La street art di New York è un museo a cielo aperto sparso in tutti e cinque i distretti: dai murales di Keith Haring e Banksy a Manhattan alle gallerie di strada di Bushwick a Brooklyn, fino al South Bronx, dove negli anni ‘70 il writing è nato insieme all’hip hop grazie a collettivi come i Tats Cru. In questa guida trovi i graffiti più belli quartiere per quartiere, con indirizzo esatto e come arrivarci, così puoi costruire il tuo itinerario tra un capolavoro e l’altro.
Street art a New York in breve
- Dove nasce: nel South Bronx negli anni ‘70, insieme all’hip hop e alla breakdance
- Quartiere top: Bushwick a Brooklyn, la più grande galleria di strada all’aperto della città
- Icone imperdibili: Crack is Wack di Keith Haring e Hammer Boy di Banksy
- Costo: gratis, sono tutte opere in strada e all’aperto
- Come muoverti: in metropolitana, ogni zona ha la sua fermata dedicata
- Da non perdere: il murale I Love the Bronx dei Tats Cru, simbolo della città
New York è la patria dell’arte urbana: dagli anni Ottanta questa forma di espressione ha permeato i muri di colori, messaggi e simboli, e oggi camminare per la città senza incrociare un graffito è quasi impossibile. Qui sotto ti guidiamo tra le opere da vedere assolutamente, organizzate per distretto, con i nomi degli artisti, gli indirizzi precisi e i consigli pratici per raggiungerle.
Indice
- Cos’è la Street Art a New York e Dove è Nata
- La Street Art di Manhattan: da Haring a Banksy
- Bushwick: la Galleria di Strada di Brooklyn
- I Murales del Queens: il Welling Court Mural Project
- Il South Bronx: Dove Sono Nati i Graffiti e l’Hip Hop
- Altri Murales da Vedere se Hai Tempo
- Consigli per un Itinerario tra i Graffiti di New York
- Vivi la New York dei Muri Dipinti
Cos’è la Street Art a New York e Dove è Nata
La street art di New York nasce come voce delle comunità di strada. Il writing, cioè la scrittura del proprio nome sui muri e sui vagoni, esplode nel South Bronx degli anni ‘70, negli stessi isolati poveri dove stavano nascendo l’hip hop e la breakdance. Da lì i graffiti si diffondono in tutta la città, prima come gesto ribelle e clandestino, poi come forma d’arte riconosciuta che oggi riempie interi quartieri.
C’è una differenza utile da tenere a mente: il graffito tradizionale ruota attorno alla scrittura e alla firma, mentre il murale è un’opera figurativa di grandi dimensioni, spesso commissionata. A New York convivono entrambi, dai tag storici del Bronx ai giganteschi murales di Bushwick. Nelle prossime sezioni trovi le opere più belle distretto per distretto, con gli indirizzi per raggiungerle.

La Street Art di Manhattan: da Haring a Banksy
Manhattan custodisce alcuni dei murales più celebri al mondo, spesso nascosti dove meno te li aspetti. Il più iconico è Crack is Wack, dipinto illegalmente da Keith Haring nel 1986 come grido contro l’epidemia di crack che devastava la città: con il suo stile inconfondibile, l’artista trasformò un campo da handball abbandonato in un manifesto sociale. È stato restaurato e lo trovi ancora oggi all’angolo tra la 2nd Avenue e la East 128th Street, vicino all’Harlem River Drive.
A East Harlem c’è un altro luogo di culto: la Graffiti Wall of Fame, un muro gigante dove da oltre trent’anni gli artisti locali si passano il testimone rinnovando le opere. Si trova all’incrocio tra la East 106th Street e Park Avenue ed è considerata la galleria dei writer di quartiere, l’anima autentica di questa parte di città.
Impossibile parlare di street art senza Banksy, che nell’ottobre 2013 seminò New York di opere per oltre trenta giorni. Due sono ancora visibili e protette:
- Hammer Boy, il bambino che colpisce un idrante con un martello, sul muro del negozio DSW alla 79th Street vicino a Broadway, nell’Upper West Side. Oggi è protetto da una lastra di plexiglass.
- Tagging Robot, realizzato con la tecnica dello stencil, a Coney Island, vicino al Luna Park.
- Free Zehra Dogan, la protesta di Banksy per la giornalista turco-curda imprigionata: tacche nere come sbarre di prigione all’angolo tra Houston Street e la Bowery, sull’Houston Bowery Wall.
