Staten Island è il quinto distretto di New York e il meno visitato di tutti, eppure si raggiunge gratis in 25 minuti di traghetto da Lower Manhattan. Sui suoi 265 km² trovi il memoriale Postcards, il centro culturale di Snug Harbor, un villaggio del Seicento, un museo di arte tibetana, l’unico outlet di New York e il quartiere italiano di Rosebank.
Staten Island in breve
- Dove si trova: a sud-ovest di Manhattan, corrisponde alla contea di Richmond, fondata nel 1683.
- Superficie: 265 km², il distretto meno densamente popolato dei cinque.
- Come arrivare: Staten Island Ferry, gratuito, 25 minuti da Whitehall Terminal.
- In alternativa: il ponte di Verrazzano-Narrows da Brooklyn, in auto o in autobus.
- Vicino al terminal: memoriale Postcards ed Empire Outlets, entrambi a piedi.
- Nell’entroterra: Historic Richmond Town, museo tibetano, Greenbelt, spiagge.
- Quanto tempo serve: mezza giornata per la zona di St. George, una intera per l’interno.
Il paradosso di Staten Island è che quasi tutti ci arrivano e quasi nessuno ci scende: il traghetto è pieno di turisti che fotografano la Statua della Libertà, toccano terra e si rimettono in fila per tornare indietro. Chi esce dal terminal trova un pezzo di New York fatto di case vittoriane, boschi e musei semivuoti. Ecco cosa vedere, distanza per distanza dal molo.
Indice
- Dove si trova Staten Island e come arrivarci
- Postcards, il memoriale dell’11 settembre
- Snug Harbor Cultural Center e il giardino botanico
- I musei dell’entroterra e il villaggio storico
- Gli italiani a Staten Island
- Parchi, boschi e spiagge
- Le attrazioni di Staten Island a confronto
- Staten Island nei film
- Il nostro consiglio per visitare Staten Island
Dove si trova Staten Island e come arrivarci
Staten Island si trova a sud-ovest di Manhattan, separata dal resto della città dalla baia di New York, e corrisponde alla contea di Richmond, fondata nel 1683. Con i suoi 265 km² è il distretto meno densamente popolato dei cinque, ed è anche l’unico che la metropolitana non raggiunge.
Il modo più semplice, e anche il più bello, è lo Staten Island Ferry: parte dal Whitehall Terminal all’estremità sud di Manhattan, è completamente gratuito, viaggia 24 ore su 24 tutto l’anno e attracca al St. George Terminal in circa 25 minuti, passando davanti alla Statua della Libertà. Non serve biglietto: chi prova a vendertene uno davanti al terminal è un abusivo.
Tutti i dettagli su orari, terminal e linee della metro sono nella nostra guida ai traghetti di New York. Le alternative per arrivare e per muoversi una volta sbarcati sono queste.
- Via terra: il ponte di Verrazzano-Narrows collega l’isola a Brooklyn ed è il ponte sospeso più lungo degli Stati Uniti.
- Autobus: dal St. George Terminal partono le linee per l’interno, tra cui l’S74 che serve la zona di Historic Richmond Town.
- Staten Island Railway: la ferrovia locale collega il terminal al resto dell’isola.
- Una curiosità: la maratona di New York parte proprio da Staten Island e i primi chilometri si corrono sul ponte di Verrazzano.
Una cosa da mettere in conto prima di partire: le attrazioni di Staten Island sono distanti tra loro e non si raggiungono tutte a piedi dal molo. La zona di St. George si gira camminando, ma per Richmond Town o per il Greenbelt servono autobus o auto, e i tempi si allungano parecchio.

Postcards, il memoriale dell’11 settembre
È la prima cosa che incontri scendendo dal traghetto, a pochi minuti a piedi lungo la North Shore Waterfront Esplanade, e vale da sola la traversata. Postcards commemora i 274 residenti di Staten Island uccisi negli attentati dell’11 settembre 2001 e nell’attentato al World Trade Center del 1993.
Due strutture bianche si alzano verso il cielo come ali, o come due cartoline spedite a chi non c’è più: da qui il nome. L’opera è dell’architetto Masayuki Sono, scelto tra quasi duecento proposte, ed è stata inaugurata l’11 settembre 2004, nel terzo anniversario degli attacchi. All’interno, ogni vittima ha una targa di granito con la silhouette del proprio profilo, il nome, la data di nascita e il luogo di lavoro il giorno dell’attentato.
Il dettaglio che lascia il segno è l’orientamento: tutti i profili guardano verso il punto del porto dove sorgevano le Torri Gemelle. Stare in mezzo alle due ali, con Manhattan incorniciata sullo sfondo, è un’esperienza diversa da quella del memoriale di Ground Zero, più intima e quasi sempre silenziosa, perché qui i visitatori sono pochissimi.
