Parco Nazionale delle Everglades: Come Visitarlo Partendo da Miami

Escursioni e Dintorni di 29 Lug 2026 Aggiornato il 29 Lug 2026 0
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Le Everglades sono la più grande area selvaggia subtropicale degli Stati Uniti: 1.509.000 acri di paludi, mangrovie e praterie d’acqua nella punta meridionale della Florida, a poco più di un’ora d’auto da Miami. Sono patrimonio UNESCO dal 1979 e l’unico posto al mondo dove alligatori e coccodrilli convivono. Dal 2026 chi non risiede negli Stati Uniti paga 100$ a persona in più per entrare.

Le Everglades in breve

  • Dove: Florida meridionale, contee di Miami Dade, Monroe e Collier.
  • Superficie: 1.509.000 acri, circa 6.100 km², terzo parco nazionale più esteso degli Stati Uniti continentali.
  • Distanza da Miami: circa 40 km per l’ingresso di Shark Valley, un’ora e un quarto di auto.
  • Ingressi: tre, a Homestead, Miami e Everglades City, non collegati tra loro.
  • Costo: da 20$ a 35$ per il pass standard, più 100$ a persona di sovrattassa per i non residenti dai 16 anni.
  • Quando andare: stagione secca da novembre ad aprile, quando gli animali si concentrano attorno alle pozze.
  • Animali simbolo: alligatore americano, coccodrillo americano, lamantino, pantera della Florida, spatola rosata.
  • Riconoscimenti: patrimonio UNESCO dal 1979, Riserva della Biosfera dal 1976, zona umida Ramsar dal 1987.

Chi arriva qui aspettandosi una palude uniforme resta spiazzato. Le Everglades non sono un acquitrino fermo: sono un fiume larghissimo e lentissimo che scorre verso sud a pochi centimetri di profondità, e cambiano faccia da un mese all’altro. Qui sotto trovi dove si trovano davvero, quanto costa entrare dopo le nuove regole del 2026, cosa vedere zona per zona, quali animali puoi realisticamente incontrare e come organizzare la giornata partendo da Miami.

Dove si Trovano le Everglades e Come Arrivare da Miami

Le Everglades occupano l’estremità meridionale della Florida e si estendono su tre contee: Miami Dade, Monroe e Collier. Il parco nazionale protegge 1.509.000 acri, ma è solo la parte finale di un sistema d’acqua molto più grande che comincia centinaia di chilometri più a nord.

La cosa che sorprende chi pianifica il viaggio è che non esiste un ingresso unico. Il parco ha tre entrate in tre città diverse, e la particolarità è che non sono collegate tra loro dall’interno: per passare dall’una all’altra devi uscire e rifare strada, con almeno un’ora di auto tra un accesso e l’altro. Sceglierne una sola è la decisione più importante della giornata.

Everglades, Florida, vista panoramica

Le Tre Entrate del Parco

  • Shark Valley, ingresso di Miami: il più vicino alla città, sulla US Highway 41. Aperto dalle 8:30 alle 18:00, oltre quell’orario i veicoli non entrano. È l’opzione giusta se hai una sola mezza giornata.
  • Homestead, ingresso principale: aperto 24 ore su 24, dà accesso alle aree di Royal Palm e Flamingo e alla Main Park Road. È la scelta di chi vuole dedicare al parco una giornata intera.
  • Gulf Coast, ingresso di Everglades City: aperto 24 ore, sul versante occidentale. È la base per le Ten Thousand Islands, l’arcipelago di isolotti di mangrovie sul Golfo del Messico.

Quanto Dista da Miami e Quanto Tempo Serve

Da Miami a Shark Valley ci sono circa 40 chilometri lungo il Tamiami Trail, la strada storica che taglia la Florida meridionale da costa a costa: si percorre in un’ora abbondante contando il traffico di uscita dalla città. L’ingresso di Homestead è a circa un’ora e mezza, e da lì servono ancora 61 chilometri di strada interna per arrivare fino a Flamingo, sulla Florida Bay.

Dentro il parco non esiste alcun trasporto pubblico: senza auto non ci si muove. Il limite di velocità sulla Main Park Road è tra le 45 e le 55 miglia orarie, ma le corsie sono strette e le piazzole piccole, quindi conviene calcolare tempi larghi. Nei fine settimana invernali gli ingressi di Homestead e Shark Valley vanno regolarmente in coda: il consiglio ufficiale del parco è visitarli in giorni feriali e arrivare prima delle 10 del mattino. Chi non vuole guidare trova nei tour di Miami le partenze già organizzate verso il parco.

