Cosa vedere a Brooklyn? Il borough più grande e amato di New York si gira soprattutto per quartieri: il ponte di Brooklyn e DUMBO con la vista sui grattacieli, Williamsburg e Bushwick per la street art, Coney Island con la sua spiaggia e le montagne russe, Prospect Park e il Brooklyn Museum. Ci arrivi a piedi dal ponte o in pochi minuti di metro da Manhattan, e in un giorno ne vedi il meglio. Qui sotto trovi i quartieri, le attrazioni e un itinerario pronto.
Cosa vedere a Brooklyn in breve
- Cosa è: il borough più popoloso di New York, di fronte a Manhattan, oltre l’East River.
- Quartieri top: DUMBO, Williamsburg, Bushwick, Brooklyn Heights, Park Slope, Red Hook, Coney Island.
- Attrazioni top: ponte di Brooklyn, Brooklyn Bridge Park, Prospect Park, Brooklyn Museum, Coney Island.
- Come arrivare: a piedi dal ponte di Brooklyn o in metro (linee A, C, F, R, 2, 3, Q) da Manhattan.
- Quanti giorni: il meglio in un giorno; due o tre per vivere i quartieri con calma.
- Quando: da aprile a ottobre per il lungomare e Coney Island; bello tutto l’anno per ponte e quartieri.
- Da non perdere: il tramonto sullo skyline dal lungomare di DUMBO o dalla Brooklyn Heights Promenade.
Brooklyn non è un semplice quartiere ma un mondo a sé: se Manhattan è la cartolina, Brooklyn è il posto dove New York vive davvero, tra brownstone, murales, lungomare e cucine di mezzo pianeta. In questa guida trovi tutto quello che serve per organizzarti: come arrivarci, quali quartieri scegliere, le attrazioni da non perdere, un itinerario per vederla in un giorno, dove mangiare e quando andare.
Indice
- Dove Si Trova Brooklyn e Come Arrivare da Manhattan
- I Quartieri di Brooklyn da Non Perdere
- Le Attrazioni di Brooklyn da Vedere Assolutamente
- Brooklyn in un Giorno: il Nostro Itinerario
- Dove Mangiare a Brooklyn
- Quando Andare e Quanti Giorni Servono
- Brooklyn: un Po’ di Storia e Curiosità
- Il Nostro Verdetto su Cosa Vedere a Brooklyn
Dove Si Trova Brooklyn e Come Arrivare da Manhattan
Brooklyn è il borough che si trova a sud-est di Manhattan, separato dall’isola dall’East River e collegato da tre ponti storici: il ponte di Brooklyn, il ponte di Manhattan e il ponte di Williamsburg. Con i suoi quasi 2,6 milioni di abitanti è il più popoloso dei cinque distretti di New York, e da solo, se fosse una città a parte, sarebbe la quarta più grande degli Stati Uniti. Occupa l’angolo occidentale di Long Island e si affaccia sull’oceano con chilometri di spiagge, da Coney Island a Brighton Beach.
Il modo più bello per arrivarci è uno solo: attraversare il ponte di Brooklyn a piedi, partendo da Manhattan e camminando verso lo skyline che ti si apre davanti. È gratis, dura una mezz’oretta e resta una delle esperienze più belle di tutta la città. Se preferisci scoprirlo con una guida che ti racconta storie e dettagli, i nostri tour a piedi attraversano proprio queste zone, dal ponte fino alle vie del quartiere.
In alternativa c’è la metropolitana, comoda e veloce. Per il ponte e DUMBO scendi a High Street (linee A e C) o a York Street (linea F); per Brooklyn Heights c’è Clark Street (linee 2 e 3); per Williamsburg la fermata è Bedford Avenue (linea L); per il Brooklyn Museum e Prospect Park scendi a Eastern Parkway o Grand Army Plaza (linee 2 e 3). Da Times Square o da Midtown raggiungi quasi ogni angolo di Brooklyn in venti, trenta minuti.
C’è poi un terzo modo, il più panoramico di tutti: il traghetto. Il NYC Ferry collega Manhattan a diverse fermate di Brooklyn, da DUMBO a Williamsburg fino a Red Hook, e per il prezzo di una corsa ti porta sull’acqua con lo skyline e i ponti davanti agli occhi. L’auto, invece, non serve e anzi è quasi sempre un problema: parcheggiare a Brooklyn è difficile e costoso, e tra metro, traghetto e passeggiate raggiungi tutto senza pensieri.
Il nostro consiglio
Attraversa il ponte da Manhattan verso Brooklyn, non al contrario: così cammini con lo skyline davanti agli occhi invece che alle spalle. Parti nel tardo pomeriggio e arriverai a DUMBO giusto in tempo per il tramonto sui grattacieli, il momento più fotografato della giornata.
