Lo Slang di New York, cosa sapere?

Curiosità su New York di 11 Apr 2016 Aggiornato il 29 Ott 2026 0
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Lo slang americano ghetto che senti a New York cambia ogni giorno e varia da comunità a comunità: c’è quello dei rapper, quello dei latinos con lo spanglish, quello dei ragazzi di Harlem. Le parole che ti capiterà di sentire più spesso sono yo e bro per salutare, my G per il migliore amico, ride or die per chi ti resta accanto sempre, deadass per dire sul serio e brick per il freddo pungente.

Lo slang di New York in breve

  • Saluti: yo, wassup e what’s up per dire ciao e come va.
  • Amicizia: bro, dude, man e son per amico; my G e ride or die per l’amico del cuore.
  • Sentimenti: mad è tantissimo, hangry è affamato e arrabbiato, tight è arrabbiato.
  • Meteo: it’s brick outside significa che fuori fa un freddo cane.
  • Da evitare: ghetto e ratchet sono offese, mai complimenti.
  • In viaggio: bodega è il minimarket, schmear il formaggio sul bagel, pie la pizza intera.

Questa guida registra alcune delle infinite varianti del parlato newyorkese, ascoltate per strada, in ascensore e nelle caffetterie di Harlem. Qui sotto trovi le frasi del rap, lo spanglish, i saluti, le parole su freddo e fame, le offese da non usare, i termini dell’amicizia e un glossario con le parole utili in viaggio.

Slang New York: Cambia da Quartiere a Quartiere

Gli slang di New York City, perché non ce n’è uno solo, cambiano tutti i giorni e sono sempre in movimento. Bisognerebbe registrare la gente che parla “on the street”, perché tante parole muoiono, altre nascono, diventano di moda, si usano e poi si usurano.

Il gergo di New York poi varia da comunità a comunità: esiste lo slang dei latinos, quello dei rapper, quello di un quartiere piuttosto che di un altro. Chi arriva in città con l’inglese della scuola se ne accorge in fretta, già al primo saluto per strada.

Rappers a New York

Le Frasi del Rap: Hit Me on the Jack e What’s Cracking

Il rap è una delle grandi fabbriche del New York slang. Ecco alcune frasi che un rapper direbbe a un altro:

  • Hit me on the jack: fammi uno squillo.
  • What’s shaking? What’s cracking?: due modi per dire what’s up?, cioè come va?
  • It’s whatever: fa lo stesso. È un intercalare molto italoamericano.

Sono espressioni che cambiano velocemente: quello che oggi è di moda tra i rapper, fra qualche anno potrebbe suonare già vecchio, ed è proprio questo il fascino del parlato di strada.

Lo Spanglish dei Latinos di New York

Tra i latinos è diffuso lo spanglish, un misto tra spagnolo e inglese: non è inglese, non è spagnolo ma è un mix. Il termine nasce dall’unione di Spanish e English, è registrato dal 1933 e non esiste una versione unica: quello di New York è diverso da quello della Florida, del Texas o della California. Ecco alcuni esempi che si sentono in città:

  • Que lo que?: what’s up, come va, tra i domenicani.
  • Tató: it’s all good, va tutto bene.
  • Beesi: busy, occupato. I am so beesi!
  • Redi: ready, sono redi, sono pronto!
  • Gogglear: to google, fare una ricerca online.
  • Textear: to text, mandare messaggi di testo.
  • Paree: party, fiesta! Vamos al paree.
  • Frizar: to freeze; in spagnolo si direbbe congelar, in inglese freeze.

Come vedi, spesso si prende un verbo inglese e lo si coniuga alla spagnola: così to text diventa textear e to hang out diventa hangear. È una lingua che non trovi sui libri: la senti per strada, nei quartieri latini della città.

Hipster latino nel Bronx

Yo, Bro e Wassup: i Saluti di Harlem

Qui ad Harlem, il mio vicino di casa mi dice sempre wassup! quando mi incrocia nell’ascensore. Io gli rispondo: yo, bro! Wassup?, cioè hey, brother! What’s up?

