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Autenticamente New York

Cosa mangiare a New York: i dolci più famosi November 26 2018

La Grande Mela è una città ricca di sorprese e che offre molteplici esperienze tutte da vivere. Tra queste rientrano le esperienze culinarie che sono componente essenziale di ogni viaggio. In questa metropoli, potrete assaggiare e gustare cibi provenienti da ogni parte del mondo e ciò non smetterà di stupirvi!

Se siete golosi, e non rinunciate per nessun motivo al dolce, New York è la meta che fa per voi. Qui potrete mangiare dolci dal sapore nuovo e che sono caratteristici della città: una vera e propria delizia.

 I dolci più famosi a New York

Ho stilato per voi una lista dei dolci più famosi della Grande Mela. Si tratta di bontà che vi consiglio di provare durante il vostro viaggio. Non ve ne pentirete!

 

CHEESECAKE

La Cheesecake è una delle torte più famose al mondo ma, senza dubbio, quella newyorkese merita un posto d’eccezione. La torta al formaggio, disponibile in diversi gusti e con differenti topping, rappresenta la città di New York, tanto da essere diventata quasi un simbolo della sua pasticceria.

 Eileens Special Cheesecake

E’ un dolce molto diffuso e riprodotto da tanti. Per questo motivo, è importante conoscere i posti migliori dove assaggiarlo così da non rischiare di trovare brutte imitazioni.

Di seguito alcuni locali dove potrete mangiare le migliori cheesecakes di New York:

  • Eileen’s Special Cheesecakes
  • Two Little Red Hens
  • Junior’s Cheesecake
  • Billy’s Bakery
  • Veniero’s Pasticceria Caffè

 Junior's Cheesecake

 

CUPCAKES

Queste tortine ricoperte da crema di burro di differenti gusti assomigliano a dei muffins ma con l’aggiunta del topping e sono un altro simbolo della pasticceria newyorkese.

I cupcakes sono stati persino protagonisti di film e serie televisive: come non ricordarli in Sex and the City?

Cupcakes Magnolia Bakery 

Proprio in Sex and the City, le protagoniste adorano i cupcakes di Magnolia Bakery, una vera e propria istituzione a New York. Questa catena di cupcakes bakery prepara cupcakes di tantissimi gusti. Uno dei più apprezzati? Il gusto Red Velvet che si riconosce per il colore rosso acceso!

 Red Velvet Cupcakes

Per approfondire i locali dove trovare i migliori cupcakes di New York, consiglio di leggere questo articolo

 

BROWNIE

La torta americana al cioccolato per eccellenza e che, tradizionalmente, viene tagliata a piccoli quadratini.

Uno dei brownie più famosi a New York è quello della Fat Witch Bakery (75 9th Ave) che, per gli amanti di questo dolce americano, offre diverse varianti: al caramello, alle noci, al cappuccino, etc.

 Brownie

  

DONUTS

La famosa ciambella dolce e fritta proposta in differenti versioni: con la glassa, con il cioccolato, con lo zucchero a velo, etc.. Come non pensare a Homer Simpson e alla sua passione per i donuts? 

Doughnut Plant è specializzato in donuts ed ha diversi punti vendita a New York. Sarà difficile scegliere quale gusto assaggiare per primo! Sul sito troverete tutte le varianti proposte.

 Donuts

 

CRONUT

L’ideatore di questo dolce è il famosissimo pasticciere Dominique Ansel. Il cronut è una via di mezzo tra un donut e un croissant: l’impasto è quello del cornetto ma la forma è la stessa di un donut!

 cronut

Questo dolce è nato nel 2013 ed ha conquistato anche i palati di coloro che erano più scettici. Potrete assaggiare il vero cronut nella pasticceria di Dominique Ansel a Soho (189 Spring St).

 cronut

 

COOKIES

I cookies sono i biscotti più amati dagli americani e sono stati realizzati, per la prima volta, negli anni 30 in una casa del Massachusetts! Da allora la loro fama si è diffusa a livello mondiale. 

Questi fragranti biscotti ripieni di gocce di cioccolato sono unici e ben riconoscibili per grandezza, croccantezza e aspetto dorato.

A New York potrete mangiare i veri cookies americani nella pasticceria di Levain Bakery (167 W 74th St).

 Levain Bakery Cookies

 

BLACK AND WHITE COOKIE

Un biscotto con una doppia anima: vaniglia e cioccolato. Il Black and White Cookie è stato nominato anche all’interno della serie televisiva Seinfeld ed è un dolce molto amato dai newyorkesi.

 Black and White Cookie

La storia di questo biscotto inizia a New York, nel 1902, presso il Glaser's Bake Shop, fondato da immigranti bavaresi. Purtroppo, a luglio del 2018 questo forno tradizionale è stato chiuso.

Tuttavia, potrete assaggiare il famoso cookie vaniglia e cioccolato in moltissimi forni e pasticcerie in giro per la città.

 

BROOKLYN BLACKOUT CAKE

E’ una torta al cioccolato di origine americana molto nota. In origine è stata resa famosa, durante la seconda guerra mondiale, dalla Ebinger’s bakery di Brooklyn.

Si dice che quando, negli anni 70, i proprietari della catena Ebinger’s bakery annunciarono la chiusura, ci fu un vero e proprio assalto per accaparrarsi le ultime Brooklyn Blackout cakes rimaste.

Oggi, un’ottima Blackout Cake è quella di Ovenly, una delle migliori pasticcerie di Brooklyn.

 Blackout Cake di Ovenly

 

MILLE CRÊPES CAKE

E’ forse una delle torte più fotografate e postate su Instagram. La Mille Crêpes Cake è formata da venti crêpes sottilissime e ripiene di crema di differenti gusti. Molto buona quella al tè verde.

 Mille Crêpes Cake

A New York, da Lady M (41 E 78th St) potrete provare la versione originale di questa torta!


Black Friday a New York: i negozi da non perdere November 21 2018 1 Comment

Manca davvero poco ad uno dei giorni più attesi dagli americani e non solo: il Black Friday! Il venerdì più desiderato dell’anno è diventato, ormai, una consuetudine anche al di fuori dei confini americani. Si tratta di un giorno speciale durante il quale vengono applicati, sia nei negozi fisici sia online, sconti e offerte da non lasciarsi sfuggire.

Macy's Black Friday

 

Il Black Friday, che letteralmente si traduce con “venerdì nero”, cade sempre il venerdì successivo al giorno del Ringraziamento (il Thanksgiving day). Quest’anno, nel 2018, il giorno fortunato sarà venerdì 23 novembre.

 

Com’è nata la tradizione del Black Friday?

Macy’s ha dato il via a questa ricorrenza. Era il 1924 quando la catena di grandi magazzini organizzò la prima parata del ringraziamento e diede inizio alla stagione degli acquisti natalizi. Tuttavia, è stato solo negli anni 80 e 90 che la fama del Black Friday è cresciuta.

Oggi, il Black Friday è il momento dell’anno che gli amanti dello shopping attendono con maggiore trepidazione.

Black Friday

 

Vivere questa giornata a New York è un’esperienza unica. Dunque, se siete nella Grande Mela non potete lasciarvi scappare l’occasione di immergervi nell’ “atmosfera” del Black Friday e di dare il via ai vostri acquisti natalizi. Sono migliaia le persone che vanno alla ricerca dell'offerta migliore (si può arrivare ad usufruire fino all’80% di sconto).

Acquisti natalizi 

Per godersi a pieno i vantaggi e le occasioni del Black Friday, non c’è alcun dubbio: bisogna essere preparati. Infatti, durante questa giornata, le file dinanzi ai negozi non mancano!

Il consiglio è quello di stilare un elenco di punti vendita che volete visitare e di svegliarvi presto con le idee chiare su dove andare.

Per questo motivo, vi riporto i negozi migliori e più gettonati a New York durante lo shopping del Black Friday. Vi ho indicato anche gli orari di apertura, così da potervi organizzare al meglio.

Prendete nota: in molti casi, gli sconti vengono applicati già dal giorno precedente.

 

MACY’S

Se si pensa ad un grande magazzino, probabilmente verrà in mente Macy’s, uno dei più importanti al mondo.

Ogni anno, apre le porte alle 17.00 del giorno del Ringraziamento e resta aperto fino alle 2.00 del mattino. Mentre il giorno seguente, in occasione del Black Friday, Macy’s apre alle 6.00.

Macy's

 

APPLE STORE

Gli sconti in un Apple Store? Il Black Friday rende possibile anche questo!

Se siete amanti dei prodotti tecnologici, è d'obbligo una visita al negozio Apple durante il venerdì nero.

 Apple Store

 

BEST BUY

Altro negozio per gli amanti della tecnologia e dell’elettronica è Best Buy.

Si tratta del più grande rivenditore di elettronica di consumo negli USA e, per il Black Friday, riserva delle offerte imperdibili.

Best Buy Black Friday 

 

CENTURY 21

Quest'outlet di moda ha diversi puti vendita a New York e, normalmente, rappresenta un punto di riferimento per chi cerca l’affare. Durante il Black Friday ancor di più!

Per il giorno del Ringraziamento apre dalle 11.00 alle 17.00, mentre per il venerdì nero dalle 7.00 alle 22.00.

 Century 21 Black Friday

  

LORD & TAYLOR

Lord & Taylor è la più antica catena di grandi magazzini orientati al mondo luxury ed è famosa per le sue spettacolari vetrine che, durante il periodo natalizio, lasciano senza fiato!

Per il Black Friday, così come per Macy’s, l’apertura è prevista già dalle 6.00 del mattino, mentre la chiusura avviene alle 10.00 di sera. 

 Lord & Taylor Black Friday

 

SAKS OFF FIFTH AVENUE

E’ una catena statunitense di grandi magazzini che vende prodotti di lusso. La mattina del Black Friday l’apertura è prevista alle ore 7.00.

 Saks Off Fifth Avenue

 

JCPENNEY

Da JCPenney troverete diverse categorie di prodotto: elettronica, abbigliamento, cosmetica, etc. Nel giorno del Ringraziamento, il negozio è aperto dalle ore 15.00 fino a tutta la notte.

 JCPenney Black Friday


I film con i supereroi della Marvel ambientati a New York November 16 2018

La città di New York da sempre è stata fonte di ispirazione per l’immaginario e per la creatività di grandi artisti. Le strade, i grattacieli e i colori della Grande Mela sono diventati la cornice perfetta di produzioni cinematografiche, televisive, letterarie e fumettistiche!

A proposito di grandi artisti, di recente è venuto a mancare Stan Lee, il padre dei nostri amati supereroi: Hulk, Spider-Man, Iron Man, Thor, i Fantastici 4, etc…

 Spiderman e New York

Straordinario creatore di personaggi, fumettista, editore e produttore cinematografico, Stan Lee era nato proprio a New York. E’ stato presidente e direttore editoriale della Marvel Comics, i cui personaggi sono protagonisti di film che hanno avuto grande successo nel mondo del cinema.

Difficile non appassionarsi ai supereroi della Marvel e ai film ad essi ispirati!

 I supereroi della Marvel

Le avventure di questi personaggi, dotati di strabilianti super poteri, hanno come punto di riferimento quasi sempre la città di New York. La Grande Mela entra a far parte, ancora una volta, dell’immaginario collettivo e continua a far sognare milioni di persone.

Di seguito una panoramica di alcuni film, con i supereroi della Marvel, ambientati a New York. Se non li avete ancora visti, vi consiglio di farlo!

 

SPIDER-MAN

La storia di Peter Parker, ragazzo del Queens, che viene morso da un ragno modificato geneticamente e che, per questo motivo, acquista i suoi super poteri..

Quando suo zio viene ucciso durante una rapina, Peter, pieno di rabbia, decide di utilizzare i poteri al servizio dell’umanità e senza svelare la sua reale identità. Si crea un costume rosso e blu con l’effige di un ragno e diventa noto tra i cittadini di New York come il supereroe Spider-Man!

L’Uomo Ragno è dotato di forza, straordinari riflessi, resistenza, velocità, sensi più sviluppati, capacità di arrampicarsi sui muri e di lanciare ragnatela dai polsi.

 

 Spider-Man

 

Uscito nelle sale nel 2002 e diretto dal regista Sam Raimi, il primo film Spider-Man ripercorre la nascita del supereroe e i tentativi di riuscire a trovare un equilibrio tra la sua vita privata e i suoi doveri di Spider-Man.

Negli anni successivi, sono usciti altri film con protagonista l’Uomo Ragno:

  • Spider-Man 2 (2004)
  • Spider-Man 3 (2007)
  • The Amazing Spider-Man (2012)
  • The Amazing Spider-Man 2 – Il poter di Electro (2014)
  • Spider-Man: Homecoming (2017)

 

 Film di Spider-Man

 

Sono tantissimi i luoghi di New York in cui Spider-Man si muove: Times Square, Roosevelt Island, Flatiron Building, Rockefeller Center, etc…

Famosa la scena in cui il supereroe mette in salvo un bambino a Times Square oppure quella in cui salva Gwen che sta per cadere da un grattacielo.

Spider-Man salva Gwen  

   

CAPTAIN AMERICA: THE FIRST AVENGER

E’ un film uscito nelle sale nel 2011 e diretto da Joe Johnston. Racconta la storia del giovane Steve Rogers, un ragazzo di Brooklyn che vuole arruolarsi nell’esercito per reagire a ciò che i nazisti stanno facendo in Europa e per prendere parte al conflitto. La sua costituzione fragile e molto magra non è considerata adatta, finché egli non si sottopone alla sperimentazione di un siero che lo trasforma in un super soldato.

Capitan America

 

Il film, dunque, ripercorre la nascita del supereroe Capitan America. Molto suggestiva la scena in cui il supereroe americano, dopo un sonno durato ben 70 anni, si ritrova in una Times Square piena di luci e di schermi giganti.

I sequel del film:

  • Captain America: The Winter Soldier (2014)
  • Captain America: Civil War (2016)

  

THE AVENGERS

The Avengers è il film uscito nel 2012 e diretto da Joss Whedon. Protagonisti sono i sei supereroi: Iron Man, Capitan America, Hulk, Thor, la Vedova Nera e Occhio di Falco.

Il malvagio Loki rappresenta una minaccia per l’umanità, in quanto intende impossessarsi del Tesseract, un cubo cosmico capace di produrre energia illimitata, al fine di prendere il controllo del pianeta. L’unica speranza per la salvezza della terra è rappresentata dai Vendicatori, la squadra dei sei supereroi!

 The Avengers

 Dopo il primo film, sono usciti i sequel:

  • Avengers: Age of Ultron (2015)
  • Avengers: Infinity War (2018)

 

Quando si parla di Avengers, come non ricordare la grande Battaglia di New York? Ecco per voi un video di questo combattimento in cui la Grande Mela appare come sfondo!

 

 

I FANTASTICI QUATTRO

I Fantastici 4 è un film del 2005, diretto da Tim Story, che mette in scena la storia di quattro amici. Quest’ultimi, durante una missione scientifica nello spazio, sono investiti da una nube di raggi cosmici che conferisce loro super poteri.

