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Autenticamente New York

5 negozi di dischi assolutamente da vedere a New York October 17 2017

Christopher Cammarano

New York, ed in generale l’America, è patria di musica di un certo livello anche se non si potrebbe dire lo stesso per i negozi di dischi: con l'era digitale, infatti, sempre più negozi hanno deciso di rimuovere la vendita di musica in formato fisico.

Se siete appassionati non vi preoccupate perchè con questo articolo vi svelerò 5 negozi di dischi a New York, i migliori in cui sono andato, e che meritano di essere visitati almeno una volta.

Pronti? Si parte! 

1. Generation Records

Generation Records è il negozio di dischi che farà sicuramente impazzire gli appassionati di punk e metal. Diviso in ben due piani contiene dischi per tutti i gusti ma non solo! Pezzi da collezione e t-shirt rendono questo negozio ancora più magico e il rischio di trascorrerci una giornata intera è dietro l'angolo.

 

Come si raggiunge?

Generation Records è fortunatamente un negozio di dischi molto facile da raggiungere: si trova infatti al 210 Thompson St ad un isolato di distanza da Washington Square, che segna la fine (o l’inizio, dipende da dove si arriva) della Fifth Avenue.

Se invece desiderate raggiungerlo con i mezzi pubblici, consiglio di prendere la metropolitana A, B,C,D,E,F,V verso la “W 4th Street”.


2. Turntable Lab

Turntable Lab è uno di quei negozi che non bisogna giudicare dalla copertina: la vetrina un pò anonima e l'insegna molto piccola potrebbero trarvi in inganno. All'interno di questo negozio situato nel quartiere Greenwhich si nasconde una considerevole collezione di vinili, con un focus particolare sui generi house, electronic ed alternative house. Oltre a questi è possibile trovare anche attrezzatura per DJ moderna e non.

Come si raggiunge?

Turntable Lab si trova all’84 E 10TH Street, tra le 3rd e 4th Avenue e per arrivarci con i mezzi pubblici, bisogna prendere la linea B della metropolitana direzione “Brighton Beach”, per poi scendere alla fermata “Broadway – Lafayette St”.

Essendo poi in zona Village non dimenticatevi di visitare il quartiere, ne vale decisamente la pena!


3. Rough Trade

Rough Trade è probabilmente uno dei migliori negozi di dischi in tutta New York, perchè? Vinili e dischi di ogni genere, concerti live di band indie ed un bar! Insomma, questo negozio è l’isola che non c’è per ogni appassionato di musica e se qui non trovate quello che cercate difficilmente lo troverete altrove.

Come si raggiunge?

Rough Trade si trova a Brooklyn (64 North 9th St) e per raggiungere questo piccolo paradiso bisogna prendere la linea L della metropolitana fino a “Bedford Ave”.


4. A-1 Records

A-1 Records è un negozio sulla scia di Turntable Lab: piccolo ma con una quantità di vinili e dischi da non sottovalutare. A differenza di quest’ultimo però sono presenti prodotti di qualsiasi genere musicale ed anche un reparto dedicato all’usato. Se cercate qualche occasione per risparmiare vale assolutamente la pena di visitarlo.

Come si raggiunge? 

A-1 Records si trova a 439 E 6th St e per arrivarci consiglio ancora una volta la metropolitana. Prendendo la linea F direzione Coney Island-Stillwell Avenue, basta scendere alla fermata 2nd Avenue e fare qualche metro a piedi.


5. Downtown Music Gallery

Menzione finale per il Downtown Music Gallery, quinto ed ultimo negozio di dischi di questa lista. C'è poco da dire: se siete amanti del jazz qui troverete il vostro paradiso. Dallo stile "old", quindi perfetto per il jazz, questo negozio vi farà sentire sulla pelle un qualcosa di magico, in pieno stile newyorkese.

Come si raggiunge?

Downtown Music Gallery si trova a 13 Monroe St e per arrivarci consiglio l’utilizzo della metropolitana, linea F, direzione Coney Island fino alla fermata East Broadway e poi bisognerà fare un breve tratto a piedi.



Per gli amanti del formaggio c'è il Murray's Cheese Shop October 17 2017

Sono in tanti a considerare il formaggio come il cibo perfetto. Esistono tantissime varietà di formaggio che vanno dal Cheddar, al Brie, alla Feta, al Camembert, al Manchego, alla Fontina, al Gouda, all'Harvati, la Ricotta, la Mozzarella e tantissimi altri ancora. Hanno tutti delle consistenze diverse, sapori diversi e provengono da diversi angoli del mondo. Il Murray's Cheese Shop è un vero punto di riferimento a New York come uno dei migliori posti in cui è possibile assaggiare dell'ottimo formaggio accompagnato da frutta candita, salumi ed altre specialità.

Il Murray's Cheese Shop non solo è uno dei migliori posti a New York dove mangiare, ma è anche una delle più belle esperienze da fare.

Murray's Cheese aprì nel 1940 con la sua sede principale a Greenwich Village (254 Bleecker St., tra 6TH & 7TH Ave.) e ha fornito a tutta New York i formaggi più buoni e interessanti provenienti da mezzo mondo. Nel 2000 ha aperto un secondo negozio nel Grand Central Market di Grand Central Terminal. Nel 2012, hanno aperto anche un ristorante. Ad oggi, nel 2017, ci sono più di 350 location che vendono i formaggi di Murray's Cheese in tutti gli Stati Uniti.

I loro scaffali sono sempre pieni e visitare uno dei loro negozi è una fantastica esperienza grazie allo staff efficiente ed amichevole. Il formaggio entra ed esce con una velocità impressionante, niente resta a lungo sugli scaffali. Murray's vende dei cestini di formaggi e delle confezioni regalo adatte ad ogni occasione. A volte potreste trovare dei cestini speciali in base alla location che visitate o in base alla stagionalità. Ad esempio il loro cestino per il giorno di San Valentino, quello Irlandese e la Dolce Vita (pieno di specialità gastronomiche italiane) sono tra i più buoni, ma il migliore resta il MVP (Most Valuable Platter) che costa 125 dollari.

C'è una cosa che Murray's offre e che gli altri negozi di formaggio non hanno: delle lezioni sul formaggio da fare di persona o sul web. La lezione Cheese 101 è davvero magica. Questo è quello che Murray's ha da dire sulle lezioni che tengono:

"Per la prima volta in assoluto, siamo entusiasti di offrire una lezione didattica molto divertente, la nostra lezione Cheese 101, a cui potete assistere anche comodamente a casa vostra! Proprio come a lezione, la nostra Cheese 101 da Casa comprende una selezione casuale di 5 formaggi scelti dai nostri commercianti esperti. La selezione rispecchierà i vari tipi di formaggi che andrete a studiare. Ci scusiamo anticipatamente, ma la selezione non può essere personalizzata.

Riceverete un formaggio per ognuna di queste categorie:

1. Formaggi a crosta fiorita: Fromager D'Affinois • Chèvre D'Aregental • Moses Sleeper • Bonne Bouche 

2. Formaggi a crosta lavata:Taleggio • Dorset • Epoisses • Greensward 

3. Formaggio cheddar: Cabot Clothbound • Flory's Truckle • Montgomery's • Bleu Mont 

4. Formaggi alpini: Comté • Pyrénées Brebis • Challerhocker • Pleasant Ridge Reserve 

5. Formaggi erborinati: Fourme D'Ambert • Roquefort • Stilton • Bayley Hazen

 

Potete prenotare una lezione, ricevere una scatola di formaggi di alta qualità dai sapori diversi e da regioni diverse, riunire un gruppo di amici o scegliere di godervi da soli questa bellissima lezione.

E, se l'idea di una lezione non vi attira molto, andate in negozio per assaggiare le diverse varietà di formaggi per trovare quelli che preferite. Prendete una baguette ed improvvisate uno snack prima di continuare il vostro tour per la città.

Per conoscere qualcosa in più sul Murray's Cheese Shope, cliccate qui.

 

[Foto di Murray's Cheese Shop]


Gray's Papaya - dentro il mondo degli hot dog October 16 2017

Jessica Liquori Erikson

 

Durante un viaggio a NYC, sulla lista delle cose da fare c'è sicuramente anche questa: assaggiare un classico hot dog di New York. Quando si parla di hot dog, ognuno ha il suo preferito. Alcuni vi diranno che i migliori si mangiano da Nathan's a Coney Island. Secondo altri, bisogna assolutamente assaggiare quelli che vendono al chioschetto di Sabretts.

La maggior parte degli hot dog che trovate in strada, compresi quelli di Sabretts, vengono bolliti in acqua e si sente che manca quel sapore di brace che è tipico degli hot dog cotti alla griglia. Se siete intenzionati ad assaggiare degli ottimi hot dog fatti secondo la tradizione newyorkese, allora vi consigliamo di passare da http://grayspapayanyc.com/,la sede originaria si trova tra la 72nd e Broadway oppure potete passare  quella a Manhattan al 612 di Eighth Ave., tra West 39th ed la 40th Street. Il sapore di questi deliziosi hot dog, che sono grigliati e speziati alla perfezione, è davvero incredibile. Solo per questo ne sarà valsa la pena di essere arrivati fino a New York City.

Attenzione: Al mondo ci sono tanti ristoranti che hanno la parola "papaya" nell'insegna. Per esempio c'è Papaya King che è un locale molto simile, ma il prodotto non è proprio lo stesso. Se siete Uptown, pensateci a fare un salto presso uno di questi carretti - non ve ne pentirete.

Cos'è che rende così speciali gli hot dog di Gray's Papaya?

I motivi sono davvero tanti!

  • La qualità: Gli hot dog sono di vitello al 100% e la carne proviene da un'azienda del New Jersey di nome Marathon, lo stesso posto dal quale si rifornisce anche Sabrett. I panini sono freschi ed i condimenti sono quelli tradizionali.

  • Le bibite speciali: Il nome deriva dalla precedente attività del proprietario, un posto che faceva bevande a base di papaya. Gray's Papaya ha un'enorme varietà di bevande speciali dai tantissimi gusti, tra cui: Papaya, Piña Colada, Banana, Diquiri, Cocco Campagne, Mango e Fragola Supreme. Non lasciatevi ingannare dai nomi - nessuno di questi drink contiene alcool. I puristi amano molto il succo di ananas e la spremuta fresca di arancia. Oltre ai succhi freschi, ci sono anche le bevande gassate, caffè ed acqua. Se non ci siete ancora mai stati, vi consigliamo di provare uno dei drink speciali.
  • Il prezzo: Un hot dog classico costa $2,50. Il "Recession Special" comprende due hot dog e un drink  costa $4.45 (affrettatevi, perché questa offerta non durerà ancora a lungo). Ketchup, senape, cipolle e crauti sono compresi nel prezzo, mentre chili, relish e formaggio costano $0.50 l'uno. È una delle migliori offerte che troverete in tutta la città.

A volte capita di incontrare una fila bella lunga, ma il servizio è molto efficiente e riceverete i vostri hot dog e le vostre bibite in un tempo ragionevole.

Gray's Papaya è entrato a far parte della cultura pop di New York.  Diverse star hanno menzionato Gray's Papaya durante le loro interviste nei talk show. Di recente, Samuel L. Jackson ha ricordato di quando lui e Denzel Washington, prima ancora che diventassero famosi, cercavano sempre di mettere qualcosa da parte per andarsi a mangiare un hot dog da Gray's Papaya.

