Gli speakeasy di New York sono i bar nascosti nati durante il proibizionismo, tra il 1920 e il 1933, quando vendere alcolici era illegale. Oggi i più famosi sono The Back Room, che occupa davvero il retro di un locale degli anni Venti nel Lower East Side, e PDT, dove si entra da una cabina telefonica dentro un negozio di hot dog. Per entrare servono un documento con foto, spesso una prenotazione e qualche accortezza nell’abbigliamento.
Speakeasy a New York in breve
- Cosa sono: bar clandestini del proibizionismo; nel 1920 a New York se ne contavano 32.000, contro 15.000 bar legali.
- Il più autentico: The Back Room, al 102 di Norfolk Street, nel retro di quello che negli anni Venti era il ristorante Ratner’s.
- Il più scenografico: PDT, al 113 di St. Marks Place, con l’ingresso da una cabina telefonica dentro Crif Dogs.
- Dentro la metro: La Noxe, nella stazione della 28th Street della linea 1, con l’ingresso al 162 della West 28th Street.
- Documenti: si entra solo dai 21 anni in su, con un documento d’identità fisico.
- Prezzo: un cocktail costa in genere intorno ai 20$, circa 18€.
Questa guida riunisce in un solo articolo le due che avevamo pubblicato nel 2018 e nel 2021, con indirizzi, orari e modalità di ingresso ricontrollati a ottobre 2026. Nel frattempo Angel’s Share ha cambiato quartiere, La Noxe ha aperto una seconda sede e Chumley’s, uno degli speakeasy storici del Greenwich Village, ha lasciato il posto a una steakhouse: per questo trovi anche la storia dei locali del proibizionismo e una mappa con tutti gli indirizzi.
Indice
- Cosa sono gli speakeasy: la storia del proibizionismo a New York
- Speakeasy New York: 10 bar segreti da provare
- 1. The Back Room: lo speakeasy originale del Lower East Side
- 2. PDT: lo speakeasy con la cabina telefonica
- 3. Apotheke: la farmacia segreta di Chinatown
- 4. Angel’s Share: il bar giapponese che ha cambiato quartiere
- 5. Raines Law Room: il salotto vittoriano di Chelsea
- 6. Dear Irving: quattro epoche in un solo bar
- 7. La Noxe: il bar segreto dentro la metropolitana
- 8. Bathtub Gin: burlesque e gin a Chelsea
- 9. Blind Barber: il barbiere con il bar sul retro
- 10. Attaboy: un simbolo del nuovo stile speakeasy
- Come si entra negli speakeasy di New York
- Una serata a New York tra skyline e bar segreti
- Consigli per una serata in uno speakeasy di New York
- Come scegliere il tuo speakeasy a New York
Cosa sono gli speakeasy: la storia del proibizionismo a New York
La parola speakeasy significa più o meno “parla piano”. Secondo la versione più raccontata, la usava Kate Hester, che negli anni Ottanta dell’Ottocento gestiva un saloon senza licenza a McKeesport, vicino a Pittsburgh: ai clienti troppo rumorosi sussurrava “speak easy, boys”, parlate piano, per non attirare l’attenzione delle autorità. Il termine si diffuse in Pennsylvania e poi in tutti gli Stati Uniti.

Il proibizionismo ha radici lontane. Già dall’inizio dell’Ottocento le Società per la Sobrietà, gruppi religiosi e politici di forte impronta moralista, facevano pressione contro l’alcol: l’American Temperance Society, fondata nel 1826, dodici anni dopo contava più di 8.000 gruppi locali. Il risultato arrivò con il Volstead Act e il XVIII emendamento, entrato in vigore il 16 gennaio 1920, che vietava di produrre, vendere e trasportare alcolici in tutto il Paese.
New York non smise di bere, lo fece di nascosto. Nel 1920, secondo le stime riportate da Wikipedia, in città c’erano 32.000 speakeasy contro 15.000 bar legali. Si nascondevano nel retro di macellerie, barbieri, ristoranti e appartamenti privati; i più eleganti chiedevano giacca e cravatta, servivano da mangiare e ospitavano musicisti. Gangster come Lucky Luciano e Dutch Schultz fecero fortuna rifornendoli.
