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Supermercati a New York: Quali Sono e Cosa Conviene Comprare

Dove Mangiare e Bere di 2 Gen 2018 Aggiornato il 3 Set 2026 0
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I supermercati di New York si dividono per fascia di prezzo: Trader Joe’s è il più economico, Whole Foods il più caro, Wegmans il più grande e i minimarket di quartiere come Morton Williams stanno nel mezzo. Fare colazione e pranzo al supermercato taglia la spesa quotidiana di venti o trenta dollari a testa rispetto ai locali.

I supermercati di New York in breve

  • Più economico: Trader Joe’s, con marchio proprio su quasi tutto.
  • Più fornito: Wegmans ad Astor Place, il più grande di Manhattan.
  • Più caro: Whole Foods, ottimo per il banco dei cibi pronti a peso.
  • Orari: Wegmans 7:00-23:00, Whole Foods 7:00-22:00, Fairway 7:00-24:00.
  • Alcolici: nei supermercati solo birra, vino e superalcolici solo nei liquor store.
  • Tassa: gli alimentari di base non sono tassati, i cibi pronti sì.
  • Carrello: non serve nessuna moneta per sbloccarlo.
  • Frutta e verdura: non si pesano, ci pensa la cassa.

Il supermercato a New York non serve solo a chi ha un appartamento con cucina: i banchi dei cibi pronti a peso sono una delle soluzioni migliori per pranzare spendendo poco, e i prodotti da riportare in Italia costano una frazione di quanto li paghi da noi. Qui trovi le catene per fascia di prezzo, cosa conviene comprare in ciascuna e le regole locali che sorprendono.

I supermercati di New York per fascia di prezzo

Questa tabella mette a confronto le catene che trovi a Manhattan, con la fascia di prezzo, cosa conviene comprarci e i quartieri dove sono più presenti.

Supermercati di New York a confronto: fascia di prezzo, cosa comprare, indirizzo e orari della sede principale.
Catena Fascia Cosa conviene Sede di riferimento e orari
Trader Joe’sEconomicaColazione, snack, prodotti da riportare a casaUnion Square, Chelsea, Columbus Avenue
Whole Foods MarketAltaBanco dei cibi pronti a peso, biologico10 Columbus Circle, 7:00-22:00
WegmansMediaSpesa completa e reparto gastronomia770 Broadway, Astor Place, 7:00-23:00
Fairway MarketMediaFormaggi, pane, prodotti freschi2131 Broadway, 7:00-24:00
Morton WilliamsMediaSpesa veloce vicino all’alloggioDiffusi in tutta Manhattan
EatalyAltaProdotti italiani, più ristorante che supermercatoFlatiron e World Trade Center
Duane Reade e CVSMediaAcqua, snack, farmaci da banco, aperti fino a tardiA ogni angolo

Indirizzi e orari verificati ad agosto 2026 sulla sede di riferimento di ciascuna catena. Le altre sedi hanno orari diversi: controlla prima di attraversare la città.

Una nota su Fairway Market, perché la sua storia spiega perché molte guide vecchie sono inaffidabili su questo tema: la catena è fallita nel 2020 e quasi tutti i punti vendita hanno chiuso. Il marchio è stato rilevato e sopravvivono quattro negozi, fra cui lo storico di Broadway all’altezza della 74esima, che resta un ottimo indirizzo. Le sedi di Kips Bay e dell’Upper East Side che trovi ancora citate in giro non esistono più.

sezione internazionale in un supermercato

Trader Joe’s, il più economico

È la catena che consigliamo per prima a chi vuole spendere poco, e il motivo è nella sua struttura: quasi tutto quello che vende porta il proprio marchio, quindi taglia i costi degli intermediari e i prezzi restano sotto la media cittadina. I negozi sono piccoli rispetto agli standard americani e la selezione è limitata, ma proprio per questo si fa in fretta.

Due avvertenze pratiche. La prima: le casse hanno file lunghe in modo impressionante nelle ore di punta, ma scorrono veloci perché i cassieri sono molti, quindi non spaventarti alla vista della coda. La seconda: il negozio della 72esima e Broadway, che era il più frequentato dell’intera catena, è chiuso per lavori dal maggio 2026, mentre quello di Columbus Avenue resta operativo. Vale sempre la pena controllare prima di attraversare la città.

Whole Foods e il banco dei cibi pronti

Whole Foods è il supermercato più caro della città, e per la spesa quotidiana non conviene. Conviene invece per una cosa sola, ma decisiva: il banco dei cibi pronti a peso, dove riempi un contenitore con quello che vuoi fra insalate, verdure, zuppe, pollo, pasta e piatti caldi, e paghi in base al peso finale.

