Perché non abbiamo paura? December 11 2017

Perché non abbiamo paura? Me lo sono chiesto al mattino. Me lo sono chiesto oggi come l’ultima volta che è successo. Non so neanche dargliela una risposta vera a questa domanda, se non la sensazione che in un modo o nell’altro abbiamo fiducia nei giorni che verranno. E credo che tutti i newyorkesi condividano questo stesso ottimismo.

Il 2001 fu un disastro che avrebbe potuto cambiare per sempre il destino di New York. Ma non lo ha fatto. New York non è stata azzerata. Se la vedi adesso, anzi, questa metropoli di luci al neon ti fa ancor di piu’ sospirare: con la sua frenesia, le sue strade perennemente in costruzione, i suoi grattacili, le sue opere d’arte, la sua gente.

Se la guardi da vicino è il mosaico delle mille vite che la compongono a renderla viva. E allora non puoi che darne lo stesso giudizio che ne diede Le Corbusier: “Che catastrofe! Che meravigliosa catastrofe”. Chiunque abbia provato a viverci qui, sa che assoluto caos sia la vita in una metropoli come questa.

Non possiamo preoccuparci più di tanto degli attentati terroristici, per la ragione più semplice al mondo: abbiamo altro a cui pensare. Certo siamo vigili, se vediamo qualcosa lo diciamo (If you see something, say something) ma cambiare le nostre vite, le nostre traiettorie, le nostre abitudini per lasciarci travolgere dalla paura. Questo mai.

Nessuna logica dell’odio potrà vivere in una città che ha nel suo DNA l’accoglienza, e la voglia di dare una possibilità di vita a chiunque. Non abbiamo paura perché abbiamo veramente altro da fare, e ci fidiamo del senso collettivo di guardarci le spalle a vicenda, per difenderci l’un l’altro.  E quindi l’unico messaggio che possiamo dare a chi vuole terrorizzarci è che nulla mai, nulla potrà assolutamente cambiare ciò che siamo e come viviamo. Punto.