Gray's Papaya è stato anche menzionato nel libro di William Gibson Guerreros ed in Fearless di Francine Pascal. Nel fumetto #32 degli Avengers, Spider-man suggerisce al gruppo di andare a mangiare un dei famosi hot dog. Il negozio ha fatto spesso da scenario a diversi progetti cinematografici girati a New York. In realtà, in molti casi è stato più di un semplice scenario, diventava quasi uno dei protagonisti di film e serie TV tra cui:

Nei film:

  • 2001 Ritorno dal Paradiso con Regina King e Chris Rock
  • 1997 Mela e Tequila - Una pazza storia d'amore con sorpresa  con Matthew Perry e Salma Hayek

  • 2008 Nick & Nora - Tutto Accadde In Una Notte con Michael Cera e Kat Dennings
  • 1998 C'è Post@ per te con Tom Hanks e Mag Ryan
  • 2010 Piacere, Sono Un Po' Incinta con Jennifer Lopez e Alex O'Loughlin
  • 1995 Die Hard - Duri a Morire con Bruce Willis e Samuel L. Jackson

In TV

  • In Un Medico Tra Gli Orsi, Joel Fleishman riceve una scatola di Gray's Papaya
  • Nell'episodio di Sex and the City del 2002 "Libri e Carte di Cuori", Carrie Bradshaw festeggia la pubblicazione del suo primo libro con una visita da Gray's Papaya
  • Gray's Papaya viene nominato anche in How I Met Your Mother

  • In un episodio di Castle, Richard Castle prova a confortare la figlia offrendosi di portarla da Gray's Papaya
  • In Glee, Kurt e Rachel sono da Gray's Papaya a mangiare hot dog e bere i loro drink
  • Nell'episodio 9 della terza serie di No Reservations, Anthony Bourdain si trova da Gray's Papaya
  • Gray's papaya è stato menzionato anche nell'episodio 3 della prima stagione di Vinyl 

L'azienda 'Gray's Papaya' è stata fondata nel 1973 da Paul Gray, ex partner della vecchia catena Papaya King. I suoi hot dog sono spesso citati come i migliori di tutta New York. Ultimamente, l'azienda è stata anche menzionata in un articolo di Time Out New York.

Oltre agli hot dog, la catena offre anche degli ottimi sandwich per la colazione e dei bagel. I loro caffè sono buoni ed economici.

Se vi trovate a NYC, vi consigliamo di evitate i vari chioschetti che vendono hot dog stantii, cotti in acqua e dalla dubbia provenienza e di fare, invece, una sosta da Gray's Papaya. È un posto davvero speciale per chi ama gli hot dog e per chi vuole vivere un'autentica esperienza newyorkese. E se gli hot dog non sono di vostro gradimento, ne varrà la pena di essere arrivati fin lì anche solo per i drink. Il più popolare di tutti è il succo d'ananas.


5 cose da fare a New York per Halloween! October 10 2017

Gianmarco Forcella

Halloween

New York è pronta a festeggiare Halloween che si terrà, come ogni anno, il 31 ottobre (un martedì) e si sta preparando per i molteplici eventi che si terranno da qui a fine mese. Un’occasione da non perdere soprattutto per i più piccoli, generalmente più attratti da questa festa.

In questo articolo, vi consiglio 5 cose da fare a New York per Halloween, in modo da trovarvi pronti qualora doveste essere nella Grande Mela per allora!

1: Giant Pumpkin Week-End

Great Pumpkin Week-End

Se desiderate prepararvi per il 31 ottobre, l’orto botanico di New York (2900 Southern Boulevard, Bronx) organizza nelle giornate del 21 e 22 ottobre una sorta di mostra di zucche di varie dimensioni, pronte per essere fotografate dal pubblico!

L’ingresso si aggira sui 23$ per gli adulti, 20$ per i seniores e studenti mentre 10$ per i bambini da 2-21 anni (sotto i due è gratis).

Per raggiungerlo, è consigliabile prendere i seguenti treni della metropolitana: B,D e 4 (fino a Bedford Park Blvd) o il (fino a Allerton Ave).

2: Parata di Halloween del Village

Il più interessante delle cinque cose da fare ad Halloween è però, senz’ombra di dubbio, la parata annuale che si svolge al Village, che raduna un numero minimo di 50000 persone che sfilano per la Sixth Avenue (o anche conosciuta come “Avenue of Americas”).

Partecipare alla “camminata” è assolutamente gratuito ma, se si intende farne parte, bisogna ovviamente essere attrezzati di un costume per Halloween. In caso si volesse semplicemente assistere, invece, consigliamo caldamente di arrivare per tempo in modo da potersi accaparrare i posti migliori per poter vedere lo spettacolo.

3: The Great Jack O’Lantern

Il The Great Jack O'Lantern è sicuramente una cosa piuttosto peculiare tra le cinque cose da fare ad Halloween: è uno spazio in cui i visitatori possono vedere oltre 7000 zucche che si illuminano al buio, si trova sulla 525 S Riverside Ave, Croton-On-Hudson, NY ed è aperto solo in determinati periodi dell’anno ( Sept 29-30, Oct 1, Oct 5-9, Oct 12-31, Nov 2-5, Nov 9-12, Nov 24-25 per il 2017).

the great jack o'lanter blaze

Nonostante non sia esattamente a New York, è uno degli eventi più caratteristici del periodo di Halloween e merita senz’ombra di dubbio di essere visitato, essendo facilmente raggiungibile anche dalla Grande Mela tramite i mezzi pubblici. I biglietti costano tra i 16$ ed i 25$  ed ha ancora qualche biglietto per il giorno di Halloween, sebbene siano rimaste poche disponibilità. 

Per raggiungerlo, è necessario prendere il treno la Hudson Line da Grand Central fino alla stazione di "Croton-Harmonuf".

4: Pumpkin Flotilla

Il 30 ottobre, invece, torna a Central Park uno degli eventi più singolari dedicati ad Halloween: per una sola giornata, circa 50 zucche (portate anche, possibilmente, dagli spettatori) verranno messe su delle piattaforme galleggianti nel parco più famoso di New York.

Halloween Pumpkin Flotilla

Non finisce qui però: si svolgerà una piccola parata all’interno di Central Park, il tutto corredato ed affiancato da musica live da molte band che si alterneranno per tutta la giornata.

L'entrata per la manifestazione è, ovviamente, gratuito per tutti e comincerà a partire dalle quattro di pomeriggio.

5: Noleggiare un vestito ed andare ad una festa!

La cosa migliore da fare per festeggiare Halloween come gli americani, però, è senz’ombra di dubbio quello di partecipare ad uno dei tanti party organizzati per i vari locali disseminati per Manhattan. Ovviamente, come in tutte le feste che si rispetti, c’è bisogno di un dress code adeguato: in questo caso, l’ideale sarebbe mascherarsi in qualcosa di terrificante. Siete però in vacanza e non volete portarvi un costume in valigia per lasciare spazio agli acquisti newyorkesi?

Halloween Party

Allora perché non fare un salto ad uno dei tanti negozi di costumi disseminati per la città? In particolare:

  1. Il “New York Costumes” (conosciuto anche come “Halloween Adventure”) è uno dei più forniti in città e permette sia di comprare che noleggiare gli abiti per la tanto attesa serata del “terrore”. Lo potete trovare tra la 4th Ave e l’11th Street;
  2. "Spirit", un negozio temporaneo dedicato interamente ad Halloween.

Per quanto riguarda feste, i vari bar e/o discoteche di New York organizzano moltissimi eventi per la notte di Halloween: tra questi, mi sento di citare il "Sanatorium" (14th  Ave ed East Houston Street) ed il "The Headless Horseman" (119 E 15th St) per il suo stile retrò.

 


Columbus Day: la giornata dell'orgoglio italoamericano October 05 2017

Gianmarco Forcella

Columbus Day

Nell'ottica degli eventi di ottobre nella Grande Mela, dopo avervi parlato del New York Comic Con, non potevamo non parlarvi del Columbus Day, una festività molto sentita negli Stati Uniti. L’avete mai sentita ma non sapete esattamente cosa sia e perché si festeggi? O come si festeggi? Ve lo spieghiamo noi con questo articolo!

 

Cos’è esattamente il Columbus Day?

Come si può immaginare dal nome, il Columbus Day nasce come celebrazione della scoperta da parte del celebre navigatore italiano Cristoforo Colombo dell’America, avvenuta nel 1492.

L’osservanza di quest’occasione, però, è cominciata solo nell’autunno del 1905: è stato infatti il Colorado a dichiarare il Columbus Day come giornata di festa nazionale di stato e solo nel 1937 diventa una giornata a livello nazionale su tutto il suolo americano.

Da allora, ogni stato festeggia la “Giornata Nazionale di Cristoforo Colombo” (come è chiamata in Italia) a modo suo, anche se i principali festeggiamenti vengono solitamente effettuati a New York.

 Columbus Day parade

Quando cade il Columbus Day?

Tradizione vuole che il Columbus Day venga celebrato ogni secondo lunedì di ottobre: quest’anno, quindi, cadrà di 9 ottobre mentre, nel 2018, l’8 di ottobre.

 

E come festeggia New York ?

E la Grande Mela come festeggia una delle feste più sentite dalla comunità italoamericana?

Per cominciare, se avevate intenzione di spedire qualche pacco tramite il servizio postale americano o recarvi in qualche banca, vi sconsigliamo di farlo: essendo il Columbus Day una festa federale, molte società permettono ai propri dipendenti di rimanere a casa per l’intera giornata.

New York City, solitamente, festeggia il giorno di Cristoforo Colombo con due attività importanti:

  • La più importante di tutte, è la parata che si svolge durante la mattina lungo la Fifth Avenue. Uno sfilare di carri che di solito comprende la 44th Street e la 72th Street, passando per Columbus Circle. Durante la parata, viene deposta proprio vicino la statua dedicata al navigatore genovese una corona di fiori;
  • Una cena di gala che, da tradizione, si sarebbe dovuta tenere all’interno del Waldorf Astoria (301 Park Avenue) che, però, essendo in ristrutturazione, non potrà ospitare l’evento. La partecipazione è aperta a chiunque sia disposto a comprare un biglietto per la serata.

 

Sicuramente quindi non una giornata da dedicare allo shopping attorno alla Fifth Avenue ma da usare per poter ammirare la parata, tra le più famose al mondo, e magari fare un salto alla chiesa di San Patrizio per assistere alla messa dedicata.

 

Curiosità

 

  • Il Canada festeggia il Columbus Day in contemporanea con il loro Thanksgiving, in quanto le date coincidono;
  • La data storica della scoperta dell’America (14 ottobre 1492) è molto vicina a quella della fondazione della Marina Militare Statunitense (13 ottobre 1775), tanto che sia la Marina che i Marine possono prendere una licenza dalle 72 alle 96 ore per poter tornare a casa e ricongiungersi con i propri cari e celebrare questa festività;
  • Non tutti gli uffici e/o banche chiudono durante il giorno del Columbus Day: dipende dall’amministrazione!
  • Alcuni stati americani hanno tolto il Columbus Day come festa nazionale, in quanto ricorderebbe il massacro subito dal popolo dei pellerossa. Altri ancora, invece, festeggerebbero proprio la "Giornata dei pellerossa", proprio per ricordare quanto accaduto: basti pensare che un buon 40% festeggia questa "versione" del Columbus Day e, secondo recenti sondaggi, solo il 57% degli americani ritiene che la giornata di Cristoforo Colombo sia una festività da osservare;
  • Anche in Italia è celebrato il Columbus Day: da noi è conosciuto come "Giornata Nazionale di Cristoforo Colombo" ed è una ricorrenza meno sentita rispetto agli Stati Uniti. Rispetto agli americani, però, celebriamo questa ricorrenza ogni anno il 12 ottobre;
  • Sarebbe proprio grazie a Cristoforo Colombo che l'Europa conobbe il cacao

 

 

 


Ecco il link ufficiale per la lotteria della Green Card October 03 2017 1 Comment

Ecco a voi il link UFFICIALE per la lotteria della Green Card. 

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Arriva il New York Comic Con! October 02 2017

Gianmarco Forcella

New York Comic Con

Se capitate a New York durante la prima settimana di ottobre e vorreste visitare qualcosa di "diverso", allora il New York Comic Con è proprio quello che fa per voi: una grande kermesse al Javits Center (situato tra l'11th Ave e la 34th Street) dedicata interamente al mondo del fumetto americano e giapponese, che si terrà dal 5 all'8 ottobre.

Non ne avete mai sentito parlare? Vi spieghiamo, brevemente, cos'è il Comic Con e cosa aspettarsi da questa grande manifestazione!

Cos'è e come nasce il Comic Con?

La fiera, che vuole in qualche modo copiare il successo del San Diego Comic Con (la manifestazione più importante del settore), nasce nel 2006 come una vera e propria scommessa: gli organizzatori, allora, non si aspettavano una grande affluenza di pubblico al punto tale che affittarono, per l’evento, solo una piccola parte del Javits Center in modo da contenere 10.000 persone. Le loro previsioni furono però ampiamente superate, causando addirittura un sovraffollamento della struttura e lo stop della vendita dei biglietti per la domenica.

La crescita del New York Comic Con, a partire dal 2007 in poi, è stata sempre più esponenziale, attirando giornalisti, fan e personalità sia del mondo dello spettacolo che fumettistico da tutte le parti del mondo, tanto da dover affittare una nuova area molto più grande nel Javits Center

Cosa si fa al Comic Con?