Se invece la Florida è solo una tappa di un viaggio più lungo, vale la pena guardare come si incastra con il resto: tra le escursioni negli Stati Uniti le Everglades sono una delle poche mete naturalistiche raggiungibili in mezza giornata da una grande città.

Quanto Costa Entrare alle Everglades nel 2026

Questa è la parte che quasi nessuna guida italiana ha aggiornato, e cambia il budget in modo pesante. Dal 1° gennaio 2026 chi non risiede negli Stati Uniti paga 100$ a persona in aggiunta alla tariffa d’ingresso ordinaria, in undici parchi nazionali tra cui le Everglades. La sovrattassa si applica a partire dai 16 anni e i bambini più piccoli ne sono esenti.

Il pass standard d’ingresso costa tra 20$ e 35$ secondo il mezzo con cui arrivi ed è valido sette giorni su tutti e tre gli accessi. Esiste poi l’America the Beautiful, il pass annuale valido su tutti i parchi federali, che dal 2026 ha due prezzi distinti: 80$ per i residenti e 250$ per i non residenti. Chi ha quel pass non paga la sovrattassa, quindi diventa interessante se le Everglades sono una tappa dentro un itinerario più ampio come quelli dei tour negli Stati Uniti.

La tabella confronta quanto costa entrare alle Everglades secondo il tipo di gruppo, per capire quando conviene il pass annuale e quando pagare al cancello.

Costo di ingresso alle Everglades per un visitatore italiano nel 2026, secondo la composizione del gruppo.
Chi entra Pagando al cancello Con pass annuale da 250$
1 adulto in auto 135$ (circa 118€) 250$, conviene solo con più parchi
2 adulti in auto 235$ (circa 206€) 250$, sostanzialmente pari
2 adulti e 2 ragazzi sotto i 16 anni 235$ (circa 206€) 250$, non conviene
4 adulti in auto 435$ (circa 381€) 250$, conviene nettamente

Tariffe ufficiali del National Park Service aggiornate a luglio 2026. Il pass standard è calcolato a 35$ per veicolo. Verifica sempre sul sito ufficiale prima di partire.

Due dettagli che fanno la differenza al cancello. Il primo: il parco non accetta contanti, quindi serve una carta o il pass digitale acquistato online, che riduce anche l’attesa. Il secondo: dal 2026 le giornate a ingresso gratuito non valgono più per i visitatori stranieri, sono riservate ai residenti negli Stati Uniti. Se preferisci non occuparti di questi passaggi, i nostri servizi di viaggio coprono anche la parte burocratica del soggiorno.

Fatto questo conto, il quadro cambia. Un’escursione organizzata con partenza da Miami Beach, ingresso incluso, giro in airboat e guida che parla italiano arriva a costare quanto il solo biglietto d’ingresso pagato al cancello in due, senza noleggio auto, senza navigare fino al parco e senza rischiare di trovare il parcheggio pieno.

Partenza da Miami Beach

Everglades in Airboat con Guida in Italiano

Tre ore e mezza con trasferimento e ingresso inclusi, da 139$, cancellazione gratuita fino a 72 ore prima.

Prenota ora →

Resta comunque un costo separato per le attività gestite dai concessionari dentro il parco: il tram di Shark Valley, il noleggio delle biciclette e le uscite in barca dal Gulf Coast hanno tariffe proprie che non rientrano nel biglietto d’ingresso.

Cosa Vedere alle Everglades

Il parco è enorme e il tempo è quasi sempre il vincolo vero. Queste sono le tappe che valgono davvero la deviazione, raggruppate per zona in modo che tu possa costruire la giornata attorno a un solo ingresso invece di rincorrerne tre. Per le altre tappe americane da incastrare nello stesso viaggio, il magazine de Il Mio Viaggio a New York raccoglie le guide città per città.

Shark Valley e la Torre di Osservazione

È il cuore di quella che i ranger chiamano la vera prateria d’acqua. Da qui parte un anello asfaltato di 24 chilometri chiuso alle auto, che si percorre a piedi, in bicicletta o sul tram guidato da un naturalista, due ore di durata. A metà percorso si arriva alla torre di osservazione alta circa 14 metri, il punto accessibile più elevato del parco: da lassù la vista si apre per una trentina di chilometri in ogni direzione, e capisci finalmente la scala di quello che stai attraversando.