I Quartieri di Brooklyn da Non Perdere
Brooklyn si vive per quartieri, e ognuno ha un carattere diverso: c’è quello delle viste sullo skyline, quello della street art, quello delle famiglie e dei parchi, quello del mare. I quartieri di Brooklyn da mettere in lista sono una decina, tutti collegati dalla metro e in buona parte vicini tra loro. La mappa qui sotto ti mostra dove si trovano i principali e le attrazioni più importanti.
DUMBO
DUMBO sta per “Down Under the Manhattan Bridge Overpass”, cioè la zona ai piedi del ponte di Manhattan, ed è il quartiere più scenografico di tutta Brooklyn. Qui si trova lo scatto più famoso della città: dall’angolo di Washington Street il ponte di Manhattan incornicia in lontananza l’Empire State Building, ed è un punto talmente celebre che nel pomeriggio si forma la fila per la foto. Le vecchie strade di ciottoli e i magazzini di mattoni di fine Ottocento, un tempo industriali, oggi ospitano gallerie, caffè e negozi di design.
Ai piedi del quartiere c’è il Brooklyn Bridge Park, l’ampio lungomare affacciato sullo skyline, con prati, moli e la giostra storica Jane’s Carousel, protetta da un padiglione di vetro. Se vuoi approfondire angoli e indirizzi, leggi la nostra guida dedicata a cosa vedere a DUMBO, il quartiere da cui conviene iniziare la visita di Brooklyn.

Williamsburg
Williamsburg è il quartiere hipster per eccellenza, quello dei locali alla moda, dei rooftop bar, dei negozi vintage e dei murales. Si sviluppa intorno a Bedford Avenue, la sua via principale, ed è il posto giusto per respirare la Brooklyn creativa e giovane, tra caffè di terza ondata, birrerie artigianali e boutique indipendenti. Dal lungomare, al Marsha P. Johnson State Park, si gode una delle viste più belle sullo skyline di Manhattan, e ogni sabato da aprile a ottobre arriva Smorgasburg, il grande mercato di cibo di strada all’aperto.
È anche un quartiere di forti contrasti: a sud vive una numerosa comunità ebraica ortodossa, con le sue tradizioni e i suoi negozi, a pochi isolati dai bar più trendy. Per scoprire vie, locali e indirizzi nel dettaglio, dai un’occhiata alla nostra guida al quartiere di Williamsburg, dove ti spieghiamo come muoverti e cosa non perderti.

Bushwick
Se cerchi la street art, Bushwick è la capitale: ex quartiere industriale, oggi è un museo a cielo aperto di murales che ricoprono interi isolati. Il cuore di tutto è il Bushwick Collective, intorno a Troutman Street, dove ogni anno artisti da tutto il mondo dipingono le saracinesche e le pareti dei capannoni. Tra un murale e l’altro trovi caffè, gallerie, birrerie e una vita notturna in piena espansione, in uno dei quartieri più giovani e in fermento della città.
È una zona che si gira a piedi, con calma, lasciandosi sorprendere a ogni angolo, magari con una guida che ti racconta chi ha firmato le opere e cosa significano. Trovi la nostra guida completa nell’articolo dedicato a Bushwick e ai suoi murales, con i punti dove si concentrano le opere migliori.
Brooklyn Heights
Brooklyn Heights è il quartiere più elegante e tra i più antichi del borough, un dedalo di vie tranquille con brownstone ottocentesche, case basse e alberi. Il suo gioiello è la Brooklyn Heights Promenade, una passeggiata pedonale lunga 557 metri sospesa sopra l’autostrada, con una vista frontale e spettacolare sullo skyline di Lower Manhattan, sul ponte di Brooklyn e sulla Statua della Libertà in lontananza. È uno dei posti più amati dai newyorkesi per il tramonto, gratuito e raramente troppo affollato. Come racconta Piero Armenti, che da queste parti ci torna spesso, è uno degli angoli più belli di tutta New York: la pace delle strade alberate, le scalinate delle brownstone dove d’estate ci si siede a bere un caffè e lo stupore dello skyline visto da quassù di notte. È anche la parte più esclusiva del borough, dove una casa può valere diversi milioni.
Passeggiare tra le sue strade è come tornare indietro nel tempo, in una New York di fine Ottocento rimasta intatta. Abbiamo raccontato questa zona nell’articolo sulla passeggiata nel quartiere più antico di Brooklyn, con l’itinerario a piedi tra le case storiche e la Promenade.