Essendo una fiera dedicata al fumetto, che sia americano o giapponese, all’interno del plesso si trovano principalmente stand di fumetterie adibiti alla vendita. Per gli appassionati è possibile trovare davvero di tutto: dalle prime stampe di Spider Man alle ultime novità in esclusiva. Ma non è l’unico motivo per cui la convention del fumetto newyorkese è così famosa: il Comic Con è anche sede di moltissimi panel o conferenze dedicati al mondo delle serie televisive e del cinema. Ed è proprio all’interno di questi spazi che la fiera diventa luogo d’incontro di moltissimi appassionati e la possibilità di incontrare i propri miti. I nomi degli ospiti che si sono susseguiti negli anni al New York Comic Con sono tanti, a partire dal celeberrimo Stan Lee della Marvel Studios, Hiro Mashima creatore della serie a fumetti giapponese “Fairy Tail” ma anche personaggi come Clark Gregg (“Agents of S.H.I.E.L.D.”).

Per sintetizzarla in una frase: l'occasione perfetta per i fan per poter incontrare i propri idoli!

Panel Comic Con New York

Appuntamenti del 2017

Nell’edizione di quest’anno, il New York Comic Con ha deciso di rivolgere la sua attenzione principalmente sul mondo fumettistico del piccolo schermo: l’appuntamento più atteso, tra questi, sembrano essere senz’ombra di dubbio i panel con i casti di The Walking Dead e di X-Files, rispettivamente di sabato e domenica, per presentare i dettagli sulle ultime stagioni. Non mancano però gli appuntamenti dedicati anche al mondo del cinema, tra i quali una sessione d’autografi con Felicity Jones di Star Wars: Rogue One e un panel per Pacific Rim: Uprising.

Qualcuno ha parlato di proiezione di trailer in anteprima e sneak peek? 

Prezzi e biglietti

Rispetto allo scorso anno, l’organizzazione ha deciso di mettere in vendita i biglietti per ogni giorno e non rilasciare degli abbonamenti.

Il prezzo minimo è di 45$ a biglietto ed è possibile acquistarli a questo link. Chi volesse invece avere la possibilità di farsi una foto e/o farsi autografare qualcosa dagli ospiti del Comic Con, deve comprare un’altra tipologia di pass a partire da 45$.

È possibile accedere alla fiera dalle 10AM fino alle 7PM.

Cosa fare dopo la fiera?

Il Javits Center si trova sulla 34th Street, molto vicino all’Empire State Building, a Bryant Park ma soprattutto alla zona di Times Square e Broadway, dove in questo periodo sono in scena spettacoli molto interessanti come i musical de “Il Fantasma dell’Opera” ed “Il Re Leone”.


Come trasformare l'idea della pasta fatta in casa in una rivoluzione a New York? September 29 2017 14 Comments

  • Una persona deve fare la pasta, non importa se giovane o anziana, se uomo o donna, ma questa persona è il protagonista di questa azione di marketing.
  • Preparate un eCommerce dove acquistare il prodotto, dal nome semplice facile da ricordare
  • Utilizzate dei video in cui il nostro protagonista mostra come fa la pasta, da mettere continuamente su instagram o facebook (o altro social media che considerate adatto). Sponsorizzate i video su facebook e instagram.
  • Prima o poi le televisioni newyorkesi se ne accorgeranno, e parleranno di voi. Potete usare anche un PR.
  • Ovviamente la quantità di pasta che il nostro protagonista può fare è limitata, ed è per questo che la gente dovrà prenotarla molto prima, ma questa “scarsità” renderà appetibile il prodotto. Come un diamante raro. Non è ancora il momento di “fare cash” ora si sta rafforzando il marchio.
  • Tutto questo creerà ancora piu’ attenzione attorno al marchio e al prodotto. Bisogna mantenere l'attenzione alta.
  • La pasta viene consegnata in casa, con ricette e suggerimenti. Video esplicativi anche su youtube.
  • A questo punto passate alla fase due. Aprite un network. Come Airbnb o Uber. Chiunque (rispettando la legge locale) può proporsi come pastaiolo. In tanti potrebbero proporre la propria pasta e tantissimi acquistarla. Un sistema di recensioni garantisce la qualità e affidabilità. Su ogni transazione vi trattenete la percentuale. I delivery vengono affidati ad una compagnia che si occupa di questo.
  • A questo punto apritevi a degli investitori.  Cosa fare? Potete 1) Estendere da New York agli Stati Uniti, e poi ad altri paesi consumatori di pasta (Francia, Italia) 2) Passare dalla pasta a tutti i prodotti fatti in casa, tra cui dolci.
  • Ovviamente ci saranno delle leggi da rispettare e a volte da forzare (come le forza Uber), ma intanto l’idea sarà diventata così importante che nel conto dell’azienda affluirà capitale sempre piu’ fresco da utilzzare per avere i miglior legali, i migliori lobbisti, la migliore stampa.
  • Godetevi il successo del vostro primo miliardo. 
  • Immaginate un mondo in cui in tanti trasformano la loro passione di fare la pasta in una piccola fonte di reddito, e in cui tanti decidono di provare la pasta fatta in casa per avere qualcosa di artigianale e sano. 
  • Ricordatevi quattro cose fondamentali.

1) Puntate in alto, anche se non ci arriverete bisogna avere un'idea che sia come una stella cometa che vi guida.

2) Siate pronti a cambiare lungo il cammino il focus dell'azienda, magari sconvolgendo l'idea iniziale perché intanto conoscete meglio il mercato, ed avete visto nuove opportunità che prima non potevate vedere. Col tempo si acquista esperienza.

3) Non abbiate paura di nemici e degli ostacoli. I nemici ci saranno, pensate magari a qualche multinazionale della pasta che vuole mettervi i bastoni tra le ruote, o ai tanti ostacoli burocratici. Ma non vi scoraggiate, l'imprenditoria americana è una sfida perenne contro tutto e tutti. Pensate ad Uber. Pensate ad Apple. Pensate ad Airbnb. I prossimi siete voi?

4) Non abbiate paura di fallire, perché dai fallimenti si acquista esperienza, e male che va avrete qualcosa da raccontare ai nipotini. La vita è troppo breve per non pensare in grande.

Ultima cosa? Chi sono io per essere credibile? E se fossero tutte chiacchiere. Bene la rispsota è semplice. Sono uno che una cosa del genere non solo l'ho pensata, ma l'ho fatta nel turismo. Verbo fare, importantissimo. Perché tanti fanno solo chiacchiere. Quindi so di cosa parlo. 


E' veramente possibile dopo New York tornare a vivere in un piccolo centro in Italia? September 27 2017 10 Comments

Me lo sono chiesto spesso. Come sarebbe tornare a vivere in Italia, dopo New York. Come sarebbe alzarsi al mattino  in una piccola città di provincia italiana? Sarebbe facile abituarsi di nuovo?

A questa domanda io riesco a dare una sola risposta.  E la risposta è no. Sia chiaro parliamo di una risposta mia, di una persona che ha sempre amato la metropoli per le ragioni per cui di solito la si ama. E sono queste: una grande varietà culturale, culinaria, la possibilità di accedere a un numero di esperienze infinito, la possibilità di incontrare l’elite creativa, finanziaria e culturale globale, la semplicità con cui si trova lavoro, o con cui puoi inventarti un lavoro, un senso di libertà che, potenziato all’ennesima potenza, spinge chiunque a dare il meglio, sia dal punto di vista creativo che imprenditoriale. Sono caratteristiche da metropoli, che nel caso di New York sono molto accentuate. Quindi io non ho dubbi: amo New York e qui voglio vivere.

Ma so anche che questo desiderio non è di tutti. Alcuni decidono, dopo New York, di spostarsi in un piccolo centro, lo fanno per “farsi una famiglia”.  Non so quale siano le conseguenze psicologiche di questa scelta. E’ veramente possibile dopo New York tornare a vivere a Salerno, a Piacenza, a Verona ( o nel New Jersey o Upstate)? Certo tornare a vivere a Milano potrebbe apparire la cosa più naturale, ma si può davvero tornare a vivere in un piccolo centro?

Difficile avere risposte sincere. Chi fa la  scelta di tornare alle origini difende giustamente a propria scelta. Lo fa innanzitutto per sopravvivenza, bisogna convincersi di aver fatto la scelta giusta per vivere meglio. Ma poi bastano due biccheri di vino per sentirsi dire una verità che è vera in quella maniera tonda che non lascia spazio a sbavature: New York come terra di una giovinezza che non vuole finire è insuperabile. Ed è normale tornare sempre indietro al ricordo della follia delle sue strade, della sua vita matta e disperata. Insomma anche chi decide di tornare indietro non rinnega la bellezza della vita newyorkese. Non nego ci siano alcuni che sono tagliati per il piccolo centro, nel quale trovano la loro dimensione naturale, e conosco anche io i benefici rassicuranti di questa scelta.

Amici, famiglia, prezzi abbordabili, qualità della vita intesa come vita tranquilla. Ma amici miei,se solo ci penso a quanto amo questo caos di New York, mi emoziono. Amo tutto, anche le camminate disperate sull’East River, i topi nella metropolitana, le difficoltà di una vita che all’inizio è stata dura ma ora è avvincente. Si semina e si raccoglie. Poi adoro vivere saltando da una metro a un taxi, perdermi nelle sue strade, e vivere in equilibrio sopra la fine del mondo. Tutto questo non troverei in un piccolo centro, e nella mia scala di valori tutto questo ha un valore importante. Posso fare a meno della “tranquillità della provincia”, non ho bisogno degli amici di una vita, non ho bisogno del cibo di quando ero bambino, non ho bisogno di ciò da cui in fondo sono scappato.

Perché la mia è stata una fuga alla ricerca della dimensione che mi apparteneva. Allora per tornare alla domanda iniziale, come sarebbe tornare a vivere in un piccolo centro? Per me traumatico, e lo sarà sempre. Non credo che col tempo invecchiando (ma io non voglio invecchiare) possa cambiare idea, ma lascio aperta questa ipotesi. E’ un’ipotesi che deve restare aperta perché ci aiuta a vivere: l’idea che un giorno possa esserci un ritorno, un luogo in cui essere accolti, che sentiamo come casa. E per me questa è l’unica risposta possibile: non tornerei a vivere in un piccolo centro, ma sapere che c’è, che esiste, e che è pronto ad accogliermi mi dà la forza per dare il mio meglio nella metropoli.


Come muoversi a New York City: tra taxi e Uber September 17 2017

Giovanna Coccolone

 

Quando visitano New York City, a molte persone piace passeggiare per le strade, alzare a mano e chiamare l'iconico taxi giallo. Una volta saliti in auto, danno un indirizzo al conducente che li porterà dritti, dritti alla loro destinazione. Pagato il taxi e scesi dall'auto, ecco che comincia la loro prossima avventura. A New York City questo metodo funziona ancora, ma ci sono tanti altri modi attraverso cui i turisti possono viaggiare comodamente, soprattutto se non hanno voglia di preoccuparsi di carte di credito e contanti alla fine della loro corsa. Sono davvero tanti i metodi ed a questo proposito abbiamo pensato di menzionare i taxi gialli i e quelli verdi che rendono molto più semplice la vita dei turisti e dei newyorkesi che hanno bisogno di attraversare la città. Vi daremo alcuni consigli suggerendovi vari servizi di app attraverso le quali si possono richiedere i Taxi Gialli di New York, https://www.goarro.com/ e https://gocurb.com/ oltre ad altre opzioni molto popolari come https://www.uber.com/it/https://www.lyft.com/https://gojuno.com/ e https://ridewithvia.com/ che vi permetteranno di organizzare il vostro itinerario in modo semplice.

Attenzione: a New York City ci sono molti altre compagnie private di auto, ma nell'interesse del blog, abbiamo deciso di riportare solo quelle che abbiamo elencato sopra. 

 

Consigli sulle varie app di servizi di trasporto auto di NYC

Questi metodi di trasporto richiedono il download gratuito delle applicazioni. Di seguito vi daremo alcuni suggerimenti che possono essere utilizzati per tutti questi servizi. Innanzitutto, bisogna andare nell'app store e scegliere il servizio o i servizi di trasporto auto che si vogliono utilizzare durante il soggiorno a New York City. Il primo passo è scaricare l'applicazione. Poi, si passa ad aggiungere i propri dati e le informazioni di pagamento in modo da essere pronti quando si deciderà di utilizzare l'applicazione.