I protagonisti sono:

  • Fantastic (Reed Richards), lo scienziato con il potere di allungare come desidera il suo corpo
  • La Donna invisibile (Susan "Sue" Storm), la moglie di Reed con il super potere di diventare invisibile e generare campi di forza
  • La Torcia Umana (Johnny Storm), il fratello di Susan Storm, capace di volare e di produrre le fiamme
  • La Cosa (Ben Grimm), il migliore amico di Reed, con una pelle di pietra ed una forza sovraumana.

 

I fantastici quattro

 

I Fantastici Quattro combattono il malvagio Dottor Destino che rappresenta una minaccia per la città di New York e per l’intera umanità, in quanto vuole impadronirsi della terra.

Il Chrysler Building ed i grattacieli della Grande Mela sono i “protagonisti” di questi scontri.

 Altri film legati ai 4 supereroi:

  • I Fantastici 4 e Silver Surfer (2007)
  • Fantastic 4 - I Fantastici Quattro (2015)

 

L’INCREDIBILE HULK

In questo film del 2008, lo scienziato Bruce Banner è in fuga dal generale Ross e dai militari che vogliono il suo DNA al fine di sfruttare il suo super potere. Bruce è in cerca di un antidoto per non trasformarsi più in Hulk.

 

 The Incredible Hulk

 

Nel corso del film, però, il supereroe sarà costretto a mettersi in gioco e a proteggere New York City dalla distruzione, in uno scontro all’ultimo sangue con il crudele Abominio.

Ecco un video della dura e animata lotta per le strade della Grande Mela:

 

 

DAREDEVIL

Film del 2003, diretto da Mark Steven Johnson, in cui viene messa in scena la storia di Matt Murdock, avvocato e supereroe con delle doti fuori dal comune.

Il quartiere di New York all’interno del quale si muove il protagonista è Hell’s Kitchen.

Film Daredevil 

Daredevil è impegnato in una continua lotta al crimine che imperversa in città. Sia Manhattan sia Brooklyn fanno da sfondo all’intero film! 


I migliori Street Food di New York November 13 2018

New York, metropoli unica e costantemente in movimento, è un concentrato di esperienze, attività e luoghi da vivere e da scoprire! Mille stimoli che rendono la Grande Mela sempre diversa e mai noiosa.

Tra le molteplici possibilità che questa metropoli offre, vi ritroverete a scegliere le cose da fare durante il vostro soggiorno. Ciò che merita una visita e il vostro prezioso tempo.

A proposito di esperienze culinarie da non lasciarsi sfuggire, impossibile non parlare dei famosi chioschi lungo le strade newyorkesi che offrono lo Street Food. Oltre ai ristoranti stellati e a quelli con viste sulla città che tolgono il fiato, il cibo da strada rientra a pieno titolo nell’offerta culinaria della Grande Mela.

 

 Food Truck

 

I newyorkesi amano lo Street Food e lo scelgono durante le pause pranzo nelle loro giornate di lavoro. Non puoi perdere l’occasione di mangiare “al volo” in pieno stile newyorkese

 

 Street Food

 

La varietà dei cibi cucinati dai food truck è molto ampia: hot-dog, lobster roll, specialità orientali, etc.. c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Se siete preoccupati per quanto riguarda la bontà del cibo.. non temete! In questi carrettini potrete trovare cibo di alta qualità, allo stesso livello di quello in vendita nei ristoranti e nei bistrot newyorkesi. Bisogna solo saper scegliere! Per questo motivo, vi ho riportato alcuni dei migliori Street Food di New York.

 

THE HALAL GUYS

Sono una vera leggenda a New York! Hanno iniziato con i chioschi di hot-dog per poi aprire una catena internazionale di ristoranti. Ad oggi, hanno aperto anche due ristoranti nella Grande Mela. Le loro specialità: i gustosi gyros ed i falafel. Da provare!

Sul sito, nella sezione locations, c'è la possibilità di trovare il chiosco più vicino.

 

The Halal Guys

 

 

SCHNITZEL & THINGS

Un chiosco in cui gustare specialità della cucina austriaca. Le schnitzel sono le cotolette impanate e fritte! Oltre alla versione classica con il maiale, viene proposta anche la cotoletta di pollo, quella di merluzzo, quella di melanzane e le gustose salsicce.

 

 SCHNITZEL & THINGS

schnitzel and things 

Dove si trova?

Si muove in giro per la città. Sul sito sono indicati i giorni e le posizioni in cui potete trovare il food truck. Inoltre, a Brooklyn è stato aperto anche il negozio fisico.

 

ASIA DOG

Questo chiosco propone una fusione tra la cucina americana e quella asiatica. Specialità: hot-dogs con topping di ispirazione asiatica e conditi con spezie e aromi tipici della Cina, del Giappone e del Vietnam. Non dovete far altro che scegliere come farcire il vostro hot-dog!

 

 Asia Dog Nyc

 Asia Dog hot-dogs

Dove si trova?

  • Madison Square Park a Manhattan (tra la 5th Ave e Broadway)
  • Brooklyn (84 St Marks Pl, 4th Ave)

 Per maggiori informazioni potete visitare il loro sito

 

THE CINNAMON SNAIL

Siete amanti della cucina vegana? Questo è il chiosco che fa per voi! Hamburger di seitan, donuts vegani, tofu grigliato, verdure, etc.. sono le specialità di The Cinnamon Snail!

 

The Cinnamon Snail

Vegan Burger

Dove si trova?

Le posizioni e gli orari del chiosco sono aggiornati periodicamente sul loro sito

 

CHEF’S SAMIR TRUCK

Gli amanti della cucina marocchina non possono lasciarsi sfuggire questo food truck! La specialità è il cous cous cucinato in tantissime varianti: con pollo e limone, con agnello, con polpette di carne, etc. Da provare!

 

 Chef Samir cous cous

Chef Samir Truck

Sul sito è indicata la posizione del chiosco che cambia ogni giorno. Inoltre, anche sull’account Twitter @Chefsamirtruck , Chef Samir comunica i suoi spostamenti.

 

LUKE’S LOBSTER

Oltre ai ristoranti, Luke’s Lobster ha anche un chiosco a New York. Come suggerisce il nome, la specialità è l’aragosta che viene servita all’interno del panino! Ma il menù è vario: panino con il granchio, zuppe di pesce, panino con i gamberi, etc.

 

 Luke's Lobster

 Luke's Lobster food

Dove si trova?

Le date e gli orari variano in base al periodo. Sul sito potete consultare le posizioni ed i giorni in cui trovarlo.

 

RAFIQI’S

Questa catena di food truck è molto popolare a New York e non è insolito trovare la coda! La specialità sono le pietanze a base di carne cucinate in stile mediorientale. Salse speziate e verdure non mancano!

 

 Rafiqi's

 Rafiqi's Food

Dove si trova?

Uno dei chioschi si trova sulla quinta strada nei pressi dell’ingresso di Eataly.

 

NEAPOLITAN EXPRESS

Neapolitan express è il primo chiosco ecosostenibile che si alimenta con energia alternativa (es. il forno elettrico funziona grazie ai pannelli solari) ed è stato inaugurato da Michael Bloomberg, ex sindaco di New York.

 

 NEAPOLITAN EXPRESS

 

Questo food truck utilizza come ingredienti solo prodotti italiani Dop, biologici e senza OGM.

 

NEAPOLITAN EXPRESS pizza

Dove si trova?

Sul sito sono riportate le posizioni, gli orari e i giorni in cui è possibile trovare questi food truck.


L’albero di Natale più famoso a New York November 09 2018

Novembre è il mese in cui a New York comincia a respirarsi l’atmosfera magica e suggestiva del Natale. Si avvicina il periodo in cui la città, se possibile, diventa ancora più attraente. Le luci conferiscono calore e splendore alla Grande Mela e le decorazioni natalizie si lasciano contemplare con occhi sognanti.

 

Natale a New York

 

In America il Natale è molto sentito e alle luci natalizie è dedicata grande attenzione e cura. C’è un intero quartiere, Dyker Heights, che porta avanti la tradizione delle luminarie da tanto tempo. Qui puoi prenotare il Tour di queste luci uniche al mondo!

 

Luci

Foto Nathan Makan

 

Ci sono poi gli alberi di Natale … che a New York sono dei veri e propri capolavori. Uno, in particolare, è il più famoso e conosciuto anche al di fuori della Grande Mela.

Di quale sto parlando? Dell’albero del Rockefeller Center! Con i suoi oltre 25 metri di altezza, le 45 mila luci al LED e la stella Swarovski composta da 25 mila cristalli sulla punta.. è uno spettacolo da non perdere. Preparate le macchine fotografiche per immortalare il simbolo del Natale newyorkese!

 

Albero di Natale Rockefeller Center

Foto Angelo Amboldi

 

L’ACCENSIONE DELL’ALBERO

Domanda che sorge spontanea: Quando viene acceso l’albero del Rockefeller Center?

 

 Albero di Natale a New York

Foto Thomas Hawk

 

Innanzitutto, il periodo di accensione dell’albero è sempre tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. Non c’è una data fissa ma si sceglie sempre la settimana successiva al giorno del ringraziamento.

Quest’anno, nel 2018, l’accensione avverrà mercoledì 28 novembre con una cerimonia di circa due ore, dalle 19 alle 21 circa.

 

Albero a New York Rockefeller Center

Foto Laura LaRose

 

LA CERIMONIA DI ACCENSIONE DELL’ALBERO

Ogni anno, dunque, viene organizzata una vera e propria cerimonia, la Tree Lighting Ceremony, per illuminare l’albero del Rockefeller Center. Si tratta di un evento che segna ufficialmente l’inizio delle festività natalizie a New York e viene trasmesso in diretta tv dalla NBC (l’azienda radiotelevisiva che ha la propria sede al Rockefeller Center).

La cerimonia inizia alle ore 19 e si svolge presso il Rockefeller Plaza. Sul palco, montato all’interno della pista di pattinaggio, si esibiscono grandi artisti e molti ospiti del mondo dello spettacolo. In passato, il palco ha ospitato artisti del calibro di: Bocelli, Sting, Gwen Stefani, Mariah Carey, etc..

 

 Accensione albero di Natale a New York

 

Vuoi assistere alla cerimonia? L’evento è gratuito e aperto a tutti, tuttavia, è necessario arrivare al Rockefeller Plaza in anticipo perché quando la piazza si riempie viene transennata e non è più possibile accedervi.

 

IL PERIODO DI ACCENSIONE DELL’ALBERO

A partire dalla Tree Lighting Ceremony, l’albero del Rockefeller Center resta acceso per tutto il mese di dicembre fino al 7 gennaio che segna la fine delle festività natalizie.

Invece, per quanto riguarda gli orari di accensione, l’albero è illuminato ogni giorno dalle 5:30 alle 23:00 circa.

Ci sono, però, alcune eccezioni:

  • Il giorno di Natale resta acceso per tutto il giorno
  • A Capodanno viene spento alle ore 21:00
  • Il 7 gennaio viene illuminato fino alle ore 21:00

 Non potete perdere l’occasione di ammirarlo in tutto il suo splendore!

 

Albero di Natale a New York 

 

COME RAGGIUNGERE L’ALBERO

L’albero è collocato presso il Rockefeller Plaza, nel complesso del Rockefeller Center. Quest'ultimo si trova tra quinta e la sesta strada e tra la 48esima e la 51esima strada.

L’indirizzo da digitare su Google Maps è: 30 Rockefeller Plaza, New York, NY 10111

 

Rockefeller Center 

 

E’ semplice da raggiungere in metropolitana perché sono molte le linee che coprono la zona. Nello specifico, le linee B, D, F, V della metro arrivano direttamente alla fermata 47-50 Streets/Rockefeller Center.

Il consiglio è quello di ammirare l’albero entrando dalla quinta strada. In questo modo, si percorre il cammino tra gli angeli natalizi che contribuiscono a rendere magica e surreale l’atmosfera.

Di seguito una foto della visione celestiale che vi troverete davanti!

 

Albero di Natale del Rockefeller Center 

 

CURIOSITA’ SULL’ALBERO:

  • La prima cerimonia di accensione dell’albero del Rockefeller Center risale al 1933.
  • E’ sempre un abete rosso che, ogni anno, viene scelto e donato dall’associazione no-profit Habitat for Humanity.
  • Quest’anno l’albero proviene da Upstate e sarà montato sabato 10 novembre.
  • Al termine delle feste, il legno dell’albero viene adoperato per la costruzione delle case delle persone più bisognose.
  • La stella di Swarovski che sarà collocata sulla punta dell’albero ha un valore di 1,5 milioni di euro e, prima di essere montata, resta in esposizione davanti alla pista di pattinaggio.

 

Vi consiglio di leggere questo articolo per approfondire la magica storia dell’albero. 

 


Le serie televisive ambientate a New York November 06 2018

Non c'è ombra di dubbio: New York, metropoli unica e cosmopolita, è entrata a far parte, a pieno titolo, dell’immaginario collettivo. Il motivo principale è che, nel corso di innumerevoli occasioni, la Grande Mela si è rivelata la scenografia perfetta per l’industria cinematografica e televisiva.

I mille volti e le molteplici sfumature di questa città la rendono sempre diversa davanti alla telecamera. E’ questo, il suo segreto più grande: la capacità di generare in maniera costante lo stupore e la meraviglia di una nuova scoperta... come quando si è bambini e si guarda il mondo per la prima volta.

New York non smette mai di far sognare

 

New York e serie televisive

Photo by Keith Wong

 

Le serie televisive ambientate a New York sono davvero tante! Ho stilato per voi una classifica delle più conosciute, indicando i quartieri e i luoghi della Grande Mela dove sono state girate e che meritano una visita non solo dagli appassionati di serie tv!

 

SEX AND THE CITY

Come non partire da una delle serie televisive più amate degli ultimi decenni? Sex and the City, trasmessa sulla HBO dal 1998 al 2004: 6 stagioni e 2 sequel cinematografici.

 

Sex and the City

 

Le quattro protagoniste (Carrie, Charlotte, Miranda e Samantha) sono donne in carriera che cercano di realizzare la propria felicità tutta newyorkese! Sfidano i pregiudizi e gli stereotipi più diffusi, affrontando argomenti comuni ma sotto una luce completamente nuova. La moda è un’importante protagonista nella vita delle quattro amiche ma ancor di più lo è la città di New York!

 

 Sex and the City a New York

 

La Grande Mela con il suo scintillio e la sua vitalità è lo sfondo costante di ogni episodio. Ad essere ripresa è sia la New York di giorno, con le sue strade affollate di macchine e di persone dirette a lavoro, sia la New York di sera, con i suoi locali e le sue feste più in voga!

 

Alcuni dei luoghi da non perdere:

  • Casa di Carrie 66 Perry Street nel West Village
  • Hotel Plaza 768 5th Ave
  • Magnolia Bakery 401 Bleecker Street
  • Tao 42th e 58th Street
  • Il Cantinori 32th e 10th Street

 

Casa Carrie Sex and the City

 Sex and the City da Magnolia Bakery

 

Volete rivivere l’atmosfera unica della serie tv? Qui prenotate il tour per trascorrere una notte in pieno stile Sex and The City, dal Village al Meatpacking District!