Park Slope e Prospect Heights
Park Slope e la vicina Prospect Heights sono i quartieri delle famiglie e della bella vita di Brooklyn: file ordinate di brownstone, viali alberati, caffè, librerie e ristoranti, il tutto affacciato su Prospect Park. È la Brooklyn residenziale e benestante, spesso citata tra i posti più vivibili di New York, perfetta per una passeggiata rilassata lontano dalla folla turistica. Qui si concentrano anche tre delle attrazioni culturali più importanti del borough: il Brooklyn Museum, il giardino botanico e il grande parco, tutti a pochi passi l’uno dall’altro.
Prospect Heights, in particolare, ospita il Barclays Center, l’arena dei Brooklyn Nets, mentre i confini con Crown Heights regalano un mosaico di culture, dalla comunità caraibica a quella ebraica chassidica. È la zona dove vivere a Brooklyn significa quartiere, parco e cultura nello stesso isolato.
Red Hook
Red Hook è il quartiere navale di Brooklyn, una penisola affacciata sul porto che ha conservato un’anima industriale e indipendente, lontana dalla metro e proprio per questo ancora autentica. Tra moli, vecchi magazzini e gru portuali trovi distillerie, birrerie, gallerie e ristoranti di pesce, oltre a una delle viste laterali più sorprendenti sulla Statua della Libertà, che dal piccolo Valentino Pier si ammira gratis e da vicino, quasi frontalmente. È anche la patria di un celebre lobster roll che parte proprio da queste banchine, e ospita storiche distillerie e cantine urbane che si possono visitare.
Senza metropolitana ci si arriva in autobus o in traghetto, ed è proprio questa scomodità ad averlo protetto dal turismo di massa. Abbiamo dedicato a questa zona un articolo intero, alla scoperta di Red Hook e del suo lungomare, con i locali e gli angoli da non perdere.
Coney Island
All’estremità sud di Brooklyn, dove la città incontra l’oceano, c’è Coney Island, la spiaggia popolare di New York con il suo lungomare di legno, il Riegelmann Boardwalk, e il suo storico luna park. Qui passeggi tra le giostre, ti tuffi nell’Atlantico, assaggi un hot dog da Nathan’s Famous (l’originale, dal 1916) e sali su attrazioni che hanno fatto la storia, come la ruota panoramica Wonder Wheel del 1920 e le montagne russe Cyclone del 1927. È nostalgia americana allo stato puro, kitsch e indimenticabile.
La spiaggia e il lungomare sono gratuiti e aperti tutto l’anno, mentre il luna park apre da fine marzo a inizio autunno. Ti spieghiamo come organizzare la giornata e cosa vedere nell’articolo su come arrivare a Coney Island, comprese le fermate della metro e i periodi migliori.

Greenpoint
Subito a nord di Williamsburg, Greenpoint è il quartiere storicamente polacco di Brooklyn, più tranquillo e ancora poco turistico, dove trovi panetterie dell’Europa dell’Est, caffè di nicchia e un lungofiume con scorci di skyline diversi da quelli classici. È la scelta giusta se vuoi vedere una Brooklyn più residenziale e vera, magari come tappa di chiusura dopo Williamsburg, dato che i due quartieri sono confinanti e si percorrono a piedi.
Bedford-Stuyvesant
Bedford-Stuyvesant, per tutti Bed-Stuy, è uno dei quartieri con più anima di Brooklyn: ha una delle più alte concentrazioni di brownstone storiche di tutta New York, intere vie di case in arenaria rossa di fine Ottocento perfettamente conservate. È il cuore della cultura afroamericana del borough, la zona che ha dato i natali al rapper Notorious B.I.G. e ha fatto da set ai film di Spike Lee, a partire da “Fa’ la cosa giusta”. Oggi convivono qui la tradizione delle chiese gospel e una nuova ondata di caffè, gallerie e ristoranti, in un quartiere che cambia volto rimanendo profondamente sé stesso.
Cobble Hill e Carroll Gardens
Cobble Hill, Carroll Gardens e la vicina Boerum Hill formano la storica cintura italoamericana di Brooklyn, quartieri raccolti di brownstone con i giardinetti sul davanti, un tempo abitati dagli immigrati italiani e ancora oggi pieni di salumerie, pasticcerie e trattorie. La via da non perdere è Smith Street, soprannominata per anni “Restaurant Row” per la sua concentrazione di locali. È la Brooklyn tranquilla e residenziale, a un passo dal centro ma lontana dal caos, perfetta per una passeggiata lenta tra negozi di quartiere e atmosfere d’altri tempi.
Sunset Park
Sunset Park è la seconda Chinatown di Brooklyn, un quartiere vivace e popolare con un’enorme comunità asiatica e latina, dove lungo l’Eighth Avenue trovi ristoranti, mercati e negozi cinesi autentici, frequentati più dai residenti che dai turisti. Dà il nome all’omonimo parco in cima alla collina, da cui si gode una delle viste più ampie e meno conosciute sullo skyline di Manhattan e sul porto. Sul lungomare c’è poi Industry City, un grande complesso di ex magazzini riconvertito in spazi creativi, food hall e botteghe artigiane.