Il divieto cadde martedì 5 dicembre 1933, alle 17.27, con l’entrata in vigore del XXI emendamento. Gli speakeasy sparirono quasi del tutto, e solo dagli anni Duemila lo stile è tornato di moda: porte senza insegna, ingressi travestiti, cocktail d’autore.
Due nomi storici raccontano bene come è andata a finire. Il 21 Club, aperto nel 1922 e diventato poi il ristorante dei presidenti al 21 della West 52nd Street, ha annunciato a dicembre 2020 che non avrebbe riaperto nella forma di sempre. Chumley’s, aperto nel 1922 all’86 di Bedford Street, nel Greenwich Village, ha chiuso nel 2020; da settembre 2025 al suo posto c’è una steakhouse che si chiama, non a caso, The Eighty Six. Una leggenda vuole che l’espressione “86”, cacciare un cliente, venga proprio dalla porta di Bedford Street da cui uscivano i clienti prima delle retate.
Se ti interessano i locali storici che hanno attraversato quell’epoca, come Pete’s Tavern o McSorley’s, li abbiamo raccolti nella nostra selezione dei bar storici di New York.
Speakeasy New York: 10 bar segreti da provare
Alcuni di questi bar sono speakeasy veri, nati negli anni Venti; altri sono locali moderni che ne riprendono l’atmosfera e il gioco dell’ingresso nascosto. Tutti richiedono un minimo di organizzazione: orari serali, documento alla porta, spesso una prenotazione.
1. The Back Room: lo speakeasy originale del Lower East Side
Tra quelli ancora aperti, The Back Room è lo speakeasy con la storia più autentica. Negli anni Venti era il retro di Ratner’s, il ristorante kosher aperto nel 1908 e trasferito in Delancey Street poco prima del Volstead Act: davanti si serviva la zuppa d’orzo, dietro l’alcol illegale. Secondo il proprietario Johnny Barounis, che lo ha saputo dai vecchi padroni di casa, lì si riunivano i gangster del quartiere, Meyer Lansky e Bugsy Siegel compresi.
L’ingresso è rimasto quello di allora: si cerca il cancello con l’insegna Lower East Side Toy Company, finto negozio di giocattoli al 102 di Norfolk Street, si scende in un vicolo sotterraneo, si attraversa un cortile e si trova il buttafuori, esattamente come negli anni Venti. Nel 2018 descrivevamo il caminetto, i divani di velluto rosso, i cocktail serviti in tazze da tè e le bottiglie avvolte nei sacchetti di carta, come durante il proibizionismo.
È aperto tutte le sere dalle 18, fino all’una la domenica e il lunedì, alle 2 da martedì a giovedì e alle 3 il venerdì e il sabato. Il lunedì c’è il jazz dal vivo a ingresso gratuito, giovedì, venerdì e sabato un DJ. Accetta sia prenotazioni sia clienti senza prenotazione, non serve cibo e ha un dress code preciso: niente cappellini da baseball, infradito e canottiere per gli uomini. Si entra dai 21 anni, dai 25 il venerdì e il sabato, come indica il sito di The Back Room.
2. PDT: lo speakeasy con la cabina telefonica
Se cerchi lo speakeasy di New York con la cabina telefonica, è PDT, sigla di Please Don’t Tell, cioè “per favore non dirlo a nessuno”. Si entra da Crif Dogs, il locale di hot dog al 113 di St. Marks Place, nell’East Village: dentro c’è una cabina telefonica di legno, si alza la cornetta e la parete di fondo si apre sulla sala. Nella nostra guida del 2018 lo descrivevamo così: telefono rosso, si digita 1 e la porta segreta si apre, con drink dedicati agli anni Venti come quelli a base di Cutty Sark, whisky scozzese nato nel 1923.
PDT ha aperto il 24 maggio 2007, fondato da Jim Meehan, Brian Shebairo e Chris Antista, e nel 2012 ha vinto il James Beard Award per il miglior programma bar. La sala è piccola, con posto per non più di 48 persone, e oltre ai cocktail servono gli hot dog e le tater tots della porta accanto. Su Google non risultano orari pubblicati: si prenota dal sito, e per il resto della serata tra St. Marks Place e Tompkins Square c’è il nostro racconto su cosa vedere nell’East Village.