 

FRIENDS

Altra serie molto amata è Friends, andata in onda dal 1994 al 2004 per dieci stagioni. I protagonisti sono 6 amici newyorkesi (Joey, Chandler, Phoebe, Monica, Rachel e Ross) che vivono a Manhattan e che sono alle prese con le rispettive carriere e le loro avventure sentimentali.

 

Friends

 

Questa serie è pensata per strappare tanti sorrisi e per far ridere di gusto! New York è la ciliegina sulla torta e contribuisce a rendere speciale la sitcom.

Da non perdere: il palazzo a Greenwich Village (angolo tra Bedford St. e Groove St) usato per le riprese esterne del telefilm. Qui un articolo più dettagliato che spiega come arrivarci.

 

 Palazzo di Friends

 

HOW I MET YOUR MOTHER

Questa serie, nota anche con l’acronimo HIMYM, è andata in onda dal 2005 al 2014 per nove stagioni. La voce narrante è Ted Mosby, un architetto di successo, che racconta ai suoi figli come ha conosciuto la loro madre e tutte le avventure che lo hanno portato a quell’incontro.

 

How I Met Your Mother

 

Fanno parte del racconto anche le vicissitudini sentimentali degli amici di Ted: Marshall, Robin, Barney e Lily!

Da non perdere:

  • McGee’s Pub (240 W 55th St): è il pub che ha ispirato il MacLaren’s, il locale in cui gli amici condividono tanti ricordi.
  • Corner Bistro (331 W 4th St. del Greenwich Village): è il bistro che appare nella puntata in cui Marshall va alla ricerca dell’hamburger migliore di New York.

 

McGee's Pub 

 

WILL & GRACE

La sitcom è andata in onda sulla NBC dal 1998 al 2006 per otto stagioni e nel 2017 è stata prodotta una nona stagione.

L’amicizia tra i quattro protagonisti (Will, Grace, Jack e Karen) è al centro del racconto che ha come sfondo gli eleganti palazzi dell’Upper West Side, i negozi alla moda e gli appartamenti dei protagonisti.

 

Will & Grace

 

Gli episodi, come per la maggior parte delle serie tv, sono stati girati negli studi di Los Angeles. Tuttavia, c’è un luogo che esiste davvero a New York: lo studio di design di Grace è il Puck Building (295-309 di LaFayette St.), un edificio nei pressi di Little Italy.

 

DAREDEVIL

Serie tv prodotta per Netflix e giunta alla terza stagione. Daredevil racconta le avventure dell’omonimo personaggio dei fumetti della Marvel Comics

Gli episodi ruotano intorno al protagonista: Matt Murdock, avvocato e supereroe, che dopo aver perso la vista da bambino ha acquisito dei sensi fuori dal comune! Grazie a queste doti, la sera veste i panni di Daredevil e si impegna nella lotta al crimine della città.

 

Daredevil

 

Il quartiere in cui la serie è ambientata è Hell’s Kitchen ma, in realtà, le riprese sono state effettuate in giro per New York sia a Manhattan sia a Brooklyn e Long Island.

 Per i fan di Daredevil:

  • Il portone dello studio Nelson & Murdock si trova al 363 S 4th St., nel quartiere di Williamsburg, a Brooklyn.
  • Il ristorante indiano dove Karen e Matt escono a cena insieme: è il Panna II Garden e si trova nell’East Village al 93 1st Avenue.

 

LA TATA

Questa sitcom è andata in onda dal 1993 al 1999 per sei stagioni e ruota intorno a Francesca Cacace che viene assunta come tata da un ricco vedovo, il signor Sheffield, padre di tre figli.

La Tata porterà buonumore nella vita della famiglia ed, il tentativo di confrontarsi con un mondo lontano dal suo, produrrà effetti esilaranti!

 

La Tata

Una curiosità: all'esterno, la casa del signor Sheffield è il lussuoso palazzo che si trova in 7 E 75th Street.

  

GOSSIP GIRL

E’ la serie andata in onda dal 2007 al 2012 e basata sui romanzi di Cecily Brooke von Ziegesar. A far da sfondo agli episodi, l’Upper East Side di New York con i suoi palazzi sontuosi e le sue boutique d’alta moda.

La voce narrante è Gossip Girl, blogger di cui nessuno conosce l’identità e che attraverso il suo blog diffonde news e scoop sui protagonisti: Blair Waldorf, Chuck Bass, Serena Van Der Woodsen, Nate Archibald e Dan Humphrey. Gli episodi, quindi, ruotano intorno all’élite di Manhattan raccontandone luci ed ombre.

 

Gossip Girl

 

Il Palace Hotel (Madison Avenue tra la 50th e la 51st Street), le scale del Metropolitan Museum of Art, il Plaza Hotel, la Fontana di Pulitzer.. sono solo alcuni dei luoghi che compaiono in Gossip Girl!


L'assicurazione sanitaria per un viaggio a New York October 30 2018 1 Comment

 

State programmando un viaggio a New York?

Probabilmente, avrete già iniziato a scorrere le offerte dei voli e a consultare le differenti possibilità di alloggio durante la vostra vacanza. Ma... attenzione! C’è un aspetto rilevante e da non trascurare nell’organizzazione di un viaggio nella Grande Mela. Sto parlando dell’assicurazione sanitaria. La potete acquistare con noi qui.

 

New York

 

Una premessa importante da fare è che negli Stati Uniti non esiste un sistema sanitario nazionale come quello che conosciamo in Italia.

Negli USA l’assistenza e le cure mediche sono a pagamento. Ciò significa, che l’assistenza sanitaria non è a carico dello Stato e non avviene tramite il pagamento di un ticket. Sono in primis i cittadini americani a ricorrere all'assicurazione sanitaria in modo tale che le spese mediche siano completamente coperte.

 

Visita medica

 

Assicurazione sanitaria USA: obbligo o necessità?

La domanda sorge spontanea: per un viaggio a New York e, più in generale negli Stati Uniti, è obbligatorio stipulare un’assicurazione sanitaria? La risposta è NO! Non c’è nessun obbligo ad acquistare un’assicurazione sanitaria. Tuttavia c’è la necessità di farlo!

Il sistema sanitario nazionale italiano non copre nessuna spesa relativa alle cure mediche negli USA, neppure una visita al pronto soccorso. Anche per un banale infortunio si possono spendere migliaia di dollari. Non è uno scherzo! Basti pensare che solo il costo dell’ambulanza si aggira tra i 400$ e i 1.200$... una visita al pronto soccorso può arrivare a costare 3.000$... un braccio rotto dai 2.500$ in su…

 

Risparmio denaro

 

Non ci sono dubbi: se non vogliamo compromettere la vacanza e, addirittura, rischiare di non riuscire a sostenere il pagamento di cure mediche indispensabili, è necessario stipulare un’assicurazione sanitaria per il nostro viaggio.

 

Assicurazione sanitaria

 

Assicurazione sanitaria USA: quando farla?

La risposta è: prima di partire per la nostra vacanza!

Quando si procede con la prenotazione del volo, diverse compagnie aeree consentono di acquistare direttamente l’assicurazione per il viaggio (es. copertura nel caso di smarrimento del bagaglio) e per le spese mediche. Tuttavia, a volte, risulta più conveniente acquistare la polizza direttamente sul sito della compagnia assicurativa e, magari, usufruire di speciali codici sconto.

 

Ricerca sui siti di assicurazione

Il consiglio è quello di confrontare le diverse possibilità e di trovare quella più adeguata alle proprie esigenze.  

 

Assicurazione sanitaria USA: come scegliere

Ci sono diversi parametri da valutare e che indirizzeranno la vostra scelta: 

  • Massimale di copertura: il consiglio è quello di optare per un massimale di spese mediche illimitato o, comunque, elevato così da non incorrere in rischi di mancata copertura.

  • Anticipo delle spese: prestate attenzione, perché, alcune compagnie prevedono che siate voi ad anticipare le spese per poi richiedere il rimborso. Il consiglio è di scegliere una compagnia assicurativa che paghi direttamente le spese mediche ospedaliere. Controllate, dunque, che sia previsto il pagamento diretto da parte della compagnia.
  • Franchigia: è quella parte di danno che resta a vostro carico. Alcune compagnie assicurative offrono polizze con una franchigia di qualche centinaio di euro. E’ un aspetto da valutare!
  • Copertura delle spese mediche derivanti da condizioni preesistenti: la maggior parte delle polizze, non prevede il pagamento di cure e/o ricoveri legati ad una condizione cronica che ha già richiesto delle cure (di solito fino a due anni prima).
  • Assistenza in italiano in qualunque momento: non è una banalità! Ricevere un’assistenza in italiano 24 ore su 24, vi permetterà di affrontare qualsiasi tipo di situazione.

 

In conclusione, il suggerimento è quello di affidarvi a compagnie assicurative solide e che possano garantirvi un servizio efficace ed efficiente! Di seguito riporto le più gettonate.


Foliage a Central Park: i migliori punti di osservazione October 24 2018

Vivere l’Autunno a New York... un’esperienza da non lasciarsi sfuggire e che vi permetterà di guardare la metropoli con occhi diversi. Già, proprio così: scoprirete una città nuova, una sfumatura diversa della Grande Mela!

A rendere differente e unica questa stagione contribuisce il suggestivo fenomeno del Foliage.

 

Il fenomeno del Foliage

 

Ne avete mai sentito parlare?

Il Foliage, letteralmente “fogliame”, è il fenomeno di cambiamento della natura che si verifica ogni anno durante la stagione autunnale. In questo processo di trasformazione, le foglie degli alberi dal colore verde iniziano ad assumere colori caldi: dal giallo, passando per l’arancione, fino ad arrivare alle differenti gradazioni di rosso e di marrone. E’ così che si preparano a cadere!

Il Foliage, con la sua ricca scala di colori e di tonalità calde, regala paesaggi capaci di ammaliare con la loro bellezza e di attrarre sguardi pieni di incanto.

 

 Il Folliage in Autunno

 

Nel mese di ottobre, ogni anno, migliaia di turisti arrivano a New York armati delle loro macchine fotografiche e si dedicano al “leaf peeping” (osservazione del fogliame). Il tentativo è quello di scattare delle foto che siano in grado di catturare la magia che Madre Natura mette in scena con questo fenomeno!

New York offre diversi parchi in cui perdersi a contemplare il fogliame e le cangianti sfumature di colore tipiche del periodo autunnale.

In questo articolo sono riportati i parchi consigliati per ammirare il Foliage nella Grande Mela.

 

 Parchi dove vedere il Foliage

 

Sei un appassionato di “leaf peeping”? oppure sei alla ricerca della foto perfetta che immortali l’Autunno? Se c’è un posto che non puoi lasciarti sfuggire è Central Park, uno dei simboli di New York City.

 

Foliage a Central Park

Foto gigi_nyc da Flickr

 

Di seguito, ho stilato una lista dei punti migliori per ammirare il fenomeno del Foliage a Central Park. Una guida che vi aiuterà ad orientarvi all’interno del parco e nei suoi 341 ettari!

 

THE POND E GAPSTOW BRIDGE

Entrando dal lato sud di Central Park, tra la quinta e la sesta strada (la zona nei pressi dell’hotel Plaza e dell’Apple Store), ciò che noterete subito è il Gapstow Bridge. Questo ponte in pietra, costruito nel 1896, è estremamente suggestivo così come il laghetto circostante, The Pond.

 

The Pond e Gapstow Bridge a Central Park 

E’ un angolo di Central Park da non perdere e che in Autunno si trasforma in un caleidoscopio di colori. Gli alberi e le piante, che circondano il ponte, così come le oche e le anatre che popolano lo stagno, contribuiscono a rendere questo luogo uno dei preferiti dai fotografi e da migliaia di turisti.

 

THE MALL

Circa a metà di Central Park, tra la 66esima e la 72esima strada, si trova il famoso The Mall, il viale alberato in cui si contano oltre 150 olmi americani. Una passeggiata nel The Mall è un’esperienza da non lasciarsi sfuggire, soprattutto per ammirare il Foliage.

 

The Mall a Central Park

Foto Chris Ford da Flickr

 

Questa incantevole passeggiata tra gli olmi parte dal Literary Walk, in cui sono protagoniste le sculture di scrittori e quella di Cristoforo Colombo, e si conclude presso la Fontana di Bethesda.

Sedetevi su una delle panchine presenti sul percorso e perdetevi nella contemplazione delle diverse sfumature di colore assunte dal fogliame.

 

 

BETHESDA TERRACE E BETHESDA FOUNTAIN

Nei pressi della 72esima strada, vi salterà subito agli occhi la Terrazza di Bethesda con al centro la famosa fontana, tra le più grandi della Grande Mela.

Guardando oltre la terrazza, vi incanterete ad osservare il riflesso degli alberi dai mille colori nelle acque del lago circostante. Uno spettacolo che lascia senza fiato!

 

 Bethesda Fountain Central Park

 

 

BOW BRIDGE

Il Bow Bridge (nei pressi della 74esima strada), oggetto di un recente restauro nel 2015, è senza ombra di dubbio il ponte più fotografato di Central Park. A completare la magia ed il romanticismo del luogo, contribuisce il sottostante laghetto artificiale progettato da Vaux.

 

Bow Bridge a Central Park

Foto gigi_nyc da Flickr

Durante il Foliage, gli alberi con le foglie dai mille colori diventano cornice naturale del ponte e si riflettono sulla superficie del lago. L’effetto spettacolare in foto è assicurato!

 

 

BELVEDERE CASTLE E TURTLE POND

Il Belvedere Castle (in prossimità della 79esima strada), progettato nel 1865 con lo scopo di osservare Manhattan, ed il Turtle Pond, lo stagno abitato da diverse specie di tartaruge, sono altri punti di osservazione del Foliage da non perdere!

 

Foliage a Belvedere Castle Central Park

Foto gigi_nyc da Flickr

 

 

RESERVOIR

Noto come Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir, è il bacino idrico (non più in uso) collocato all’interno di Central Park (tra la 85esima e la 96esima strada). Quest’area è circondata prevalentemente da alberi di ciliegio le cui foglie, in autunno, assumono colori cangianti che meritano di essere ammirati e fotografati!

 

Foliage Reservoir Central Park 

 

 

Finché ci sarà l’autunno, non avrò abbastanza mani,

tele e colori per dipingere la bellezza che vedo.

- Vincent Van Gogh -

 


Gli speakeasy: i bar segreti di New York October 20 2018

Avete mai sentito parlare di speakeasy? Il termine, che tradotto in italiano sta letteralmente per “parlar piano e con tranquillità”, evoca il periodo del proibizionismo (1920-1933) e l’esistenza di bar che vendevano illegalmente le bevande alcoliche. La legge vietava in maniera rigorosa sia il trasporto sia la vendita di alcolici in tutti gli Stati Uniti.

 

Epoca del Proibizionismo

 

Non tutti sanno che…
 … gli speakeasy esistono tuttora!

 

Immaginate qualcosa di più divertente che andare in giro per la Grande Mela alla scoperta di luoghi segreti?