Empire Outlets, l’unico outlet di New York
Alla base del terminal, letteralmente a un minuto dallo sbarco, c’è il primo e unico centro outlet di New York City: 33.000 metri quadrati all’aperto, aperti nel maggio 2019, con marchi di abbigliamento e sportivi e una terrazza affacciata sullo skyline di Manhattan.
Va detto con onestà: il complesso non ha mai raggiunto il numero di negozi previsto e una parte degli spazi resta sfitta, quindi non aspettarti la varietà di un grande outlet europeo. Resta però l’unico posto di New York dove fai shopping scontato senza spendere nulla per arrivarci.
Snug Harbor Cultural Center e il giardino botanico
Snug Harbor è il cuore culturale dell’isola: un complesso di edifici storici che un tempo era una casa di riposo per marinai e che oggi raccoglie musei, spazi espositivi e giardini. Si visita con calma, perché la superficie è ampia e le cose da vedere sono sparse tra padiglioni e prati.
- Staten Island Botanical Garden: il giardino botanico, con aree tematiche distribuite nel parco.
- New York Chinese Scholar’s Garden: un giardino cinese tradizionale, tra i pochi del genere negli Stati Uniti.
- Connie Gretz’s Secret Garden: un labirinto di arbusti, la parte che funziona meglio con i bambini.
- Staten Island Children’s Museum: mostre e attività interattive per i più piccoli.
- Noble Maritime Collection: dipinti marittimi e modellini di navi dell’artista John A. Noble.
- Edifici storici: le architetture del vecchio ricovero per marinai, oggi sedi espositive.
Orari e biglietti dei singoli musei cambiano da struttura a struttura e con la stagione: conviene controllarli sul sito ufficiale del centro prima di mettersi in viaggio, perché alcuni padiglioni chiudono in determinati giorni della settimana.
I musei dell’entroterra e il villaggio storico
Qui si entra nella parte di isola che giustifica una giornata intera invece di mezza, perché serve prendere un autobus e i trasferimenti pesano.
Historic Richmond Town
Un villaggio storico dove si cammina tra edifici originali che risalgono fino al Seicento, con botteghe artigiane in funzione e figuranti in costume d’epoca che raccontano la vita quotidiana dei coloni. In alcuni periodi dell’anno si tengono rappresentazioni storiche, compresa la ricostruzione di episodi della guerra civile americana. Si raggiunge con l’autobus S74 dal terminal.
Jacques Marchais Museum of Tibetan Art
È la sorpresa più improbabile dell’isola: un museo di arte tibetana fondato nel 1945 dalla collezionista Jacques Marchais. Oltre all’esposizione si tengono lezioni di Tai Chi e meditazione, letture e performance musicali, e in alcune occasioni riti celebrati da monaci tibetani con assaggi di cucina tipica.
Fort Wadsworth e lo Staten Island Zoo
Fort Wadsworth è una fortificazione la cui prima costruzione risale all’epoca olandese, pensata per controllare l’ingresso al porto: oggi è un punto panoramico ai piedi del ponte di Verrazzano, con una delle viste più belle sulla baia. Lo Staten Island Zoo è piccolo e a misura di famiglia, lontano dalla folla dei grandi parchi cittadini.
Gli italiani a Staten Island
Se c’è un distretto di New York dove l’eredità italiana si sente più che a Little Italy, è questo: Staten Island ha una delle concentrazioni di italoamericani più alte della città, e il quartiere che la rappresenta meglio è Rosebank, sulla costa orientale.
Proprio a Rosebank c’è il Garibaldi-Meucci Museum: la casa che ospitò Giuseppe Garibaldi durante il suo esilio americano, di proprietà dell’inventore Antonio Meucci. Si visita con tour guidati e ospita laboratori e conferenze. Per un viaggiatore italiano è una tappa curiosa: due nomi che stanno sui libri di scuola, dentro una villetta in un quartiere residenziale di New York.
L’eredità italiana dell’isola si assaggia anche a tavola, e qui c’è il posto più particolare di tutta New York: un ristorante dove ai fornelli si alternano nonne di diverse nazionalità, ognuna con il proprio menù di casa. Ne abbiamo scritto per intero nella guida su la cucina delle nonne a Staten Island.
Parchi, boschi e spiagge
È il lato di Staten Island che sorprende di più chi si aspetta New York: lo Staten Island Greenbelt è un’estesa area boschiva attraversata da sentieri e collinette, dove si cammina per ore senza incontrare un grattacielo. Sul versante orientale ci sono le spiagge, South Beach e Midland Beach, collegate da una lunga passeggiata sul mare, mentre più a sud il Great Kills Park ha la sua spiaggia e aree attrezzate.
Non sono le spiagge dei Caraibi e nessuno viene a New York per fare il bagno, ma in una giornata d’estate offrono una prospettiva che nessun quartiere di Manhattan può dare: la città vista da lontano, con il ponte di Verrazzano-Narrows che chiude l’orizzonte. Se cerchi altre uscite dalla frenesia del centro, trovi le opzioni nelle nostre gite fuori porta da New York.