3. Apotheke: la farmacia segreta di Chinatown
Al 9 di Doyers Street, la stradina a gomito di Chinatown, Apotheke è uno speakeasy a tema farmacia: nel 2018 lo raccontavamo nascosto dietro l’insegna del Gold Flower Restaurant, con la vecchia scritta “Chemist” e i barman in camice da alchimista che servono drink simili a pozioni. Dentro la sala è quasi buia, con pochi tavolini e divanetti, e i cocktail costano intorno ai 20$, circa 18€, secondo Time Out. Nel 2018 si prenotava via mail e alla porta serviva una password; oggi sedi e menu sono sul sito di Apotheke.
La sede di Chinatown è aperta tutte le sere dalle 18.30 fino a tarda notte, senza prenotazione: chi arriva prima entra prima. Oggi Apotheke ha anche una sede a NoMad e una a Los Angeles, e organizza un’Academy per chi vuole imparare la mixology; nel 2021 segnalavamo oltre 200 cocktail in carta e serate jazz il lunedì e il martedì. Prima o dopo, una passeggiata nel quartiere è d’obbligo: tra Mott Street e Pell Street ti orienta il nostro approfondimento sul quartiere di Chinatown.
4. Angel’s Share: il bar giapponese che ha cambiato quartiere
Angel’s Share ha aperto nel 1993 al secondo piano del Village Yokocho, il ristorante giapponese di Stuyvesant Street nell’East Village, dietro una porta senza insegna, ed è stato uno dei locali che hanno ispirato la rinascita dei cocktail bar a New York, da PDT ad Attaboy. Il nome si riferisce alla parte di whisky che evapora durante l’invecchiamento, la “parte degli angeli”.
Dopo quasi trent’anni il bar ha chiuso il 31 marzo 2022 per la fine del contratto d’affitto e nel 2023 ha riaperto al 45 di Grove Street, nel West Village, con il grande murale dorato e blu che stava sopra il vecchio bancone. Le regole sono rimaste: niente prenotazioni, gruppi di massimo quattro persone, nessuno in piedi al bancone. È aperto da martedì a sabato dalle 17 a mezzanotte, chiuso la domenica e il lunedì.

5. Raines Law Room: il salotto vittoriano di Chelsea
Il nome viene da una legge vera. Nel 1896 lo Stato di New York approvò la Raines Law, che vietava di vendere alcolici la domenica tranne che negli hotel con almeno dieci stanze che servissero da mangiare: i saloon aggiunsero qualche stanzetta arredata e un panino, a volte riutilizzato da un tavolo all’altro, e diventarono “hotel”. Raines Law Room ha aperto nel 2009 al 48 della West 17th Street, tra Chelsea e il Flatiron District.
Si suona il campanello e si entra in un appartamento d’epoca con divani separati da tende. È aperto dalle 17, dalle 16 il sabato e la domenica, fino all’una o alle due. Nel 2014 ha aperto una seconda sede, Raines Law Room at The William, al 24 della East 39th Street, a Midtown East: indirizzi e prenotazioni sono sul sito di Raines Law Room.
6. Dear Irving: quattro epoche in un solo bar
Al 55 di Irving Place, a Gramercy, Dear Irving è nato dagli stessi proprietari di Raines Law Room, Alberto Benenati e Yves Jadot, con un’ispirazione dichiarata: Midnight in Paris, il film di Woody Allen sui viaggi nel tempo. Il locale è diviso in quattro sale, ognuna con la sua epoca: gli anni Sessanta con le poltrone di pelle, gli anni Venti alla Gatsby con le tende di cristalli, la fine dell’Ottocento e la Francia di Maria Antonietta.
Su ogni tavolo c’è un pulsante per chiamare il cameriere, un dettaglio che segnalavamo già nel 2021. Nel 2022 Dear Irving era al 26° posto della classifica North America’s 50 Best Bars, con un prezzo medio di 20$ a cocktail, circa 18€. È aperto dalle 17, dalle 16 nel weekend, fino all’una o alle due.