C’è qualcosa di affascinante ed avvincente nello scoprire ciò che è nascosto e non palesemente manifesto, nel cercare qualcosa di cui la maggior parte delle persone ignora l’esistenza.

Se poi aggiungiamo il fatto che, in questi bar segreti, servano tra i migliori cocktails di New York, la curiosità prende in sopravvento così come la volontà di scoprirli.

Per calarvi nella magica atmosfera di questi locali, evocativi dell’epoca del proibizionismo, c’è un tour dedicato che vi farà sentire sulla vostra pelle l’emozione di tempi passati. Da non perdere!

 

Di seguito, ho stilato per voi una lista dei 7 migliori bar segreti di New York.

 

APOTHEKE

All’esterno vi sembrerà di trovarvi di fronte ad un tipico ristorante nel quartiere di Chinatown, il Gold Flower Restaurant. Niente di più falso! L’insegna di un’antica farmacia con la scritta “Chemist” rivela la verità.

 

Chemist Apotheke

 

Questo locale è nascosto all’interno della farmacia ed i barman, vestiti con i camici da alchimista, vi serviranno drink che hanno l’aspetto di vere e proprie pozioni magiche.

 

Apotheke New York

Bar segreto Apotheke a New York

 

E’ richiesta la prenotazione tramite mail. Vi verrà fornita una password da presentare all’ingresso. Qui trovate i contatti del locale e maggiori informazioni. 

 

THE BLIND BARBER

All’ingresso vi troverete in un vero e proprio barber shop, magari con il barbiere che taglia i capelli ad un cliente. Non fermatevi all’apparenza! Il Blind Barber sulla 10esima strada nasconde uno speakeasy in cui è possibile bere deliziosi drink.

 

Blind Barber New York

 

L’idea di questo bar nasce dalla consuetudine, durante il proibizionismo, di contrabbandare gli alcolici nei saloni dei barbieri. Il risultato è quello di un locale originale e tutto da scoprire. Per maggiori informazioni, vi consiglio di visitare il sito

 Speakeasy Blind Barber New York

 

THE BACK ROOM

Un vero e proprio salto nel proibizionismo degli anni 20! In questo locale la musica e l’ambientazione ricordano proprio quegli anni.

 

 The Back Room a New York

 

Si accede attraverso un cancello che riporta la scritta “The Lower East Side Toy Company". Ma, dietro un negozio di giocattoli, si nasconde un bar che vi riporterà indietro nel tempo. Il caminetto e i divani di velluto rossi contribuiscono a creare l’atmosfera di un’epoca passata. Come negli anni 20, i drink vengono serviti in tazze da tè e le bottiglie sono avvolte in sacchetti di carta così da passare inosservate!

 

Il bar segreto The Back Room a New York

 

  

PLEASE DON'T TELL

Accedere in un locale da una cabina telefonica… è possibile!

 

 Cabina telefonica per entrare al PDT

 

Vi basterà entrare all’interno del fast food Crif Dogs nell’East Village, andare in fondo al locale e trovare il telefono rosso. Digitando il numero 1 tramite la cornetta, si aprirà la porta segreta che vi catapulterà in un elegante bar che mai vi aspettereste.

 

Please Don't Tell a New York 

 

Potrete assaporare drink che celebrano gli anni 20 ed il periodo del proibizionismo. Ad esempio, il Cutty Sark, whisky scozzese creato nel 1923!

 

BATHTUB GIN

Sulla nona strada, dietro la Stone Street Coffee Company, si trova questo speakeasy. Ad indicarlo, una luce rossa su una porta al di là della quale si nasconde un locale ambientato in un' epoca ormai lontana.

 

Bathtub Gin a New York 

Il nome del locale è dovuto alla suggestiva vasca collocata al centro del bar e che conferisce una singolare atmosfera. Sul sito, è possibile prenotare un tavolo. 

 

RAINES LAW ROOM

L’atmosfera è quella di uno studio legale ma, in realtà, si tratta di un locale esclusivo ed elegante in cui consumare ottimi cocktails. Il Raines Law Room si trova all’interno del Flatiron District.

 

Raines Law Room a New York

 

Volete andarci? E’ richiesta una prenotazione tramite email. All'arrivo vi basterà suonare il campanello per accedere al locale

  

ANGEL’S SHARE

Questo speakeasy è nascosto dietro una porta anonima al secondo piano del Village Yokocho, ristorante giapponese dell’East Village. L’ambiente è magico e come, altri locali di questo tipo, evoca l’atmosfera di un bar clandestino.

 

 Il bar segreto Angel's Share a New York

 

"Il proibizionismo non ci ha dato nulla, se non problemi" 

 - Al Capone -


New York: eventi e festività da non perdere nei prossimi mesi October 14 2018

New York è una metropoli dai mille volti e dalle mille sfaccettature in grado di offrire stimoli ed impulsi sempre nuovi. Proprio così, la Grande Mela non stanca mai!

Raccoglie in sé culture, nazionalità, religioni e stili di vita differenti che convivono e affascinano migliaia di turisti ogni giorno.

Siete prossimi a visitare New York nei prossimi mesi?

Ho stilato per voi una lista delle principali festività e degli immancabili eventi che si susseguiranno nei prossimi mesi. Da ottobre, mese in cui la città si riempie dei profumi e dei colori tipici dell’autunno, fino ad arrivare a dicembre, periodo in cui Ny si illumina e riflette la magia del Natale.

 

COLUMBUS DAY

E' un evento importante anche se ultimamente ha perso un po' di fascino. E' stato celebrato lo scorso 12 ottobre e l'ho inserito lo stesso negli eventi importanti di ottobre.

E’ la festività che celebra il legame storico tra l’Italia e l’America ricordando il momento in cui, il 12 ottobre 1942, Cristoforo Colombo sbarcò per la prima volta in America. Il Columbus Day si festeggia il secondo lunedì di ottobre ed è un evento di grande portata, séguito non solo dalla comunità italo-americana ma da tutto il Paese.

Da non perdere: la Columbus Day Parade, la parata organizzata sulla Fifth Avenue (dalla 44esima alla 72esima strada) che vede la partecipazione di oltre 30.000 persone. Carri, bande in festa e tanto folklore sfilano per le strade della Grande Mela, dando sfoggio dell’orgoglio italiano. 

 

Columbus Day Parade

 Carro Columbus Day Parade

Molto sentita è la cerimonia di deposizione della corona di fiori ai piedi del monumento a Cristoforo Colombo che domina il Columbus Circle. La finalità è quella di omaggiare lo storico viaggio compiuto da Colombo e da coloro che, per secoli, hanno contribuito ad arricchire con il patrimonio italiano New York e gli Stati Uniti.

Per approfondire le informazioni su questa vivace e folkloristica festa, vi rimando all’articolo dedicato al Columbus Day. 

 

HALLOWEEN

Come ogni anno, il 31 ottobre, ricorre questa festività che inizia a trasformare la città di New York già dai giorni precedenti e che viene celebrata attraverso molteplici eventi.

Halloween a New York è un’esperienza unica e, quindi, molto diversa da quella che abbiamo imparato a conoscere e ad adattare al nostro contesto.

 Halloween a New York

Avete mai assistito ad una mostra di zucche? A New York potete farlo! Come ogni anno, l’Orto Botanico di New York (2900 Southern Boulevard, Bronx) organizza il Giant Pumpkin Weekend, una vera e propria mostra di zucche dove potrete divertirvi a scattare foto e ad ammirare zucche di diverse dimensioni.

Anche quest’anno sono andato alla ricerca della perfetta zucca per Halloween. Guarda il video!

 

Giant Pumpkins Weekend

 

Da non perdere:

  • Village Halloween Parade, la parata notturna più grande al mondo dedicata ad Halloween. La sfilata si svolge nel quartiere di Greenwich Village a Manhattan dalle ore 19.00 alle ore 23.00 circa del 31 ottobre. Come si può partecipare? E’ sufficiente presentarsi in costume ed unirsi alle oltre 50.000 persone pronte a sfilare per la Sixth Avenue! Se, invece, si vuole solo assistere alla parata, il consiglio è di arrivare prima per non perdere i posti migliori.

 Village Halloween Parade

 

  • Halloween Pumpkin Flotilla, il 30 ottobre a Central Park all’incirca 50 zucche vengono posizionate sulle piattaforme galleggianti del parco. Spettacolo che merita di essere fotografato! Per l’occasione, è prevista anche una parata all’interno del parco.

 

Halloween Pumpkin Flotilla

Qui trovate un articolo sulle 5 cose da fare a New York per Halloween. Da leggere!

  

MARATONA DI NEW YORK

La New York City Marathon è la maratona più famosa al mondo e quella che conta il maggior numero di partecipanti: oltre 55.000 corridori e più di 2 milioni di spettatori! E’ dal 1970 che, ogni prima domenica di novembre (quest’anno il 4 novembre), sia atleti professionisti sia corridori amatoriali corrono attraverso i Five Boroughs, i cinque distretti di Manhattan.

Sono 42.195 i metri che vengono percorsi, partendo dal ponte di Verrazzano a Staten Island e terminando a Central Park dopo aver corso attraverso tutti e 5 i distretti.

 New York City Marathon

Volete partecipare come corridori alla maratona? Qui l’articolo che spiega come fare! 

Uno dei migliori punti di osservazione della maratona è quello nei pressi del traguardo (zona Central Park South) che vi permetterà di gioire insieme ai partecipanti per aver raggiunto il punto di arrivo!

 New York Marathon traguardo

 

GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO

Il Thanksgiving Day è una delle festività più sentite in America e si festeggia il quarto giovedì di novembre. Quest’anno cadrà il 22 novembre! Si tratta di una celebrazione che ha origini molto antiche.. risale, infatti, al 1621 la prima festa del ringraziamento per esprimere gratitudine a Dio per il raccolto.

Come ogni festività, anche quella del ringraziamento, merita di essere vissuta a New York in quanto assume caratteristiche uniche e si satura dell’atmosfera magica della Grande Mela.

 

Sarete a New York in occasione del Ringraziamento?

Da non perdere: la Parata di Macy’s! Un vero tripudio di palloni gonfiabili, carri, bande musicali e ballerini che sfilano da Central Park West sulla 77esima strada fino a Macy’s. Ogni anno, la parata coinvolge più di 3 milioni di visitatori ed è trasmessa in diretta raggiungendo oltre 50 milioni di telespettatori. L’inizio della sfilata è previsto per le 9.00 del mattino ma già dalle 6.00 le persone si assicurano un buon posto lungo le strade. Dunque, il consiglio è quello di recarsi il prima possibile sul luogo. Un evento da non lasciarsi sfuggire!

 

 Macy's Thanksgiving Day Parade

Macy's Thanksgiving Day Parade

Ma le cose da fare per il Ringraziamento a New York sono molteplici… scopritele qui

 

BLACK FRIDAY

Il venerdì successivo al giorno del Ringraziamento, il Black Friday, segna l’inizio ufficiale dei saldi invernali e dà inizio al periodo degli acquisti natalizi. Questa tradizione nasce negli Stati Uniti e, soltanto, successivamente è esplosa nel resto del mondo coinvolgendo anche il mondo dell’online.

 

Black Friday New York 

Se vi trovate nella Grande Mela, non potete lasciarvi sfuggire l’occasione di dare il via al vostro shopping newyorkese! Qui una guida su come vivere il Black Friday a New York correlata da una lista dei negozi migliori per i vostri acquisti.

  

TREE-LIGHTING CEREMONY

Il giorno del Ringraziamento, insieme al Black Friday, decreta l’inizio di uno dei periodi più magici e suggestivi per visitare la Grande Mela: il Natale. New York si riempie, ancor di più, di luci e per le strade si respira un’incantevole atmosfera di festa che conferisce la gioia di osservare la città con gli occhi di un bambino.

 

Simbolo per eccellenza dell’apertura delle festività natalizie a New York è l’accensione dell’albero di Natale al Rockefeller Center, la cosiddetta Tree-Lighting Ceremony.

 

Tree Lighting Ceremony

Quest’anno, l’accensione è prevista per mercoledì 28 novembre e si terrà dalle ore 19.00 alle ore 21.00. Si tratta di un evento di grande portata che ogni anno viene trasmesso in diretta televisiva dalla NBC e seguito da milioni di telespettatori. Nell’attesa che l’albero si illumini con più di 50.000 luci a LED (8 km di luci!), sul palco si esibiscono grandi artisti (Beyoncé, Sting, Bocelli… sono solo alcuni dei nomi).

Assistere alla cerimonia è gratuito. Tuttavia, è necessario arrivare al Rockefeller Center con largo anticipo perché una volta che l’area si riempie viene chiusa al pubblico.

Non siete riusciti ad assistere all’accensione del maestoso albero del Rockefeller? Nessun problema! Potete osservarlo, in tutto il suo splendore, ogni giorno dalle 17.30 alle 23.30 dal giorno successivo all’accensione fino al 7 gennaio.

 

NATALE

Descrivere il Natale a New York è possibile con un solo aggettivo: unico! Tante le attività da non perdere. Qui ho stilato una lista delle 7 cose da fare durante il Natale nella Grande Mela.

Natale a New York

 

Volete immergervi fino in fondo nel magico clima del Natale? C’è un luogo che lo permette: il famoso quartiere di Dyker Heights, a Brooklyn. In questo quartiere, le magiche luminarie e gli incredibili addobbi natalizi diventano difficili da descrivere a parole.. bisogna solo viverle! Qui è possibile prenotare il tour delle luci di Dyker Heights.

 

Dyker Heights Luci 

 

CAPODANNO

Milioni di turisti giungono ogni anno a New York per celebrare il Capodanno. La Grande Mela, infatti, è meta ambita per festeggiare lo scoccare della mezzanotte che segna l’inizio di un nuovo anno!

Times Square, con la sua famosa sfera luminosa (la New Year’s Eve Ball) che scende a scandire i secondi che mancano alla mezzanotte, è simbolo del Capodanno newyorkese. Il consiglio è quello di arrivare pronti! Per questo motivo, ripropongo un’interessante guida su come prepararsi per il Capodanno di Times Square.

 

Capodanno a New York

 

Tuttavia, il Capodanno a New York non è soltanto Times Square: le attività e gli eventi a cui partecipare sono davvero tanti. Leggeteli qui

 

 

C’è qualcosa nell’aria di New York che rende il sonno inutile.

(Simone de Beauvoir)

 

 

 


Gli imperdibili grattacieli di New York October 10 2018

Grattacieli New York
Chiudendo gli occhi e pensando a New York, tra le molteplici immagini che saltano alla mente della Grande Mela c’è il superlativo skyline di Manhattan! Un pullulare vivace di luci e grattacieli che conferisce fascino e magia a questa città. Ciò che è difficile da immaginare è che a New York ci siano oltre 5.800 grattacieli
 
Scopriamo insieme i più suggestivi ed i più alti della città!

ONE WORLD TRADE CENTER

Noto anche come Freedom Tower, il One World Trade Center è conosciuto per essere il grattacielo più alto della città ed il sesto al mondo! La sua altezza di 1776 piedi è un richiamo all’anno della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti.
 