Le attrazioni di Staten Island a confronto
La tabella qui sotto riepiloga le principali attrazioni di Staten Island con la zona in cui si trovano, come si raggiungono dal terminal del traghetto e per chi sono più indicate.
| Attrazione | Zona | Dal terminal | Ideale per |
|---|---|---|---|
| Postcards | St. George | A piedi, pochi minuti | Tutti, anche con poco tempo |
| Empire Outlets | St. George | Adiacente | Shopping e vista sulla baia |
| Snug Harbor | Costa nord | Autobus, breve tragitto | Famiglie e amanti dei giardini |
| Garibaldi-Meucci Museum | Rosebank | Autobus | Viaggiatori italiani |
| Historic Richmond Town | Entroterra | Autobus S74 | Chi ha una giornata intera |
| Museo di arte tibetana | Entroterra | Autobus | Chi cerca l’insolito |
| Greenbelt e spiagge | Centro e costa est | Autobus o auto | Camminate e giornate d’estate |
Il criterio pratico che se ne ricava è semplice: le prime due righe si fanno con due ore, le altre richiedono di pianificare il rientro.
Staten Island nei film
Il distretto ha una presenza cinematografica più forte di quanto la sua fama turistica suggerisca. Il titolo più noto è The King of Staten Island di Judd Apatow, con Pete Davidson, che sull’isola è cresciuto davvero: è il ritratto più recente e più diffuso della vita quotidiana del quinto distretto.
Prima di lui era stato il traghetto a fare la parte del protagonista, da Una donna in carriera a Spider-Man: Homecoming: la rassegna completa dei film girati a bordo è nella guida ai traghetti linkata più sopra.
Il nostro consiglio per visitare Staten Island
Se è il tuo primo viaggio a New York e hai pochi giorni, Staten Island non è una priorità: meglio spendere le ore a Manhattan e limitarsi alla traversata andata e ritorno per la vista sulla Statua della Libertà. Se invece ci torni, o se hai una giornata da riempire lontano dalla folla, l’isola regala il volto più tranquillo e meno fotografato della città.
La formula che funziona meglio è questa: traghetto in mattinata, memoriale Postcards appena sbarcati, un salto agli Empire Outlets se lo shopping ti interessa, Snug Harbor a metà giornata e rientro nel tardo pomeriggio, con il ritorno che regala lo skyline di Manhattan illuminato dal sole basso. Richmond Town, il museo tibetano e il Greenbelt li tieni per una visita dedicata, non li incastri in mezzo.
Il quinto distretto è anche il più difficile da girare senza qualcuno che sappia dove andare, perché senza metropolitana tutto dipende dagli autobus: come Guida a New York in Italiano costruiamo itinerari anche fuori da Manhattan, con accompagnatori che vivono in città tutto l’anno.
Per le altre idee di visita, quartiere per quartiere, trovi l’archivio completo tra le nostre guide su New York.
Domande frequenti
Partendo dal terminal di St. George: il memoriale Postcards, gli Empire Outlets e Snug Harbor con i suoi giardini, tutti nella zona nord. Con una giornata intera si aggiunge l’entroterra, cioè Historic Richmond Town e il Jacques Marchais Museum of Tibetan Art, raggiungibili in autobus. La zona del molo si gira a piedi, per il resto servono autobus o auto.
Con lo Staten Island Ferry, gratuito, che parte dal Whitehall Terminal all’estremità sud di Manhattan e arriva al St. George Terminal in circa 25 minuti. Il servizio è attivo 24 ore su 24 tutto l’anno. In alternativa si arriva via terra dal ponte di Verrazzano-Narrows, in auto o in autobus da Brooklyn.
Si trova a sud-ovest di Manhattan, separata dalla baia di New York, e corrisponde alla contea di Richmond, fondata nel 1683. Ha una superficie di 265 km² ed è il distretto meno densamente popolato dei cinque. È anche l’unico che la metropolitana non raggiunge: sull’isola si usano autobus e la Staten Island Railway.
Sì, gli Empire Outlets, il primo e unico centro outlet di New York City, aperto nel maggio 2019 alla base del terminal del traghetto. Sono 33.000 metri quadrati all’aperto con vista sulla baia. Una parte degli spazi resta sfitta, quindi la varietà è inferiore a quella di un grande outlet europeo, ma ci si arriva con il traghetto gratuito.
Il distretto ha una delle concentrazioni di italoamericani più alte di New York. Il quartiere simbolo è Rosebank, dove si trova il Garibaldi-Meucci Museum, la casa che ospitò Giuseppe Garibaldi durante l’esilio americano ed era di proprietà di Antonio Meucci.
Sì, lo Staten Island Ferry è un servizio pubblico gratuito del Comune di New York: non serve né biglietto né MetroCard. Chiunque provi a vendere biglietti nei pressi del terminal è un abusivo, perché per salire a bordo non è richiesto alcun titolo di viaggio.

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