Che l’Italia sia un paese di creativi non lo scopriamo certo oggi. Sarà per questo motivo, quindi, che il numero degli artisti italiani negli Stati Uniti è così elevato. “Artisti”, perlomeno, a detta dell’immigrazione. Infatti, uno dei visti più diffusi è il visto O-1, nel gergo conosciuto come il visto artistico. In realtà, il visto O-1 non è riservato solo agli eredi di Leonardo Da Vinci, bensì a coloro che sono in grado di dimostrare extraordinary abilities in alcuni settori, tra cui appunto l’arte. Categoria quest’ultima che, come vedremo, è intesa in senso lato, tanto da dare il nome a questo visto nel linguaggio di ogni giorno.
L’O-1 visa è riservato a persone che dimostrano extraordinary abilities in: 1) scienze, istruzione, business e atletica; 2) arte, categoria la quale, come anticipato, è intesa in senso tanto ampio da includere non solo le classiche belle arti, arti performative e visive ma qualsiasi attività creativa. Numerosi sono i casi di fotografi, designers, architetti, scrittori e persino chefs e coiffeurs che sono riusciti ad ottenere un O-1 grazie alle proprie extraordinary abilities in questi settori; 3) nell’industria cinematografica o televisiva.
La differenza tra le tre categorie risiede nella maggior o minore difficoltà nel provare le extraordinary abilities.I casi più difficili da provare sono quelli della prima categoria, ovvero per soggetti con abilità straordinarie nelle scienze, nell’istruzione, nel business e nell’atletica, in quanto riservati a una piccola percentuale che è riuscita ad arrivare to the very top del proprio settore. Uno standard probatorio meno rigoroso è richiesto per coloro che vogliono dimostrare extraordinary abilities nell’industria cinematografica o televisiva, dove è richiesto che il soggetto sia outstanding, ovvero eccezionale e illustre. Infine, la categoria più facile da provare è quella per soggetti con extraordinary abilities in arts, in quanto un mero livello di distinction è ritenuto sufficiente. Distinction viene considerata soddisfatta quando dei risultati positivi nel proprio settore sono corroborati da prove documentali. Quindi, come visto, la categoria dell’arte è intesa in senso molto ampio ed è la più semplice nella quale provare le extraordinary abilities. Non sorprende, quindi, che, almeno nel campo dell’immigrazione, gli Stati Uniti siano un paese di “artisti”.
Ulteriori differenze tra le categorie risiedono nel tipo di prove da presentare. Più nello specifico, al riguardo, il primo gruppo, quello riservato ad individui con extraordinary abilities nelle scienze, nell’istruzione, nel business e nell’atletica e denominato O-1A si distingue dalle altre due categorie (extraordinary abilities nelle arti e nell’industria cinematografica e televisiva), raggruppati sotto la dicitura O-1B. Per ottenere un O-1A bisogna dimostrare di essere arrivati al top nel proprio settore provando o:
oppure:
Per ottenere un O-1B, invece, bisogna o:
oppure:
E’ opportuno ricordare che, all’interno dell’O-1B, ci sono due sottocategorie il cui standard probatorio è differente: più esigente quello per soggetti dell’industria cinematografica e televisiva (outstanding, ovvero eccezionale e illustre), più facile da provare per soggetti che operano nelle arti (distinct, ovvero molto conosciuta/o).
Per sintetizzare – e semplificare – l’analisi delle prove da presentare, si può osservare che un O-1 case si dimostra tramite articoli di giornale (o simili pubblicazioni), premi (o comunque riconoscimenti ufficiali) e testimonianze/lettere di raccomandazione. Ovviamente, vi sono casi più evidenti e facili da provare ed altri che si “costruiscono” tramite un lavoro di concerto più o meno lungo tra il beneficiario e l’avvocato specializzato.
In un O-1 Application, il Petitioner sarà o un US employer o un US Agent. Il primo è un classico datore di lavoro che utilizzerà le extraordinary abilities del candidato in maniera esclusiva. In tal caso, un vero e proprio contratto di lavoro o, perlomeno, una sintesi scritta e firmata dalle parti dell’accordo orale deve essere inclusa nella domanda di visto. Uno US Agent, invece, è un soggetto o un ente operante nella stessa industria in questione, che sponsorizza il candidato pur senza impegnarsi ad utilizzare lo stesso in via esclusiva. In questo caso, piuttosto che un contratto di lavoro, è necessario includere nella domanda di visto un percorso/itinerario di quelle che saranno le attività del candidato.
Il visto O-1 viene concesso per un tempo corrispondente alla durata dell’evento a cui prenderà parte il soggetto con extraordinary abilities fino a un massimo di tre anni e può essere prolungato qualora l’evento in questione non sia terminato con proroghe annuali. A meno che… il possessore dell’O-1 non soddisfi già i requisiti per divenire un residente permanente. Infatti, l’O-1 visa è uno di quei visti che gode di una corsia preferenziale verso l’ottenimento della tanto desiderata green card…
Michele Cea
Avvocato in Italia e nello Stato di New York
mc@cealawpc.com
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Journalist, Writer, NY Urban Explorer
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