 Dopo aver scaricato l'app, bisogna inserire i dati relativi al proprio metodo di pagamento, dopodiché si è pronti all'utilizzo. Spesso, non è necessario inserire l'indirizzo ufficiale della propria destinazione perché l'app conosce già i nomi dei luoghi più popolari di New York ed i nomi dei suoi ristoranti più famosi.

Qui vi offriamo alcune informazioni sui migliori servizi di trasporto auto disponibili a NYC: 

 

 Arro and Curb Taxi Apps

Virtualmente, le app di Arro e Curb sono uguali. Questi servizi sono diversi dagli altri servizi di trasporto auto in quanto sono connessi alla linea ufficiale dei taxi della zona. Grazie a queste app, si possono fare due cose, la prima opzione è la seguente: si può trovare un taxi vuoto nelle vicinanze e farlo arrivare alla nostra posizione. La seconda opzione, invece, riguarda quei casi in cui il taxi lo si è già incontrato per strada. A questo punto si può inserire sull'app un codice speciale.

Attraverso il codice il taxi sarà collegato all'applicazione e si potrà effettuare il pagamento attraverso l'applicazione con i dati inseriti al momento della registrazione. In questo modo, non dovrete preoccuparvi di avere con voi contanti o carte di credito. Curb è presente in 65 città, mentre il servizio di Arro può essere utilizzato solo a NYC, Chicago, San Francisco, Boston e Houston, anche se le password e le recensioni sono le stesse per entrambe le applicazioni. Queste app ricevono spesso recensioni positive perché garantiscono l'arrivo del taxi in breve tempo. Le tariffe sono le tariffe standard della città e gli importi sono riscontrabili sul tassametro dell'automobile.

Dopo aver scaricato l'app, si possono aggiungere le informazioni di pagamento ed inserire una percentuale prestabilita per la mancia. Solitamente, si calcola una cifra tra il 15 d il 25%. Quando si utilizzano queste app, non c'è bisogno di inserire la propria destinazione. Questo può essere utile quando si vogliono raggiungere più destinazioni oppure quando la propria destinazione cambia durante la corsa stessa. Queste app non sono molto economiche, ma sono affidabili. In più, essendo collegate al sistema di trasporti locale, le tariffe sono trasparenti. Molti ritengono che queste siano le opzioni più sicure. Basta considerare il fatto che tutti i drivers che sono collegati all'applicazione sono tutti in possesso di licenza ed assicurazione, sono stati tutti sottoposti ad un test e sono state raccolte anche le loro impronte digitali. Il lato negativo è che per questo tipo di servizio non sono disponibili né coupon né codici promozionali in quanto i prezzi sono imposti direttamente dalla città.

 

Suggerimenti sugli altri servizi di trasporto auto

Tutte le altre app hanno dei coupon e delle promozioni messi a disposizione degli utenti. Per coloro che si apprestano ad utilizzare l'app per la prima volta, sono a disposizione una corsa gratuita o uno sconto abbastanza significativo sul prezzo finale. Se scegliete di condividere la vostra esperienza sui social media, potrete ricevere un ulteriore sconto. 

Se volete risparmiare, potete qualche ricerca sulle promozioni disponibili al momento della prenotazione, così potrete godervi una corsa economia per le strade di NYC.

La nota negativa di questi servizi di trasporto auto è che una volta prenotata la corsa sull'app, il driver può sempre riservarsi il diritto di cancellare la chiamata. Non c'è un modo per garantire che il driver non cancellerà la corsa, ma se si scegliete un driver entro una distanza di 5 minuti, è più plausibile che la corsa non venga cancellata.

 In alcuni casi, quando si lascia una recensione, l'app potrebbe chiedervi se volete aggiungere o meno una mancia. Ovviamente la mancia sta all'utente, ma di solito si calcola una cifra pari al 15-25% dell'intero importo. Alcuni driver si dedicano molto alla cura del cliente. In alcune auto potreste trovare acqua, caramelle o caricatori per cellulare che possono essere utilizzati durante la corsa. Se quando viaggiate preferite farlo in auto, piuttosto che in pullman o in metro, allora ricordatevi di scaricare una o più di queste applicazioni e di inserire le vostre informazioni, in questo modo il servizio sarà pronto all'uso.

 

Uber

Uber è uno dei servizi di trasporto auto più famosi ed è anche uno dei più diffusi in tutto il mondo. Opera in più di 630 città e si può accedere ai suoi servizi tramite l'app per smartphone o tramite il sito web. Con Uber c'è quasi sempre un'auto disponibile. A New York City, ci sono sei opzioni: UberX, auto economica e tariffa base di $2.55 con $0.35 a minuto; UberXL, un'auto più grande ed una tariffa base di $3.85 con $0.50 per minuto; UberBlack che offre una berlina di lusso ed una tariffa base di $7 con $0.65 al minuto; UberSUV con una tariffa base di $14 e con $0.80 al minuto; UberTaxi (non si tratta dell'opzione più economica) cerca un taxi disponibile nella zona; UberPool che mette in contatto due clienti che devono raggiungere la stessa destinazione, la tariffa base è di $2.55 con $0.35 al minuto da dividere tra i passeggeri. Questa ultima opzione prevede anche un'offerta speciale dal Lunedì al Venerdì, dalle 7 alle 10 e dalle 17 alle 20 con tariffa di $5 dollari a persona se ci si muove entro la 125 Street.

Uber utilizza il Dynamic o Surge pricing. Questo significa che nelle ore di punta, nelle ore in cui c'è maggior richiesta di driver, il prezzo può aumentare fino a 10 volte rispetto al prezzo iniziale della corsa. Prima di inviare l'auto, l'app chiede sempre all'utente di confermare il costo extra, ma in ogni caso, in questo modo, le corse potrebbero diventare parecchio costose.

Anche se Uber è una delle app più convenienti e più famose, non è la più utilizzata. Questo perché i prezzi possono subire degli aumenti e non sempre capita che sono disponibili tutti i diversi tipi di auto. Per quelli che viaggiano spesso, Uber è una scelta conveniente perché si trova in diverse parti del mondo ed una volta scaricata l'app sul cellulare la si può utilizzare in qualunque posto in cui è disponibile il servizio offerto da Uber.

I driver di Uber godono di una buona reputazione, sono gentili ed efficienti ed utilizzano il GPS. Questo può essere sia un vantaggio che uno svantaggio in quanto alcuni driver potrebbero non conoscere benissimo la città e perdersi nelle zone più esterne come capita spesso anche ai tassisti più esperti di New York City.

 

Lyft

 Lyft rappresenta la maggiore concorrenza di Uber. Il numero di driver e di utenti è in continuo aumento. La tariffa base è di $2.50 con $0.35 per minuto o $1.79 per miglio. È prevista una tariffa minima di $8 ed a volte impongono delle tariffe extra nelle ore di punta. Lyft non ha a disposizione così tante auto come Uber, ma se si gira per Manhattan è sempre facile trovarne qualcuna diversamente dalle zone più periferiche della città. Nonostante questo, la società sembra essere affidabile ed il servizio riceve sempre delle ottime recensioni da parte degli utenti. La cosa buona di Lyft è che ci sono sempre dei coupon o delle offerte disponibili per gli utenti.

 

Juno

Juno è una società abbastanza nuova a NYC. Ha assorbito Gett, un servizio di trasporto auto molto popolare che garantiva delle corse per Manhattan a £10 dollari se si rimaneva entro la 125 Street. Questa fusione ha portato a delle offerte molto vantaggiose per chi decide di provare il servizio. Essendo una società nuova, Juno ha a disposizione meno auto rispetto alla concorrenza e per questo i tempi di attesa potrebbero essere più lunghi. A parte questo, bisogna considerare che l'azienda ha dei prezzi fissi ed un servizio clienti attivo 24/7. Le tariffe sono simili a quelle di Uber e Lyft. I drivers preferiscono lavorare con Juno perché trattiene una percentuale inferiore sul guadagno e perché permette ai propri dipendenti di investire nell'azienda. Anche se l'azienda è solo agli inizi, il futuro sembra promettente. Solitamente, quando i dipendenti sono contenti, sono contenti anche i clienti. Juno sembra essere una buona soluzione per chi vuole raggiungere un posto in tempi brevi e a prezzi ragionevoli. Molti clienti decidono di provare Juno proprio le politiche aziendali a favore dei dipendenti.

 

Via

 Quella di Via non è tanto una corsa in taxi, ma piu' simile ad un servizio in bus. Le auto prendono al massimo due clienti per volta per un costo già stabilito. Per utilizzare i servizi di Via, bisogna acquistare un credito minimo di $25. Per gli utenti abituali, il credito viene ricaricato automaticamente quando si scende al di sotto dei $10. Via non è un servizio 24/7. È attivo dalle 6 del mattino a mezzanotte durante la settimana, dalle 10 fino a mezzanotte il Sabato e dalle 10 fino alle 21 di Domenica ed opera corse solo entro la 125th Street di Manhattan. Badate che non si tratta di un servizio porta a porta. L'auto vi farà salire all'angolo della strada e vi farà scendere all'angolo vicino al vostro punto di arrivo. Questo servizio è comodo per le persone che conoscono la città, ma a cui non piace utilizzare i mezzi pubblici.

 

Quando avrete scelto il servizio di trasporto auto che fa per voi, scaricate l'app o aggiungete la pagina web all'elenco dei preferiti e ricordatevi di darci uno sguardo prima di arrivare a New York. Ricordate: se preparate tutto in anticipo, avrete la possibilità di scegliere tra più opzioni. Assicuratevi di avere con voi tutti gli indirizzi ed i numeri di telefono più importanti nel caso in cui dovessero servirvi. Godetevi il viaggio!


I migliori 5 food truck per i dessert September 07 2017

Di Claudia Dorata

 

Una delle cose migliori di New York City è l'esperienza culinaria. Di ristoranti e caffè ce ne sono tantissimi, ma la cosa più buona è il cibo di strada. Passeggiando per le strade della città, sicuramente incontrerete tantissimi food truck e chioschetti. Per non parlare poi dei food track che vendono solo specialità dolciarie, ve ne innamorerete! Durante i vostri giri e le vostre visite, assicuratevi di fare una sosta almeno presso uno di questi cinque fantastici food truck.

Van Leeuwen Artisanal Ice Cream

 

Se avete voglia di mangiare un gelato, non dovrete camminare più di un paio di isolati per imbattervi un Mister Softee, ma se vi trovate a New York, allora dovete assolutamente provare il gelato più buono del mondo fatto da Van Leeuwen. Hanno 4 negozi ufficiali sparsi tra Brooklyn e Manhattan, ma potete incontrare facilmente il loro camioncino giallo seguendoli su https://twitter.com/VLAIC. Van Leeuwen offre classici gelati artigianali insieme a delle alternative vegane.

 

 

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Un post condiviso da Van Leeuwen Artisan Ice Cream (@vanleeuwenicecream) in data:

 

 

Questo gelato è speciale perché è fatto artigianalmente utilizzando solo i prodotti migliori. Il team di Van Leeuwen acquista gli ingredienti dai produttori locali ed internazionali. I loro gelati sono tutti prodotti nei laboratori di Greenpoint, a Brooklyn. I gusti che potete trovare sono un mix di gusti più classici e di gusti più innovativi come: Honeycomb, Caramello Salato, Pistacchio Siciliano, Fragola, Caffè, Menta e Gocce di Cioccolato, Zenzero Candito insieme a molti altri. A questi si aggiungono delle produzioni speciali che seguono le stagionalità. Sono previste diverse opzioni anche per i vegani, dove i gelati sono preparati con latte di anacardi, latte di cocco biologico, olio di cocco extra vergine, zucchero di canna biologico, burro di cacao e semi di carrube. Qualunque sia il vostro gusto in fatto di gelato, Van Leeuwen ha quello che fa per voi, dei deliziosi gelati da gustare mentre esplorate le strade di New York City.