Proprio all’Hammer Boy abbiamo dedicato un video sul nostro canale, andando a cercarlo di persona all’angolo della 79th Street: lo trovi qui sotto, protetto dalla sua teca di vetro.
Il brasiliano Eduardo Kobra, riconoscibile per i colori geometrici e sgargianti, ha lasciato a Manhattan alcune delle sue opere più belle. The 27 Club ritrae i musicisti morti a 27 anni (Janis Joplin, Kurt Cobain, Jim Morrison, Jimi Hendrix e Amy Winehouse) al 36 di Rivington Street. Tolerance, dedicata a Madre Teresa di Calcutta e Gandhi come omaggio alla pace, si trova al 130 della 10th Avenue. C’è poi Ellis, Imigrantes, che celebra cinque immigrati sbarcati oltre un secolo fa attraverso Ellis Island.
Scendendo verso il basso di Manhattan, a Little Italy ti aspetta il volto di Audrey Hepburn, murale coloratissimo creato nel 2013 da Tristan Eaton al 176 di Mulberry Street: uno degli sfondi più fotografati della città, a due passi dal cuore del quartiere italiano che raccontiamo nella guida dentro Little Italy.

Bushwick: la Galleria di Strada di Brooklyn
Se hai tempo per una sola tappa street art, scegli Bushwick, a Brooklyn: è la più grande raccolta di graffiti all’aperto della città. Il cuore è il Bushwick Collective, nato da un’idea di Joseph Ficalora, ragazzo del quartiere cresciuto in un’infanzia difficile che, dopo l’uccisione del padre, decise di trasformare le strade attraverso l’arte. Ha coinvolto artisti da tutto il mondo e la collezione, sempre in evoluzione, si dipana da Jefferson Street verso Troutman Street e Saint Nicholas Avenue.
Ci arrivi facilmente con la metropolitana: linea L, fermata Jefferson Street, e appena esci sei già circondato dai murales. Essendo un progetto vivo, i muri cambiano di continuo: due visite a distanza di un anno ti mostrano opere diverse, ed è proprio questo il bello. Se vuoi conoscere il quartiere anche oltre la street art, tra vecchie fabbriche riconvertite, gallerie e locali, leggi la nostra guida su Bushwick, il quartiere più creativo di Brooklyn.
Il nostro consiglio
- Visita Bushwick di giorno e nel weekend: la luce è migliore per le foto e le saracinesche dei negozi, anch’esse dipinte, sono abbassate e visibili.
- Indossa scarpe comode: il percorso migliore si fa a piedi, isolato dopo isolato, senza fretta.
- Cerca il murale del momento sui social del Bushwick Collective prima di partire: le opere cambiano spesso.
C’è un momento dell’anno in cui Bushwick si apre ancora di più: durante il Bushwick Open Studios, il festival organizzato dall’associazione no profit Arts in Bushwick, centinaia di artisti spalancano le porte dei propri atelier al pubblico per un intero weekend. Nato nel 2006, è diventato uno dei più grandi eventi di studi aperti al mondo, con oltre 500 spazi coinvolti tra loft, gallerie e locali trasformati in sale espositive. L’ingresso è gratuito e si gira liberamente con la mappa scaricabile dal sito ufficiale. Se il tuo viaggio cade a settembre, è l’occasione per chiacchierare con gli artisti e vedere Bushwick dal di dentro, non solo dai muri.
Brooklyn conserva anche murales commemorativi molto amati, come quelli dedicati a Kobe Bryant e alla figlia dopo l’incidente del 2020: il più bello è comparso al Barclays Center, mentre un altro si trova a Chinatown, all’incrocio tra Hester Street ed Eldridge Street. Se vuoi esplorare il distretto oltre i graffiti, dai un’occhiata alla guida su cosa vedere a Brooklyn.
I Murales del Queens: il Welling Court Mural Project
Il Queens ospita un progetto meno conosciuto ma sorprendente: il Welling Court Mural Project, nato per rendere più accogliente la parte più antica di Astoria. Oltre 150 artisti internazionali hanno dipinto i muri del quartiere, trasformandolo in una tavolozza a cielo aperto che vale la deviazione. Ci arrivi con la metropolitana, linee N o W, fermata Astoria-Ditmars Boulevard. È la tappa perfetta per chi cerca la street art lontano dai circuiti più turistici.