Fort Greene
Fort Greene è il salotto culturale di Brooklyn: un quartiere di brownstone eleganti raccolto attorno a Fort Greene Park, disegnato da Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux e sormontato dal Prison Ship Martyrs’Monument, dedicato ai prigionieri morti sulle navi britanniche durante la Rivoluzione americana. Qui ha sede la Brooklyn Academy of Music, la BAM, e tutto attorno fioriscono teatri, librerie indipendenti come Greenlight Bookstore e ristoranti. È storicamente un cuore della cultura afroamericana e il quartiere d’elezione del regista Spike Lee, che vi ha ambientato diversi film. A due passi c’è il Brooklyn Navy Yard, l’ex cantiere navale oggi diventato polo creativo e industriale.
Crown Heights
Crown Heights è uno dei quartieri più vivaci e identitari di Brooklyn, dove convivono fianco a fianco una grande comunità caraibica e una numerosa comunità ebraica chassidica, quella dei Lubavitcher, con il suo quartier generale al 770 di Eastern Parkway. Proprio lungo Eastern Parkway, nel weekend del Labor Day, sfila il West Indian Day Parade, la più grande festa caraibica del Nord America, tra carri, costumi e musica. Qui si trovano anche il Brooklyn Museum, il giardino botanico e il Brooklyn Children’s Museum, mentre Franklin Avenue è diventata negli ultimi anni un corridoio di locali e ristoranti tra i più frequentati del borough.

Gowanus
Gowanus è la Brooklyn che cambia pelle a vista d’occhio: un ex distretto industriale attraversato dall’omonimo canale, talmente segnato dal suo passato di fabbriche da essere stato dichiarato sito federale Superfund e oggi al centro di una grande bonifica. Attorno alle sue acque sono nati negli ultimi anni gallerie d’arte, birrerie, palestre di arrampicata, sale concerti e ristoranti, in uno dei quartieri più creativi e in trasformazione della città. È una tappa per chi vuole vedere la Brooklyn post-industriale e di tendenza, lontana dalle cartoline, a pochi passi da Park Slope e Carroll Gardens.
Bay Ridge
All’estremo sud-ovest del borough, Bay Ridge è un quartiere residenziale e tranquillo, storicamente italoamericano e irlandese, affacciato sullo stretto attraversato dall’imponente ponte Verrazzano-Narrows, il più lungo ponte sospeso degli Stati Uniti. È la zona dove fu ambientato “La febbre del sabato sera”, e mantiene ancora oggi un’atmosfera di paese, con il suo lungomare lungo Shore Road, le sue trattorie e una vita di comunità lontana dai riflettori. Vale la pena arrivarci per la passeggiata sull’acqua proprio sotto il grande ponte.
Bensonhurst
Bensonhurst è oggi la vera Little Italy di New York: il quartiere dove la comunità italoamericana di Brooklyn si è radicata e dove, lungo 18th Avenue (intitolata a Cristoforo Colombo), resistono salumerie, pasticcerie, panifici e club sociali che parlano ancora dialetto. Negli ultimi decenni si è affiancata una grande comunità cinese, che ne ha fatto una delle Chinatown in crescita del borough insieme a Sunset Park. È un quartiere popolare e autentico, fuori dai circuiti turistici, perfetto per chi cerca i sapori delle due culture a prezzi onesti.
Sheepshead Bay
Sheepshead Bay è il porto peschereccio di Brooklyn, un’insenatura nell’estremo sud dove le barche da pesca attraccano ancora lungo Emmons Avenue e i ristoranti di pesce affacciati sull’acqua servono il pescato del giorno. Un caratteristico ponte pedonale di legno collega le due rive verso Manhattan Beach, mentre il quartiere ospita una grande comunità russa e dell’Est Europa, in continuità con la vicina Brighton Beach. È una Brooklyn marinara e defilata, dove si viene soprattutto per mangiare frutti di mare e respirare aria di porto.
Brighton Beach
Accanto a Coney Island, Brighton Beach è soprannominata “Little Odessa” per la sua grande comunità russa ed ex sovietica, la più numerosa fuori dall’Europa orientale. Camminando sotto la sopraelevata della metro sembra di essere in un’altra nazione: insegne in cirillico, gastronomie con specialità russe e ucraine, ristoranti e locali sul lungomare. È una tappa curiosa e gustosa da abbinare a Coney Island, dato che le due spiagge sono collegate dallo stesso boardwalk e si raggiungono a piedi una dall’altra.