È anche il tratto con la più alta concentrazione di alligatori visibili dal bordo strada: nella stagione secca se ne contano decine in poche centinaia di metri. La prenotazione del tram è caldamente consigliata da novembre ad aprile, quando il parcheggio del visitor center si riempie entro metà mattina.

Anhinga Trail: il Sentiero degli Alligatori

Se hai un’ora sola e vuoi la certezza di vedere fauna, la risposta è questa. L’Anhinga Trail, che parte dall’area di Royal Palm vicino all’ingresso di Homestead, è una passerella di circa 1,3 chilometri sospesa sopra uno stagno d’acqua limpida. Tartarughe e pesci si vedono nuotare sotto le ninfee, gli aironi pescano a pochi metri e gli alligatori prendono il sole lungo il bordo, a volte proprio accanto al camminamento.

Prende il nome dall’anhinga, l’uccello serpente che nuota con il solo collo fuori dall’acqua e poi si apre al sole ad ali spiegate per asciugarsi. Il sentiero è piano, accessibile e adatto a chiunque, e accanto al parcheggio ci sono servizi igienici e area picnic.

Alligatore nel parco di Everglades in Florida

Pa-hay-okee e i Sentieri Brevi

Il Pa-hay-okee Overlook è un sentiero su passerella di appena 300 metri che sbuca su una piattaforma di legno affacciata sul Fiume d’Erba. Sembra poco e invece è il punto in cui l’immensità del parco diventa comprensibile: da lì la sawgrass si estende fino all’orizzonte senza un solo edificio. Il nome viene dalla lingua dei Seminole e significa proprio acque erbose.

Lungo la Main Park Road se ne incontrano altri altrettanto brevi: Gumbo Limbo attraversa una macchia tropicale d’ombra, Pinelands passa tra le pinete su roccia calcarea, West Lake entra in un tunnel di mangrovie. Nessuno supera i tre chilometri e insieme raccontano cinque ambienti diversi nel giro di una mattinata.

Flamingo e la Florida Bay

All’estremità sud della strada interna, a 61 chilometri dall’ingresso di Homestead, si arriva a Flamingo, dove l’acqua dolce incontra quella salata della Florida Bay. È il posto con le probabilità più alte di vedere i lamantini, che risalgono in superficie a respirare dentro la marina, e i coccodrilli americani, molto più rari degli alligatori nel resto del parco.

C’è un visitor center, una marina e un chiosco di ristoro affacciato sulla baia. Il tramonto qui è il migliore del parco, e la strada che ci porta offre decine di piazzole in cui fermarsi. Metti in conto che l’andata e il ritorno da soli occupano più di due ore di guida.

Ten Thousand Islands e i Percorsi in Canoa

Sul versante occidentale, dal Gulf Coast Visitor Center di Everglades City, si entra nelle Ten Thousand Islands: centinaia di isolotti nati dalle mangrovie cresciute su banchi di ostriche, con spiagge bianche su cui è consentito campeggiare. Da qui parte anche la Wilderness Waterway, una traversata di circa 160 chilometri che i canoisti esperti percorrono in una settimana.

Per chi resta sull’acqua qualche ora, il percorso segnalato di Nine Mile Pond è un anello di circa otto chilometri tra tunnel di mangrovie, con paletti bianchi che segnano la rotta. Va verificato prima di partire: nella stagione secca il livello scende troppo per pagaiare.

Sulla mappa qui sotto trovi gli ingressi, i visitor center e i sentieri citati, con l’indicazione di quale zona serve ciascuno e il collegamento a Google Maps.

ILMIOVIAGGIOANEWYORK.COM

Le Everglades: ingressi, sentieri e punti panoramici

Le tre entrate del parco non sono collegate tra loro: questa mappa serve a capire quale scegliere partendo da Miami.

Ingressi e visitor center Sentieri e punti panoramici Partenza da Miami

Gli Animali delle Everglades

Il parco tutela 36 specie minacciate o in via di estinzione ed è l’unica ragione per cui vale la pena affrontare zanzare e umidità. Non è uno zoo: gli avvistamenti dipendono dalla stagione, dall’ora e da una discreta dose di fortuna.

Alligatori e Coccodrilli: Come Distinguerli

Le Everglades sono l’unico luogo sulla Terra in cui alligatori e coccodrilli convivono allo stato selvatico, e il motivo è chimico prima che geografico: qui l’acqua dolce del Fiume d’Erba incontra quella salata del mare creando acqua salmastra, l’unico ambiente che soddisfa entrambe le specie. Distinguerli è più semplice di quanto sembri.