Il South Bronx: Dove Sono Nati i Graffiti e l’Hip Hop
Il Bronx non è una tappa qualsiasi: è il luogo dove, negli anni ‘70, il writing è nato insieme all’hip hop e alla breakdance. Erano gli anni in cui il South Bronx bruciava davvero, tra edifici incendiati e una città sull’orlo della bancarotta, ma proprio da quella miseria nacque la cultura che avrebbe conquistato il mondo. Molti considerano il palazzo al 1520 di Sedgwick Avenue la culla dell’hip hop: fu lì che nel 1973 un ragazzo giamaicano, DJ Kool Herc, iniziò a prolungare le parti strumentali dei dischi durante le sue feste, dando il via a tutto. Oggi quel tratto di strada è stato co-intitolato Hip Hop Boulevard.
I re incontrastati dei graffiti del Bronx sono i Tats Cru, i cosiddetti Mural Kings: ragazzi che negli anni ‘80 iniziarono a dipingere clandestinamente i vagoni della metropolitana e col tempo sono diventati maestri rispettati in tutta la città, autori di alcuni dei murales del Bronx più fotografati. Il loro quartier generale è a Hunts Point, dove murali alti diversi piani ricoprono i muri dei magazzini su Drake Street. Loro è anche il celebre I Love the Bronx, tra Westchester Avenue e Simpson Street, diventato un simbolo di New York.
Quel murale è un piccolo racconto per immagini, dove ogni lettera custodisce la storia del quartiere. Camminando lungo l’opera durante uno dei nostri sopralluoghi tra i graffiti del South Bronx, uno dei murales del Bronx più densi di significato, si leggono i dettagli uno a uno:
- B: il Botanical Garden e il Bronx Zoo, le due icone verdi del distretto, con bambini che giocano a un baseball improvvisato.
- R: la metropolitana sopraelevata e il ponte, arterie del quartiere.
- O: il DJ, il ballerino di breakdance, il treno vecchia maniera e il venditore di granite che gratta il ghiaccio, con la bandiera di Porto Rico a fare da sfondo.
- N: l’autobus di linea, le scarpe appese ai cavi elettrici e le bambine che giocano a saltare la corda.
- X: lo Yankee Stadium, il tamburo e il domino, gioco amatissimo dagli immigrati portoricani e domenicani.
I graffiti del South Bronx nascono dall’urgenza di raccontare, di uscire dall’anonimato, e molti di loro custodiscono storie vere del quartiere. Il murale dedicato ad Amadou Diallo, il ventitreenne immigrato dalla Guinea ucciso nel 1999 da 41 colpi di pistola mentre estraeva i documenti, riporta la scritta straziante che si era ripromesso: Mom, I am going to college. Poco distante, il piccolo Baby Angel ricorda Jonathan, un bambino di sette anni rimasto vittima della violenza del quartiere. Sono opere che trasformano il dolore in memoria collettiva.
C’è poi un dettaglio che sorprende ogni visitatore italiano: uno dei ritratti più impressionanti, quello dedicato al pioniere dell’hip hop Africa Bambaataa, è firmato da Jorit, noto come Agoch, artista nato a Napoli da madre olandese e padre italiano. Ha usato oltre quindici strati di colore per rendere il volto quasi fotografico, con il riflesso nelle lenti degli occhiali a testimoniarne l’abilità. Un pezzo d’Italia nel cuore della street art del Bronx.
Il Bronx omaggia anche i suoi eroi musicali con il Big Pun Memorial Mural, dedicato al primo rapper latino a ricevere il disco di platino, al 910 di Rogers Place: viene ridipinto ogni anno per tenerne viva la memoria. Per scoprire il distretto oltre i muri dipinti, dai un’occhiata alla guida su cosa vedere nel Bronx.
Il modo più comodo per vedere il murale I Love the Bronx senza pensare agli spostamenti è il nostro tour di Bronx, Queens e Brooklyn in italiano: cinque ore in bus privato con guida dal vivo, tra le opere dei Tats Cru, l’Unisphere del Queens e lo skyline di DUMBO, con arrivo finale a Little Italy.
Tra i murales del Bronx
Tour di Bronx, Queens e Brooklyn in italiano
Cinque ore in bus privato con guida dal vivo, dal murale I Love the Bronx a DUMBO, da 78$ (circa 68€).
Altri Murales da Vedere se Hai Tempo
Se ti avanza tempo tra un quartiere e l’altro, questi murales minori valgono una deviazione veloce, quasi tutti concentrati nel Lower East Side di Manhattan:
- Marilyn Monroe: 151 East Houston Street.
