo salotto privato al pubblico per ospitare favolose jam sessions (l'ingresso è gratuito ma è apprezzata un'offerta).
  • Village Vanguard (178 Seventh Ave South): nel cuore del Village trova spazio un locale storico piuttosto spartano, che punta all'essenziale. Se sei un purista del jazz e sei interessato soprattutto alla musica non rimarrai deluso.
  • Jazz Standard (116 E 27th St): grande selezione di musicisti, cucina di ottimo livello e nessuna consumazione minima obbligatoria.
  • Birdland Jazz Club (315 W 44th St ): proprio nei pressi di Times Square sorge uno dei locali jazz più apprezzati dal pubblico: ottima cucina e jam sessions sempre di grande qualità.

Vi consiglio assolutamente di ascoltare il Jazz a New York, anche se è uno stile musicale che non vi fa impazzire... sicuramente donerà un po' di magia in più alla vostra vacanza. 


I posti migliori dove passeggiare a New York January 09 2018

di Paolo Parigi

Dove passeggiare a New York? Potrebbe essere una delle vostre domande tipo, quando siete nella grande mela oppure avete programmato una vacanza nella città che non dorme mai.

Premesso che passeggiare per le strade di New York è una delle esperienze più belle  e meravigliose che ci possa essere, passeggiando riuscirete a riempirvi di energia vitale, quell'energia sprigionata da ogni cosa che costituisce questa città e vi ritroverete con un'energia incredibile! 

Vi anticipo già che il mio luogo preferito è il Ponte di Brooklyn che permette di ammirare Manhattan in tutto il suo splendore. 

Ma attenzione: non c'è bisogno di arrivare fino al Ponte di Brooklyn per fare una bella passeggiata: basta solo fare il giro del quartiere (qualsiasi) per cogliere qualcosa di unico, ed è proprio questo che differenzia NY con le altre città: è bella tutta. 

Ecco alcuni luoghi un cui, a mio avviso, una passeggiata può regalare delle emozioni o farvi definitivamente innamorare della città, (se ancora ce ne fosse bisogno...).

Central Park

Lasciate da parte ogni tipo di paragone, vi assicuro che non ci sono parole per descriverlo, per raccontarlo.

Central Park è un parco, un polmone verde, all’interno di Manhattan che si estende dalla 59esima fino alla 110esima strada in cui nello stesso giorno, alla stessa ora è possibile trovare il concerto dei Run DMC, l’annuale ritrovo dei BoyScout e la festa di compleanno di una famosa attrice!

Tutto questo è Central Park. Passeggiare qui rinfranca lo spirito e vi darà una carica eccezionale. Osserverete davvero come vivono i new yorkesi e quando essi siano legati a questo parco.

Se il tempo lo permette noleggiate una bici e godetevi Central Park da un altro punto di vista. Anch'esso meraviglioso.

Ponte di Brooklyn

L’accesso è da Centre Street e la camminata è lunga più di 5km (andata e ritorno, che vi consiglio di fare in entrambe le direzioni anche al calar del sole).

Il momento più bello a mio avviso è il tramonto, lo Skyline dei grattacieli, la trama delle reti metalliche del ponte vi farà sentire dentro ad un Film, quello che che un Film però non riesce a trasmettere lo farà la vista su New York!

Durante questa passeggiata avrete modo di scorgere e lasciarvi ammaliare dalla  

  • Statua della libertà in lontananza
  • Dal Manhattan Brigde
  • Dal Verrazzano Bridge

Ovviamente vedrete down touwn, che è il centro nevralgico della finanza americana. Scegliete una giornata non ventosa per passeggiare sul ponte di Brooklyn altrimenti alla fine dell’escursione sarete esausti!

High Line

In ordine di tempo è una delle più giovani attrazioni. Si tratta di una linea ferrovia sopraelevata dismessa.Adesso è stata riqualificata, e la passeggiata è molto suggestiva perché la vecchia ferrovia è piena di verde ed è possibile attraversare il Meatpacking District e Chelsea, incontrare artisti e visitare bancarelle. Davvero niente male, no?

Al momento è una delle passeggiate più trendy di New York.

TriBeca

Si pronuncia “try Becca”  ed è nella Lower Manhattan. Sfrutta l’affaccio sul Fiume Hudson ed il quartiere è composto da molti vecchi magazzini ristrutturati che adesso contano proprietari famosi, attrici, personaggi dello spettacolo ma non c’è l’aria snob, anzi è un ottimo posto per cercare un ristorante o un locale per bere qualcosa con gli amici.

