La leggenda del fantasma dell’Empire State Building nasce da una storia vera e dolorosa: quella di Evelyn McHale, una giovane donna morta il 1 maggio 1947 dopo essersi lanciata dall’osservatorio dell’86° piano. La fotografia del suo corpo, scattata da Robert Wiles, divenne una delle immagini più celebri del Novecento, e da allora c’è chi giura di scorgerne ancora la presenza sulla terrazza.
La storia in breve
- Chi: Evelyn McHale, 23 anni, contabile, nata in California nel 1923.
- Quando: 1 maggio 1947, all’osservatorio dell’86° piano.
- La foto: scattata da Robert Wiles, pubblicata da Life il 12 maggio 1947.
- L’eredità: ripresa da Andy Warhol e citata fino a Taylor Swift.
- La leggenda: apparizioni di una donna col rossetto rosso sulla terrazza.
Dietro una delle leggende metropolitane più note di New York si nasconde una vicenda reale, fatta di cronaca, fotografia e arte. Ti raccontiamo chi era davvero Evelyn McHale, come la sua immagine è diventata un’icona del Novecento e perché ancora oggi viene associata all’osservatorio dell’Empire State Building, con il rispetto che una storia così merita.
Indice
Chi Era Evelyn McHale
Evelyn Francis McHale era nata a Berkeley, in California, il 20 settembre 1923, sesta di sette figli, e lavorava come contabile dopo un periodo nell’esercito. Di lei, in realtà, si sa pochissimo: una ragazza riservata di 23 anni, descritta come elegante e gentile, di cui la storia ha conservato soprattutto le ultime ore. Il 30 aprile 1947 era andata a trovare il fidanzato, Barry Rhodes, a Easton, in Pennsylvania, per il suo compleanno; la mattina dopo prese il treno per tornare a New York. Stavano programmando le nozze per giugno, ma lei non si sentiva all’altezza del matrimonio che la attendeva.
Tra gli effetti personali lasciati sulla terrazza, la polizia trovò un biglietto con poche parole: non sarebbe stata una buona moglie per nessuno. È quasi tutto ciò che ci resta delle sue ragioni, e racconta più della sua fragilità che della leggenda che sarebbe nata dopo.
La Fotografia di Robert Wiles e Life Magazine
Poco dopo le 10:30, un agente che dirigeva il traffico vide una sciarpa bianca scendere lentamente dall’alto dell’edificio, poco prima di un boato. Dall’altra parte della strada lo studente di fotografia Robert Wiles si precipitò sul posto e, appena quattro minuti dopo, scattò una sola immagine, che sarebbe diventata l’unica fotografia pubblicata della sua carriera. Nello scatto, il corpo di Evelyn appare stranamente composto, quasi addormentato, sopra una limousine delle Nazioni Unite parcheggiata lungo la 34esima strada.
La foto uscì come Picture of the Week sul numero di Life del 12 maggio 1947, occupando un’intera pagina. La stampa la ribattezzò con un’espressione tanto celebre quanto discutibile, il suicidio più bello: un’etichetta che dice molto sull’estetica dell’epoca e che ancora oggi alimenta il dibattito su quanto sia lecito trasformare una morte reale in un’immagine di bellezza.
Da Andy Warhol a Taylor Swift: l’Eredità di un’Immagine
Da semplice fotografia di cronaca, l’immagine di Evelyn McHale è diventata un’icona della cultura pop. Nel 1962 Andy Warhol la riprese in una serigrafia intitolata Suicide (Fallen Body), parte della sua serie Death and Disaster dedicata alle immagini della morte nei media americani. Da lì, la sua eco è arrivata fino alla musica e alla moda, citata o evocata da artisti come David Bowie, i Pearl Jam, Matthew Barney e perfino in un video di Taylor Swift.
Proprio questa lunga vita dell’immagine ha riacceso, negli anni, una domanda etica: ricordare Evelyn attraverso quella foto significa onorarla o ridurla a un oggetto estetico? È un nodo che vale la pena tenere presente quando ci si imbatte in questa storia, per non dimenticare che dietro l’icona c’era una persona reale.

La Leggenda del Fantasma all’Osservatorio
È da qui che nasce la parte leggendaria della storia. Nei decenni, diversi visitatori hanno raccontato di aver visto sulla terrazza dell’86° piano una giovane donna vestita in modo elegante e fuori moda, con un vistoso rossetto rosso e lo sguardo malinconico, che appare e svanisce tra la folla. Nessuna prova, naturalmente: è il classico racconto che si tramanda di viaggiatore in viaggiatore, alimentato dalla forza di quella fotografia.
Come tutte le leggende metropolitane di New York, vive a metà strada tra suggestione e memoria collettiva. Che tu creda o meno ai fantasmi, è difficile salire lassù conoscendo questa vicenda e non pensarci almeno per un istante.
Visitare l’Osservatorio dell’Empire State Building
La terrazza dell’86° piano, cuore di questa storia, è oggi una delle viste più amate della città e si può visitare tutti i giorni dell’anno. Negli anni l’osservatorio è stato dotato di alte barriere di sicurezza che ne racchiudono il perimetro, e l’esperienza odierna è semplicemente quella di uno dei panorami più belli al mondo. Se vuoi salirci, trovi orari, consigli e differenze tra i livelli nella nostra guida completa alla visita dell’Empire State Building.
È una tappa che inseriamo sempre tra le cose da vedere a New York almeno una volta, soprattutto per chi ama unire panorami e storie della città.
Per salire, trovi le formule e le tariffe aggiornate tra i biglietti per l’Empire State Building.
Sali in cima a New York
Osservatorio dell’Empire State Building
Ammira lo skyline di Manhattan dall’86° piano, la stessa terrazza che ha reso celebre la torre.
Il Nostro Pensiero su Evelyn McHale
Raccontiamo questa storia non per il brivido del fantasma, ma perché fa parte della memoria dell’Empire State Building tanto quanto la sua architettura. Dietro l’immagine più famosa e dietro la leggenda c’era una ragazza di 23 anni con la sua sofferenza, e ricordarla con rispetto è il minimo che possiamo fare. Se questa pagina di New York ti ha incuriosito, trovi molte altre storie sul nostro magazine dedicato alla Grande Mela.
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Domande frequenti su Evelyn McHale e l’Empire State Building
Evelyn McHale era una contabile americana di 23 anni, nata a Berkeley nel 1923. È legata alla leggenda del fantasma dell’Empire State Building perché morì il 1 maggio 1947 lanciandosi dall’osservatorio dell’86° piano, e la fotografia del suo corpo divenne una delle più famose del Novecento.
Il fatto avvenne il 1 maggio 1947. La fotografia scattata da Robert Wiles fu pubblicata pochi giorni dopo, il 12 maggio 1947, sulla rivista Life come immagine della settimana, diventando in breve un’icona riprodotta in tutto il mondo.
Fu la stampa dell’epoca a darle quel nome, per via della posa stranamente composta e serena del corpo nello scatto. È un’espressione discussa, che ancora oggi alimenta il dibattito sull’etica di trasformare una morte reale in un’immagine estetica.
Si tratta di una leggenda metropolitana, senza prove. Nel tempo alcuni visitatori hanno detto di aver visto sulla terrazza dell’86° piano una donna elegante e fuori moda col rossetto rosso, identificata con Evelyn McHale. Resta un racconto suggestivo, non un fatto documentato.
Sì, l’osservatorio dell’86° piano dell’Empire State Building è aperto al pubblico tutti i giorni dell’anno. È la terrazza panoramica più famosa dell’edificio: trovi orari, biglietti e consigli nella nostra guida completa alla visita.

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