Ho imparato che il classico yo bro è tipico qui: mi capita di ascoltarlo in continuazione tra i ragazzi che si salutano per strada. Yo è il “tag” di situazioni davvero informali, tra membri di una gang ma anche tra amici, spesso teenager, e non tra persone “educated”: è un dato di fatto che non si sente yo nei corridoi dell’università.

Bro sta per brother e tradurlo in italiano non è così scontato: dipende dal dialetto. A Roma diremmo “ci’”, “zi”, “fratè”, in definitiva amico. E bro può essere sostituito con tanti altri sinonimi, come dude, man, son: “Nah, my dude”, no, fratello mio.

Se vuoi sentire il quartiere dal vivo, la domenica mattina il tour di Harlem con la messa gospel ti porta con una guida in italiano tra le case brownstone, davanti all’Apollo Theater e dentro una vera chiesa del quartiere, dove ascolti i canti dei fedeli.

Vivi Harlem dal vivo

Tour di Harlem e Messa Gospel in italiano

La domenica mattina con una guida italiana, dall’Apollo Theater alle case brownstone fino alla messa in una chiesa del quartiere.

Scopri il tour →

Per scoprire il resto del quartiere dove abbiamo raccolto molti di questi saluti, leggi la nostra guida al quartiere di Harlem, tra storia, strade e locali.

Brick, Mad e Hangry: Freddo, Fame e Rabbia

A New York d’inverno fa freddo, fa freddissimo. I newyorkesi si lamentano della neve e del gelo e si rinchiudono nei locali, in casa o comunque al chiuso, con i riscaldamenti “a tutta birra”. In una fredda giornata di primavera inoltrata, con 8 gradi, un newyorkese direbbe: “Ya, bro! It’s brick outside”, cioè hey, fuori fa un freddo cane! Brick, usato come aggettivo, vuol dire proprio freddissimo.

Anche per le parole mad e crazy c’è un uso tutto newyorkese. “Ya, bro! I’m mad hungry!” significa ho una fame da lupo, perché mad qui vuol dire tantissimo. Se un amico ti offre della pizza, potrebbe dirti: “That’s crazy good!”, è troppo buona!

Se un newyorkese ha davvero fame, fa un mix tra hungry, affamato, e angry, arrabbiato: “I am so hangry!”. Anche la parola tight è abbastanza frequente e significa upset, arrabbiato: “Ya, bro! You got me mad tight!”. Sapendo che mad vuol dire tantissimo, c’è da preoccuparsi se un newyorkese ti dice questa frase!

Per altre curiosità sulla vita quotidiana in città, dal clima alle abitudini dei newyorkesi, sfoglia le guide di Il Mio Viaggio a New York: lì raccontiamo la città come la vive chi ci abita.

Slang Americano Ghetto: Cosa Significano Ghetto e Ratchet

Se si vuole offendere di brutto una persona, le si dice ghetto. Non suona come un complimento, come negarlo. Funziona come aggettivo o come nome e può essere diretto a tutti, indiscriminatamente: black, white, latinos. Di solito indica una classe sociale bassa, ma ghetto può essere anche solo un atteggiamento. “She is a ghetto!”: non dirlo a nessuna donna, mi raccomando!

Ratchet è sinonimo di ghetto, con la differenza che la persona si crede cool, “diva”, anche se in realtà appare ai più pacchiana. Per strada questa figura, al femminile, viene descritta così, con parecchia ironia:

  • Il telefono: ha un cellulare BlackBerry.
  • La musica: canticchia canzoni hip hop popolari, o ne cita versi a casaccio.
  • I capelli: scapigliatissimi e tinti per lo meno 3 volte, e le ricrescite lo provano!
  • Il look: leggings stracciati, tacchi altissimi, giacche di jeans attillate e un trucco da discoteca, anche se poi resta tutto il giorno sotto casa.
  • Gli intercalari: yolo, really, naw.
  • La linea: ha qualche chilo di troppo.
  • Il curriculum: diploma? Carriera? What’s this?