BatteryPark

Dodici ettari di puro spettacolo. Battery Park è accessibile da State Street e Battery Place, si affaccia sullo storico fiume Hudson ed è adiacente alla partenza dei traghetti per Statten Island.

Come detto, è molto esteso. La soluzione migliore, qualora voi aveste più giorni, è quella di visitare con calma tutta la zona, perché troverete tante cose da vedere e attività da fare come Sea Glass Carousel, The Battery Promenade,The Battery Bikeway, Gardens of Remembrance, Bosque Gardens, Battery Labyrinth e Jerusalem Grove, oppure vedere i memoriali di Battery Park.

Tornando alle zone per il passeggio, io adoro questa zona. Partendo da Tribeca (prcisamente da 215 Murray Street, New York, NY 10282, Stati Uniti, dove troverete anche uno Shake Shack spettacolare e potrete toccare con mano come effettivamente è la vita di un new yorkese) potrete scendere verso sud proprio lungo la costa ed arrivare appunto a Battery Park. E' una zona che io adoro, molto ricca (vedrete molti yacht) ed uffici con parchi davvero ben curati e puliti. E' una delle mie zone "di culto" di new york, dove posso mangiare bene e stare lontano dalla folla e dalle zone troppo caotiche. 

 

 


Rivoluzione. Dal primo marzo obbligatorio pagare 25 dollari al Metropolitan Museum January 05 2018

E' successo quello che avevo previsto. Dal primo marzo per accedere al Met non basterà un' offerta libera. Bisognerà pagare il prezzo pieno.   Dal 1970 infatti il museo si limitava a suggerire una donazione di 25 dollari, circa 20 euro, che ora diventerà obbligatoria per chi non risiede nello stato di New York. 

Abbiamo avuto una discussione proprio sul nostro gruppo facebook riguardo questo argomento, ed io avevo sostenuto che prima a poi la pacchia sarebbe terminata se la gente se ne fosse approfittata. Come volevasi dimostrare. Ora si pagherà.

Questa norma era pensata per aiutare coloro che non potevano permetterselo, di accedere alla cultura. Ma ben presto se ne sono approfittati tutti, e le casse del Metropolitan museum ne hanno risentito.  

Diventa ancora piu' conveniente comperare il citypass (da noi qui) o passate direttamente al nostro ufficio e ci facciamo una chiacchierata (324 W 47th, a 4 minuti da Times Square)


Perché considero New York la città più bella del mondo January 05 2018 4 Comments

Johnny Cavaliere

Non so se abbiate avuto la fortuna di visitare (e meglio ancora, vivere) la grande mela, spero di sì.
E' praticamente impossibile trovare una persona che non sia rimasta affascinata dalla luce che emana questa città e badate bene io non sto parlando delle luci di Times Square o dei milioni di neon sparsi per la città. La luce di cui vi parlo è quella sprigionata da qualunque cosa circondi e costituisca New York: i muri, le persone, le auto, l'asfalto, il fumo dai tombini ... Molte persone credono che io sia malato di New York, io invece credo che chiunque abbia un minimo di buonsenso non può che parlare bene di NYC.  

Ho viaggiato e viaggio abbasta (2/3 viaggi intercontinentali all'anno, almeno 4 in Europa e settimanalmente per l'Italia) e credetemi, neanche le più belle coste Californiane o la tanto acclamata San Francisco riesce in qualche modo a scalfire la magia e l'emozione che mi regala New York.
Sì perché New York è fatta così: ti regala sempre un'emozione unica, che porti con te sempre (nel mio caso quasi quotidianamente). Dire che è un sogno che si avvera è dire poco... sono andato a New York 3 volte negli ultimi 3 anni ed ogni volta la sensazione è quella di vivere davvero. Vivere davvero per me significa girarsi intorno, osservare le persone e lo scorrere della vita e pensare intensamente. Qualcuno di voi potrebbe dire: lo puoi fare benissimo nella città in cui vivi da 10 anni, Roma. Invece per me è tutt'altra cosa ( un qualcosa che non riesco a cogliere nel profondo di me stesso), è un qualcosa che rende tutto tremendamente inferiore a New York. Direi che è tutto abbastanza deludente. 