7. La Noxe: il bar segreto dentro la metropolitana
La Noxe è nascosto dentro la stazione della 28th Street della linea 1, accanto alle scale della banchina diretta verso nord. Lo ha fondato Jey Perie, già dietro il club Kinfolk di Williamsburg: ha aperto a ottobre 2020, è rimasto chiuso tre mesi per la pandemia e ha riaperto a febbraio 2021. L’ingresso è al 162 della West 28th Street, dove si suona un campanello, e alla fine della serata si esce direttamente nella stazione.
A luglio 2021 il nostro fondatore è entrato in un bar segreto dentro la metropolitana e lo ha raccontato in questo video del nostro canale: una lista d’attesa di 1.500 persone, cocktail a 17$, circa 15€, una sala piccolissima con quattro tavoli e il bancone, una luce rossa e la gente che passa per prendere il treno. Sono gli stessi numeri con cui ABC7 e Time Out raccontavano La Noxe nel 2021.
Oggi La Noxe accetta anche clienti senza prenotazione ed è aperto dalle 18 all’una da domenica a mercoledì e fino alle due da giovedì a sabato. Ha anche una seconda sede al 111 di Broadway, nel Financial District; nel 2021 scrivevamo di prenotazioni da fare con mesi di anticipo e di un ambiente tra anni Settanta, Tokyo e Barcellona.
8. Bathtub Gin: burlesque e gin a Chelsea
Il nome viene dal gin fatto in casa durante il proibizionismo, che si diluiva nelle vasche da bagno, e al centro della sala c’è proprio una vasca di rame. Bathtub Gin è al 132 della 9th Avenue, a Chelsea, dietro una porta nascosta: nel 2018 lo raccontavamo dietro la Stone Street Coffee Company, segnalato da una luce rossa sulla porta. Oggi propone una lunga selezione di gin, musica dal vivo, spettacoli di burlesque e DJ a tarda notte; è aperto dalle 17 fino alle 2, alle 3 il venerdì e il sabato, e si prenota dal sito di Bathtub Gin.
9. Blind Barber: il barbiere con il bar sul retro
Al 339 della East 10th Street, nell’East Village, Blind Barber è un vero salone da barbiere, aperto di giorno dalle 10 (dalle 11 il lunedì). Dietro, nel 2018 descrivevamo uno speakeasy nato dall’idea dei saloni dove durante il proibizionismo si contrabbandavano alcolici. La parte bar vive soprattutto da giovedì a sabato, quando resta aperta fino alle 3 o alle 4 del mattino; la domenica è chiuso. Il marchio, sul sito di Blind Barber, vende anche profumi, tra cui uno chiamato proprio Speakeasy.
10. Attaboy: un simbolo del nuovo stile speakeasy
Al 134 di Eldridge Street, nel Lower East Side, Attaboy è, insieme a PDT, uno dei nomi simbolo del ritorno dello stile speakeasy a New York. È aperto tutti i giorni dalle 17 alle 3, accetta poche prenotazioni su OpenTable e per il resto funziona in ordine di arrivo, solo per gruppi fino a sei persone e con documento fisico obbligatorio.
Come si entra negli speakeasy di New York
Il fascino di ogni speakeasy bar a New York sta nell’ingresso. Ogni locale ha il suo rituale, e sapere prima come entrare evita di girare a vuoto davanti a una porta senza insegna:
- Cabina telefonica: da PDT si entra da Crif Dogs, si alza la cornetta e la parete si apre.
- Campanello: da Raines Law Room e da La Noxe, al 162 della West 28th Street, si suona e qualcuno viene ad aprire.
- Negozio finto: The Back Room si nasconde dietro il cancello della Lower East Side Toy Company.
- Salone da barbiere: da Blind Barber si attraversa il negozio per arrivare al bar.
- Nessuna insegna: molti speakeasy non hanno un’insegna visibile, quindi conviene avere con sé l’indirizzo preciso.
Le regole alla porta sono severe. Negli Stati Uniti si beve dai 21 anni e serve un documento d’identità fisico: Attaboy lo scrive chiaramente, e The Back Room alza l’età minima a 25 anni il venerdì e il sabato. Contano anche le dimensioni del gruppo, al massimo quattro persone da Angel’s Share e sei da Attaboy, e l’abbigliamento: vestirsi in modo curato resta il consiglio migliore, come scrivevamo già nel 2021.