Si tratta dell’edificio principale del New World Trade Center, il complesso collocato lì dove, fino al settembre del 2001, si ergevano le Torri Gemelle.
 
Da non perdere: il punto di osservazione, il One World Observatory, al 102esimo piano dell’edificio che offre una vista a 360 gradi della Grande Mela. La vista vi lascerà senza fiato e la sensazione sarà quella di trovarsi su un elicottero con un punto di vista unico sulla metropoli. E’ possibile prenotare qui i biglietti per accedere all’Osservatorio selezionando la data e l’ora desiderata (prezzi: 37$ per gli adulti – 31$ per i bambini). La prenotazione vi consentirà di risparmiare tempo prezioso, saltando la fila alla cassa!
One World Trade Center
 

EMPIRE STATE BUILDING

Questo grattacielo, in stile Art Déco, è uno dei simboli di New York nell’immaginario collettivo grazie alla sua diffusa presenza in molteplici film e serie televisive. Con i suoi 443 metri di altezza, è il secondo grattacielo più alto di New York e fu inaugurato nel 1931 dopo soli 14 mesi dall’inizio dei lavori!

Empire State Building

Una curiosità: l’illuminazione esterna dell’edificio cambia e si adatta agli eventi e/o ricorrenze del momento. Ad esempio, in occasione del Columbus Day (la ricorrenza per celebrare l’arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo), il grattacielo si illumina di verde, bianco e rosso. Mentre, per l’intero periodo natalizio (8 dicembre - 7 gennaio) i colori predominanti sono il rosso ed il verde.

Empire State Building Luci

Da non perdere: la terrazza panoramica all’aperto collocata all’ 86esimo piano e che offre una vista mozzafiato sulla città. E' possibile godere dell’incredibile panorama dall’osservatorio fino alle 2 di notte! Il consiglio è quello di recarsi in cima per guardare tramonto: rimarrete senza fiato dinanzi alla magia del momento.

E’ possibile acquistare qui il biglietto per accedere all’osservatorio (prezzi: 37$ per gli adulti - 31$ per i bambini dai 6 ai 12 anni). Anche in questo caso, la prenotazione vi consentirà di risparmiare tempo prezioso, saltando la fila alla cassa!

 

432 PARK AVENUE

Grattacielo collocato nel cuore di Manhattan al numero 432 di Park Avenue, nei pressi di Central Park. Questo imponente edificio, destinato ad uso residenziale, ha un’altezza di 426 metri e si colloca al terzo posto tra i più alti della Grande Mela.

Completato nel 2015, con i suoi 96 piani, vanta il primato dell’edificio residenziale più alto nell’emisfero occidentale! Purtroppo, non è possibile visitarlo all’interno, ma merita, senza ombra di dubbio, uno sguardo dal basso verso l’alto!

432 Park Avenue

 

BANK OF AMERICA TOWER

Progettato per essere l’edificio più ecologico del mondo, questo grattacielo è stato completato nel 2009 e come suggerisce il nome ospita gli uffici della Bank of America. Ha un’altezza di 366 metri ed è situato nei pressi di Bryant Park.

 Peculiarità della Bank of America Tower? I materiali con cui è stata realizzata ed il modo in cui sono stati adoperati favoriscono il risparmio energetico. Ad esempio, la torre ha un sistema che consente di raccogliere e di riutilizzare l’acqua piovana!

Per ammirare da vicino il grattacielo bisogna raggiungere la Sesta Strada!

Da non perdere: il vicino Bryant Park, parco pubblico nel cuore di Manhattan, luogo di divertimento e di ritrovo sia per i turisti sia per i newyorkesi!

Bank of America Tower

 

CHRYSLER BUILDING

Altro simbolo di New York, il Chrysler Building deve il suo nome a W. Chrysler fondatore della nota casa automobilistica e ricorda nella guglia il radiatore di un motore! Il magnate aveva l’ambizione di realizzare l’edificio più alto al mondo ed il Chrysler Building, con i suoi 320 metri di altezza, mantenne il primato per 11 mesi fino alla costruzione dell’Empire State Building.

Fino al 1945, il 61esimo piano era accessibile al pubblico per godere del panorama sulla Grande Mela. Attualmente, non è possibile visitare i piani alti dell’edificio. L'unica parte del grattacielo accessibile al grande pubblico è la lobby all’ingresso che merita una visita per osservare da vicino gli incredibili interni realizzati in Art Déco.

Il Chrysler Building si trova al numero 405 di Lexington Avenue, nei pressi della famosa stazione Grand Central Terminal, scenario di molteplici film e serie tv ... da non perdere!

 

Chrysler Building 

  

New York è la città dove sembra quasi possibile arrivare a toccare il cielo! Una vera magia che lascia senza fiato e completamente rapiti per l’incantevole bellezza!

La Grande Mela offre uno sguardo tutto nuovo sul mondo! Lo fa con i suoi imponenti grattacieli che è possibile osservare dal basso, con lo sguardo incantato rivolto all’insù e che, in alcuni casi, è possibile visitare dall’interno! Ma un’altra prospettiva, unica nel suo genere, è quella offerta dei rooftop (le splendide terrazze panoramiche di New York). Cliccando qui, è possibile prenotare il tour dei rooftop che vi stregherà il cuore per la meraviglia!

 

Il grattacielo è il punto in cui si incontrano l’arte e la città.

(Ada Louise Huxtable)


Paola ci racconta il suo Piccolo Principe October 02 2018

Mi chiamo Paola Sinisgalli, ho 31 anni e abito a New York da 8 anni. Ci terrei a condividere con tutti gli italiani che sognano New York questo progetto, è un progetto nato da un’idea, duro lavoro e 2 anni di sacrifici e sforzi.

Si tratta del mio primo lungometraggio ispirato a “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry e ambientato a NEW YORK. Lunedì 17 settembre abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi su Kickstarter. Potete guardare il video con i sottotitoli in italiano.

https://www.kickstarter.com/projects/paolasinisgalli/the-color-of-the-sun-a-film-inspired-by-the-little?ref=user_menu

Il classico francese è stato tradotto in 300 lingue e dialetti, ha venduto più di 200 milioni di copie dalla sua pubblicazione avvenuta a New York nel 1943 ed è poi entrato nel pubblico dominio nella maggior parte del mondo nel 2015.

Teaser trailer in italiano:

https://www.youtube.com/watch?v=t1v1_NeqCgo

Ispirata dalle origini del libro, ho ambientato il tutto in uno dei set metropolitani più conosciuti al mondo, NYC, sposando così il classico "viaggio" del protagonista alla vita sfrenata della giungla di cemento newyorkese, con i suoi quartieri iconici e multietnici.

Tra gli attori del cast interessati a interpretare gli eterogenei personaggi del racconto, Luis Guzmàn (Il Conte di Montecristo, Miami Vice e Narcos) nel ruolo del Latin King, un boss pentito della mafia portoricana che incontra il principe, appena atterrato nel Bronx ispanico insieme a uno stormo di uccelli selvatici; Michael Imperioli (I Soprano, Quei Bravi Ragazzi, Panico a New York) nella parte del businessman, un broker di Wall Street che gestisce le stelle, nel cielo di una notte calda d’estate, come se fossero denaro e, infine, Philippe Petit (Man on Wire, The Walk, Mondo) per un cameo ispirato a un disegno inedito contenuto nel manoscritto originale di Antoine de Saint-Exupéry, custodito alla Pierpont Morgan Library & Museum a New York. Philippe Petit, eccezionale giocoliere e funambolo, è conosciuto in tutto il mondo per la traversata del '74, sospeso su un filo, tra una Torre Gemella e l’altra. Una magica connessione lega l'artista di strada al film: suo padre infatti, Edmond Petit, pilotava aerei da caccia durante la seconda guerra mondiale proprio insieme all'autore de Il Piccolo Principe, anche lui aviatore.

Sarà un film per tutti, in cui grandi e piccoli verranno rapiti in un viaggio dirompente, cognitivo e profondo, accompagnati per mano per le strade di New York, con ritmo incalzante e tanti vivaci scorci di vita.

La mia promessa è quella di una rappresentazione fedele e moderna del racconto originale, nella quale i temi della vicinanza umana, dell’infanzia e dell’importanza delle piccole cose si mescoleranno con un ambiente frenetico, surreale e umanamente solitario.

New York, infatti, si presta in modo naturale a divenire palcoscenico metaforico del deserto interiore del co-protagonista, un pilota quarantenne francese con un senso di solitudine generato dall'età adulta, spesso troppo carica di preoccupazioni prive di reale importanza. Il suo vuoto verrà colmato dall’incontro con un bambino misterioso che cambierà la sua esistenza per sempre, insegnandogli il vero segreto della vita.

Di seguito i video teaser diffusi a livello internazionale:

https://www.youtube.com/watch?v=Q_x8yceuMkI

https://www.youtube.com/watch?v=v0YYjpp_u1U

 https://www.youtube.com/watch?v=MfDxfxj4zD0

 https://www.youtube.com/watch?v=W9z0NcVOm-0

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Facebook: https://www.facebook.com/TheColorOfTheSunFilm/

Instagram: https://www.instagram.com/thecolorofthesunfilm/

YT: https://www.youtube.com/channel/UCBIkPWIc0HbLruvJ_XyOnaw?view_as=subscriber

Sito web: www.TheColorOfTheSunFilm.com.


A New York la prima squadra di pompieri totalmente femminile September 27 2018

La prima squadra tutta femminile dei pompieri ha preso servizio a New York. Se volete andare a trovarle, si trovano presso l'Engine 503 sulla 51ima strada, e faranno un lavoro che fino ad ora era stato considerato ad appannaggio esclusivamente maschile.

Questi sono i nomi:  Tracy Lewis, Martha Brekke, Eniola Brown, Vanessa Schoening, Sarinya Srisakul e Regina Wilson


Fao-Schwarz riapre a New York, vi ricordate il piano che si suona con i piedi? September 23 2018

Ve lo ricordate Fao Schwarz, il famoso negozio di giocattoli di quel bellissimo film in cui il piano viene suonato con i piedi? Ecco il film:

Ecco il nostro video quando l' andammo a visitare.

La grande notizia è che riaprirà in novembre una nuova sede a Rockefeller Center. Fao-Schwarz aveva chiuso i battenti, tra le mie lacrime, nella sua location storica di Manhattan  a causa degli esorbitanti costi di gestione. 

Sarà una postazione gigante: 19 mila metri quadrati, vero e proprio‘Paese dei balocchi’. Come riporta il Business Insider sarò un luogo in cui sperimentare la gioia, un parco di divertimenti dove tutti, grandi e piccini, sono invitati a vivere momenti di spensieratezza. Lo slogan è fantastico: “Return to Wonder”.

 

Torniamo alla meraviglia. E ricordate di prenotare il vostro hotel a prezzi spaziali su www.ilmiohotel.com


Fallaci intervista Pasolini: "Vorrei aver diciott’anni per vivere tutta una vita quaggiù" September 19 2018 2 Comments

Eccolo che arriva: piccolo, fragile, consumato dai suoi mille desideri, dalle sue mille disperazioni, amarezze, e vestito come il ragazzo di un college. Sai quei tipi svelti, sportivi, che giocano a baseball e fanno l’amore nelle automobili. Pullover nocciola, con la tasca di cuoio all’altezza del cuore, pantaloni in velluto a coste nocciola, un po’ stretti, scarpe di camoscio con la gomma sotto. Non dimostra davvero i quarantaquattr’anni che ha. Per ritrovarli, quei quarantaquattr’anni, deve andare verso la finestra dove la luce si abbatte spietata sul viso e schiaffeggia quegli occhi lucidi, dolorosi, quelle guance scarne, appassite, la pelle tesa agli zigomi fino a rivelare il suo teschio. Per la stanchezza, suppongo. La notte scappa agli inviti e se ne va solo nelle strade più cupe di Harlem, di Greenwich Village, di Brooklyn, oppure al porto, nei bar dove non entra nemmeno la polizia, cercando l’America sporca infelice violenta che si addice ai suoi problemi, i suoi gusti, e all’albergo in Manhattan torna che è l’alba: con le palpebre gonfie, il corpo indolenzito dalla sorpresa d’essere vivo. Siamo in molti a pensare che se non la smette ce lo troviamo con una pallottola in cuore o con la gola tagliata: ma è pazzo a girare così per New York? È a New York da dieci giorni. È venuto per il festival cinematografico, vi davano due dei suoi film. Sono proprio curiosa di saper se l’America piace a questo marxista convinto, a questo cristiano arrabbiato, insomma a Pasolini.

Dieci giorni son pochi per dare un giudizio, è ben vero, ma Orson Welles una volta m’ha detto che per capire un paese ci vogliono dieci giorni o dieci anni: all’undicesimo giorno ti abitui e non vedi più nulla. All’undicesimo giorno, domani, riparte. L’ho pregato per questo di venire da me a bere un drink. «Whisky?» gli chiedo. «Birra? Cognac?» «Coca-cola», risponde. La finestra s’apre lungo una strada di grattacieli, uno accanto all’altro, uno dopo l’altro, dall’East River allo Hudson. Ti gira la testa a guardarli, ti senti in trappola come una bestia che ha sete di verde. O di silenzio. Entra, dal vetro socchiuso, l’inferno: brontolar di motori, squillare di clacson, martellare di perforatrici, sirene. La città ha acceso i termosifoni e la polvere nera ti si attacca perfino alle ciglia, rendendoti cieco. Piove, è una di quelle giornate in cui tutto ti irrita, ti nega entusiasmo. Ma lui beve con gusto la sua Coca-cola e d’un tratto esclama:

«Vorrei aver diciott’anni per vivere tutta una vita quaggiù».

«Quaggiù?! A New York?»

«È una città magica, travolgente, bellissima. Una di quelle città fortunate che hanno la grazia. Come certi poeti che ogniqualvolta scrivono un verso fanno una bella poesia. Mi dispiace non esser venuto qui molto prima, venti o trent’anni fa, per restarci. Non mi era mai successo conoscendo un paese. Fuorché in Africa, forse. Ma in Africa vorrei andare e restare per non ammazzarmi. L’Africa è come una droga che prendi per non ammazzarti, una evasione. New York non è un’evasione: e un impegno, una guerra. Ti mette addosso la voglia di fare, affrontare, cambiare: ti piace come le cose che piacciono, ecco, a vent’anni. Lo capii appena arrivato. Arrivai da Montreal, con il treno. Scesi a un’enorme stazione affogata nel buio, una sotterranea. Non c’eran facchini e la mia valigia pesava. Eppure andavo come se fosse leggera. Mi muovevo verso una luce accecante, in fondo al tunnel c’era una luce accecante, e quando fui fuori la città mi aggredì come un’apparizione. Gerusalemme che appare agli occhi del Crociato. Non mi sentivo straniero, imparai subito a girare le strade neanche ci fossi nato: eppure non la riconoscevo. Perché nessuno ha mai rappresentato New York. Non l’ha rappresentata la letteratura: a parte le vignette di Arcibaldo e Petronilla, su New York esistono solo le poesie di Ginsberg. Non l’ha rappresentata la pittura: non esistono quadri di New York. Non l’ha rappresentata il cinema perché… Non lo so. Forse non è cinematografabile. Da lontano è come le Dolomiti, troppo fotogenica, troppo meravigliosa, e dà fastidio. Da vicino, da dentro, non si vede: l’obiettivo non riesce a contenere l’inizio e la fine di un grattacielo. Ma non è solo la sua bellezza fisica che conta. E la sua gioventù. È una città di giovani, la città meno crepuscolare che abbia mai visto. E quanto sono eleganti, i giovani, qui.»