Per esempio, quando sono stato a Londra per la prima volta ero totalmente rapito da questa città (che reputo ancora oggi bella)... dopo qualche mese sono stato per la prima volta a NY e credetemi, ho ridimensionato Londra quasi reputandola un piccolo sputo della grande mela (e penso sia davvero così).
Forse perché le persone sono sempre così amichevoli a New York (anche in California devo ammettere), non ti giudicano mai (puoi uscire vestito in qulunque modo), non giudicano l'accento (il mio pessimo inglese, che comunque utilizzo bene per comunicare e prendendo il parallelismo con Londra, era un giudicare la persona in continuazione), e poi ancora le commesse nei negozi sorridono davvero e non per circostanza e ti aiutano davvero a scegliere i prodotti da acquistare e potrei continuare per ore. Praticamente funziona un po' tutto. Certo, viaggiare è una cosa e viverci è tutt'altra cosa... ma, seppur per viaggio (il primo è durato 30 giorni a NY) ho potuto toccare con mano quella che è la vera essenza di NY: una città che accetta tutti, che ti da la possibilità, che ti accoglie (come ha sempre fatto nella sua storia) ma che è pronta comunque ad espellerti se le carte non sai giocarle bene. 

Arrivati a questo punto qualcuno potrebbe dire: perché non ti trasferisci? Me la son sempre posta questa domanda. Probabilmente non è ciò che voglio davvero, altrimenti lo avrei fatto. Tendenzialmente però sono abituato sempre a vivere la vita senza troppi programmi (ovvero, vivo soltanto con alcuni pilastri come la famiglia che sto costruendo con la mia compagna, i sogni ed i viaggi che condividiamo) perciò chissà in futuro, mai dire mai. La domanda da porsi per chi già lavora in modo stabile e soddisfacente in Italia è: si guadagna abbastanza per vivere alla grande a New York, come da mie aspettative? Non saprei rispondere perché non conosco davvero queste dinamiche nella grande mela. Di sicuro so una cosa: se dovessi vivere a New York non mi accontenterei e non accetterei di fare una vita da "reddito medio", con tutto il rispetto per chi lo fa e vive a New York. Il perché é ovvio: questa città è tanto bella quante tentazioni offre... e se rifiuti sempre le tentazioni vivi praticamente male. Per tentazioni mi riferisco al: vivere in un bell'appartamento con tutti i comfort, andare a cena fuori senza chiedersi se davvero si ha disponibilità economica, fare shopping o semplicemente comprare qualcosa d'impulso. Perché New York è sfarzosa, è immensa ed è bellissima... vedere queste cose e non poterle assaporare, secondo me, è deprimente. Ecco, vedendo da questa prospettiva forse New York diventa più cattiva perché raggiungere questo livello di soddisfazione è davvero difficile, soprattutto per chi ha già una bella carriera e stabilità in Italia ed ha anche una certa età... Per questo motivo mi godo New York una volta all'anno, proprio come succede nei film,  film che ci hanno plasmato e ci hanno fatto innamorare di questa città. Personalmente credo che i film (che hanno su di me un effetto incredibile) mi hanno aiutato in alcune scelte: mi sono innamorato di Roma grazie a Sordi (e sono andato a studiare, lavorare e vivere in questa città), il mito di New York invece è stato plasmato da Frank Sinatra con le sue note, da Sergio Leone con quel capolavoro di C'era una volta in America e dai vari film Gangster movie che hanno visto New York come set cinematografico. Ed è proprio questo il punto: New York è la città più ripresa dalle cineprese nella storia del film, credete sia casuale? Certo che no. Semplicemente, è la città più bella del mondo. E ce lo dimostra anche Piero ogni giorno, con i suoi bellissimi video ed i suoi incredibili tour a New York.... a New York il mito ed il sogno diventano realtà anche con una semplice vacanza e qualche giorno per Manhattan. Dove troverete il cibo più vario e buono in assoluto, dove non si finirà mai di sognare e dove si trova l'ispirazione per qualunque attività... insomma, New York è davvero tanta roba e nessun'altra città riuscirà mai ad avermi!


I migliori Supermarket di New York January 01 2018

Paolo Parigi

Quando si pensa a New York non si può non pensare al cibo e poco importa se i vostri gusti prediligano il Junk Food oppure più raffinate cucine. New York riuscirà a soddisfare qualsivoglia esigenza culinaria. 

Tra ristoranti, pub, cibo da strada, esiste anche un'altra opazione che può tornare utile soprattutto se avete fittato un appartamento. Sto parlando dei supermarket di New York, enormi luoghi dove troverete qualunque cosa. Se ci siete già entrati, avrete visto sicuramente l'enorme quantità di cibo in esposizione, le tentazioni sono davvero tante ed è quasi impossibile uscire da un Supermarket senza aver acquistato qualcosa.  