Questa tabella riassume indirizzo, quartiere, modalità di ingresso e orari dei dieci speakeasy di New York della nostra selezione, verificati il 21 ottobre 2026.
| Speakeasy | Indirizzo | Quartiere | Come si entra | Orari |
|---|---|---|---|---|
| The Back Room | 102 Norfolk Street | Lower East Side | Cancello della Lower East Side Toy Company, prenotazione o ingresso libero | Dalle 18; chiude all’1, alle 2 o alle 3 |
| PDT | 113 St. Marks Place | East Village | Cabina telefonica dentro Crif Dogs, prenotazione dal sito | Non pubblicati su Google |
| Apotheke | 9 Doyers Street | Chinatown | Senza prenotazione, in ordine di arrivo | Tutti i giorni dalle 18.30 |
| Angel’s Share | 45 Grove Street | West Village | Senza prenotazione, massimo 4 persone, niente posti in piedi | Mar-sab 17-24 |
| Raines Law Room | 48 West 17th Street | Chelsea, Flatiron | Campanello | Dalle 17, weekend dalle 16; fino all’1 o alle 2 |
| Dear Irving | 55 Irving Place | Gramercy | Prenotazione online, pulsante al tavolo | Dalle 17, weekend dalle 16; fino all’1 o alle 2 |
| La Noxe | 162 West 28th Street | Chelsea, stazione 28th Street | Campanello, anche senza prenotazione | Dom-mer 18-1; gio-sab 18-2 |
| Bathtub Gin | 132 9th Avenue | Chelsea | Porta nascosta | Dalle 17; fino alle 2 o alle 3 |
| Blind Barber | 339 East 10th Street | East Village | Attraverso il salone da barbiere | Bar fino a tarda notte gio-sab; domenica chiuso |
| Attaboy | 134 Eldridge Street | Lower East Side | Poche prenotazioni su OpenTable, gruppi fino a 6 | Tutti i giorni 17-3 |
Orari verificati il 21/10/2026 su Google e sui siti dei locali: possono cambiare per eventi privati e festività.
Gli speakeasy si concentrano in tre zone: Lower East Side ed East Village, con The Back Room, PDT, Attaboy e Blind Barber raggiungibili a piedi l’uno dall’altro; Chelsea e Gramercy, con Raines Law Room, Dear Irving, Bathtub Gin e La Noxe; il Greenwich Village, con Angel’s Share e l’ex Chumley’s.
Ilmioviaggioanewyork.com
Speakeasy a New York: dove sono
Bar segreti e locali del proibizionismo a Manhattan
Chi vuole un bar nascosto lontano da Downtown può puntare su The Campbell, dentro Grand Central: era lo spazio privato che il finanziere Campbell si fece allestire nel 1923, e la sua storia la raccontiamo nell’articolo sul Campbell Bar di Grand Central.
Una serata a New York tra skyline e bar segreti
Gli speakeasy aprono quasi tutti nel tardo pomeriggio o la sera, quindi la sera conviene costruirla in due tempi. Prima le luci della città, poi un cocktail in un bar nascosto: è un buon modo per chiudere l’ultima sera a New York.
Il nostro tour notturno dello skyline, il giovedì da aprile a ottobre, parte alle 18 da Midtown, ferma alla Brooklyn Heights Promenade e a Hamilton Park, a Weehawken, con uno spicchio di pizza a Hoboken, e rientra intorno alle 22 a Times Square, all’incrocio tra la 40th Street e l’8th Avenue. Da lì La Noxe, alla 28th Street, è raggiungibile in metro con la linea 1.
La serata prima dello speakeasy
Tour notturno dello skyline di New York in italiano
Brooklyn Heights Promenade e Hamilton Park con guida dal vivo in italiano, coach bus e rientro a Times Square. Adulti da 78$, circa 70€.
Il nostro ufficio di Tour Operator New York è al 324 della West 47th Street, a due passi da Times Square, ed è aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 17: se hai dubbi su come organizzare la tua ultima serata, puoi passare a chiedere.