- Big City of Dreams: 389 Broome Street.
- Blondie: 4 Bleecker Street.
- From New York with Love e Not Bad for a Girl: 246 Eldridge Street.
- Tango dancers: 154 Stanton Street.
Consigli per un Itinerario tra i Graffiti di New York
La street art di New York è gratuita e all’aperto, ma è sparsa su distretti lontani tra loro, quindi un minimo di pianificazione fa la differenza. Il modo migliore per goderla è concentrare ogni giornata su una zona: un pomeriggio a Bushwick, una mattina tra i murales di Manhattan, una deviazione ad Astoria o nel Bronx.
- Muoviti in metro: ogni cluster ha la sua fermata (L per Bushwick, N/W per Astoria, 1 per Hammer Boy alla 79th Street).
- Vai di giorno: la luce aiuta le foto e i quartieri più defilati sono più tranquilli nelle ore diurne.
- Metti in conto che le opere cambiano: molti murales vengono ridipinti o coperti, soprattutto a Bushwick, quindi verifica prima di andare.
- Unisci l’arte al quartiere: ogni zona della street art è anche un pezzo di città autentica da vivere a piedi.
Per esplorare i quartieri con una guida che conosce ogni angolo, dai un’occhiata ai tour a piedi disponibili, il modo più immersivo per scoprire la New York dei muri dipinti. Un tour guidato ha due vantaggi rispetto al fai da te: ti porta direttamente alle opere che valgono, senza perdere tempo, e ti racconta le storie dietro ogni murale, dagli artisti ai messaggi nascosti. È l’ideale soprattutto a Bushwick e nel Bronx, dove le opere cambiano spesso e un local sa sempre qual è quella nuova da non perdere. E se vuoi altri itinerari e approfondimenti sulla città, li trovi sul magazine de Il Mio Viaggio a New York.
Vivi la New York dei Muri Dipinti
Cercare i graffiti di New York significa vedere la città con occhi diversi: alzare lo sguardo su un muro e trovarci Amy Winehouse, Audrey Hepburn o un bambino con un martello dipinto da Banksy. È un viaggio dentro il viaggio, gratuito e sempre diverso, che ti porta nei quartieri dove batte il cuore vero della metropoli. Se vuoi scoprirli accompagnato da chi la città la vive ogni giorno, la Guida a New York in Italiano ti aiuta a trasformare questi indirizzi in un itinerario su misura.
Domande frequenti sulla street art di New York
La street art è sparsa in tutti e cinque i distretti. Le zone principali sono Bushwick a Brooklyn, la più grande galleria di strada all’aperto, il Welling Court Mural Project ad Astoria nel Queens, i murales di Keith Haring e Banksy a Manhattan e le opere dei Tats Cru nel Bronx, dove il writing è nato negli anni ‘70.
Due opere di Banksy realizzate nell’ottobre 2013 sono ancora visibili e protette: Hammer Boy, il bambino con il martello, sul muro del negozio DSW alla 79th Street vicino a Broadway, nell’Upper West Side, e Tagging Robot a Coney Island, vicino al Luna Park. Hammer Boy oggi è coperto da una lastra di plexiglass.
Bushwick, a Brooklyn, è la zona più famosa: il Bushwick Collective è la più grande raccolta di graffiti all’aperto della città, con murales che cambiano di continuo. Ci si arriva con la metropolitana, linea L, fermata Jefferson Street, e appena usciti si è già circondati dalle opere.
Crack is Wack, dipinto da Keith Haring nel 1986 come denuncia contro l’epidemia di crack, si trova all’angolo tra la 2nd Avenue e la East 128th Street, vicino all’Harlem River Drive, a East Harlem. È stato restaurato ed è tuttora visibile su un ex campo da handball.
Nulla: sono tutte opere in strada, all’aperto e gratuite. L’unica spesa è quella della metropolitana per spostarti da un quartiere all’altro. In alternativa esistono tour guidati a piedi o in bus che uniscono più tappe in un unico itinerario con una guida.
Nel South Bronx, negli anni ‘70, insieme alla breakdance. Il palazzo al 1520 di Sedgwick Avenue è considerato la culla dell’hip hop, dove nel 1973 DJ Kool Herc diede il via a tutto. Da lì il writing si è diffuso in città grazie a collettivi come i Tats Cru, che iniziarono dipingendo clandestinamente i vagoni della metropolitana.

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