«Eleganti?!»

«Hanno un gusto favoloso: guarda come sono vestiti. Nel modo più sincero, più anticonformista possibile. Non gliene importa nulla delle regole piccolo-borghesi o popolari. Quei maglioni vistosi, quei giubbotti da poco prezzo, quei colori incredibili. Non si vestono mica, si mettono in maschera: come quando da piccola ti mettevi la palandrana della nonna. E così mascherati se ne vanno, orgogliosi, coscienti della loro eleganza che non è mai un’eleganza mitica o ingenua. Ti vien voglia di imitarli e magari li imiti perché dove puoi vestirti così? A Roma? A Milano? A Parigi? Io là ho sempre paura che la gente si volti, mi guardi. Qui non ho alcun complesso, posso andarmene vestito come voglio, senza che nessuno si volti e mi guardi. Qui invece nessuno ti turba con la sua curiosità. Ieri sulla Quarantacinquesima ho visto un uomo che stava morendo. In mano aveva un pacchetto: l’ha fissato e poi l’ha scaraventato con una tale violenza che il pacchetto s’è rotto. Chissà che c’era dentro. Dopo s’è appoggiato al muro, ha messo la testa sull’avambraccio, è scivolato piano piano per terra ed è rimasto li a piangere. Anzi a morire. Senza che nessuno si fermasse a guardarlo, neanche per offrirgli un bicchier d’acqua, un aiuto. La sera avanti, poco lontano dal Metropolitan, ho visto un vecchio disteso sul marciapiede: coperto da un plaid. Accanto gli stava un ragazzo, bello, elegante come dici tu: scarpe di cuoio perfetto, calzini leggeri, pantaloni ben tagliati, un pullover favoloso. Il vecchio stringeva sul petto la mano del giovane e il suo volto era bianco, già levigato dalla morte. La gente passava e non si fermava, qualcuno rideva. Ma è male questo? O non è male il nostro fermarsi a curiosare? Non è detto che il loro silenzio sia mancanza di pietà, forse è una forma superiore di pietà. La pietà di non avvicinarsi, non curiosare…»

L’America è proprio una donna fatale, seduce chiunque. Non ho ancora conosciuto un comunista che sbarcando quaggiù non abbia perso la testa. Arrivano colmi di ostilità, preconcetti, magari disprezzo, e subito cadon colpiti dalla Rivelazione, la Grazia. Tutto gli va bene, gli piace: ripartono innamorati, con le lacrime agli occhi. Sì o no, Pasolini? Lui scuote le spalle, sdegnoso.

«Io sono un marxista indipendente, non ho mai chiesto l’iscrizione al partito, e dell’America sono innamorato fin da ragazzo. Perché, non lo so bene. La letteratura americana, tanto per fare un esempio, non mi è mai piaciuta. Non mi piace Hemingway, né Steinbeck, pochissimo Faulkner; da Melville salto ad Allen Ginsberg. L’establishment americano non ha mai potuto conciliarsi, ovvio, con il mio credo marxista. E allora? Il cinema, forse. Tutta la mia gioventù è stata affascinata dai film americani, cioè da un’America violenta, brutale. Ma non è questa America che ho ritrovato: è un’America giovane, disperata, idealista. V’è in loro un gran pragmatismo e allo stesso tempo un tale idealismo. Non sono mai cinici, scettici, come lo siamo noi. Non sono mai qualunquisti, realisti: vivono sempre nel sogno e devono idealizzare ogni cosa. Anche i ricchi, anche quelli che hanno nelle mani il potere. Il vero momento rivoluzionario di tutta la Terra non è in Cina, non è in Russia: è in America. Mi spiego? Vai a Mosca, vai a Praga, vai a Budapest, e avverti che la rivoluzione è fallita: il socialismo ha messo al potere una classe di dirigenti e l’operaio non è padrone del proprio destino. Vai in Francia, in Italia, e ti accorgi che il comunista europeo è un uomo vuoto. Vieni in America e scopri la sinistra più bella che un marxista, oggi, possa scoprire. Ho conosciuto i giovani dello Sncc [Student Non-violent Coordinating Committee, ndc], sai gli studenti che vanno nel sud a organizzare i negri. Fanno venire in mente i primi cristiani, v’è in loro la stessa assolutezza per cui Cristo diceva al giovane ricco: “Per venire con me devi abbandonar tutto, chi ama il padre e la madre odia me”. Non sono comunisti né anticomunisti, sono mistici della democrazia: la loro rivoluzione consiste nel portare la democrazia alle estreme e quasi folli conseguenze. M’è venuta un’idea, conoscendoli: ambientare in America il mio film su san Paolo. Voglio trasferire l’intera azione da Roma a New York, situandola ai tempi nostri ma senza cambiar nulla. Mi spiego? Restando fedelissimo alle sue lettere. New York ha molte analogie con l’antica Roma di cui parla san Paolo. La corruzione, le clientele, il problema dei negri, dei drogati. E a tutto questo san Paolo dava una risposta santa, cioè scandalosa, come gli Sncc.

Alle sette ha un appuntamento con Herbert Blau, il direttore teatrale del Lincoln Center, che lo ha invitato a cena. Non si trovano taxi a quest’ora e così andiamo a piedi. Cade una pioggia sottile, esasperante. Ma lui cammina senza sentirla, o apprezzandola forse, e ripete vedi le case di Arcibaldo e Petronilla, in fondo è come tornare fanciulli. Gli è quasi sparita dagli occhi quella tristezza gonfia di mille amarezze.

«L’aspetto più importante di questa città è la miseria.»

«Miseria?! A New York?!»

«Sì. Lo stesso tipo di miseria, o povertà, che si trova nelle ex colonie divenute indipendenti da poco. Lo stesso tipo di povertà che trovi a Calcutta, a Bombay, a Casablanca. Mi spiego? Non una miseria economica, la miseria di chi non ha da mangiare: una miseria, ecco, psicologica. Quella sporcizia diffusa, quella provvisorietà. Le strade male asfaltate che quando piove si riempion di gore. I muri neri o marroni, costruiti in fretta per esser buttati giù in fretta. E mai un angolo tirato a lucido, destinato a durare. C’è anche Park Avenue, siamo d’accordo, ci sono gli splendidi grattacieli di vetro: ma quelle son le piramidi. Esser qui oggi è come trovarsi in Egitto quando gli schiavi costruivano le piramidi. Sai, non è mica detto che gli schiavi in Egitto vivessero male. Magari erano allegri, nella disperazione, e la sera andavano a spasso, bevevano… Non c’entra. L’aspetto importante resta questa miseria da ex colonia, da sottoproletariato.»

«Sottoproletariato? A New York?»

«Sicuro. V’è in tutti le stigmate della medesima origine sottoproletaria: a colpo d’occhio non la vedi mica la differenza di classe. Come a Mosca quando cammini pensando che son tutti uguali. Naturalmente la differenza esiste ma non se ne rendono conto, non ce ne rendiamo conto. E lo sai perché? Perché non v’è in loro la coscienza di classe. Per uno che vien dall’Italia lo smarrimento è più fondo che in Africa, in India. Voglio dire che entri a Calcutta, a Karthum, ed entri nel cuore di una razza, di un contesto sociale: la classe operaia, borghese, piccolo-borghese, e ciascuna con la sua coscienza di esistere. Entri a New York e cosa trovi? Un fuoco d’artificio di razze assimilate e rese analoghe dallo stesso sistema, dal medesimo fondo: il sottoproletariato. Guarda l’operaio americano, questa mescolanza mostruosa e affascinante di sottoproletariato e di piccola borghesia. Non esiste l’operaio in quanto tale perché non esiste in lui la coscienza della classe operaia. Una voragine. Ma ovunque ti affacci, in America, in un’anima come in una strada come in un ambiente, ti affacci su una voragine. Quasi tu ti sporgessi da un grattacielo. Ciò è bene, ciò è male? Non so, mi sento confuso. In Europa mi sembrerebbe negativo, qui no. Ammiro il momento rivoluzionario americano, ovvio che il mio cuore è per il povero negro o il povero calabrese, e contemporaneamente provo rispetto per l’establishment, il sistema americano… Devo tornare, devo approfondire.»

Il ristorante dove incontriamo Herbert Blau è famoso per le aragoste alla griglia. Cena? Aragoste? Pasolini esce come un sonnambulo dal dedalo delle sue confusioni e ordina un bicchiere di latte, una macedonia di frutta ma senza le arance. È afflitto da un’ulcera, dovrebbe farsi operare, si nutre come un bebè. Parlando di teatro, progetti, Blau lo fissa un po’ sbalordito: questo rivoluzionario che si nutre come un bebè. Si saluteranno presto, reciprocamente annoiati. Conclusa la cena Blau lo ha accompagnato dentro il Lincoln Center, a vedere le prove di una commedia in costume. Ma a Pasolini non importa nulla delle commedie in costume, dell’apparato elettronico che sposta in pochi secondi le scene, gira il palcoscenico, alza la platea: nel suo mondo non c’è posto per simili meraviglie. Come non c’è posto per i grattacieli di vetro, Park Avenue, un razzo che parte, il trapianto chirurgico di un cuore vivo: l’America bella, pulita, comoda che piace a chi spera nel Paradiso. Come Rimbaud (o certi martiri) lui vuol sempre tornare all’inferno, ai quartieri dove si rischia un colpo di rivoltella nel cuore, incontri tragici e magari perversi, la punizione, il Greenwich Village come glielo descrisse Elsa Morante, Harlem come l’ha visto ieri sera ed è stata una bellissima sera. Gli presentarono un sindacalista negro, di estrema sinistra, sai quelli che non accettano il sistema della non-violenza propagandato da Martin Luther King, e son pronti ad uccidere. Il sindacalista lo portò a casa di un operaio caduto dal quarantaseiesimo al quarantaduesimo piano dove restò appeso miracolosamente ad un filo. L’operaio era un vecchio negro, disteso in un letto e rideva felice, felice, ed era così commovente. D’un tratto mi saluta, impaziente, una stretta leggera di mano, e se ne va tutto solo nel buio.

Oggi parte ed ha molte cose da fare: anzitutto posar per un tale che ha molto insistito e gli pare si chiami Avalon. «Dick Avedon?» «Sì, qualcosa del genere.» «Non sai chi è Dick Avedon?» «No, chi è?» «Forse il più grande fotografo che esista in America, senza dubbio uno dei più grandi nel mondo.» «Ah, sì?» Avedon lo ha pregato di venire al suo studio verso le undici ma lui è giunto in ritardo perché sulle scale c’era un vagabondo ubriaco dall’alba, e un vagabondo ubriaco dall’alba vale cento fotografie di Avedon.

L’ascoltava con pazienza materna, dolcezza, prima di lasciarlo gli ha dato non so quanti dollari, e certo ora guarda con meno interesse la immensa istantanea che copre una intera parete dello studio Avedon: Charlie Chaplin ritratto come un demonio, gli indici e i mignoli ritti sopra le tempie a mo’ di corna o forconi. «La scattai l’ultimo giorno che passò negli Stati Uniti», spiega Avedon, «poche ore prima che gli partisse la nave diretta in Europa. Venne qui e…»

Ma a Pasolini preme più la storia di altre fotografie: questo ragazzo negro, ad esempio, che morì di botte per essere stato aggredito dal Ku Klux Klan. O questo mulatto che al Parlamento fu eletto due volte ma non riuscì mai ad entrarci perché è contro la guerra in Vietnam. O questo Allen Ginsberg che posa nudo, coperto solo dalla sua barba e i suoi peli, e lo induce a una altra dichiarazione d’amore:

«Gli intellettuali americani, capisci. Magari son pieni di contraddizioni; incontri un allievo di Morris che ha dato la laurea sulla poesia del Petrarca, discute di semeiotica e poi incontri due studentesse che ignoran perfino Apollinaire o Rimbaud. Quali sono i poeti che preferisce, ti chiedono. Rimbaud, rispondi, Apollinaire, Machado, Kavafis. Ti guardano cieche. Che Kavafis non lo conoscano, passi. Per Machado è già grave, per Apollinaire è assurdo, per Rimbaud addirittura scandaloso. Però hanno un tale rispetto per la cultura! Un rispetto pieno di timore, umiltà: è una gran dote. Considera gli italiani: sono sempre padroni del sapere, anche quando sono ignoranti. Non c’è mai un attimo di timidezza, negli italiani, verso il sapere. Un tipo come Umberto Eco, ad esempio. Conosce tutto lo scibile e te lo vomita in faccia con l’aria più indifferente: è come se tu ascoltassi un robot. Un americano erudito come Umberto Eco è un uomo umile, invece, non si considera mai padrone della sua sapienza, è quasi spaventato dalla sua cultura. Ciò è giusto, mi piace…».

E intanto Avedon scatta foto che suppongo destinate alle frivole lettrici di «Vogue». Che scena, vale quella del Village.

Al Village ci va subito dopo per comprare i pantaloni e i giubbotti che trova così eleganti e che a Roma non indosserà mai: ossessionato com’è dal complesso d’esser riconosciuto, criticato, guardato.

Lo attrae soprattutto una certa camicia che è la copia esatta di quelle in uso nelle prigioni. Sul taschino sinistro c’è scritto: «Prigione di Stato, galeotto Numero 3678». La sta provando, sedotto, quando all’angolo della Decima Avenue scorge una dimostrazione in favore della guerra nel Vietnam.

Uomini e donne passano cupi con grandi cartelli dove è scarabocchiato: «Bombardate Hanoi»; qualcuno ha un distintivo che dice: «Ammazzateli tutti, quei rossi». Ed ecco che un’automobile arriva, ne scendo due giovanotti e una ragazza bionda in calzoni. La ragazza ha una chitarra. Si appoggia al cofano dell’automobile, mentre i due giovanotti le si mettono ai lati, e incomincia a suonare qualcosa di triste. Poi, insieme, tutti e tre attaccano una canzone di protesta. Continueranno finché gli altri continueranno a sfilare coi loro cartelli: e non un insulto, un gesto di ostilità. Pasolini resta fermo a fissarli, con la sua camicia da galeotto, i suoi occhi sono umidi, buoni, quando sussurra:

«Questa è la cosa più bella che ho visto nella mia vita. Questa è una cosa che non dimenticherò finché vivo. Devo tornare, devo star qui anche se non ho più diciott’anni. Quanto mi dispiace partire, mi sento derubato. Mi sento come un bambino di fronte a una torta tutta da mangiare, una torta di tanti strati, e il bambino non sa quale stato gli piacerà di più, sa solo che vuole, che deve mangiarli tutti. Uno ad uno. E nello stesso momento in cui sta per addentare la torta, gliela portano via».