È la soluzione migliore per pranzare a New York spendendo fra i 12$ e i 15$, mangiando verdure vere invece di un panino, e nella maggior parte delle sedi c’è una zona con tavoli dove sedersi. Quella di Columbus Circle ha vetrate su Central Park ed è il posto dove i newyorkesi pranzano davvero quando lavorano in zona.

Il nostro consiglio

Al banco a peso di Whole Foods evita zuppe e piatti in salsa: pesano moltissimo e ti ritrovi a pagare l’acqua. Riempi con verdure grigliate, pollo e insalate, e il contenitore da 12$ diventa un pranzo completo invece di mezza porzione.

Wegmans ed Eataly, i due estremi

Wegmans ad Astor Place è il supermercato più grande di Manhattan e vale la visita anche solo per capire cosa significa un supermercato americano su scala piena: reparti di gastronomia che sembrano ristoranti, panetteria interna, sushi preparato al momento. È la scelta giusta se hai un appartamento e devi fare una spesa vera, e sta all’incrocio fra East Village e Noho.

Eataly sta all’estremo opposto: è un negozio italiano che vende prodotti italiani a prezzi da New York, quindi comprarci pasta e passata di pomodoro non ha molto senso per un italiano in viaggio. Ha però un valore diverso, cioè il colpo d’occhio della sede del Flatiron, con i banchi e i cinque punti ristoro all’interno. Vale come tappa, non come spesa. Per gli acquisti che valgono davvero il bagaglio, abbiamo una guida dedicata a cosa comprare a New York.

selezione prodotti in un supermarket

I minimarket di quartiere e le pharmacy

Accanto alle catene ci sono due categorie che risolvono il novanta per cento delle esigenze reali di un viaggiatore, e nessuna delle due è un supermercato in senso stretto.

  • I deli e i bodega: i minimarket di quartiere, spesso aperti ventiquattro ore, dove trovi caffè, panini fatti al momento, bibite e generi di prima necessità. I prezzi sono più alti del supermercato ma stanno sotto casa.
  • Le pharmacy: Duane Reade e CVS hanno il nome di farmacie ma vendono di tutto, dall’acqua agli snack ai souvenir, e sono aperte fino a tardi. Per una bottiglia d’acqua o un’aspirina sono la risposta più veloce.
  • I mercati coperti: Chelsea Market ed Essex Market sono a metà fra il mercato e la ristorazione, ottimi per un pranzo ma non per la spesa.
  • Target: non è un alimentare puro ma ha un reparto food completo e prezzi bassi, con sedi a Herald Square e Harlem.

Il nostro ufficio è al 324 di West 47th Street, in una zona dove i supermercati veri scarseggiano e i deli sono ovunque: è la situazione tipica di Midtown, dove chi alloggia si accorge presto che per una spesa seria bisogna spostarsi. Se stai scegliendo dove dormire tenendo conto anche di questo, gli approfondimenti sui quartieri sono nel magazine de Il Mio Viaggio a New York.

Le regole locali che sorprendono

Sono piccole differenze rispetto all’Italia che al primo acquisto spiazzano, e conoscerle in anticipo evita di restare fermi in cassa a chiedersi cosa fare.

  • Il carrello è libero: non serve nessuna moneta né gettone per sbloccarlo.
  • Frutta e verdura non si pesano: si mettono nel carrello così come sono e ci pensa la cassa a pesarle e prezzarle.
  • Superalcolici solo nei liquor store: nei supermercati trovi birra e a volte vino, ma per whisky, gin e simili serve un negozio con licenza dedicata.
  • Il documento serve sempre: per qualunque alcolico chiedono un documento con foto, anche a chi ha palesemente più di ventun anni. Il passaporto è l’unico che accettano con certezza.
  • La tassa dipende dal prodotto: gli alimentari di base non sono tassati, mentre i cibi pronti e caldi scontano l’8,875%. Ecco perché lo scontrino del banco a peso è più alto del previsto.
  • Le buste si pagano: quelle di plastica monouso sono vietate a New York e le buste di carta hanno un costo, quindi conviene portarsi una sporta pieghevole.

Cosa comprare da riportare in Italia

Il supermercato è il posto dove si fanno gli acquisti migliori per il ritorno, molto più dei negozi di souvenir. Le regole doganali però contano: tutto ciò che è confezionato e sigillato passa, mentre carne, salumi e formaggi freschi vengono sequestrati, e la stessa cosa vale al contrario per l’ingresso negli Stati Uniti, come spieghiamo nella guida alla dogana degli Stati Uniti.