Quindi, se avete possibilità di cucinare nel vostro appartamento è una soluzione ottima ed economica ma attenzione: i supermarket di New York servono anche cibi pronti in vaschette, ecco perché è un'ottima soluzione per pranzare velocemente. Infine, non sottovalutate una delle cose che ho amato di più: mangiare un pasto caldo ed osservare centinaia di persone che passano in continuazione. 

Ma veniamo a noi... ecco una lista dei migliori supermarket della grande mela. Ce ne sono tantissimi altri ma questi sono quelli che preferisco di più

 

Whole Foods Market

Ottima scelta di cibi pronti da mangiare in loco o portare via per un pic- nic.Troverete vasta gamma di Biologico a New York. direi che è anche il supermarket  per eccellenza in ambito bio. Al 2 ° piano dispone di abbigliamento, vitamine, erbe, shampoo, set di cortesia... insomma, troverete di tutto ma a caro prezzo. 

Maggiori informazioni le troverete sul sito ufficialehttps://www.wholefoodsmarket.com Il Whole Foods Market si trova al 10 Columbus Cir Ste Sc101, New York, NY 10019, Stati Uniti.

Ci sono altri Whole Foods Market, vi segnalo anche questi: 

95 East Houston St
4 Union Square South
270 Greenwich Street
250 7th Ave
250 East 57th Street
808 Columbus Avenue

Eataly NYC Flatiron

Per chi non riesce a rinunciare al cibo italiano, Eataly è la risposta giusta. Poco distante dal Flatiron, questo posto è enorme ed è sempre pieno! Non troverete solo italiani all'interno ma anche molti americani che amano la cucina italiana. L’italian Style è un marchio decisamente ben voluto nella grande mela!

Tutto è delizioso ma anche costoso, se avete nostalgia di casa qui potete trovare un attimo di felicità. Al suo interno ci sono 5 diversi location per mangiare tra cui  pesce, carne, pizza… Hanno anche un mercato fresco di frutta e verdura che propone panini, pasta, caffè espresso (quello buono) e gelato (non male). Sicuramente vale anche solo una visita! Eataly NYC Flatiron, 200 5th Ave, New York, NY 10010, Stati Uniti

https://www.eataly.com/

 

Trader Joe’s


E' un ottimo supermarket situato sulla sesta ed è specializzato in cibi pronti. Troverete di tutto: pesce, carne, sandwitch, la qualità non è male ed il prezzo è economico. Non è immenso come gli altri ma riuscirà sicuramente a soddisfare le vostre esigenze. 

https://www.traderjoes.com

Trader Joe's, 675 6th Ave, New York, NY 10010, Stati Uniti

 

Fairway Market

La prima impressione non rende giustizia. Da fuori non ispira moltissimo ed appena entrati sembra piccolo. Però basta un po' più di tempo e girovagando per gli scaffali noterete che non è piccolo ed è anche ben curato: tutto è organizzato per categorie su scaffali ben tenuti e molto puliti. Ha una vasta scelta di cibi preparati ed anche un angolo carni. Ho adorato la sezione formaggi a prezzi davvero ottimi!

https://www.fairwaymarket.com

Fairway Market, 74th Street, 2131 Broadway, New York, NY 10023, Stati Uniti

 

Morton Williams

Infine, volevo citarvi anche il Morton Williams. Ce ne sono molti per New York. Sono supermarket ben forniti ad un prezzo medio. Ci sono andato durante il primo viaggio a New York quando mi serviva un supermarket vicino Central Park (140 W 57th St, New York). Tutto buonissimo soprattutto la macedonia con frutta sempre freschissima. Un'opzione perfetta per chi vuole fare un pic-nic nella meraviglia del Central Park. 

 

Ultimi consigli... 

Se volete fare una bella spesa, non preoccupatevi della monetina per il carrello, a New York non è necessario. Se prendete frutta e verdura non c'è bisogno di pesarla perché in cassa provvederanno a prezzarla.
Se acquistate alcolici servirà sempre il documento. Prestate molta attenzione alle diciture presenti sulle confezioni, si parlerà di Organic o Antibiotic free, la legge USA permette molte cose ma obbliga anche a far conoscere ai consumatori cosa acquistano.

Ricordatevi anche che a New York ci sono le Pharmacy. Il nome ispira medicine ma a  New York sono dei veri e propri supermarket dove è possibile trovare quasi tutto e sono ovunque. Quindi se state passeggiando per la grande mela e dovete acquistare qualcosa ricordatevi che in Farmacia è possibile trovare la maggior parte delle cose.