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Cosa Vedere a Brooklyn: Quartieri e Attrazioni
Le Attrazioni di Brooklyn da Vedere Assolutamente
Oltre ai quartieri, Brooklyn ha una manciata di attrazioni che da sole valgono la traversata del ponte: ponti, parchi, musei e il lungomare. La buona notizia è che molte sono gratuite. La tabella qui sotto raccoglie le principali cose da vedere a Brooklyn, con il tipo di attrazione, quanto costano e dove si trovano, così puoi farti un’idea al volo.
| Attrazione | Tipo | Costo | Zona |
|---|---|---|---|
| Ponte di Brooklyn | Passeggiata panoramica | Gratis | DUMBO |
| Brooklyn Bridge Park | Lungomare e parco | Gratis | DUMBO |
| Brooklyn Heights Promenade | Vista sullo skyline | Gratis | Brooklyn Heights |
| Prospect Park | Grande parco | Gratis | Park Slope |
| Brooklyn Museum | Museo d’arte | Offerta libera (suggeriti ~20$, ~18€) | Prospect Heights |
| Brooklyn Botanic Garden | Giardino botanico | A pagamento (gratis under 12) | Prospect Heights |
| Green-Wood Cemetery | Cimitero storico e arboreto | Gratis | Greenwood Heights |
| Luna Park e Cyclone | Luna park | Ingresso gratis, giostre a pagamento | Coney Island |
| Barclays Center | Arena (sport e concerti) | Biglietto per evento | Prospect Heights |
Il ponte di Brooklyn resta l’attrazione numero uno, e non a caso: inaugurato nel 1883, fu per anni il ponte sospeso più lungo del mondo, e attraversarlo a piedi sulla passerella di legno rialzata è gratis ed emozionante. Per sfruttarlo al meglio, con gli orari giusti e i punti foto migliori, abbiamo raccolto i nostri consigli su come visitare il ponte di Brooklyn, dove spieghiamo anche da che lato conviene partire.
Il Prospect Park è il grande parco di Brooklyn, 237 ettari disegnati da Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux, gli stessi di Central Park, che lo consideravano la loro opera migliore. Dentro trovi grandi prati, un lago dove si va in barca, lo zoo, una pista di pattinaggio d’inverno e il bandshell dei concerti estivi. È il polmone verde gratuito attorno a cui ruota la vita dei quartieri vicini. A pochi passi c’è il Green-Wood Cemetery, un cimitero monumentale del 1848 che è anche un arboreto certificato e un belvedere: tra le sue colline riposano oltre 600.000 persone, da Leonard Bernstein a personaggi della vecchia New York, e l’ingresso è libero.
Sul fronte cultura, il Brooklyn Museum è il secondo museo d’arte più grande di New York dopo il Met, con oltre un milione e mezzo di opere, una collezione egizia tra le più importanti al mondo e il celebre centro per l’arte femminista. È aperto da mercoledì a domenica, dalle 11 alle 18, chiuso lunedì e martedì, e l’ingresso è a offerta libera (importo suggerito intorno ai 20$, circa 18€), gratis sotto i 19 anni. Lo trovi insieme alle altre icone della città tra i biglietti per i musei di New York, utili se vuoi pianificare in anticipo le visite.
Accanto al museo c’è il Brooklyn Botanic Garden, 52 acri di giardini con la celebre fioritura dei ciliegi in primavera, il roseto e le serre tropicali. Il biglietto è a pagamento, gratuito per i bambini sotto i 12 anni, e nei giorni feriali invernali (da dicembre a febbraio) l’ingresso è a offerta libera; conviene controllare le tariffe aggiornate sul sito ufficiale prima di andare. Abbiamo dedicato un articolo a questo angolo verde, con i periodi migliori per visitarlo, nella nostra guida al giardino botanico di Brooklyn.
A Coney Island, il Luna Park è il regno delle giostre storiche: l’ingresso al parco è gratuito e si pagano solo le attrazioni, con crediti singoli (da circa 3$, circa 2,60€, a giostra) oppure con il braccialetto illimitato (circa 38-62$, ovvero 33-55€); le tariffe esatte cambiano di stagione, meglio verificarle sul sito. Il pezzo forte è il Cyclone, le montagne russe di legno del 1927 che nel 2026 compiono 99 anni: ne raccontiamo la storia nell’articolo sulle storiche montagne russe Cyclone di Coney Island.

Per gli amanti dello sport, infine, il Barclays Center è l’arena dove giocano i Brooklyn Nets e si tengono grandi concerti: se vuoi assistere a una partita, trovi tutto tra i biglietti per gli eventi sportivi a New York.