Se invece preferisci un drink con vista, a cielo aperto, la nostra selezione dei rooftop bar di New York è l’alternativa giusta per le sere d’estate.
Consigli per una serata in uno speakeasy di New York
Quattro accorgimenti per vivere lo speakeasy senza sorprese alla porta:
- Porta il passaporto o un documento fisico: la foto sul telefono non basta, e si entra solo dai 21 anni.
- Arriva presto: Apotheke e Angel’s Share non prendono prenotazioni, all’apertura è più facile trovare posto.
- Controlla la dimensione del gruppo: massimo quattro persone da Angel’s Share e sei da Attaboy.
- Calcola la mancia: sul conto dei cocktail va aggiunta, come in ogni bar americano.
Il nostro consiglio
Il lunedì sera prova il jazz dal vivo di The Back Room: l’ingresso è gratuito, si entra dalle 18 e la musica va dalle 21 a mezzanotte e mezza. È un modo economico per vivere uno speakeasy originale degli anni Venti, ricordandoti di lasciare una mancia alla band.
Quanto lasciare al bancone e al tavolo, con le percentuali consigliate, lo spieghiamo nella guida su quanto si dà di mancia in America, utile anche per i cocktail bar.
Molti speakeasy sono nel cuore di quartieri da visitare anche di giorno: il Greenwich Village, con Angel’s Share e la casa di Chumley’s, merita una passeggiata tra le sue strade storiche.
Guide ai quartieri, ai locali e alle esperienze serali sono raccolte tra gli articoli del blog de Il Mio Viaggio a New York, utili per organizzare il resto delle tue giornate.
Come scegliere il tuo speakeasy a New York
Se cerchi la storia vera, scegli The Back Room, l’unico della lista che negli anni Venti era già un bar clandestino. Se vuoi il rituale d’ingresso più divertente, PDT e la sua cabina telefonica; se ami i cocktail curati e un’atmosfera raccolta, Angel’s Share o Raines Law Room; se vuoi stupire chi viaggia con te, La Noxe dentro la metropolitana.
Bastano un documento, un po’ di pazienza alla porta e la curiosità di aprire quella giusta: dietro c’è una New York che parla ancora piano, come cento anni fa, e che ti aspetta per l’ultimo brindisi del viaggio.
Domande frequenti sugli speakeasy di New York
Sono bar nascosti nati durante il proibizionismo, tra il 1920 e il 1933, quando negli Stati Uniti era vietato produrre, vendere e trasportare alcolici. Nel 1920 a New York se ne contavano 32.000. Oggi il termine indica anche i cocktail bar moderni con ingresso nascosto, come PDT, Apotheke o La Noxe.
È PDT, Please Don’t Tell, al 113 di St. Marks Place nell’East Village. Si entra dal locale di hot dog Crif Dogs: dentro c’è una cabina telefonica di legno, si alza la cornetta e la parete di fondo si apre sul bar. Ha aperto il 24 maggio 2007 e si prenota dal sito.
Ogni locale ha il suo rituale: la cabina telefonica di PDT, il campanello di Raines Law Room e La Noxe, il finto negozio di giocattoli di The Back Room, il salone da barbiere di Blind Barber. Serve sempre un documento d’identità fisico, perché si entra solo dai 21 anni, e spesso una prenotazione.
In genere intorno ai 20$, circa 18€, mancia esclusa: è il prezzo indicato da Time Out per Apotheke e il prezzo medio di Dear Irving nella classifica North America’s 50 Best Bars del 2022. Nel 2021 da La Noxe il nostro fondatore ha trovato cocktail a 17$, circa 15€.
Sì: The Back Room, al 102 di Norfolk Street, negli anni Venti era il retro del ristorante Ratner’s e ha mantenuto l’ingresso di allora. Altri locali storici hanno chiuso: il 21 Club nel 2020 e Chumley’s, all’86 di Bedford Street, dove dal 2025 c’è la steakhouse The Eighty Six.
Dipende dal locale. PDT si prenota dal sito, The Back Room accetta prenotazioni e clienti senza prenotazione, La Noxe accoglie anche chi arriva senza prenotare, Attaboy ha pochi posti su OpenTable. Apotheke e Angel’s Share non prendono prenotazioni: conviene arrivare all’apertura.

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