  • Il muso: l’alligatore americano ce l’ha largo e arrotondato a U, il coccodrillo americano stretto e appuntito a V.
  • I denti: con la bocca chiusa il coccodrillo mostra il quarto dente inferiore che sporge lateralmente, l’alligatore no.
  • Il colore: l’alligatore è quasi nero, il coccodrillo tende al grigio verdastro.
  • L’habitat: l’alligatore preferisce l’acqua dolce dell’interno, il coccodrillo la fascia salmastra attorno a Flamingo e alla Florida Bay.
  • La rarità: di alligatori nel parco ce ne sono decine di migliaia, di coccodrilli americani poche migliaia in tutta la Florida.

Se il tema ti diverte, abbiamo raccontato anche la leggenda metropolitana secondo cui i coccodrilli abitano nelle fogne di New York, che nasce proprio dai souvenir vivi comprati in Florida negli anni Trenta.

Pantera, Lamantini e Uccelli

La pantera della Florida è l’animale simbolo dello stato e uno dei felini più rari del pianeta: ne restano poche centinaia di esemplari adulti, quasi tutti nel sud della Florida, e vederne una è un evento che capita a pochissimi visitatori. I cartelli gialli con la sagoma del felino lungo le strade non sono decorativi: gli investimenti stradali restano una delle principali cause di mortalità.

I lamantini si avvistano soprattutto nella marina di Flamingo, dove risalgono per respirare. Sul fronte degli uccelli il parco è una delle mete più ambite del continente: aironi, ibis, cicogne americane, gru e soprattutto le spatole rosate, dal piumaggio rosa acceso, che nidificano nella prateria. Un binocolo qui non è un accessorio da appassionati, è la differenza tra vedere e non vedere.

I Pitoni Birmani: l’Invasione che sta Cambiando il Parco

C’è una storia che nessuna guida racconta e che spiega molto di quello che vedi. Alcuni pitoni birmani, liberati o sfuggiti da collezioni private a partire dagli anni Ottanta, hanno trovato nelle Everglades un habitat perfetto e nessun predatore naturale. Dal 2002 ne sono stati rimossi oltre duemila dal parco e dalle aree circostanti, e restano una frazione della popolazione reale.

L’impatto è documentato e pesante: in alcune zone le popolazioni di procioni, opossum e conigli di palude sono crollate, e il pitone compete direttamente con l’alligatore. L’esemplare più grande mai catturato in Florida misurava circa 5,5 metri per quasi cento chili e conteneva 122 uova. Dal 2012 l’importazione della specie negli Stati Uniti è vietata, e ogni anno lo stato organizza campagne di cattura aperte anche ai volontari.

Everglades, un fiume di erba

Che Cosa Sono Davvero le Everglades: il Fiume d’Erba

Le Everglades non sono una palude nel senso comune del termine. Sono un fiume largo fino a 65 chilometri e lungo oltre 160, profondo pochi centimetri, che scende lentissimo dal lago Okeechobee verso la Florida Bay scorrendo su una piattaforma calcarea quasi piatta. Il nome che gli hanno dato gli americani, River of Grass, descrive esattamente questo: acqua in movimento nascosta dentro una prateria di sawgrass.

Dentro questo sistema convivono ambienti molto diversi: le praterie di sawgrass, gli isolotti rialzati di legno duro chiamati hammock, le pinete su roccia calcarea, le foreste di mangrovie sulla costa e le acque della baia. È questa varietà, non la singola specie, a rendere il posto unico.

La storia recente è però una storia di ferite. Dal Novecento in poi una rete di canali e dighe ha deviato l’acqua verso l’agricoltura e le città in crescita, e l’ecosistema si è ridotto a circa la metà della sua estensione originaria. Il parco nazionale nasce nel 1947 proprio per fermare quella corsa. L’UNESCO lo dichiara Riserva della Biosfera nel 1976 e patrimonio dell’umanità nel 1979, la convenzione di Ramsar lo iscrive tra le zone umide di importanza internazionale nel 1987, e dal 2010 figura nella lista dei siti in pericolo.

Quando Andare alle Everglades

Il parco ha due stagioni nette, e la differenza tra le due non è una sfumatura climatica ma un cambio completo di esperienza.