Brooklyn ha anche una vita culturale tra le più ricche d’America, spesso ignorata dai turisti. A Fort Greene la Brooklyn Academy of Music, la BAM, è il più antico centro di arti performative degli Stati Uniti ancora in attività: fondata nel 1861, dal 1908 occupa un palazzo in stile Beaux-Arts in Lafayette Avenue, con l’opera house, il Harvey Theater e le sale dei BAM Rose Cinemas, e ogni autunno ospita il Next Wave Festival dedicato all’avanguardia. Affacciata su Grand Army Plaza c’è invece la sede centrale della Brooklyn Public Library, un monumentale edificio Art Déco del 1941 a forma di libro aperto, con l’ingresso ricoperto di rilievi dorati ispirati alla letteratura americana, dal corvo di Poe a Moby Dick.
Per le famiglie, a Crown Heights, c’è il Brooklyn Children’s Museum, fondato nel 1899 e considerato il primo museo al mondo pensato espressamente per i bambini, con una collezione di circa trentamila oggetti tra reperti naturali e culturali. Chi è curioso di storia industriale può invece visitare il Brooklyn Navy Yard, l’ex cantiere navale militare attivo dal 1801 e oggi polo produttivo con quasi cinquecento aziende: il suo centro visitatori, il Building 92, racconta due secoli di storia in una palazzina dell’Ottocento, da quando il cantiere costruiva corazzate ed era soprannominato “The Can-Do Shipyard”.
Brooklyn in un Giorno: il Nostro Itinerario
Se hai una sola giornata, Brooklyn si vede benissimo lo stesso: basta concentrarsi sulla parte nord, quella affacciata sullo skyline, e lasciare Coney Island o Prospect Park per un secondo giro. Ecco l’itinerario che consigliamo per vedere il meglio di Brooklyn in un giorno, tutto collegato a piedi e con un paio di tappe in metro.
- Mattina, il ponte di Brooklyn: parti da Manhattan e attraversa il ponte a piedi verso Brooklyn, godendoti lo skyline che si avvicina. Conta circa 30-40 minuti con le foto.
- Tarda mattinata, DUMBO: scendi tra le vie di ciottoli, fai la foto da Washington Street, sali sulla Jane’s Carousel e passeggia nel Brooklyn Bridge Park sul lungomare.
- Pranzo: mangia agli Empire Stores o in uno dei locali di DUMBO, oppure prendi qualcosa da asporto e siediti sul molo davanti ai grattacieli.
- Primo pomeriggio, Brooklyn Heights: sali verso il quartiere storico e cammina sulla Promenade per la vista frontale su Manhattan e sulla Statua della Libertà.
- Pomeriggio, Williamsburg: prendi la metro fino a Bedford Avenue e dedicati ai negozi, ai murales e ai caffè, con tappa al lungomare per il tramonto.
- Sera: resta a Williamsburg per l’aperitivo e la cena, tra rooftop e ristoranti, prima di rientrare a Manhattan.
È un itinerario pieno ma fattibile, che ti fa assaggiare le tre anime principali del borough: la vista, la storia e la creatività. Se invece preferisci non pensare a metro e orari e lasciarti raccontare i quartieri da chi li vive, il modo più comodo è affidarsi a una guida: il nostro tour di Bronx, Queens e Brooklyn in italiano tocca proprio queste zone, accompagnandoti tra i distretti che i turisti vedono di rado.
Vivi la vera Brooklyn
Tour di Bronx, Queens e Brooklyn in italiano
Una giornata con la guida tra i distretti autentici di New York, lontano dalle solite rotte.
Se hai più tempo, puoi spalmare le tappe su due giorni e aggiungere Bushwick per la street art, Coney Island per il mare e Prospect Park con il Brooklyn Museum per una mezza giornata di parco e cultura. Brooklyn premia chi la prende con calma, e in fondo è anche il modo migliore per scoprire i quartieri di New York lontano dalla folla, magari abbinandola a una delle nostre visite guidate di New York in italiano.
Dove Mangiare a Brooklyn
Brooklyn è una delle capitali gastronomiche di New York, e mangiare bene qui fa parte della visita tanto quanto i ponti e i musei. Il borough ha inventato (o reinventato) molti classici, a partire dalla pizza: abbiamo raccolto le nostre preferite nella guida alle migliori pizzerie italiane di Brooklyn, dalle storiche insegne italoamericane alle nuove cucine a legna che hanno fatto scuola in tutto il mondo.
- Smorgasburg: il grande mercato di cibo di strada all’aperto, da aprile a ottobre, ogni sabato sul lungomare di Williamsburg e ogni domenica a Prospect Park, con oltre settanta banchi da tutto il mondo. Ingresso libero.
- La pizza: Brooklyn è la patria della slice, e nomi come Di Fara, Grimaldi’s, Juliana’s e Roberta’s a Bushwick sono pellegrinaggi per gli appassionati.
- Il lobster roll di Red Hook: il panino con l’astice servito sulle banchine del quartiere navale è una delle esperienze di gusto più tipiche del borough.