 

Wafles and Dinges

 

È dal 2007 che i newyorkers ed i turisti possono godersi i buonissimi waffles di Wafels & Dinges presso i loro negozi e food truck che sono sparsi per la città. Queste delizie sono croccanti fuori e morbide all'interno. Per non parlare poi dei buonissimi topping che si possono aggiungere. La varietà di topping comprende delle salse come il dulce de leche o il fudge caldo, fragole fresche, Speculoos, Nutella, banane, gelato e tanti altri ancora. Potete anche creare il vostro waffle secondo i vostri gusti o potete provare le opzioni suggerite sul menù come ad esempio il "de WMD" ovvero "Wafel of Massive Deliciousness" che è fatto con fragole, banane, panna montata e fudge di cioccolato belga. Buonissimo! Hanno anche dei pasticcini, dei gelati e delle bevande a base di caffè che sono ottime per accompagnare i loro buonissimi waffles.

 

 

 

Sweetery NYC

 

Sweetery è un negozio di pasticceria davvero unico. Vende una grande varietà di torte, crostate, cupcake, cookie, biscotti gelato, spiedini di marshmallow intinti nel cioccolato e tanti altri dolcetti. In particolare, sono famosi per alcuni prodotti come il Macarella (due meringhe al cocco con al centro uno strato di Nutella), cookies bianchi e neri e le whoopie pie. Hanno un menù stagionale che viene aggiornato regolarmente. Il vanto di Sweetery è quello di utilizzare i migliori ingredienti environmentally friendly. Vi consigliamo di provare la loro Pecan Sand Tart o gli Shortbread di Zenzero Candito che vengono venduti singolarmente o in buste da 10 da condividere con gli amici (anche se sono così buoni che forse vorrete tenerli tutti per voi). Seguiteli su https://twitter.com/sweeterynyc?lang=en per sapere dove trovarli per gustare i loro dolci buonissimi.

 

Carpe Donut NYC

Le donuts più buone della città le fa Carpe Donut. Il team di Carpe Donut utilizza  ottimi ingredienti locali e fa delle donut freschissime e davvero buone. Il menù cambia spesso, ma i loro cavalli di battaglia sono la Donut al Sidro di Mele ed la FroDo - un sandwich di gelato fatto con le donut e gelato a vaniglia biologico Blue Marble. Hanno anche del caffè biologico, della cioccolata calda in stile italiano, del Muller Cider e della rinfrescante limonata a Hibiscus. Potete seguirli su https://twitter.com/CarpeDonutNYC?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Eauthor per raggiungerli ed assaggiare le donut più buone del mondo.

 

The Good Batch

 

I dolci di The Good Batch sono disponibili tutto l'anno nel negozio di Clinton Hill, Brooklyn al 936 di Fulton Street, ma i newyorkers ed i turisti possono assaggiare i loro cookie artigianali, le torte, i brownie ed i dessert gelato anche allo Smorgasburg a Brooklyn ed al SummerStage al Central Park da Aprile fino ad Ottobre. Tra i loro cookie più famosi ci sono quelli: Avena e Cioccolato, Burro Caramellato Salato, Melassa di Zenzero e Noci Dolci e Speziate. Buonissimi!

Il Good Batch ha anche delle offerte stagionali che vale la pena di assaggiare almeno una volta. Vi consigliamo il gelato Pretzel Bar, un gelato a vaniglia con strati di Pretzel al burro di arachidi e torrone ricoperto con salsa al cioccolato, pretzel e granella di arachidi salate. Oppure potete provare anche "The Crispy" un cookie fatto con rice krispies e marshmellow con gelato a vaniglia e caramello. Sono davvero divini!

 

 


Piccole cose di cui tener conto prima di prenotare un hotel a New York August 13 2017

  • Valutate innanzitutto se tutte le tasse sono comprese, prima di prenotare. Alcuni portali non le includono, altri sì (tipo Expedia). Se prenotate con l’agenzia di viaggi, informatevi con loro.
  • Ricordate, come è prassi a New York, bisogna lasciare sempre un deposito con carta di credito, una somma che viene bloccata e rilasciata alla fine della vacanza. Serve per coprire danni o ciò che consumate nel bar. In genere dai 50 ai 200 dollari.
  • Ricordate che a New York le camere sono in genere piccole, e le foto non sono “realistiche”, controllate sempre la metratura e la valutazione di altri ospiti nelle recensioni.
  • Tra una camera molto grande ma senza vista, e una piccola con vista cosa scegliereste? In genere io vi consiglio di dare la priorità alla vista, che è ciò che rende New York destinataria di tanto amore universale. Però dipende da voi, c’è chi ama avere piu’ spazio per muoversi, e io lo capisco.
  • Se siete al primo viaggio a New York, ed è di natura turistica, scegliete come location Midtown, su cui troverete ottimi prezzi. Se siete giovani in cerca di “vita” scegliete gli hotel del Meatpacking District, o Lower East Side, o Soho. Se avete bisogno di risparmiare valutate le opzioni al di là dell’East River: in genere Long Island City o Williamsburg (ma oramai su Brooklyn si risparmia poco). Eviterei il New Jersey, il Bronx e Staten Island perché diventa piu’ complesso muoversi. Eviterei anche zone troppo lontane e periferiche del Queens e Brooklyn, o comunque senza linea della metropolitana vicina.
  • Prima di prenotare sui portali, controllate sempre anche sul sito dell’hotel che vi interessa. Ci potrebbe essere qualche pacchetto speciale che può fare al caso vostro. Di solito la differenza non la fa il prezzo, ma qualcosa in piu’ che vi aggiungono come bonus.
  • Se siete qui in Estate, valutate anche la presenza della piscina. Rilassarsi un paio d’ore fa sempre piacere.
  • Valutate se il Wifi sia o meno compreso nel prezzo. Non è scontato che lo sia.
  • Se per la colazione bisogna pagare un extra, meglio farla fuori sia perché pagherete meno, sia perché fuori troverete diverse opzioni.
  • Ricordatevi di controllare sempre prima quale sia l’orario del check in, in genere le 15, e l’orario in cui dovete lasciare la camera, in genere 11 o mezzogiorno.
  • Tutti gli hotel offrono un servizio di deposito bagagli anche dopo il check out.

Meglio cambiare i soldi in Italia o negli Stati Uniti? August 11 2017

1) Questa domanda ce la siamo fatti un po' tutti, soprattutto chi non viaggia di frequente negli Stati Uniti. Cerchiamo di dare consigli di buon senso.

2) Non perdete troppo tempo a valutare tutte le opzioni basandovi solo sul tasso di cambio o le commissioni, ma valutate anche la comodità delle varie soluzioni.

3) La scelta piu' comoda è  viaggiare leggeri. Cioé portarsi una quantità in dollari minima (500 dollari, cambiati in Italia, possono andare bene) e poi pagare con la carta di credito, o ritirare agli sportelli del Bancomat (ATM).

4) Prima di partire è bene verificare con la vostra banca tutte le informazioni 1) Che il vostro bancomat e carta di credito siano attivi all'estero, e permettano i prelievi. Informatevi su quale sia il massimale giornaliero per i prelievi, o per i pagamenti con carte di credito. 

5) Chiaramente quando ritirate i soldi allo sportello pagherete una commissione fissa, quindi non conviene prelevare somme troppo piccole. Fate prelievi da almeno 200 dollari ogni volta. 

5) I dollari conviene ritirarli in Italia presso la vostra banca di fiducia o alle poste. Sicuramente ci guadagnerete di piu' che cambiandoli presso le case di cambio turistiche che ci sono a New York. 

 

 

 


Conviene salire al 102imo piano dell'Empire State Building. O va bene l'86imo? August 10 2017

  • L’Empire State Building ha due osservatori. Uno all’86imo piano e uno al 102imo.
  • Il prezzo per accedere all’osservatorio dell’86imo piano è di 34 dollari (compratelo qui), per entrambi è 54 dollari.
  • Non esiste invece un biglietto solo per il 102imo piano.
  • Quindi dovrete passare necessariamente per il primo osservatorio.
  • La domanda che tutti si fanno è se valga la pena pagare 20 dollari in più per 16 piani.
  • Da un punto di vista logico vi diciamo che non ne vale la pena, e la ragione è semplice: al 102imo piano non si è all’aperto, ma ci sono delle vetrate. Quindi la sensazione “wow” viene molto smorzata, anche perché già siete passati per l’altro osservatorio, che in qualche modo vi ha abituati alla vista. Inoltre lo spazio è minore.
  • Rimane però l’effetto psicologico del dire: “Ho superato il 100imo piano, sono andato nel punto più alto dell’Osservatorio”.
  • E sappiamo bene come quando si tratti di scalare una vetta, c’è una differenza abissale tra arrivare in cima e fermarsi un po’ prima, anche se la vista è uguale.
  • Infatti in tanti, pur sapendo che non ne vale la pena, si “levano lo sfizio” di salire in cima.
  • Si fanno quella foto dimostrativa da portarsi con sé tutta la vita e dire: "Sì sono arrivato fin qua. Fino al 102imo piano". Fino alla fine (e non fino al confine). 
  • A questo punto la scelta spetta voi, dipende dal vostro carattere, dalla vostra filosofia di vita, e dalle vostre possibilità economiche. Se volete “togliervi lo sfizio”, fate pure, pagate i 20 dollari in più, e osservate come si sta al mondo da quell’altezza.
  • Se invece questo desiderio della vetta non alberga in voi, siate felici all’86imo piano, tanto vi posso garantire io (io sta per Piero Armenti) che vi siete gustati la parte migliore.
  • E non dimenticate di passare a prendere i biglietti nel nostro ufficio al 324W 47th. Il prezzo è lo stesso, e vi siete risparmiati la fila per la biglietteria (la fila per la sicurezza bisogna farla comunque). I profeti narrano che chi passa dal nostro ufficio, poi torna a New York. 
  • Esiste anche un piano 103, con vista su Manhattan. Ma è ad inviti, e vi accedono solo i VIP
  • Vi voglio bene. <3

 Vi lascio un video che ho fatto tempo fa quando vennero imiei genitori?

 


Dal dottorato a New York, viaggio di sola andata August 05 2017 16 Comments

Spesso mi chiedete come è nata l’idea di una pagina facebook su New York.

Bisogna fare qualche passo indietro, partire dal 2008. La mia vita funzionava così. Frequentavo il dottorato in cultura dei paesi ispanoamericani, presso l’Orientale di Napoli, e invidiavo anche il ragazzo che preparava il caffé sotto casa. Per rilassarmi prendevo l’ascensore e andavo al suo bar.  Mi concedevo due passi, ordinavo un espresso,  osservavo ogni suo movimento, cercando di dilatare il tempo. Dall’inizio alla fine quella manualità precisa e quell’espresso mi sussuravano qualcosa. Invidiavo quella concretezza, mentre io ero immerso in un mondo immateriale. Invidiavo quel fare qualcosa di reale, di utile, che rendeva felice una persona al costo di uno spicciolo. Preparare un caffé, e poi pensare ad altro, pensare alla vita, all’amore, al futuro. Io no. Io non potevo pensare ad altro. Stavo scrivendo la tesi di dottorato. E chi lo ha fatto sa esattamente di cosa parlo: è come un vortice dentro cui rimani fermo, sospeso. Oltre quel vortice ci sarebbe la vita reale. Ma non ti è concesso andare.  Dentro al vortice ci sei solo tu, la tua tesi di dottorato, lo smarrimento per il futuro.

Il dottorato per tanti aspetti, soprattutto quello in discipline umanistiche, è un momento depressivo e di isolamento. Aiuta a crescere, perché si cresce nutrendosi di avversità. Non stavo tirando su un un grattacielo, che poi la gente avrebbe visto e mi avrebbe applaudito. Stavo costruendo un edificio immateriale, una tesi di dottorato, che non interessava probabilmente a nessuno. Non al barista, non al vicino di pianerottolo, né ai miei genitori. E quasi sicuramente non mi avrebbe garantito l’accesso alla società del benessere, ma sarei stato spinto ai margini, tra quelli che devono vivere miseramente low cost.

 Avevo il divano di casa coperto di libri, note, appunti (vedi foto 1). Immaginate di dover scrivere un libro, fare un discorso coerente, lungo e argomentato su un solo preciso argomento. Non è facile, ma è stimolante. E più penetri qualcosa e più capisci non solo di quella cosa, ma di tutto ciò che ti circonda. E questa capacità analitica, questa possibilità di andare in profondità è sicuramente uno strumento che ho utilizzato per creare la pagina facebook ilmioviaggioanewyork.