È l’istantanea di un marxista a New York.


Qual è il maggior difetto di New York? Guardate il video finale September 16 2018 2 Comments

Me lo avete chiesto in tanti, e me lo chiedete spesso. Qual è il maggior difetto di New York. I prezzi alti degli affitti? Sicuramente.

Ma per me c'è un problema che è superiore a questo. Si tratta dei topi d'appartamento.  Topi d'appartamento non intesi come ladri, ma come piccoli topolini stile Jerry del cartone animato. Visti da vicino non fanno paura, chi ha avuto qualche criceto non potrà che notare una qualche somiglianza. Sono molto diversi dai ratti in metropolitana, per fortuna, che sono bestie giganti. I topolini sono piccolissimi e si intrufolano in tutte le case. In fondo sono animali dolci. Scusate Topolino non era tenero?

La prima volta che ne vidi uno, appena arrivato, rimasi veramente di stucco. Ero in un appartamento appena affittato a Forrest Hill e mi sbucò davanti. La prima volta è sempre un trauma. Io ho strillato. Quando lo comunicai al padrone di casa, l'affrontò con naturalezza. Che vuoi che sia?

Col tempo ho assunto anche io questo atteggiamento. Certo oramai sono un esperto, e so come catturarli. Per fortuna non capita spesso. Ma un paio di volte l'anno un topolino appare sempre.

La relazione degli uomini coi topi è davvero conflittuale, sono associati a malattie e pestilenze nel passato. Questo conflitto è rimasto anche adesso, perché in effetti sono portatori di malattie. Su questo non ci piove.  Quindi sì, lo possiamo dire forte: non vogliamo topi in casa!

Anche i miei genitori sono rimasti molto colpiti la prima che hanno visto un topolino in casa, mio padre è stato particolarmente sfortunato. Mentre dormiva sul divano gli è salito un topo minuscolo sulla gamba. L'ha sentito e l'ha visto. L' ha fatto volare in aria muovendo velocemente la gamba verso l'alto , ma poi il topolino è riuscito a fuggire. I topolini entrono da qualsiasi buco, grande anche come monete di un centesimo. E sanno diventare invisibili durante il giorno.

Di solito escono di notte in cerca di cibo, e se vi vedono si spaventano: anni di lotta contro i topi se la ricordano anche loro, per questo temono l'uomo. L'unica maniera per prenderli sono le trappole (ci sarebbe anche il veleno, ma lo sconsiglio. Poi vi muoiono in posti nascosti, e non li troverete mai). Da quella classica a scatto che li uccide all'istante, alla colla a cui rimangono impigliati, che però li uccide in maniera lenta e crudele. Io amo una trappola chiamata l'hotel per i topi (sono fissato con gli hotel, per questo ho aperto http://www.ilmiohotel.com ), una casetta verde con finestre. Non li uccide, ma li intrappola vivi. Poi potete andare a liberarli in qualche luogo lontano, tipo un parco.

Se non li uccido, è perché mi ricordano i criceti di quando ero bambino, però credo che sarebbe meglio ucciderli, per liberarsene definitivamente. Ma poi questa lotta infinita penso non sarà mai vinta. I topi sono resistenti. Animali infiniti. Probabile che si estingua prima l'uomo.

E' bene disinfestare l'appartamento in maniera regolare, almeno una volta al mese, e nelle situazioni piu' gravi probabilmente sarete costretti a lasciare casa per qualche settimana, per una super derattizzazione.

Comunque la trappola verde che io uso funziona così. Ci metto un pezzo di formaggio, e poi la copro con dei giornali. Questa cosa dei giornali l'ho scoperta per caso.

Avevo messo questa trappola verde e dopo una settimana non ne avevo catturato neanche uno. Poi per caso caddero dei quotidiani sopra la trappola, io li lasciai lì per pigrizia. E il giorno dopo sentivo un rumore da sotto i giornali. Il topo era stato preso. Senza i giornali non entrano, probabilmente vogliono il buio e si sentono sicuro tra la carta polverosa dei giornali.

Qui vi lascio il video dell'ultimo topo che abbiamo preso nella trappola verde. Mio padre era un misto tra emozionato e schifato. Un altro problema di New York sono e pulci da materasso. Ma ne parliamo un'altra volta. Vi lascio il video qui dell'ultimo topolino

 

 


San Gennaro? Si festeggia anche a New York September 15 2018

Napoli come New York, o New York come Napoli. Le celebrazioni e la festa del popolare Santo si tengono anche nella grande mela. A Little Italy, il celebre quartiere italiano, si tiene la 92ima edizione de Feast of San Gennaro (Festa di San Gennaro). E come in tutte le cose in America la festa si fa in grande, quindi non dura un solo giorno, ma undici. 

La festa è iniziata proprio ieri (14 settembre) e si finisce il 23 di settembre 2018. Secondo i newyorkesi è una delle più belle feste che si svolgono in città e sono all’incirca un milione i visitatori attirati da questo importante evento, attratti dal folklore ma soprattutto dal cibo, che non manca di certo.

La festa di San Gennaro a New York non è cosa recente. Ovviamente, è partita dagli immigrati napoletani ma dal 1926 proprio nel cuore di Little Italy. Fu eretta una piccola cappella nella strada con l’immagine di San Gennaro (che è ancora presente). 

Durante i giorni di festa la strada è solo pedonale, così c'è spazio per ogni tipo di vendita: dai gadget allo street food, logicamente. 

Ovviamente il giorno più importante è il 19 settembre (giorno della festività a Napoli) ed alle 18 si svolge una messa solenne nella Shrine Church of the Most Precious Blood (al 113 di Baxter Street). L’ultimo sabato della festa, invece, nel primo pomeriggio viene organizzata una processione religiosa durante la quale viene portata la statua di San Gennaro in giro per tutto il quartiere. Da non perdere!

Piccola ulteriore curiosità: ormai la festività di San Gennaro è arrivata anche in altri quartieri New Yorkesi (come il Bronx). Non c'è niente da fare: l'Italianità è ovunque a NY!

Se volete cercare il vostro hotel in questa zona, provate su http://www.ilmiohotel.com il nostro portale a prezzi bassissimi.


La giornata perfetta per chiederle la mano a New York August 31 2018

La giornata perfetta per chiederle la mano (se avete soldi da spendere)

  • Alzatevi, aprite le tende, affacciatevi sopra la Fifth Avenue,  e andate a fare da Colazione da Tiffany. La notte l'avete passata al hotel Plaza, prenotato su http://www.ilmiohotel.com

  • Poi andate subito dopo a fare un giro al MoMA, per guardare l'esposizione dei capolavori soprattutto al quinto piano. Seguite i consigli che ho scritto qui su come visitare il MoMA

  • Andate a comprare un paio di scarpe da Manolo Blahnik, il negozio si trova proprio di fronte al MoMA. Se volete sapere quali sono le location di Sex and the City, leggete qui.

  • Salite al Top of the Rock, e mentre l’abbracciate da dietro le ditele che starete assieme tutta la vita. E oltre.

  • Andate a pranzare da Jean Georges, due stelle Michelin al Columbus Circle. A pranzo non è così caro. Leggete qua

  • Poi giretto al Central Park (qui un articolo per visitarlo)  con bacio romantico sul ponte degli innamorati ed eventualmente passeggiatina in barchetta.

  • Tornate al Plaza (guardate qui il video), perché come vi ho detto prima ma voi dormite al Plaza, e avete prenotato su http://www.ilmiohotel.com e fatevi un bel té del Plaza, che è un luogo incantevole!

  • Subito dopo prendete un taxi, fatevi tutta la città verso sud, andate a Brooklyn e fatevi una bella passeggiata sul ponte di Brooklyn.

  • Di ritorno cocktail al Please don’t Tell, uno dei bar segreti esclusivi del East Village.

  • Poi cena opterei per una bella cena leggera al Nomad Restaurant, dove prendere il loro famoso pollo amish.

  • Dopo cena andate a mangiarvi una cupcake da Magnolia Bakery

  • Prima di tornare a letto, un bel taxi e drink al Press Lounge sotto la pioggia.

  • E infine chiedetele la mano in maniera intima dentro la stanza dell' hotel Plaza Hotel, con le luci di New York!


Appello dei camerieri italiani di New York: "Lasciateci la mancia, dobbiamo vivere!" August 21 2018 12 Comments

 

I camerieri italiani si lamentano: "Gli italiani a New York non lasciano la mancia, ma noi come facciamo? Dobbiamo vivere, il sistema è questo, bisognerebbe avere la sensibilità di rispettarlo". E ricordano di lasciare almeno il 15% se si va a mangiare, perché di questo campano.  E continuano: "Non sappiamo se il sistema sia  giusto o meno, ma non siamo venuti qui a cambiare il sistema a New York, siamo venuti qui a lavorare, e lo facciamo pagando un prezzo altissimo, lontano dagli affetti, dagli amici, dalla nostra terra, in un paese straniero".  Ecco alcuni commenti.

Ma cosa rispondono i turisti? Che loro non sono ricchi, che per portare la famiglia a New York fanno degli sforzi immensi, e i prezzi sono già alti. Se a questo bisogna aggiungere anche la mancia, diventa davvero una vacanza impossibile. Quindi chiedono di mettersi nei loro panni, e di fare un sorriso in più anche se la mancia è minore rispetto a quella lasciata dagli americani.


Un master italiano a New York July 21 2018

Diffondiamo con piacere il comunicato del nostro amico Massimo Veccia:

 

Si è svolta venerdì 13 luglio 2018, presso il Consolato Generale d'Italia a New York, la cerimonia di consegna dei diplomi agli studenti del corso di Alta Formazione "Made in & By Italy - Marketing and Communication", organizzato da Learn Italy USA, Ente di formazione riconosciuto dall’Unione Europea e dalla Regione Lazio che eroga anche corsi di Lingua Italiana per stranieri riconosciuti dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca), in collaborazione con la FIAO (Federation of Italian American Organizations), la Montclair State University ed il New York Language Center.

L'evento è stato presieduto dal Console Generale, Francesco Genuardi, che rivolgendosi agli studenti ha affermato: "Terminate un corso nuovo, inedito, importante organizzato da Learn Italy, un ente che qui conosciamo bene e che sta ampliando la gamma di offerta dei suoi corsi di formazione”. Il Console Generale ha inoltre riconosciuto l’importanza della partnership stabilita con la F.I.A.O., definita “una nuova ma anche antica istituzione con sede a Brooklyn, simbolo dell’immigrazione e della presenza italiana nella città di New York”.

A conclusione del suo intervento, il Console Generale ha affermato: “Credo che la comunicazione e il marketing, argomenti centrali dei Corsi di Learn Italy USA, rappresentino alcuni dei temi strategici della società contemporanea, che potrete ampliare e rafforzare con l'aiuto della F.I.A.O. e dell'università di Montclair. Gli studenti provenienti dall’Italia avranno modo di confrontarsi con quelli di discendenza Italo americana, in un concetto completamente senza steccati e senza divisioni, contribuendo a creare una comunità italiana che non abbia distinzione di provenienze”.

A consegnare i diplomi, Silvana Mangione, docente del corso e vice segretario generale Cgie. Ad assistere all'evento anche Enza Antenos, docente di Montclair State University, che ha ribadito l'importanza di questa iniziativa che contribuirà a rafforzare i rapporti tra Italia e USA, creando un ponte di connessione tra le due culture. 

L’evento è stato anche l’occasione per Learn Italy USA per presentare ufficialmente a New York la nuova stagione formativa che avrà inizio a Novembre 2018 e dureranno circa tre mesi.

“Learn Italy è sempre in costante dinamismo grazie al team che in questi anni abbiamo costruito e che si basa molto anche su giovani che hanno partecipato ai nostri corsi e che poi sono rimasti a collaborare con l’Agenzia, un elemento che per noi è motivo di grande orgoglio” commenta il Presidente di Learn Italy USA, Massimo Veccia, che aggiunge: “I nostri Corsi non sono solo uno strumento prezioso per la formazione dei partecipanti ma anche un modo operativo per entrare in contatto con la nostra realtà e i nostri partner e contribuire alla progettazione delle attività future. La nostra mission è quella di sostenere i giovani talenti, infatti per tutti i nostri Corsi mettiamo a disposizione delle esclusive borse di studio che assegniamo ai profili più meritevoli e più motivati a partecipare a un’esperienza unica come lo sono i nostri percorsi formativi. Intorno alla terza edizione dei nostri Master registriamo molto interesse tra professionisti e studenti di tutta Italia e si profila una nuova stagione di grande successo”.

L’Agenzia ha, difatti, lanciato tre nuovi prestigiosi Corsi di Alta Formazione: la terza edizione di “New Media, Events and Communication”, la seconda edizione di “Made In & By Italy – Global, Digital Marketing and Communication”, e il nuovissimo “Intelligence e Sicurezza Internazionale”.

Tutti i Corsi sono aperti alla partecipazione di professionisti e studenti di ogni età provenienti da tutta Italia, Italoamericani e Americani. È inoltre possibile beneficiare di borse di studio esclusive a copertura parziale, a numero limitato, dei costi di partecipazione che Learn Italy USA mette a disposizione insieme ai propri Partner per sostenere il diritto allo studio e alla formazione dei profili più motivati che scelgono di vivere l’esperienza unica dei Corsi proposti a New York. Per tutte le informazioni basta scrivere a progetti@learnitaly.us.


Quali sono gli hotel vicino alla sede de Il mio viaggio a New York? July 02 2018 2 Comments

Booking.com

Quando abbiamo deciso di aprire il nostro portale www.ilmiohotel.com, lo abbiamo fatto con un'idea fissa. Chi prenota con noi non prenota perché Piero Armenti è simpatico. Ma perché conviene. Nel nostro catalogo di hotel ci sono tutti i migliori hotel di New York, ma anche degli Stati Uniti e del resto del mondo.

 

Per qualsiasi problema avete l'assistenza in italiano sul luogo, nel nostro ufficio a Times Square (324W 47th). Chi vi offre di piu'? Neanche Booking o Expedia hanno un ufficio a Times Square. Noi sì. 

A questo aggiungete che a noi interessa che voi siate felici, perché non siamo un portale con milioni di prenotazione. Per noi non siete  a solo un numero. Siete i nostri followers, e vi amiamo. Per questo abbiamo aperto http://www.ilmiohotel.com

 

1) ROW NYC  

Su Tripadvisor ha un punteggio di 3.5 stelle. Hotel moderno, con camere non grandissime, ma ben arredate. Bisogna solo fare attenzione a non prendere le camere vicine all'ascensore, che possono essere molto rumorose. All'interno dell'hotel c'è uno spazio con tanta offerta culinaria, tra cui le ciambelle di Dough, e il lobster rall. Il prezzo va dai 170 dollari in su a notte, noi garantiamo il prezzo migliore

Vi lascio qui un video della camera

 

 

2) HOTEL EDISON

 Su Tripadvisor ha un punteggio di 3.5 stelle. Hotel un po' vecchiotto, ma un grande classico di New York, soprattutto per la posizione che è proprio al centro del caos di Times Square. Il prezzo va dai 170 dollari in su a notte, noi garantiamo il prezzo migliore. 