- L’hot dog di Coney Island: da Nathan’s Famous, l’insegna che dal 1916 ospita anche la celebre gara di hot dog del 4 luglio.
- Le comunità del mondo: dai forni polacchi di Greenpoint ai sapori caraibici di Crown Heights, ogni quartiere ha la sua cucina etnica autentica.
Brooklyn ha poi le sue istituzioni storiche, indirizzi che valgono da soli un viaggio. A Williamsburg c’è Peter Luger, la steakhouse aperta nel 1887 e considerata una delle migliori bisteccherie d’America, dove si paga in contanti e si prenota con largo anticipo. Per il dolce, Junior’s è il tempio della cheesecake newyorkese fin dal 1950. E nei quartieri come Sunset Park o Brighton Beach si mangiano i ravioli al vapore cinesi e le specialità dell’Est Europa a prezzi onesti, lontano dai circuiti turistici. Insomma, qualsiasi cosa ti vada, a Brooklyn la trovi fatta come si deve.
Il bello di mangiare a Brooklyn è proprio questo: non esiste una sola cucina, ma decine, una per ogni comunità che ha fatto del borough la sua casa. Basta camminare qualche isolato per passare dall’Italia alla Polonia, dai Caraibi al Medio Oriente.

Quando Andare e Quanti Giorni Servono
Il periodo migliore per visitare Brooklyn va dalla primavera all’autunno, indicativamente da aprile a ottobre, quando il lungomare, i parchi, Smorgasburg e Coney Island danno il meglio e le giornate sono lunghe. La primavera regala la fioritura dei ciliegi al giardino botanico, l’estate è la stagione del mare e delle giostre, l’autunno offre luce e temperature ideali per camminare. Ponti, quartieri e musei, però, si visitano benissimo tutto l’anno, e anche d’inverno la Promenade e DUMBO hanno un fascino tutto loro.
Quanto a quanti giorni servono, dipende da cosa cerchi. In un giorno vedi il meglio della parte nord (ponte, DUMBO, Brooklyn Heights, Williamsburg). Con due giorni aggiungi Bushwick, Prospect Park con i musei e una serata nei locali. Con tre giorni ci stanno anche Coney Island, Red Hook e Greenpoint, vivendo i quartieri con il ritmo di chi ci abita. Per chi ha un soggiorno lungo, Brooklyn è perfetta da abbinare agli altri distretti meno turistici: dai un’occhiata anche a cosa vedere nel Bronx, l’altra faccia autentica della città.
Sul fronte sicurezza, Brooklyn è oggi un borough sicuro nelle zone turistiche e residenziali che abbiamo descritto, dove ci si muove tranquillamente anche la sera; come ovunque a New York, basta usare il buon senso nelle aree più periferiche e di notte. E se vuoi completare il quadro dei distretti, trovi la nostra guida su cosa vedere nel Queens, il borough più multietnico di tutti, perfetto da unire a una giornata a Brooklyn.
Per altre idee e itinerari trovi sempre nuovi spunti tra i nostri approfondimenti su New York.
Brooklyn: un Po’ di Storia e Curiosità
Il nome Brooklyn nasce dall’olandese Breukelen, un villaggio dei Paesi Bassi: furono infatti i coloni olandesi, a metà del Seicento, a fondare i primi insediamenti su questa sponda dell’East River, quando l’intera area faceva parte della Nuova Olanda. Per oltre due secoli Brooklyn crebbe come città indipendente, arrivando a essere la terza più grande degli Stati Uniti, con un proprio municipio, propri giornali e un fortissimo orgoglio civico. Il suo territorio coincide con la contea di Kings, intitolata al re d’Inghilterra, nome che ancora oggi compare negli indirizzi ufficiali.
Tutto cambiò nel 1898, quando Brooklyn votò a stretta maggioranza per unirsi a Manhattan e agli altri distretti nella Grande New York. Per molti fu un affare, per altri la fine dell’indipendenza, tanto che ancora oggi qualcuno la chiama scherzosamente “il grande errore del 1898”. Da allora Brooklyn è diventata il borough degli immigrati e dei sogni: italiani, ebrei, irlandesi, caraibici, polacchi, cinesi e russi hanno costruito qui le loro comunità, lasciando in eredità quel mosaico di lingue e cucine che ne è ancora il tratto distintivo.

La cultura deve molto a Brooklyn: qui visse e lavorò il poeta Walt Whitman, che fu anche direttore del quotidiano locale, il Brooklyn Eagle, e qui giocavano i leggendari Brooklyn Dodgers, la squadra di baseball che nel 1947, nello stadio di Ebbets Field, schierò Jackie Robinson, il primo giocatore afroamericano della Major League, abbattendo la barriera del colore nello sport americano. Quando i Dodgers nel 1957 traslocarono a Los Angeles, fu un lutto cittadino che ancora si ricorda. Oggi Brooklyn è tornata a essere un simbolo, ma di tendenza e creatività: il suo nome, in tutto il mondo, è diventato sinonimo di cool, di artigianato e di una certa idea di vita urbana, al punto che esistono quartieri “alla Brooklyn” da Londra a Tokyo.