Foto 1

La sensazione più dura è che stessi scrivendo qualcosa che non interessava a nessuno, che non mi avrebbe portato a nulla di concreto nella vita, se non entrare in una spirale di borse di studio, attese, e lento impoverimento che è il destino ineluttabile (a me sembrava tale) di ogni umanista che attende l’occasione per uno stipendio “di stato”, un posto fisso, il riconoscimento del suo status di “intellettuale” come premio.  Se non partite da questo particolare depressivo, da questo vortice in cui ero immerso, non capirete mai la forza quasi disperata che subito dopo mi ha lanciato oltre tutto, verso New York per cambiare vita. Non capirete la voglia di fare qualcosa di nuovo, di diverso, di raccontare la bellezza delle piccole cose. Che sia un negozio, una strada, un panino, una slice di pizza. Tutto ciò che apparentemente è piccolo e insignificante nasconde quel piccolo grande tesoro che è la vita. La vita. E soprattutto interessa tutti, i genitori, il barista, il vicino.  Il dottorato non è vita, è sospensione della vita. Momento di grande crescita ma solitaria, e noi siamo esseri sociali. 

foto 2

Sono felice di averlo finito con merito (vedi foto 2, il libro è acquistabile qui), di aver potuto cambiar vita, di essere a New York, di fare impresa, di fare comunicazione, di avere tra Italia e Spagna oltre un milione di persone che mi seguono e che apprezzano quella grande narrazione di New York che io tento di fare. So che i miei colleghi di dottorato considerano questo mio essermi “sporcato le mani” una discesa agli inferi. So però che ammirano il fatto che io sia uscito fuori da quel destino di povertà a cui sembravo destinato, e dentro cui loro sono immersi, sprecando spesso una traiettoria di vita. Io per farlo, per cambiare vita e uscire dal tunnel, ho preso un aereo solo andata per New York (foto 3). E New York per me è stata la risposta a quell'unica grande domanda. Cosa fare della mia vita. Punto. 

(Mi sento di ringraziare Antonio Scocozza,Vito Galeota e Carmine Pinto professori che mi hanno seguito nel dottorato)

Foto 3


Dieci buone ragioni per andarsene da soli a New York July 19 2017 7 Comments

 

 

 

  1. Ti guardi allo specchio, e ti fai quella domanda che suona come una sfida. Lo faccio veramente? Vado a New York da sola? Da solo?
  2. Nessun amico può venire con te, sei single, e hai una settimana, al massimo dieci giorni a disposizione. Cosa fai? Ti lanci?
  3. New York è il tuo sogno. Lo è sempre stato. Non è tanto neanche la città di per sé, ma quello che significa. Un senso di libertà assoluto, un po’ di novità nella tua vita, e quel fremito della metropoli, con i suoi incontri inaspettati.
  4. Ti lanci a peso morto sul letto e guardi il soffitto. Poi per caso arrivi su una pagina facebook chiamata ilmioviaggioanewyork, di un tipo incredibile, bellisimo, intelligentissimo e che mangia poco, chiamato Piero Armenti (l’articolo è mio, e mi definisco come voglio io, Lol) e trovi questo articolo: Dieci buone ragioni per andarsene a New York.
  5. E alla quarta ragione già sei convinta, ma aspetti la sesta per avere quell’impulso finale che ti fa fare un gesto per cui ci vogliono 30 secondi e una carta di credito. Prenotare aereo e iniziare a cercare dove stare.
  6. In realtà io ribalterei tutto il ragionamento. Ti punterei addosso la luce di una lampada, e come un investigatore cattivissimo ti farei quell’unica inevitabile domanda: dimmi una sola buona ragione per non farlo? Per non venire a New York da sola?
  7. La verità è che non esiste una ragione per non farlo. C’è invece quel timore che ci assale quando ci gettiamo in qualcosa di nuovo, che ci allontana dalle abitudini, dalla “zona di confort” e ci proietta in una dimensione ignota in cui non sapremo chi siamo, e temiamo lo smarrimento.
  8. E temiamo soprattutto, la solitudine. Ma quale solitudine? New York è vita allo stato puro, direi una spremuta di vita e di entusiasmo.
  9. E poi con tutta sincerità, se stai leggendo questo articolo è perché nella tua zona di confort ti annoi.  Magari sei single da poco, e vuoi tornare a godertela questa vita. Magari hai un lavoro poco soddisfacente, e vorresti cambiare aria. I tuoi amici si stanno sposando, e tu preferisci prendere il volo con te stessa. O i tuoi amici semplicemente ti annoiano, o ti annoia la tua città, i suoi locali, o ti annoia l’Italia e le sue trasmissioni televisive. O non vuoi vivere immersa nel pessimismo e preferisci andare altrove, anche se per poco. O hai appena finito l’università, e vuoi un punto di vista lunare per poter giudicare da lontano la tua vita. O semplicemente ami New York.
  10. Quindi tu stai cercando una novità nella tua vita, una scossa, un fremito. E questa metropoli che chiamiamo Mela Grande è il posto giusto. E ora posso dirti le vere ragioni per cui viaggiare da soli è bellissimo.
  11. Innanzitutto sarete totalmente liberi di scegliere cosa fare, senza dover negoziare continuamente con qualcun altro cosa mangiare, cosa vedere, e senza dover “dialogare”.
  12. Perdetevi nella solitudine di una camminata notturna. Ascoltate le onde smorzate dell’East River, godete della pace da favola del Central Park. Sparatevi un’ po’ di musica nelle cuffiette, e sognate, e danzate, e siate felici. Poi entrate nel primo pub, e iniziate a guardarvi attorno. Fate anche il tour dei rooftop ovviamente e la crociera jazz del lunedì.
  13. Non avendo amici con voi (e basta poi ‘sti amici, liberiamocene ogni tanto, che tortura!), qualcosa in voi vi spingerà a socializzare. Ne potrebbero uscire incontri interessanti, amicizie al di là dell’Oceano durature. Nuovi amori, o avventure di una notte. Tutto ciò per cui vale la pena vivere, al di là del mutuo e del cartellino da timbrare.
  14. Ma la cosa più bella è che potrete scoprire il grande segreto per una vita felice: che da sole state bene, che non avete bisogno di nessuno. Che la lasagna della nonna non vi manca, e che amate parlare una lingua diversa dall’italiano. Che forse l’uomo dei vostri sogni in fondo no lo amavate.
  15. Questa scoperta sarà un’arma che terrete con voi tutta la vita. Sarete per sempre meno dipendenti dagli altri, piu’ forti. Sarete voi nel senso piu’ sublime del termine: essere se stessi, dentro la dimensione della bellezza. Se l’amore della vostra vita vi lascerà chissenefrega! Sapete stare soli. Se perdete il lavoro, che importa! Andrete altrove. Gli amici si allontanano, pazienza! Ne troverete altri. Perché nella vita si cambia, si cresce, e anche ciò che è attorno può cambiare.
  16. Viaggiare soli significa poi anche avere un tempo sospeso in cui potete capire cosa amate davvero nella vita, quali sono le vostre inclinazioni, cosa desiderate. Lontani dalle pressioni familiari e sociali, queste domande hanno un senso. E forse una risposta vera. Ci vuole la distanza. Ci vuole un tempo diverso.
  17. E poi c’è la ragione principale per farlo. Perché ve lo dico io, Piero Armenti, io che l’ho fatto spesso, l’ho fatto a modo mio. Io non andavo in vacanza, scappavo e vedevo cosa succedeva. L’ho fatto a Caracas, e l’ho fatto a New York. Il risultato è che posso dire di esser felice dell’uomo che sono diventato. Certo avrei preferito qualche chilo in meno.  
  18. In fondo riflettiamoci: ma quanto è bello è camminare sulla Fifth Avenue con un caffé caldo, fare shopping comprando cose assurde. Lasciarsi cullare dalle luci di New York.
  19. Ma c’è davvero bisogno di arrivare al 19imo punto di questo articolo per convincerci che New York è un’esplosione di vita che può solo rendervi estremamente felici, belli, pieni di energie, di voglia di fare.
  20. Non non ce n’è bisogno. Allora fate quello che vi dico. Nei prossimi 30 secondi prenotate questo benedetto viaggio. E non ve ne pentirete.

New York è sempre una fabbrica di sogni? July 17 2017 2 Comments

Quando parliamo di New York la descriviamo spesso come una fabbrica di sogni. Qualcuno aggiunge che in effetti era così una volta, ma ora è diverso. Che quella bellissima favola dell’uomo povero che diventa ricco non si realizza più. Non almeno come una volta.

Voglio fare una premessa. Se sei giovane è la metropoli il luogo in cui qualcosa di meraviglioso può accadere. E tra tutte le metropoli New York ha un posto privilegiato.

Prima di iniziare va sottolineata una cosa: realizzarsi nella vita non vuol dire necessariamente diventare ricco. Molti rimangono a New York senza cercare la ricchezza, facendo lavoretti precari, praticando l’arte dell’arrangiarsi. Ma rimangono perché adorano farsi una passeggiata al Central Park, andare in un museo, mangiarsi uno spicchio di pizza nel caos, incontrare nuovi amici. Insomma adorano quello stile di vita newyorkese  ricco di cose da fare che non richiedono troppi soldi.

In effetti devo dire che quando non avevo soldi, la città me la godevo comunque. Certo ora posso permettermi qualcosa in piu’.  Ristoranti migliori, prendo Uber di sera quando sono stanco senza dover aspettare la metro mezz’ora.  Posso comprare i vestiti sulla Fifth Avenue invece che da Banana Republic durante i saldi. Tuttavia a conti fatti si tratta di un miglioramento lieve che non ha cambiato il mio rapporto con la città, fatto soprattutto di vita da strada. E poi alla fine tra una camicia da 30 dollari, e una da 300 dollari, non c’è tutta quella differenza che uno si immagina.

Quando vi dicono che a New York bisogna guadagnare molto per vivere bene, vi dicono una cosa vera, ma è vero anche che ci sono tantissime cose a costo zero, supermercati economici, ristoranti dove mangiare decentemente pagando poco.

Però è inutile mentirsi. Chi viene a New York lo fa non per sopravvivere. Viene per realizzare i propri sogni, per ambire ad un benessere che gli era precluso nella propria terra d’origine. E questi sogni possono realizzarsi per una serie di caratteristiche che questa metropoli possiede e che provo ad elencare.

  1. Un’economia dinamica, dovuta al flusso continuo di capitali e risorse. New York è in movimento. Costruiscono senza sosta, locali aprono e chiudono. I turisti arrivano ogni giorno. Una metropoli così è destinata a creare occasioni di lavoro e investimento.
  2. Possibilità di fare lavoretti umili, guadagnano bene. Un cameriere con le mance può guadagnare facilmente 1000 dollari a settimana. Ma anche una babysitter guadagna bene.
  3. Quello che guadagnate potete decidere se spenderlo per godervi la vita, o metterlo da parte per aprire un giorno una vostra impresa. E’ chiaro che i piu’ scaltri fanno la seconda scelta.
  4. Non tutti però sono qui per arricchirsi, magari vi accontentate di poter vivere delle vostre passioni. O di vivere in un ambiente dove ciò che fate è apprezzato. Per questo musicisti, artisti, attori trovano a New York la città perfetta per essere “amati”, apprezzati e magari per sopravvivere fanno altri lavoretti.
  5. E’ una città che vi dà molteplici occasioni di incontro, e per questa sua natura New York tende a non annoiarvi ma a trasformarsi anche per voi in un grande laboratorio di idee.
  6. Con la sua metropolitana aperta 24 ore al giorno, è possibile all’inizio andare a vivere in qualsiasi scantinato lontano dalla civiltà, senza però essere tagliato fuori dalla vita newyorkese. Potete lavorare, uscire, e creare il vostro destino.
  7. E' vero che gli affitti delle case sono alti, tuttavia se vi spostate un po' dal centro troverete occasioni imperdibili.

In questo articolo ho tralasciato la tematica del visto, che affronterò successivamente. Per esperienza posso dire che molti di coloro che arrivano qui dall'Italia lo fanno con un visto studentesco, cercano lavoro e spesso lo trovano, anche se non potrebbero farlo. E' una prassi tollerata.

 


Cosa ci spinge a lasciare tutto per venire a New York? July 13 2017 7 Comments

Me ne sarei andato dall’Italia comunque. Anche con la disoccupazione bassa, anche se avessi avuto mille  opportunità, o se l’Italia fosse stato il regno dell’ ottimismo. Me ne sarei andato  per vocazione, per follia forse, o per scoprire  semplicemente cosa si nasconde oltrele colonne d’Ercole. Me ne sarei andato via anche dalla Germania o dalla Francia, me ne sarei andato anche se fossi nato nel migliore dei mondi possibili. Non è questo il punto.