  • Burro di arachidi e sciroppo d’acero: costano una frazione del prezzo italiano e viaggiano bene in stiva.
  • Snack e cereali introvabili da noi: il reparto è enorme e i formati grandi costano poco.
  • Spezie e miscele per barbecue: leggere, sigillate e senza problemi doganali.
  • Caffè americano in grani: le torrefazioni locali si trovano in tutti i supermercati a prezzi ragionevoli.
  • Attenzione al peso: i formati americani sono molto più grandi, e due o tre acquisti bastano a far superare il limite del bagaglio.

Quale scegliere in base a dove dormi

Il criterio che conta davvero non è quale catena sia la migliore, ma quale ti resta a portata di mano senza attraversare mezza città con le buste.

  • Midtown e Times Square: è la zona peggio servita, con tanti deli e pochi supermercati veri. Il riferimento è Whole Foods a Columbus Circle, aperto dalle 7:00 alle 22:00.
  • East Village e Noho: qui c’è Wegmans al 770 di Broadway, aperto dalle 7:00 alle 23:00, il più fornito di Manhattan.
  • Upper West Side: Fairway al 2131 di Broadway apre alle 7:00 e chiude a mezzanotte, il che lo rende il più comodo per una spesa serale.
  • Chelsea e Union Square: zona di Trader Joe’s, la scelta giusta se il budget è la priorità.
  • Brooklyn: l’offerta è più ampia e i prezzi scendono, con supermercati di quartiere che a Manhattan non esistono più.

Se stai ancora decidendo in quale quartiere alloggiare, e vuoi tenerne conto anche per questo, la guida ai quartieri di New York mette a confronto le zone su comodità e servizi.

Scegli il supermercato giusto per il tuo viaggio

Se hai un appartamento con cucina, la coppia giusta è Trader Joe’s per la spesa e Wegmans per il rifornimento grosso. Se stai in hotel e ti serve solo pranzare bene spendendo poco, il banco a peso di Whole Foods risolve la questione tutti i giorni. Se devi comprare regali, torna da Trader Joe’s con una valigia mezza vuota.

Vale la pena ricordare il conto complessivo: fare colazione e pranzo al supermercato invece che al bar e al ristorante fa risparmiare fra i venti e i trenta dollari al giorno a persona, che su una settimana in due diventano trecento dollari. È il modo più semplice di liberare budget per gli spettacoli e gli osservatori senza rinunciare a niente. Per l’organizzazione complessiva dei tuoi giorni puoi rivolgerti a un Tour Operator New York con ufficio in città.

Domande frequenti sui supermercati di New York

Trader Joe’s, perché quasi tutto quello che vende porta il proprio marchio e questo tiene i prezzi sotto la media cittadina. I negozi sono piccoli e la selezione è limitata, ma la spesa si fa in fretta. Le code alle casse sembrano lunghe e invece scorrono rapidamente.

Sì, ed è una delle soluzioni migliori per spendere poco. Il banco dei cibi pronti a peso di Whole Foods permette di riempire un contenitore con insalate, verdure, pollo e piatti caldi pagando in base al peso, per una spesa fra i 12$ e i 15$. Molte sedi hanno una zona con tavoli.

Solo in parte: nei supermercati si trovano birra e a volte vino, mentre per whisky, gin e altri superalcolici serve un liquor store con licenza dedicata. Per qualsiasi alcolico viene chiesto un documento con foto, e il passaporto è l’unico accettato con certezza.

No, i carrelli sono liberi e non richiedono monete né gettoni. Non serve nemmeno pesare frutta e verdura: si mettono nel carrello così come sono e ci pensa la cassa. Le buste invece si pagano, perché quelle di plastica monouso sono vietate a New York.

Burro di arachidi, sciroppo d’acero, spezie, miscele per barbecue, snack e cereali introvabili da noi, tutti confezionati e sigillati. Attenzione al peso, perché i formati americani sono molto più grandi e bastano due o tre acquisti per superare il limite del bagaglio.

Solo in parte. La catena è fallita nel 2020 e quasi tutti i punti vendita hanno chiuso; il marchio è stato rilevato e sopravvivono quattro negozi, fra cui lo storico di Broadway all’altezza della 74esima strada, sull’Upper West Side. Le sedi di Kips Bay e dell’Upper East Side non esistono più.

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Piero Armenti

Piero Armenti

Journalist, Writer, NY Urban Explorer

Piero Armenti, giornalista e scrittore, è il fondatore di Il Mio Viaggio a New York. Da anni racconta la città con cui ha costruito una delle community italiane più grandi sul tema, tra libri, video e tour. Vive New York ogni giorno e ne svela i segreti: viaggi, storie e avventure nella Grande Mela. Seguilo su Facebook, Instagram e YouTube.

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