Anche un uomo può esserlo. Diciamo che queste persone spesso non conoscono la parola finezza e sembra che abbiano problemi di grammatica seri, irrecuperabili. Si rischia di cadere negli stereotipi, ma è un dato di fatto che ratchet è un appellativo diffuso qui.

Il nostro consiglio

Ghetto e ratchet capiscili, ma non usarli: detti da un turista suonano come un insulto vero, anche se li hai sentiti mille volte tra amici. Con yo, bro e my G invece non rischi niente.

Deadass, Ride or Die e My G: le Parole dell’Amicizia

Una persona da prendere sul serio è definita deadass, e mi raccomando: “don’t mess with him or her”, non scherzare troppo con lui o lei.

Ho sentito usare la parola anche come sinonimo di onesto: “I’m deadass!” vuol dire dico sul serio! È un termine che risale agli anni Cinquanta e che oggi si usa per dire sincero.

Una mia amica newyorkese un giorno mi ha detto: “Maria, ride or die!”. Devo averla guardata con un punto interrogativo sul volto, visto che mi ha risposto sorridendo: “I’m with you all the way till death.” Un atto di amicizia: sto con te nella buona e nella cattiva sorte.

My G Significato: Essere la G di Qualcuno

Poi mi fa: “You are my G”. “Sono la tua G?” Essere “G” di qualcuno significa essere best friend, grande amico.

Quindi, se ti chiedi cosa vuol dire my G, la risposta è semplice: è uno dei modi con cui un newyorkese chiama il suo migliore amico, e di solito lo dice con un sorriso.

Le Parole che Ti Servono in Viaggio: Bodega, Schmear e Pie

Oltre allo slang dei ragazzi, ci sono parole che ti servono appena metti piede in città, soprattutto quando ordini da mangiare:

  • Bodega: il minimarket di quartiere, con un nome che viene dallo spagnolo.
  • Schmear: lo strato di formaggio spalmabile sul bagel. Al bancone si ordina così: a bagel with a schmear.
  • Regular coffee: il caffè con latte e zucchero, non il caffè nero.
  • Pie: la pizza intera; la fetta si chiama slice.
  • Hero: il panino lungo e farcito.
  • On line: in fila. I newyorkesi “stand on line”, quasi tutti gli altri americani “in line”.

Per mettere alla prova le parole giuste a tavola, dal bagel con lo schmear al regular coffee, guarda i nostri indirizzi per la colazione a New York, dai diner ai locali dei newyorkesi.

E quando chiedi una pie, sappi che arriverà una pizza intera: se vuoi solo assaggiare, ordina una slice, come quelle che raccontiamo nell’articolo sulle slice di pizza di New York, da provare almeno una volta in città.

Completano il vocabolario the city, che per un newyorkese significa Manhattan anche se vive a Brooklyn, bridge and tunnel per chi arriva a Manhattan dagli altri distretti o dal New Jersey, schlep per trascinarsi qualcosa di pesante e fuhgeddaboudit, lascia perdere. Nella tabella trovi tutte le parole dello slang di New York di questa guida con il loro significato.

Glossario dello slang di New York
ParolaSignificato
Yociao, ehi: il saluto più informale
Wassup / What’s upcome va?
What’s shaking / What’s crackingcome va?, tra i rapper
Hit me on the jackfammi uno squillo
It’s whateverfa lo stesso
Bro, dude, man, sonfratello, amico
My Gmigliore amico, grande amico
Ride or diel’amico che ti resta accanto sempre
Deadasssul serio, sincero
Brickfreddissimo
Madtantissimo
Crazy goodbuonissimo
Hangryaffamato e arrabbiato
Tightarrabbiato
Ghettooffesa: rozzo, di basso livello
Ratchetoffesa: pacchiano che si crede cool
Bodegaminimarket di quartiere
Schmearformaggio spalmabile sul bagel
Regular coffeecaffè con latte e zucchero
Piepizza intera
Heropanino lungo farcito
On linein fila
The cityManhattan
Bridge and tunnelchi arriva a Manhattan da fuori
Schleptrascinare qualcosa di pesante
Fuhgeddabouditlascia perdere

Lo slang cambia in fretta: alcune parole possono passare di moda.