  • Stagione secca, da novembre ad aprile: il livello dell’acqua si abbassa e gli animali si concentrano attorno alle pozze residue, le cosiddette buche degli alligatori. Temperature tra i 15 e i 27 gradi, zanzare quasi assenti, avvistamenti al massimo. È anche il periodo più affollato, con il picco tra la fine di dicembre e aprile.
  • Stagione umida, da maggio a ottobre: il paesaggio è verdissimo e i visitatori pochi, ma il caldo supera regolarmente i 32 gradi con umidità altissima, i rovesci pomeridiani sono quotidiani e le zanzare diventano un problema serio. Gli animali si disperdono su una superficie d’acqua molto più ampia e si vedono meno.

Conta anche l’ora del giorno, e conta parecchio. Gli alligatori sono ectotermi: escono a scaldarsi al sole nelle ore fresche del primo mattino e nel tardo pomeriggio, mentre a mezzogiorno d’estate si rintanano. Una partenza alle 8 o alle 9 del mattino non è un capriccio dell’operatore, è la finestra in cui si vede di più.

Il nostro consiglio

Se puoi scegliere, vai a febbraio o a marzo di un giorno feriale. Hai la stagione secca al suo meglio per gli avvistamenti, temperature intorno ai 24 gradi e nessuna delle code che si formano nei fine settimana invernali agli ingressi di Homestead e Shark Valley.

In Autonomia o con una Guida: Cosa Conviene

Non c’è una risposta valida per tutti, ma ci sono due profili abbastanza netti. Se hai una giornata intera, un’auto a noleggio e voglia di camminare, l’ingresso di Homestead con la Main Park Road ti dà la versione più completa e più lenta del parco, quella dei sentieri e del tramonto a Flamingo.

Se invece hai mezza giornata dentro un viaggio a Miami, non vuoi guidare due ore e vuoi capire quello che vedi, l’escursione organizzata risolve tre problemi in uno: il trasferimento, l’ingresso e soprattutto la lingua. Sul giro in airboat il commento è affidato al Park Ranger e si svolge in inglese, quindi avere accanto una guida che traduce e racconta cambia la giornata, specialmente con i bambini. È la ragione per cui come Tour Operator New York teniamo la guida italiana su tutta la parte a terra dell’escursione.

La tabella mette a confronto le tre formule più comuni per visitare le Everglades partendo da Miami, con costi, durata e a chi si adatta ciascuna.

Come visitare le Everglades da Miami: confronto tra auto a noleggio, partenza di gruppo e formula privata.
Formula Costo indicativo Durata Adatta a
Auto a noleggio, ingresso di Homestead Da 235$ in due, più auto e carburante Giornata intera Chi cammina, fotografa e ha tempo
Partenza di gruppo da Miami Beach Da 139$ a persona, 75$ bambini 1-6 anni 3 ore e mezza Chi viaggia in due o da solo
Formula privata con prelievo in hotel Da 600$ fino a 7 persone 3 ore e mezza, 5 con la città Famiglie e piccoli gruppi

Costi indicativi aggiornati a luglio 2026. Consulta la pagina del prodotto per le tariffe correnti.

La formula privata ha senso quando il gruppo esiste già: una famiglia, due coppie che viaggiano insieme, chi ha bambini con ritmi propri. Ti prendono in hotel, si parte quando sei pronto e la guida risponde solo alle tue domande. Con l’aggiunta del giro in città la giornata sale a cinque ore e copre anche Little Havana, Wynwood e Bayside.

Veicolo riservato al tuo gruppo

Everglades in Formula Privata con Miami Opzionale

Prelievo in hotel, fino a 7 persone, da 600$, con estensione facoltativa alla città.

Scopri il tour →

Un’avvertenza utile in entrambi i casi: gli airboat commerciali che vedi lungo il Tamiami Trail operano in gran parte su aree adiacenti al parco e su terreni della tribù Miccosukee. È perfettamente legittimo, ma se il tuo obiettivo è entrare nel parco nazionale vero e proprio conviene verificarlo prima di prenotare, ed è un dettaglio che nelle nostre schede prodotto è sempre dichiarato in modo esplicito.

Cosa Portare e Regole di Sicurezza

  • Repellente per insetti: non è un consiglio, è un requisito. Da maggio a ottobre senza repellente la visita diventa insostenibile in pochi minuti.
  • Acqua abbondante: lungo l’anello di Shark Valley non c’è quasi ombra e i punti di rifornimento sono agli estremi.
  • Cappello a tesa larga e crema solare: il sole della Florida meridionale è aggressivo anche a gennaio.
  • Giacca impermeabile leggera: serve per i rovesci estivi e per l’airboat, che solleva acqua e vento freddo.
  • Binocolo: per gli uccelli e per gli animali distanti fa una differenza enorme.
  • Scarpe chiuse: le passerelle sono in legno e le zone erbose vanno affrontate coperti.