 

3) RIU PLAZA

Su Tripadvisor ha un punteggio di 4 stelle, hotel molto moderno, con camere nuove di zecca. Posizione central, e con alcune stanze particolarmente panoramiche. Il prezzo va dai 230 dollari in su a notte, noi garantiamo il prezzo migliore.

 

4) PARAMOUNT

Su Tripadvisor ha un punteggio di 3.5 stelle, hotel fantastico per posizione, e ha una hall di luci soffuse e divani che lo rende davvero comodo.  Stanze non molto grandi. Ha il vantaggio di essere anche il punto d'incontro per il nostro tour dei rooftop. Il prezzo va dai 170 dollari in su a notte, noi garantiamo il prezzo migliore.

 

5) DOUBLETREE TIMES SQUARE

Su Tripadvisor ha un punteggio di 4.5 stelle, hotel centralissimo si trova proprio dentro Times Square, molto moderno, stanze comode.  Il prezzo va dai 200 dollari in su a notte, noi garantiamo il prezzo migliore.

 


Non confondete US POLO con POLO RALPH LAUREN June 27 2018

Allora sono due marche americanissime. Molti le confondono perché il logo è simile.

US POLO ASSN. ha questo logo

Mentre Polo Ralph Lauren ha questo logo

I due loghi sono molto simili, ed entrambi rappresentano il gioco del polo. La differenza è che Polo Ralph Lauren ha un solo giocatore, US Polo ne ha due.

In realtà US Polo è la marca della federazione del Polo americana, e ha un costo minore rispetto a Polo Ralph Lauren. 

Infatti mentre la Ralph Lauren costa dagli 80 ai 100 dollari a polo,  ma scontate da Macy's si può trovare qualcosa anche a 60 dollari, le US POLO costano molto di meno, cioé dai 15 a 20 dollari ognuno. Davvero poco. Imperdibile è il negozio che si trova a Times Square.

Comunque quando il logo è sulla maglietta, è molto difficile distinguerli.

Guardate qui 

Ralph Lauren 

US POLO ASSN.

 


Come fare per lavorare a New York. Articolo sui visti June 25 2018

In molti mi avete detto che preferivate un articolo pratico e non filosofico sul tema di come vivere a New York. 

Vi dico subito che l’America non vi vuole. E così ci togliamo un peso. Ma neanche gli europei vogliono gli americani. E infatti se un newyorkese volesse vivere in Italia, si troverebbe dinanzi agli stessi problemi di visto.

 La verità quindi è che non c’è la possibilità di emigrare negli Stati Uniti, e cercare lavoro qui. E’ vietato.  Se voi,alla frontiera, con il visto turistico dite che siete venuti per lavorare a New York, vi rispediscono a casa.

Quel che potete fare è cercare lavoro mentre siete in Italia, sperare che un’impresa vi sponsorizzi , ma neanche è sicuro che vi diano il visto. Perché c’è una lotteria per i visti di lavoro.  Spiego meglio: se io come imprenditore americano volessi sponsorizzare un italiano, dovrei passare comunque attraverso una lotteria.

Il visto si chiama H1B, e quest’anno le aziende americane hanno fatto 190,098 richieste, e sono state selezionate 65 mila persone (più 20mila tra quelli che hanno studiato negli Usa). Se venite estratti allora il vostro caso viene analizzato dall’immigrazione, e potrete avere il visto. Ma devono essere lavori minimamente qualificati. Diciamocelo chiaramente: un'impresa difficilmente vi sponsorizzerà dall'Italia, solo perché avete mandato un curriculum. Può succedere, certo, ma non succede spesso.

La soluzione più semplice per vivere qui è il ricongiungimento familiare, cioé sposarsi. Questa è la sacrosanta verità. 

La maggior parte degli italiani sono qui con 1) visto da studente  (F1), o il visto per lo stage (J1), o direttamente con l’Esta. Quest’ultimi finché ci riescono, entrono ed escono ogni 3 mesi. Ma rischiano. Lavorano al nero, senza poterlo fare. Alcuni addirittura rimangono oltre i 90 giorni dell’Esta, e si trasformano di fatti in “clandestini”, se tornano in Italia poi avranno una penalità per cui non potranno rientrare negli Stati Uniti per un periodo che va da 1a 10 anni, dipende da quanto tempo sono rimasti negli Stati Uniti oltre la scadenza del permesso.

Per avere il visto da studente potrebbe non bastare fare un corso d'inglese, potrebbero negarlo, è meglio iscriversi al college. 

Altri vengono inviati dalle aziende italiane qui, ma si tratta di profili alti oppure se sono giovani, sono mal pagati. Altri vengono assunti in ambiti di ricerca all’Università o presso strutture mediche. In questo caso vale un altro discorso più di nicchia, perché non tutti possono ambiare a certe posizioni. 

Di solito chi vuole venire a New York è alle prime armi.

C’è poi il caso di coloro che prendono il visto O-1 nel caso abbiate abilità aristiche, e il visto vale anche sarti, estetisti, parrucchieri di un certo livello, ma dovete dimostrare di avere avuto qualche articolo su di voi, cioé che avete una qualche abilità riconosciuta nella vostra terra. E ci deve essere qualcuno che qui vi faccia lavorare.

Esiste poi la lotteria per la green card, la diversity Visa, che è probabilmente il programma che si avvicina di piu' ad un permesso di emigrare. Ma sono solo 50mila posti e partecipano tantissime persone da tutto il mondo. Qui conta la fortuna.

Ci sono infine i visti da imprenditori, ma dovete avere del capitale da investire congruo rispetto all’azienda che andate ad aprire, ed avere la maggioranza di quest'azienda.

In poche parole non esiste una via ufficiale per emigrare negli Stati Uniti, a meno che un’azienda non vi sponsorizzi e abbiate un po’ di fortuna con la selezione.

Il mio consiglio? Venite ad esplorare, nessuno vi nega mentre state qui di conoscere persone, fare networking. Da cosa nasce cosa, e magari un'occasione di lavoro in futuro uscirà. A me così è successo. Venni durante il periodo del dottorato per scrivere un saggio su Junot Diaz, e poi conobbi nuovi amici, imprenditori di qua, che dopo due anni mi sponsorizzarono il visto.

Nell'attesa cercate di farvi un curriculum pesante!


Come faccio a vivere a New York? June 24 2018 17 Comments

Se volete consigli pratici, leggete questo articolo: https://www.ilmioviaggioanewyork.com/blogs/news/55866755-come-cercare-lavoro-a-new-york-mentre-siete-in-italia

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La conosco a memoria, la domanda che sempre mi fate. Una e semplice. Come faccio a venire a vivere a New York? E come si dà una risposta a una domanda del genere? Esiste un modo infallibile, un percorso unico, per venire qui? O ci sono mille modi, mille storie di vita? Vorrei fosse semplice dirvi: chiudete gli occhi e siete già qua. Con un lavoro, una casa,  degli amici. Ma non è così, ovviamente.

Ho pensato sia  venuto il momento di dare una risposta a questa domanda, a partire dalla ragione per cui ad un certo punto vien voglia quasi di scappar via, e venire a New York. Avete capito bene, scappar via, e non dico a caso.

La verità è che voi non sapete se volete vivere a New York. E non lo potete sapere finché non ci arrivate. Quel che sapete invece è un’altra cosa. Che siete stanchi della città in cui state, siete stanchi dell’Italia. Volete provare qualcosa di diverso. Probabilmente siete insoddisfatti della vostra vita. Le ragioni potrebbe essere mille: una relazione andata male, un licenziamento, un percorso universitario tortuoso.  Ma per me possono essere sintetizzate in un’unica frase: la vita di provincia fa schifo.

E so che lo pensate, quando mi chiedete com’è vivere a New York, e lo pensavo anche io. Quando sei giovane,  quando non ti sei realizzato, quando hai paura per il futuro, quando non riesci a trovare una tua dimensione, quando non hai un lavoro, quando ti senti deriso,  la vita di provincia è molto difficile, dura. L’apprezza invece o chi ama follemente la propria terra, e sono in molti, o chi riesce a trovare un proprio spazio.

Quando mi chiedete come faccio a vivere a New York, volete semplicemente una possibilità per respirare, questo è tutto. Forse qualcosina in più anche: la possibilità di un riscatto. Quel riscatto che in parte si ottiene già per il solo fatto di essere a New York, indipendentemente dal lavoro che si fa.

Quando verrete a vivere a New York, persone che a stento salutavi, vi inizieranno a scrivere. E lo sapete perché? Perché siete a New York, nella cosmopoli. Avete avuto un guizzo di vita. E non è scontato averlo. Inizieranno ad osservare da lontano la vostra vita. Ricordate: anche chi vi dice che ama la provincia e odia New York, quel guizzo che avete avuto voi un po’ l’ invidia.

Non ve lo nego, ve lo dico da subito, senza perder tempo. New York è una lotta perpetua. Soprattutto all’inizio, sarete pervasi da un grande entusiasmo per le mille opportunità della metropoli, ma anche dallo smarrimento perché rimanere qui non è facile. Per il visto, innanzitutto, difficile da ottenere. Non è il visto il tema dell’articolo, e vi dico subito che molti, pur di vivere a New York, si sposano un po’ per amore, un po’ per convenienza, soprattutto i maschietti. Altri rimangono senza il permesso per poter stare, da clandestini. Ma lasciamo per un attimo il visto da parte.

Il punto è che dovete saperlo fino in fondo che la metropoli è una lotta, un campo di battaglia. Tanti vogliono venire qui per cambiare il proprio destino. Perché qui c’è lavoro, si respira libertà, gente diversa, meno pressioni sociali, e perché in fin dei conti l’unica ragione per cui la metropoli è la Metropoli è che a nessuno gliene frega nulla di voi. Come sei vestito? Quanto sei magro? Quanto sei grasso? Quando ti sposi, che studi, ma perché non metti la testa apposto?  Queste domande semplicemente non esistono. Forse in fondo si vuole semplicemente scappare via dalla ripetitività di certe domande, di certe persone. Forse volete essere distanti proprio dalla vosta famiglia.

Quindi appurato che volete cambiar vita, fuggire dalla dimensione della provincia, andare in un posto in cui scoprirsi anche diversi, e seguire le proprie inclinazioni. Appurato tutto questo, la domanda è? Ma alla lunga vi farà piacere stare qui? Vivere a New York.  Non è che poi dopo un po’ tutto quello che odiavate della vita di provincia, vi inizierà a mancare? Incluso la vostra famiglia?

E qui bisogna, ed è importante farlo, dare una risposta netta. Cioé che non esiste una vera risposta a qiesta domanda.

La vita è tante cose, non è solo il posto in cui vivi. E ognuno può raccontare una storia sua. Sua nel senso che se l’è costruita da solo con le scelte, le sofferenze, i bocconi amari ingoiati,  le vittorie. C’è chi dopo un po’ torna in Italia, e chi rimane qui per sempre. E la sapete qual è la cosa bella? Che tutti hanno ragione. Non so dare un suggerimento universale. Mettetevi nei miei panni. Quando vedo un amico insoddisfatto che vorrebbe andare via da New York, cosa dovrei dire? Resisti un altro po’, che gli sforzi verranno ripagati? Ma se poi dopo aver resistito un altro po’, nulla e cambiato?  

Una domanda che spesso mi fate è quanto tempo ci vuole per ambientarsi a New York? Per me son bastati cinque minuti, altri magari non ci riusciranno una vita. C’è chi si crea un microcosmo etnico, fatto di amici tutti italiani, chi sceglie la via cosmopolita delle amicizie per interessi e affinità. Capite: si tratta di un terreno scivoloso dove si rischia di essere fraintesi. Ma il punto è che tutti hanno ragione. Nella metropoli ognuno fa che vuole.

 Però due cose in linea generale posso dirvele. Anzi due più una. La prima. Chi si realizza a New York, difficilmente se ne va. E per realizzarsi non intendo a livello economico, anche se chiaramente conta. Non si tratta solo di fare soldi, o di avere successo. E’ vero che è una città che spinge all’avidità, ma è anche molto comprensiva verso i fallimenti della vita. Tutti sono caduti, si sono rialzati molteplici volte. Poi con gli anni si cambia, cambiano i nostri interessi. Non so se tra dieci anni scriverei le stesse cose di oggi.  Ma per stare bene a New York bisogna trovare un proprio equilibrio emotivo per cui poi, all’idea di andare via da New York, si sta male. Insomma si tratta di questa cosa qui: New York deve diventare casa, punto. E poi non la vorrete lasciare.

 Secondo. Se non vi siete realizzati a New York ve ne vorrete andare. Semplice. E succede spesso. Non avete trovato una vostra dimensione e vi chiedete: “Ma io qui che ci sto a fare?”. Anche perché ricordatevelo, siete stranieri, siete in una terra in cui si parla una lingua diversa, siete ad un Oceano di distanza. Probabilmente dopo un po’ potreste decidere di tornare indietro, non dico nella vostra provincia, ma in un’altra parte d’Italia e d’Europa. Avete intanto imparato l’inglese, e potete fare qualcosa d’importante. Molti sono costretti ad andar via per problemi di visto, ma in questo articolo non stiamo analizzando quest’argomento. Un giorno vi dirò cosa la penso, ma non è questo il giorno.

Terzo. La vita è imprevedibile. Questo spiega tutto. Domani incontrate un uomo che vi fa innamorare, e vi trovate a vivere in Canada o in Svezia. Dopodomani vi arriva un’offerta di lavoro dal Giappone, e la prendete al balzo. Insomma la verità è che a volte non importa quello che pensate, o volete, semplicemente la vita vi porta dove non immaginate. Allora non ha un senso chiedersi dove voglio vivere. Bisogna avere talento a rendere ogni luogo straniero casa propria.

Esiste poi quello che io chiamo il Limbo di New York. Cioé quella dimensione che accomuna la maggior parte delle persone che ho conosciuto. Non sono felici a New York, ma non vogliono tornare in Italia o andare altrove. E rimangono così anche tutta una vita, sospesi come nel limbo dantesco. Questa forse è la newyorkesità autentica. Il conflitto, lo strazio, il rimanere incastrato a una metropoli senza riuscire davvero a crearsi una vita. Si può essere mezzi adolescenti e mezzi adulti per sempre, a New York.  Ragionare sul profilo psicologico di chi si trova questa condizione è difficile. Percepiscono l’andar via da New York come una sconfitta, e rimangano qui perché sperano che qualcosa accada. Poi perdono le speranze: nulla accadrà, ma intanto a New York hanno le proprie abitudini, e qualche soldo per vivere lo riescono a tirar su. Ricominciare un’altra volta altrove non è facile, e rimangono qui.

Ma allora, dopo tutto questo, posso dare una risposta alla domanda su come fare a New York? No, non la posso dare. Possi dirvi una cosa però: sarà una lotta, sarà una lotta solitaria. Siate pronti.