E l’avrei fatto per una semplice ragione: per cercare una strada, per trasformare la linea retta di una vita in una deviazione imprevedibile. Quando mi chiamano per intervistarmi, affinché racconti la mia storia, già so qual è il “canone”. Il canone è sempre lo stesso: giovane (in gamba) che se n’è andato dall’Italia per mancanza d’opportunità e ha avuto successo all’estero. E’ un racconto in parte vero, ma occulta un’altra verità: io le opportunità in Italia non me le sono mai cercate. Ho sempre volto lo sguardo alle grandi metropoli perché mi piacciono. New York è un laboratorio sperimentale dove la creazione raggiunge vette altissime. E io esattamente dentro quelle vette volevo stare,  avere uno sguardo verso un’orizzonte  ampio, molto al di là del mio orticello.

Nulla mi era chiaro le volte in cui ho lasciato l’Italia. Né la prima volta per andare in Venezuela, né la seconda per andare a New York.  Eppure non avevo dubbi: andava fatto, punto.  Anche quando a Caracas le polveri della notte si alzavano e tutto diventava terrore. Anche in  quel terrore io trovavo casa.

 Ma avevo 20 anni, ero felice della mia incoscienza: non avevo una famiglia da mantenere, avevo voglia di divertirmi (esatto, avete capito bene. Non avere una fidanzata della mia stessa città, ma divertirmi), di scrivere. Avevo aperto un blog, e mi chiamò Panorama per scrivere d’America Latina.  A ventinque anni scrivevo su Panorama. Ero felice così. Avevo rimosso il mio passato di laureato in Giurisprudenza. E male che andava potevo sempre tornare a Salerno. La terra delle origini. Ma a Salerno non potevo rimanere, e lo sapevo.

Da studente universitario mi si era messo in testa il  titolo di un libro, come un tarlo che scava e scava e scava.  Erano le memorie di Pablo Neruda, raccolte in un libro unico: Confesso che ho vissuto. Punto.  Che titolo! Che frase bellissima. Confessare a se stesso di aver vissuto, di non aver sprecato la propria traiettoria di vita per paura, per pigrizia, o per assecondare gli altri.

Spremuto fino alla fine il limone, spolpato di tutto il succo, la realtà è molto semplice. Non c’entra l’Italia, non c’entra la politica, non c’entrano le opportunità che mancano. C’entra solo una cosa: che vuoi farne della tua vita? Chi sei tu. E se questa domanda ce la facciamo, e non sappiamo rispondere, abbiamo messo il primo tassello per deviare quella linea retta.

Molte delle risposte le ho cercate nelle sbavature e nelle imperfezioni, nella mancanza di abbronzatura d’estate, nella camminate solitarie nella città. A 23 anni mi sono laureato in giurisprudenza per senso del dovere, con apatia. Ma dopo ho avuto terrore: era proprio quello che volevo? Doveva andare proprio così la mia vita? Come tutti pensavano? Avrei dovuto fare un concorso pubblico? O emigrare al Nord? Dovevo trovarmi un lavoro all’Agenzia dell’Entrate? Mi sarei dovuto sposare con una compagna dell’università? E poi cosa? Fare un mutuo per acquistare un appartamento, avere un figlio, forse due. Fare il padre, il marito? Fare la partita del calcetto il giovedì? Una cena con gli amici il sabato? Le vacanze al mare. Ma la domanda principale era: “Era questo quello che volevo?”. Io, non gli altri.  Era questa la felicità a cui dovevo ambire? Chiaramente non lo era e lo sapevo benissimo, ma cosa c’era al di là del le colonne d’Ercole? Quanto era diverso il mondo oltre Salerno- Reggio Calabria?

Nel contesto in cui sono nato, nella città in cui sono cresciuto,  quello che contava era sistemarsi in un modo o nell’altro, senza dare troppa importanza alle nostre inclinazioni. La facoltà di Giurisprudenza era lo specchio di questa cultura della sopravvivenza. Dava, si diceva, maggiori opportunità, soprattutto nella burocrazia di Stato. Ma le cose stavano cambiando attorno a noi, quei posti di lavoro stavano diminuendo. Alcuni non se ne accorgevano, io me ne ero accorto. Bisognava inventarselo il futuro, guardando oltre. Ho guardato oltre.

Quella linea retta che sembrava un destino ineluttabile l’ho piegata con piccole forzature. Prima l’Erasmus, poi il Venezuela, in quella ricerca folle di una propria dimensione, cucita su misura. Bisogna danzare con l’ignoto, esserne terrorizzati e stimolati. Includerlo nella nostra vita, accettare in fondo la fragilità dell’esistenza. Solo così si raggiunge quella leggerezza che ti permette di rischiare tutto, senza paura.

 Ho vissuto nell’ignoto per tanto tempo,  senza sapere cosa avrei combinato della mia vita, una sensazione che mi ha accompagnato fino a 34-35 anni. Gli altri mettevano su famiglia, e io vagavo tra diversi continenti. Poi è successo, è successo qualcosa che a tutti dovrebbe succedere: i mille incastri della vita si sono incastrati bene, e ho trovato un cammino. Quindi questa è la mia conclusione: la vita merita il massimo, e quel massimo significa un’unica e bellissima cosa: Cercare te stesso. Puntare sulle proprie inclinazioni, sperimentare. Andare oltre ciò che è noto. Non avere fretta di metter radici. E ricordare che ovunque ci sarà sempre un terra pronta ad accoglierti: che sia quella delle origini o quella dei sogni.


Il passaporto scade tra 6 mesi, è un problema viaggiare negli USA? Assolutamente NO July 01 2017

Innanzitutto ve lo diciamo subito, senza mezze parole.

Vi mostriamo il documento ufficiale. In pratica la lista dei paesi i cui cittadini possono entrare negli Stati Uniti con passaporto valido per tutta la durata del viaggio. Non c'è bisogno che la data di scadenza sia oltre i sei mesi dalla fine del viaggio. 

Guardate bene. C'è anche l'Italia.

Tuttavia ci sono alcune cose da sottolineare.

La prima è che se però volete spostarvi in Messico e in Canada potreste avere problemi.

La seconda è questa: se anche state dalla parte della ragione, ciò non toglie che qualche funzionario poco preparato possa comunque crearvi qualche problema. Sia dall'aeroporto di partenza che in quello d'arrivo. E sicuramente non è la situazione ideale per mettervi a discutere, visto che voi siete la parte debole: il viaggiatore già sotto stress per tutta l'organizzazione del viaggio.

Quindi il consiglio di Piero è uno ed è semplice: rinnovate comunque il passaporto. E' un piccolo costo che non inciderà sulla vostra vita, ma vi renderà piu' tranquilli.

 

 


Come regolarsi col deposito in hotel? a New York June 24 2017 3 Comments

Spesso il turista italiano rimane spiazzato da questo piccolo particolare: quando arriva in hotel a New York gli chiedono di lasciare una somma di denaro per garanzia! Ma come, si chiede, se ho già pagato tutto?  Questa somma può variare da un minimo di 100 dollari per l’intera permanenza, fino a 100 dollari al giorno. In pratica sulla carta di credito vi verrà bloccata la somma, e poi rilasciata una volta che avete fatto il check out.

Il risultato è che quei soldi di deposito non li potete usare. Un bel problema se avete un plafond basso. Sono soldi sottratti alla vacanza. Se pagate invece con il classico bancomat (tipo Maestro) ancora peggio: la somma vi verrà sottratta e poi aggiunta, ma ci vorrà ancora piu’ tempo per riavere i soldi indietro. Quindi meglio depositare con la carta di credito.

Perché vi tolgono i soldi?

Questi soldi servono a coprire le spese durante la vostra permanenza. Tipo Wi-Fi, minibar, ecc. o se vi portate via gli asciugamani, loro si tutelano così. Teoricamente potete anche pagarla in contanti, ma è un’ipotesi estrema valida solo nel caso in cui non ci siano altre soluzioni. In questo caso fatevi lasciare una ricevuta.

Ricordate poi di controllare sempre gli addebiti alla fine della permanenza, gli hotel sono famosi per addebitare cose un po’ a caso, o anche due volte. Il consiglio allora? Chiedete prima, non fatevi trovare impreparati. Chiamate l’hotel per avere questa informazione, o chiedetela alla vostra agenzia di viaggi. 

E se non parlate inglese? Come fate a fare una telefonata internazionale se poi non capite niente? In questo caso, a meno che qualcuno non possa aiutarvi, potete cercare online le informazioni con altre persone che hanno pernottato nello stesso hotel, o chiedere al customer service della piattaforma in cui avete prenotate. In genere Booking o Expedia. 


Come si fa l'Esta June 23 2017

Per viaggiare negli Stati Uniti c'è bisogno di compilare online "l'Esta".  La prima cosa da fare è andare sul sito ufficiale: cioé questo: https://esta.cbp.dhs.gov/esta/.

Dopo  selezionate la lingua italiana come vi mostro nella foto e potete cominciare.

 Ovviamente gli aspetti storici o legalistici non vi interessano. In ogni caso va precisato che non è un visto (tanto per capirci, non dovete fare una intervista al consolato), ma una autorizzazione per il viaggio, che viene data quasi sempre automaticamente. Come potete osservare dalla schermata successiva ci sono ben sei passaggi da completare, in totale ci vorranno 20 minuti. Il primo passaggio è quello anagrafico.

Sono domande di rito. Nome, cognome e indirizzo. Poi vi chiederanno se lavorate e chi è il datore di lavoro. Nome e cognome dei vostri genitori. Dovete rispondere solo alle domande in cui c'è un asterisco rosso, le altre sono facoltative. Vi chiederanno anche se siete sui social media e qual è il vostro profilo. Ma non siete obbligati a rispondere. Ecco sotto vi lascio la schermata. Dopo le informazioni anagrafiche si passa alle informazioni di viaggio (FASE 3), in pratica dove andrete a stare, in quale hotel o da quale amico. Vi mostro nella foto successiva la schermata. Se non sapete dove andrete potete scrivere UNKNOWN  e al posto del numero di telefono inserire solo lo 0. 

Anche se appare poco chiaro, in realtà il nome dell'hotel dovete inserirlo sotto la voce "nome" di "Informazioni sulla persona di contatto negli Stati Uniti".

Fino a qui tutto bene, la parte piu' importante sono poi le domande della FASE 4. Quella in cui gli Stati Uniti vogliono tutelarsi dai "cattivi ragazzi". Se risponderete sì a una di queste domande, l'Esta vi verrà probabilmente negata e dovrete intraprendere il percorso regolare del visto. Per esempio non potete dire che state cercando lavoro negli Usa, o che avete lavorato senza averne il permesso. Così come aver viaggiato in alcuni paesi a rischio terrorismo non depone a vostro favore.

Alla fine di tutto questo bisogna pagare i 14 dollari, con carta di credito o paypal e il processo è finito! Il viaggio deve durare non oltre 90 giorni, e deve essere per affari o piacere.

Quali sono le risposte che si possono ricevere alla fine dopo aver compilato il modulo?

Nella maggior parte dei casi, il Sistema Elettronico di Autorizzazione al Viaggio fornisce una risposta immediatamente dopo aver inoltrato la richiesta. Nei casi in cui fosse necessario un periodo di tempo più lungo la risposta viene generalmente fornita nell’arco di 72 ore.

Le tre risposte possibili fornite a seconda del caso sono: Richiesta approvata. Questa notifica sta ad indicare che l’autorizzazione di viaggio è stata approvata e al richiedente è stato concesso il permesso di recarsi negli Stati Uniti sotto l’egida del Visa Waiver Program. In questo caso, il sistema elettronico mostrerà la conferma dell’approvazione e la richiesta di pagamento tramite carta di credito della tariffa applicabile. Va ricordato che l’autorizzazione al viaggio non costituisce garanzia alcuna di ingresso negli Stati Uniti, in quanto tale decisione spetterà ad un agente del Customs and Border Protection degli Stati Uniti al momento dell’arrivo.