Sulle regole di comportamento la sostanza è una sola: mai avvicinarsi né dare da mangiare agli alligatori. Nutrirli è vietato dalla legge della Florida proprio perché li abitua all’uomo e li rende pericolosi. La distanza minima raccomandata è di una quindicina di metri, i cani vanno tenuti lontani dalle rive e i bambini sempre a portata di mano lungo le passerelle. Gli incidenti nel parco sono rarissimi e quasi sempre legati a persone che si sono avvicinate troppo.

Ultima nota logistica: la copertura telefonica dentro il parco è scarsa o assente in gran parte delle aree. Scarica le mappe offline prima di entrare e non contare sulla navigazione in tempo reale.

Il Nostro Consiglio per la Tua Giornata nelle Everglades

C’è un momento preciso in cui le Everglades smettono di essere una gita e diventano un ricordo: quando spengono il motore dell’airboat in mezzo al nulla e resta solo il rumore degli uccelli e dell’erba che si muove. Non è un panorama spettacolare nel senso classico, non ci sono montagne né cascate. È una distesa piatta che sembra vuota e non lo è affatto, e ci vuole qualche minuto di silenzio per accorgersene.

Il consiglio pratico è di non spalmarti su tre ingressi diversi cercando di vedere tutto: scegline uno, dedicagli il tempo che merita e lascia perdere il resto. E se puoi, punta sul mattino presto della stagione secca, quando gli alligatori si scaldano al sole sui bordi e la luce bassa rende quel colore verde che nelle foto degli altri sembrava esagerato. Poi torna a Miami: dopo una mattinata passata nella palude, ti assicuriamo che l’oceano fa tutto un altro effetto.

Domande frequenti sulle Everglades

Sono la più grande area selvaggia subtropicale degli Stati Uniti, un sistema di zone umide nella Florida meridionale esteso su 1.509.000 acri. Non sono una palude ferma ma un fiume largo fino a 65 chilometri e profondo pochi centimetri, che scorre lentamente dal lago Okeechobee verso la Florida Bay: per questo vengono chiamate il Fiume d’Erba.

Il parco tutela 36 specie minacciate. I più visibili sono l’alligatore americano, gli aironi, gli ibis e le spatole rosate. Più rari il coccodrillo americano, il lamantino e la pantera della Florida. Le Everglades sono l’unico posto al mondo in cui alligatori e coccodrilli convivono allo stato selvatico, grazie all’acqua salmastra.

La stagione secca, da novembre ad aprile. Il livello dell’acqua si abbassa e gli animali si concentrano attorno alle pozze residue, le temperature restano tra i 15 e i 27 gradi e le zanzare sono quasi assenti. Da maggio a ottobre il caldo supera i 32 gradi, piove quasi ogni pomeriggio e la fauna si disperde.

Il pass standard costa da 20$ a 35$ ed è valido sette giorni. Dal 1° gennaio 2026 chi non risiede negli Stati Uniti paga però 100$ a persona in più a partire dai 16 anni. In alternativa c’è il pass annuale America the Beautiful, che per i non residenti costa 250$ e comprende la sovrattassa. Il parco non accetta contanti.

L’ingresso più vicino è Shark Valley, a circa 40 chilometri lungo il Tamiami Trail: si percorre in poco più di un’ora contando il traffico. L’ingresso principale di Homestead è a circa un’ora e mezza, e da lì servono altri 61 chilometri di strada interna per raggiungere Flamingo sulla Florida Bay.

Perché è un ecosistema che non esiste in nessun’altra parte del pianeta: patrimonio UNESCO dal 1979, unico luogo dove alligatori e coccodrilli condividono lo stesso habitat, e una delle mete di birdwatching più importanti del Nord America. È inoltre raggiungibile da Miami in una mezza giornata, cosa rara per un parco nazionale americano.

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Piero Armenti

Piero Armenti

Journalist, Writer, NY Urban Explorer

Piero Armenti, giornalista e scrittore, è il fondatore di Il Mio Viaggio a New York. Da anni racconta la città con cui ha costruito una delle community italiane più grandi sul tema, tra libri, video e tour. Vive New York ogni giorno e ne svela i segreti: viaggi, storie e avventure nella Grande Mela. Seguilo su Facebook, Instagram e YouTube.

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