Brooklyn ha segnato anche la storia dell’ingegneria e del divertimento. Il ponte di Brooklyn, completato nel 1883, fu un’impresa epica: il progettista John Roebling morì all’inizio dei lavori e il figlio Washington rimase invalido a causa della malattia dei cassoni, così a guidare di fatto il cantiere fino alla fine fu sua moglie, Emily Warren Roebling, che studiò ingegneria pur di portare a termine l’opera e fu la prima persona ad attraversare il ponte.
Brooklyn ha avuto un ruolo da protagonista anche nella storia industriale e militare americana. Lungo l’East River, il Brooklyn Navy Yard fu per oltre un secolo e mezzo uno dei cantieri navali più importanti del Paese: qui furono varate corazzate leggendarie, tra cui la USS Missouri, la nave sul cui ponte, il 2 settembre 1945, il Giappone firmò la resa che pose fine alla Seconda guerra mondiale. Durante il conflitto il cantiere arrivò a impiegare fino a settantacinquemila persone, lavorando giorno e notte, e si guadagnò il soprannome di “The Can-Do Shipyard”, il cantiere che sa fare tutto.
C’è poi la Brooklyn della cultura popolare e dell’identità. Le sue distese di brownstone, le case in arenaria rossa con la scalinata d’ingresso, sono diventate un simbolo della città intera, e quartieri come Brooklyn Heights, Park Slope e Fort Greene ne conservano interi isolati ottocenteschi. L’accento di Brooklyn, il “Brooklynese”, è entrato nell’immaginario di mezzo mondo attraverso il cinema, e il nome del borough, in tutto il pianeta, è diventato sinonimo di creatività e di una certa idea di vita urbana, al punto che esistono quartieri “alla Brooklyn” da Londra a Tokyo.
Il Nostro Verdetto su Cosa Vedere a Brooklyn
Cosa vedere a Brooklyn, alla fine, è una domanda che si risolve camminando: il ponte e DUMBO per la vista, Williamsburg e Bushwick per l’energia creativa, Brooklyn Heights e Park Slope per la New York di una volta, Coney Island per la nostalgia e Red Hook per l’anima di mare. Più che una lista di tappe, Brooklyn è un cambio di sguardo: è il posto dove capisci che New York non è solo i grattacieli di Manhattan, ma un mosaico di quartieri, lingue e storie. Il consiglio è di dedicarle almeno un giorno pieno e di girarla senza fretta, magari facendoti accompagnare dalla nostra guida turistica italiana a New York per non perderti i dettagli che fanno la differenza. Una volta che l’hai vista, capisci perché chi ci vive non la lascerebbe per niente al mondo.
Domande frequenti su cosa vedere a Brooklyn
In un giorno punta sulla parte nord: attraversa il ponte di Brooklyn a piedi da Manhattan, visita DUMBO con la Jane’s Carousel e il Brooklyn Bridge Park, cammina sulla Brooklyn Heights Promenade e chiudi a Williamsburg tra murales, negozi e locali per il tramonto e la cena.
Per il meglio basta un giorno (ponte, DUMBO, Brooklyn Heights, Williamsburg). Con due giorni aggiungi Bushwick, Prospect Park e il Brooklyn Museum; con tre ci stanno anche Coney Island, Red Hook e Greenpoint, vivendo i quartieri con calma.
Il modo più bello è a piedi, attraversando il ponte di Brooklyn (circa 30 minuti). In alternativa la metropolitana: linee A e C o F per il ponte e DUMBO, 2 e 3 per Brooklyn Heights e il Brooklyn Museum, L per Williamsburg, D, F, N e Q per Coney Island.
Dipende dai gusti: DUMBO per le viste sullo skyline, Williamsburg per i locali e la street art, Brooklyn Heights per le case storiche e la Promenade, Park Slope per i parchi e Coney Island per il mare. DUMBO è di solito il preferito alla prima visita.
Tantissimo: il ponte di Brooklyn, il Brooklyn Bridge Park, la Brooklyn Heights Promenade, Prospect Park, il Green-Wood Cemetery, la spiaggia e il lungomare di Coney Island, i murales di Bushwick e il mercato Smorgasburg sono tutti a ingresso libero.
Sì, le zone turistiche e residenziali come DUMBO, Brooklyn Heights, Williamsburg e Park Slope sono sicure e si girano tranquillamente anche la sera. Come ovunque a New York, conviene usare il normale buon senso nelle aree più periferiche e nelle ore notturne.

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