Viaggio non autorizzato. Questa notifica sta ad indicare che il richiedente è stato giudicato non idoneo a recarsi negli Stati Uniti ai sensi del Visa Waiver Program. In questo caso, potrebbe essere possibile ottenere un visto dal Dipartimento di Stato americano.

Autorizzazione pendente. Questa notifica sta ad indicare che la richiesta di autorizzazione al viaggio è temporaneamente sotto esame in quanto non è stato possibile effettuare una verifica immediata di idoneità. Una notifica in questo senso non ha implicazioni negative, in quanto una decisione viene generalmente presa nell’arco di 72 ore. I richiedenti che ricevono questa notifica sono invitati a visitare il sito e cliccare su “Check ESTA Status quo”. Il numero di protocollo della richiesta, il numero del passaporto e la data di nascita sono necessari per monitorare eventuali modifiche allo stato della richiesta.

Un'autorizzazione ESTA è valida per una durata di due anni a partire dalla sua data di emissione. Se il passaporto del viaggiatore scade prima di questa scadenza, non è più valida a partire dalla scadenza del passaporto.

Non bisogna stampare nulla, perché tutto è elettronico. Tuttavia per precauzione sempre meglio avere una copia  stampata con sé.


Dieci consigli per viaggiare con un bambino a New York June 15 2017

Care mamme,

quando sono partita per New York, dall'Italia, con un bimbo piccolo, le preoccupazioni sono state tante: riuscirà ad affrontare 9 ore di viaggio? Farà caldo? Freddo? Porto cappotto pesantissimo o 3/4 giacchette? Oddio, e se si ammala? Che latte darò? 

Tutte preoccupazioni inutili perché, sì, siamo fuori casa, ma NY offre la possibilità di godere di una vacanza in perfetta tranquillità, anche con bambini al seguito. Il più delle volte siamo noi genitori che ci costruiamo limiti; loro, al contrario di quanto possiamo immaginare, si adattano facilmente. Conosco molte mamme che si rifiutano di viaggiare per via dei bimbi al seguito.

Eh no, io, nonostante i 1.000 timori, sono partita lo stesso. Certo, se avessi avuto qualcuno che mi avesse dato dei consigli, avrei affrontato il tutto in modo molto più sereno, evitandomi 'fisse' inutili. Da oggi quel qualcuno cercherò di esserlo io per voi. Voglio provare a darvi, nel modo più semplice possibile, dieci consigli per chi viaggia con bimbi a New York, aiutandovi così ad affrontare questo stupendo viaggio nel miglior modo possibile.

 

  • In questo periodo fa caldo, ed in generale è preferibile mettere in valigia indumenti che vestirebbero il bimbo a 'strati'. Non è comunque necessario portare con sè molti capi d'abbigliamento, perché NY, come immaginabile, ha una grande offerta in termini di abbigliamento (ad esempio, cito tra i tanti, il noto Century 21).
  • Portare con sé le medicine che il bimbo è solito prendere; termometro, tachipirina, antibiotico; gentalin beta pomata; fermenti lattici; ibuprofene. In caso di urgenza, qui si trovano tutte le medicine, ma è ovviamente meglio portare qualcosa con sè, perché altrimenti dovrete prima andare dal dottore, farvi prescrivere le medicine e poi acquistarle. Qui la sanità, come molti di voi già sanno, funziona in modo diverso dall'Italia, per cui quasi tutte le medicine richiedono la prescrizione medica. Inoltre, alcuni medicinali in uso in Italia sono sostituiti nel seguente modo: la tachipirina, quindi, il paracetemolo con le TYLENOL, e il ibuprofene con MOTRIN o ADVIL. Per questo tipo di medicine non serve ricetta medica e si possono acquistare da Walgreens o CVS.
  • Se avete un bimbo piccolo, potete mettere nel bagaglio a mano qualche vasetto di carne, frutta o pesce. L'agenzia con la quale avevo prenotato il volo, mi aveva detto che il bimbo aveva diritto ai pasti speciali per bimbi, così non è stato (con Alitalia). Per fortuna sono una mamma attenta e ho portato il suo cibo. Potete portare anche dei biscotti; certo, non un pacco intero, ma l'essenziale ve lo fanno imbarcare.
  • Portate nella borsa a mano qualche giochino che il bimbo non ha visto prima d'ora, accrescerà in lui la curiosità, e ciò farà sí che il bimbo possa tenersi occupato per un po' di tempo.
  • Fate una borsa a mano ricca ma non esagerata, selezionate prima tutto ciò che ritenete opportuno e poi inserite in borsa solo l'essenziale. Ne sottolineo alcune: una tovaglietta di lino o di cotone da mettervi addosso quando il bimbo farà il pisolino (tranquille, lo farà), per evitare che sudi troppo; un paio di calzini da mettere sopra quelli che già ha, così potrete togliergli le scarpette e farlo camminare tranquillo; almeno 2 cambi, canottiere comprese, perché specialmente quando dormono attaccati a sè sudano ed è importante cambiarli appena svegli (nell'aereo c'è l'aria condizionata e rischierebbe di fargli male).
  • Il latte liquido potrete chiederlo al personale di bordo, quello in polvere potete portalo nella borsa a mano.
  • Il passeggino. Io ne ho comprato uno apposito da viaggio, si chiude simil borsa, non pesa nulla e si può imbarcare come bagaglio a mano. Chi ha la possibilità di comprarlo si troverà con il portafogli allegerito, ma con tutto il viaggio molto più semplice, perché è maneggevole e quando si è in viaggio la leggerezza fa la differenza.
  • Se avete un decathlon vicino casa, in Italia, andateci e comprate uno zainetto leggero, costa poco, meno di 5 euro. Usatelo per metterci le cose del vostro pargoletto durante le camminate a NY. La comodità viene prima!
  • A NY si trovano tutti i cibi biologici per bimbi: vasetti, succhi di frutta, yogurt, latte. Basta andare da Whole Foods, è un supermercato rifornitissimo che si trova in ogni angolo della città. Per mio figlio uso cibi biologici. Negli USA il cibo biologico è identificato dalla dicitura organic. Un buon tipo di latte è quello prodotto dalla Horizon. Io compro il whole che significa intero. Anche il latte a marchio Stonyfield, che produce anche yogurt, è buono. Earth's best è una ottima marca di biscotti. Si può acquistare una scatolina che ne contiene sei pacchetti. Sono molto comodi da portare con sè quando si esce. Nei Deli italiani potreste trovare i biscotti plasmon. La pastina plasmon a NY non si trova; viene sostituita dalla pastina Barilla normale, quella che mangiamo anche noi adulti. Io consiglio di comprare biologico perché, alcune marche contengono GMO, che è un organismo geneticamente modificato nocivo per la salute. 
  • Ultimo consiglio, nonché più importante, è quello di godervi con la massima tranquillità questo viaggio stupendo. I vostri bimbi si divertiranno molto con le mille attrazioni che la città offre loro. Sono sicura, quindi, che sarà un viaggio indimenticabile, e che, magari farete come me: vi piacerà così tanto che deciderete di non tornare più.

Potete seguirmi, capire come vive una mamma a NY e trovare altri utili consigli sulle mamme in viaggio sulla mia pagina https://www.facebook.com/donneaNewYork/

Ida Miceli

 


Nuovi voli low cost da Roma per New York. 179 euro a tratta May 31 2017 3 Comments

A partire dal 9 novembre 2017 basteranno 179 euro per raggiungere New York in aereo, partendo da Roma Fiumicino. Lo ha annunciato la compagnia aerea Norwegian, che ha lanciato una serie di voli low cost in partenza dalla capitale italiana e diretti oltreoceano.

Oltre a New York, tra le mete che sono disponibili, ci sono Los Angeles e San Francisco (disponibile da febbraio 2018, con frequenza bisettimanale), a partire da 199 euro tasse incluse. I biglietti sono in vendita da oggi e sui voli - due Boeing 787- 8 Dreamliner - ci sarà spazio per oltre 115mila persone. Inizialmente l'offerta prevederà quattro collegamenti a settimana con New York e due verso Los Angeles, successivamente gli scali saliranno per ogni meta rispettivamente a sei e tre.

 

 


Dieci consigli di Piero per il primo viaggio a New York May 08 2017 10 Comments

 

  • Ricordatevi che volo più hotel non deve mai superare il 65% del budget totale della vacanza, almeno un 35% dovete spendervelo a New York per cibo, attrazioni, tour, shopping. A meno che non vogliate stare stretti a New York, che è un peccato.
  • Quindi partite dal budget totale, e cercate di capire che hotel o stanza vi potete permettere. Ora ricordatevi una cosa, e a questa cosa ci tengo. Qualunque hotel o stanza sceglierete, la vostra vacanza a New York sarà fantastica. Perché la città è così travolgente per cui stanza piccola o grande, vicino al centro o lontano, sarete pure sempre all’interno di una metropoli che vi travolgerà. Certo escluderei certe topaie che si trovano a Chinatown.
  • Scegliete attentamente con chi viaggiare. Non fatelo a caso. E’ meglio godersela da sola questa favola di New York. Anche perché la città offre talmente tanto, ed è talmente aperta, che tra le vacanze in solitudine, è la migliore.
  • Siate previdenti. In qualunque stagione viaggerete, avrete un nemico. Il clima. D’inverno fuori fa freddissimo, ma nei locali al chiuso farà caldo. Termosifoni esplosivi. D’estate invece farò caldo fuori, e l’aria condizionata a palla vi farà congelare. Quindi nel fare la valigia, d’estate o d’inverno che sia, portatevi maglie a maniche corte e giubbotti.
  • Non sono in tanti a parlare l’italiano, quindi se non è un trauma farlo, prima del viaggio cercate di farvi un ripassino d’inglese, le basi. Di certo non dovrete difendere una tesi di dottorato sull’ascesa dei populismi in Occidente. E ricordatevi. L’inglese newyorkese è molto diverso da quello britannico, potreste avere grossi problemi a capirlo. Se masticate un po’ di spagnolo, a New York è come una seconda lingua. Male che va fate come fan tutti: mettete una s alla fine di ogni parola, e vamos!!
  • Sicuramente camminerete molto, quindi potete godervi tutti gli sfizi culinari che volete. Ricordate che i menu a pranzo sono più economici, e che la colazione americana è abbondante e piuttosto conveniente. Le opzioni di street food riescono a contenere i costi. Ma non dimenticate di godervi anche il meglio che c’è sulla piazza: ristorante cool come Vandal, o steakhouse come Benjamin, o ristoranti francesi come Nougantine. E tanto altro ve lo siete meritati.
  • All’arrivo all’aeroporto non fatevi fregare sul prezzo del trasferimento. La soluzione più economica è l’Air train, ma scomoda se avete molte valigie. Con i tassisti c’è un prezzo fisso che dovrebbe essere esposto. Le auto nere possono davvero darvi grandi fregature. Se vi piace andare sul sicuro, abbiamo il nostro servizio trasferimento (qui), che è più costoso del taxi perché, considerando i tempi della dogana, il nostro autista dovrà aspettarvi anche 3 ore. Ma vi aspetta all’uscita con il cartellone col vostro nome, vi aiuta nel caso smarrimento bagagli, e vi porta sani e salvi al vostro hotel.
  • Controllate sempre le previsioni del tempo, al mattino, perché l’escursione termica newyorkese è sintetizzabile in questo piccolo esempio. Caldissimo tutto il giorno. Vi svegliate la mattina successiva, e la città è coperta di neve.
  • Non perdete troppo tempo nei musei, a meno che non ne siate fanatici. Le attrazioni del citypass sono sufficienti per includere tutto quello che c’è da vedere. Sconsiglio il New York Pass. E’ costoso, include troppe cose, e presi dalla frenesia di vedere tutto vi metterà l’ansia addosso. Ebbene sì amici, per essere il genio che sono, ho bisogno di conoscere le basi della psicologia spicciola.
  • Non portate tanti vestiti. Davvero. Anzi: portatene pochi e comprateveli qua, magari in un outlet. Il viaggio in questo falò delle vanità, che è New York, deve essere inevitabilmente sfrenato. Se dovete risparmiare, fatelo prima

 

 Ricordate che il citypass ed altri biglietti potete farli da noi, online o in sede. Vi consiglio anche il tour dei rooftop (video qui), il tour di Bronx, Queens, Brooklyn (prenota qui), il gospel della domenica (prenota qui), e quello del New Jersey e del Boss delle torte (compra qui). Andare fuori dall’ordinario è una bella maniera di godersi New York.