Esiste un hotel a New York con il bidet? Ne ho trovato uno! January 01 2018

E' la prima notte del 2018 e non ho tanta voglia di dormire, e così ho fatto  una ricerca per scovare se ci sono hotel a New York che hanno il famoso bidet! Quest'oggetto tanto prezioso per gli italiani, ma che il resto del mondo in parte ignora. E come mostro in questa foto presa da tripadvisor, amici cari l'hotel Michelangelo il Bidet ce l'ha!

Questa è la foto presa da tripadvisor!



Sappiate che la posizione è centralissima!

Il prezzo è discreto, e il prezzo migliore lo trovate cliccando qui


Ci siamo divertiti caro 2017 December 30 2017 11 Comments

Compleanno
ALBERO GOSSIP GIRLGOOGLE FLATIRON

Capodanno a Times Square: 7 consigli per viverlo al meglio December 28 2017

Il capodanno è il giorno in cui festeggiamo la fine di un anno e l'inizio del nuovo, assieme alla ventata di novità e promesse che cercheremo di mantenere (almeno per un paio di mesi). Uno dei momenti più belli che si possano vivere a New York è il capodanno a Times Square, il crocevia del mondo che durante questo periodo si riempie di persone che attendono con ansia lo scoccare della mezza notte. 

Capodanno a Times Square

Capodanno a Times Square

1. Arrivate presto, ma non troppo!

Se volete accaparrarvi un bel posto per assistere alla famosa Ball Drop bisogna recarsi presto a Times Square, ma non troppo! Questo perchè prima dell'evento la piazza viene sgomberata dalla polizia e vengono posizionate delle transenne per delimitare gli spazi. Il mio consiglio è quello di arrivare a Times Square nel primo pomeriggio e scegliere la posizione che preferite con calma. Da ricordare però che una volta poste le transenne si potrà accedere alla piazza solo attraverso le entrare dalla 8th e 6th Avenue e dalle 22:30 in poi sarà possibile accedere solo se si ha una prenotazione in uno dei locali di Times Square. 

2. I posti con la vista migliore 

Il Ball Drop avviene all’One Times Square, tra la 7th Avenue e 43rd Street, mentre l'impianto è situato all’incrocio tra Broadway, 45th Street e 7th Avenue. Altre posizione strategiche potrebbero essere quelle vicino agli schermi che si trovano tra la 50th, 52nd, 54th e 58th Street. 

Capodanno a Times Square

3. Servizi igienici? Un miraggio!

C'è poco da fare, se volete mantenere il posto che avete tanto faticosamente guadagnato il bagno non è una opzione disponibili. All'interno della piazza non ci sono servizi igienici se non quelli dei locali che però non possono essere utilizzati se non dai clienti. Il consiglio è quello di andare in bagno prima e di non lasciare il proprio posto per nessun motivo, la polizia non vi lascerà entrare più nella vostra area anche se li avete tutto il vostro gruppo di amici. 

4. Non esistono pass per l'ingresso

Non lasciatevi truffare, l'ingresso a Times Square è completamente gratuito e non esiste alcuna forma di pass per poter prenotare un posto. Una volta raggiunta la capacità massima della piazza la polizia farà entrare solo chi ha una prenotazione in uno dei locali della piazza. 

Capodanno a Times Square

5. Controllate il meteo 

Sembra un consiglio sciocco ma controllare il meteo sarà la vostra salvezza. Il tempo a New York a Dicembre è molto instabile ma tendenzialmente molto freddo. Copritevi bene e dotatevi di guanti e capello caldi perchè il freddo ci sarà anche se siete attaccati ad un altro milione di persone. 

Capodanno a Times Square

6. Cibo si, alcool no

All'interno degli spazi delimitati dalle transenne non c'è alcun tipo di rivenditore di cibo, bisognerà quindi portarsi i propri snack da casa. Sul cibo non ci sono particolari limitazioni ma l'alcool non è ammesso in nessuna maniera.

7. Niente borse grandi

Questo è un consiglio fondamentale: non portate con voi borse di grandi dimensioni, altrimenti non vi faranno entrare in alcun modo! Se dovete portare qualcosa con voi usate delle piccole borse o buste, ma se potete evitate anche queste ultime. Le uniche cose assolutamente necessarie sono una carta di credito, contanti, un documento d'identità e un telefono. 

Insomma, se volete godervi l'esperienza di vivere un capodanno a Times Square bisogna tener conto di questi utili consigli e per il resto non vi aspetta che attendere lo scoccare della mezzanotte.