Se lo slang ti ha fatto venire voglia di migliorare l’inglese prima di partire, leggi i nostri consigli su come imparare l’inglese a New York evitando gli errori più comuni di chi arriva dall’Italia.

E se pensi a qualcosa di più lungo di una vacanza, la nostra guida per studiare a New York ti spiega corsi, visti e costi per restare in città il tempo di imparare anche lo slang.

Il Nostro Consiglio sullo Slang di New York

Visitare ed esplorare New York significa immergersi in questa babilonia di slang. Fonte di ispirazione di queste pagine sono stati amici newyorkesi, il vicino di casa “black”, il vicino di casa “latino”, la gente per strada, le chiacchiere ascoltate di nascosto in qualche caffetteria domenicana di Harlem, e semplicemente lo spettacolo umano e linguistico in continuo divenire di New York City.

Il modo migliore per impararlo è ascoltare: sali sulla metro, entra in una bodega, fermati a un angolo di Harlem, e lascia che a fare lezione sia la città. Se vuoi farlo con una guida che te la racconta in italiano, i tour organizzati di New York in italiano sono il punto di partenza.

Per tour e assistenza nella tua lingua c’è il Miglior Tour Operator USA: a te resta solo prepararti a sentirti dire wassup già al primo caffè.

Vamos a hangear in NYC! Dall’inglese hang out e dallo spagnolo pasar un rato: trascorriamo il tempo a New York, andiamo a spasso, bivacchiamo. Intraducibile, lo spanglish: va vissuto!

Domande frequenti sullo slang di New York

My G è il modo in cui un newyorkese chiama il suo migliore amico: essere la G di qualcuno significa essere best friend, grande amico. Si usa tra amici, per strada e nei messaggi, in frasi come You are my G, sei il mio migliore amico.

Ride or die indica l’amico che ti resta accanto fino in fondo, nella buona e nella cattiva sorte. Una frase tipica è I’m with you all the way till death, sto con te fino alla fine: è un atto di amicizia, non una minaccia.

Deadass vuol dire sul serio, sincero: I’m deadass significa dico sul serio. Una persona deadass è da prendere sul serio, con cui non scherzare troppo. Il termine risale agli anni Cinquanta e oggi vuol dire soprattutto sincero.

Nello slang americano ghetto è un’offesa: indica una persona rozza o di basso livello, ma può descrivere anche solo un atteggiamento. Si usa come aggettivo o come nome, verso chiunque. Ratchet è un sinonimo, per chi si crede cool ma appare pacchiano: meglio non usarli.

It’s brick outside significa fuori fa un freddo cane. Nello slang di New York brick, usato come aggettivo, vuol dire freddissimo. Lo senti d’inverno, ma anche in una giornata di primavera da 8 gradi, quando i newyorkesi si rifugiano nei locali con il riscaldamento al massimo.

Bro sta per brother e vuol dire amico, come dude, man e son. Yo è il saluto più informale, tipico tra ragazzi e amici per strada: yo, bro! Wassup? significa ehi, amico, come va? Yo non si sente tra persone formali né nei corridoi dell’università.

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Piero Armenti

Piero Armenti

Journalist, Writer, NY Urban Explorer

Piero Armenti, giornalista e scrittore, è il fondatore di Il Mio Viaggio a New York. Da anni racconta la città con cui ha costruito una delle community italiane più grandi sul tema, tra libri, video e tour. Vive New York ogni giorno e ne svela i segreti: viaggi, storie e avventure nella Grande Mela. Seguilo su Facebook, Instagram e YouTube.

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